Home ATTUALITÀ Caro Babbo Natale…

Caro Babbo Natale…

Caro Babbo Natale……in primo luogo stai tranquillo, ho scavalcato il trauma del trenino che non mi portasti quando avevo otto anni, quindi non sono arrabbiato con te. E non sono arrabbiato neanche per Big Jim, che mi durò da Natale a Santo Stefano nel ’73. Anzi, mi servì per capire una frase che mia madre ripeteva ogni volta che si rompeva qualcosa dentro casa, “certi oggetti durano da Natale a Santo Stefano”, me l’ero imparata come una cantilena e grazie al braccio rotto di Big Jim capii l’antifona.

Ti scrivo per raccomandarti Roma, città che definiscono ancora eterna ma che pare cader a pezzi. Qua c’è da raccontarti d’una città costruita sulle corsie preferenziali ma dove gli autobus sono merce rara. E se arrivano c’è da fare un’antitetanica per quanto sono sporchi; forse è per questo che le fermate sono così spoglie, servono per far temprare il fisico degli utenti prima di farli salire nell’inferno delle puzze, fra posti in piedi, borseggiatori e depravati. C’è da ricordarti che il traffico è ormai impazzito e (non) scorre su strade disegnate per le bighe, che si e no saranno state un centinaio ai tempi dell’antica Roma e non tre milioni e mezzo come le vetture che marciscono fra raccordo anulare e centro cittadino. Riesci a far qualcosa?

Magari vai pure a dare un’occhiata a via Gradoli e a via Mastrigli, distano si e no una chilometrata fra loro… con le renne ci metti un attimo: lì accade di tutto, e neanche ti sto a raccontare tutti i particolari. Neanche te la racconto la vicenda del Governatore, già ti sarai fatto un’idea. Visto che ci sei, guarda se riesci a fare qualcosa pure per la classe politica romana, che si fa chiamare “onorevole” pure dai figli ma non distingue una bolletta del gas da una multa.

Quest’anno abbiamo scovato un “onorevole” che mandava lettere a casa della gente spiegando che avrebbe risolto i problemi solo dopo aver ricevuto il voto e un altro che ha qualifica di presidente ma resta appena un residente.

Un problema che non ti tange, visto che voli con la slitta, è quello delle buche sull’asfalto, Roma è una groviera; un altro è quello degli alberi, è dovuta morire una persona, colpita da un ramo, che far capire che andrebbero potati ogni tanto.

Dì la verità, sono stato esoso?

No, dài, credo d’averti chiesto il minimo indispensabile. Stai tranquillo, non è una ripicca per il trenino di quarant’anni fa.

Massimiliano Morelli

Visita la nostra pagina di Facebook

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome