Home ATTUALITÀ Nuove regole della Regione Lazio complicano la vita dei diabetici

Nuove regole della Regione Lazio complicano la vita dei diabetici

test-diabete.jpgFino a poco tempo fa, per avere quanto occorre per il test della glicemia, era sufficiente presentare il piano terapeutico annuale firmato dal diabetologo, consegnarlo alla ASL di appartenenza e ritirare il necessario. Grazie ad un dispositivo introdotto dalla Regione Lazio il tutto è diventato ora un circolo vizioso. Queste infatti le nuove regole:

1.  Si comincia andando dal proprio specialista diabetologo per farsi compilare sul nuovo modulo regionale il piano terapeutico
2.  Con questo modulo occorre recarsi alla sede centrale della ASL di competenza (ex locali Santa Maria della Pietà su via Trionfale per chi vive a Roma Nord) che rilascia una autorizzazione
3.  Questa autorizzazione deve essere consegnata al medico di base il quale con un altro modulo prescriverà il fabbisogno trimestrale
4.  Con tale prescrizione si può finalmente andare in farmacia per poter prendere quanto necessario

Tutto qui? No, perché dopo tre mesi occorre ripartire dal punto 3, cioè tornare dal medico di base ed ottenere una nuova prescrizione per il trimestre successivo. Ma non basta, dopo i primi 12 mesi si ricomincia tutto da capo, partendo proprio dal punto 1.
Un po’ come il gioco dell’oca, solo che viene obbligato a giocare chi non ne ha proprio voglia, il malato.
Enrico Argenziano

Visita la nostra pagina di Facebook

6 COMMENTI

  1. Se poi quando chi ne ha bisogno, oltre che diabetico è un ottantottenne con invalidità del 100% a causa di un incidente stradale, come nel caso di mio padre, il gioco dell’oca si fa molto più affascinante…

  2. Un’altra follia! Alla faccia della de-burocratizzazione e dello snellimento amministrativo. Sarebbe interessante sapere dalle menti illuminate che in Regione hanno partorito questo mostro, quali siano gli obiettivi che intendono raggiungere con questo appesantimento a carico di cittadini (e familiari) che già hanno i loro problemi. Io vedo solo un aumento dell’inefficienza e dei costi a carico delle strutture pubbliche e dei cittadini.

  3. Cosa ancora piu’ disperata per un paziente che ha il suo centro diabetologico a Roma, ma residente a Viterbo, questo non è il gioco dell’oca, ma semplicemente una Parigi-Dakar.

  4. Il gioco inventato dai,purtroppo,nostri politici è chiaro Strisce,siringhe e quanto altro serve a noi diabetici viene ora distribuito dalle farmacie confrontiamo in contratto firmato dalla regione Lazio con analoghi contratti stipulati da altre regioni e vedremo che i presidi sanitario che noi usiamo costano alla nostra regione il doppio di quanto costano alla Toscana e via di seguito.
    Essendo un ben pensante ritengo che i nostri politici facciano la cresta sulle nostre patologie

  5. E pure le farmacie devono mangiare……siamo in italia….sono una casta che si tramanda la farmacia da padre in figlio……liberalizziamo e poi vediamo…..

  6. Visto che di diabete non si guarisce e con l’avanzare dell’età semmai si peggiora, purtroppo, non capisco perché tornare annualmente dal diabetologo quando basterebbe la semplice prescrizione del medico di base, che ben ci conosce, da sottoporre poi alla ASL per la definitiva autorizzazione al prelievo di quanto ci occorre in farmacia!?

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome