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Auditorium – Margherita Hack e il suono delle stelle

margherita_hack.jpgAll’Auditorium un singolare debutto in sala da concerto. Sia oggi, 15 gennaio, che domani l’astrofisica Margherita Hack parteciperà, in occasione del Festival delle Scienze, alla prima esecuzione italiana de Le Noir de l’Etoile,  una straordinaria composizione nella quale l’autore, Gerard Grisey, fa ascoltare il suono delle stelle.

L’universo – spiega AdnKronos – in realta’ e’ muto, perche’ nel suo vuoto sconfinato i suoni non si propagano; ma le pulsazioni elettromagnetiche d’una stella, ricevute da un radiotelescopio, possono essere decodificate e trasformate in segnali sonori. Quando, grazie a un astronomo dell’universita’ di Berkeley, Grisey scopri’ il “suono” delle stelle pulsar, ne rimase talmente affascinato da decidere subito di utilizzarlo per una sua composizione.

Ma come? La risposta giunse lentamente: integrarlo in un’opera musicale senza ulteriori manipolazioni e lasciarlo semplicemente esistere all’interno d’una musica creata dall’uomo, ma anche sviluppare musicalmente le idee di periodicita’, di rallentamento, d’accelerazione e di lampeggiamento che le pulsar suggeriscono. Gli strumenti a percussione s’imposero alla sua immaginazione perche’ sono primordiali e possono raggiungere una forza sonora che ricorda l’inaudita potenza dei fenomici cosmici. Dunque al suono della pulsar di Vela e della pulsar 0359-54, captato dalla Stazione Radioastronomica di Medicina (BO) e trasmesso in diretta in sala, si uniscono le pulsazioni musicali degli strumenti a percussione disposti intorno al pubblico.

La partecipazione di un astrofisico, in quest’occasione Margherita Hack, e’ espressamente prevista dalla partitura per illustrare gli aspetti scientifici di questo lavoro.

Grisey – spiega ancora AdnKronos – scrisse Le Noir de l’Etoile nel 1989-1990. Nato nel 1946, era considerato uno dei compositori piu’ importanti della generazione successiva a quella di Pierre Boulez, ma scomparve precocemente nel 1998. E’ definito il fondatore della “musica spettrale” – basata sull’analisi dello spettro sonoro – ma negli ultimi anni non si riconobbe piu’ in questa definizione, che pure egli stesso aveva inizialmente accreditato.

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