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Auditorium: Un concerto per tornare a vivere

le-concert.jpgMartedì 2 Febbraio, con inizio alle ore 20, presso la Sala Petrassi dell’auditorium Parco della Musica, verrà presentato in anteprima il film di Radu Mihaileanu Il concerto”, pellicola inclusa nella selezione ufficiale – fuori concorso – dell’ultima edizione del Festival del Film di Roma. Al termine della proiezione, il regista sarà protagonista di un incontro con la stampa ed il pubblico.

 Il lungometraggio, la cui uscita nelle sale è prevista per il 5 febbraio, è ambientato ai tempi dell’Unione Sovietica di Breznev e vede protagonista Andreï Filipov, osannato direttore d’orchestra del Bolshoi di Mosca, il quale viene allontanato dal regime comunista all’apice del successo perché si rifiuta di licenziare i musicisti ebrei, tra i quali c’è il suo miglior amico Sacha. Trent’anni dopo, caduto il blocco sovietico, l’uomo continua a lavorare nel teatro ma come custode e aiuta la moglie a movimentare finte manifestazioni di orgoglio comunista. Una sera, Andreï si trattiene fino a tardi e trova per caso un fax indirizzato alla direzione del Bolshoi con il quale l’orchestra viene invitata ad esibirsi al Teatro Chatelet di Parigi. L’uomo non ci pensa due volte: accetta l’invito al posto dell’orchestra ufficiale e riunisce i vecchi compagni che, per sbarcare il lunario, fanno i lavori più umili.

 Mihaileanu, regista nato a Bucarest nel 1958, torna quindi al tema dell’impostura positiva che aveva condotto al successo il celebre ed apprezzato Train de vie (1998) e caratterizzato il successivo – e dai toni più drammatici – Vai e Vivrai (2005). Anche in questa pellicola, l’inganno è lo strumento attraverso il quale gli uomini provano a riscattare la propria esistenza e a riconquistare la dignità che è stata sottratta loro. Un tema, questo, costante nelle produzioni del filmaker, il quale in una recente intervista ha dichiarato di attribuirlo al fatto che suo padre, che si chiamava Buchman, durante la guerra dovette cambiare cognome per sopravvivere, diventando Mihaileanu per affrontare il regime nazista e poi quello stalinista. Forse è per questo che i suoi personaggi, incontrando grandi difficoltà nel contesto nel quale si trovano ad operare, fingono di essere quello che non sono. Liberandosi da loro stessi, spogliandosi della propria identità, si tolgono (o provano a togliersi) da una situazione che minaccia la propria esistenza e che impedisce loro di esprimersi.

Il film è una commedia nella quale l’umorismo viene posto continuamente in relazione alle sofferenze e alle difficoltà (proseguono le analogie con Train de il-concerto.jpgVie) e vi si evidenzia il paradosso della nuova società russa, in cui le manifestazioni domenicali degli ex-comunisti si contrappongono in maniera stridente (in modo comico e tragico nello stesso tempo) alla mentalità aggressiva dei pochi ed arroganti neo-plutocrati. Ma c’è dell’altro in questa pellicola: il concerto per violino ed orchestra di Čajkovskij viene utilizzato dal regista come metafora del legame tra individuo e collettività: la musica non può essere armoniosa se il violino e l’orchestra non sono complementari, così come il benessere dell’individuo è strettamente legato a quello della collettività (e viceversa). Viene posto in evidenza anche il tema del dialogo interculturale (della sua difficoltà, della sua possibilità, della sua necessità) quando i russi incontrano i francesi, che hanno una visione della vita radicalmente differente (questo aspetto è sottolineato anche dalle contrapposizioni stilistiche utilizzate per descrivere gli ambienti moscoviti e quelli parigini) e toccato quello dell’armonia suprema, perseguita dai personaggi russi che, messi al bando nella loro società, cercano di ritrovare l’autostima e la dignità, contro l’oblio e la morte, anche attraverso l’inganno.

Giovanni Berti

Il Concerto: Francia, Romania, Belgio, Italia 2009, durata:119′
Regia adu Mihaileanu – cast Alexeï Guskov (Andreï Filipov), Dmitry Nazarov (Sacha Grossman), Melanie Laurent (Anne-Marie Jacquet), François Berleand (Olivier Morne Duplessis), Miou Miou (Guylène de la Rivière), Valeri Barinov (Ivan Gavrilov)

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