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Auditorium – al via incontri d’autore con Una notte al Folkstudio

folkstudio.JPGDomenica 22 novembre, alle 21 nella Sala Sinopoli, con “Una notte al Folkstudio. Omaggio a Giancarlo Cesaroni” ricominciano all’Auditorium gli “Incontri d’Autore” ideati e condotti dai critici musicali di Repubblica Ernesto Assante e Gino Castaldo. Con il secondo, vecchia conoscenza di queste pagine, abbiamo parlato di questa serata un po’ fuori dagli schemi abituali della rassegna.

.La nuova stagione di “Incontri d’autore” si apre con un omaggio a Giancarlo Cesaroni, fondatore dello storico locale romano Folkstudio; qual’è il senso di rendere omaggio ad una figura così poco conosciuta al grande pubblico?  Il nome di Cesaroni non è molto conosciuto (o meglio non troppo popolare) anche perché gli anni in cui ha agito attivamente a Roma sono ormai passati da tempo, ma certamente il nome del Folkstudio è invece ancora ben radicato nella memoria collettiva. L’idea era quella di rendere omaggio a questa magnifica e importante storia, rimarcando per contro l’assenza di luoghi che oggi solo lontanamente possano essere paragonati a quello. Da tempo era nell’aria l’idea di ricordare in qualche modo il Folkstudio e il ruolo di Giancarlo Cesaroni e infatti non appena abbiamo lanciato l’idea c’è stata una mobilitazione molto forte dell’ambiente musicale romano. Per l’esattezza tra l’altro Cesaroni non è stato il fondatore del locale. A crearlo inizialmente, nella sede originaria di Via Garibaldi, è stato Harold Bradley, oggi ottantenne ma ancora splendido e vivacissimo animatore cantante di gospel. Sarà lui tra l’altro a inaugurare la serata con un catno augurale che d’abitudine veniva cantato al Folkstudio all’inizio dello spettacolo. Cesaroni entrò quasi immediatamente nel locale, e ne raccolse il testimone mantenendolo vivo per molti anni, anche nella successiva sede di via Sacchi.

 Cosa ha rappresentato il folkstudio per la musica, sia suonata che ascoltata, in Italia e cosa ha rappresentato per la città di Roma?  Il ruolo del Folkstudio fu decisivo. Semplicemente perché era un locale dove tutta la nuova musica aveva accesso, concepito espressamente perché i musicisti si incontrassero in stretto rapporto col pubblico. Lì si sono incontrati i cantautori della scuola romana, i jazzisti d”avanguardia, tutta la stagione del folk revival, in un clima meravigliosamente bohemien di libero scambio e stimolo reciproco.

Come hanno reagito i musicisti che avete invitato all’idea di raccontare l’epopea del folkstudio?  La reazione dei musicisti è stata superiore alle aspettative, altro segno dell’importanza che il locale ha avuto nella crescita di molti artisti. Ci saranno alcuni tra i protagonisti di allora., come Pietrangeli e la Marini, ma anche Otello Profazio, Mimmo Locasciulli, Venditti e molti altri ancora. Vinicio Capossela ha accettato di venire, anche se non frequentava il locale, per rendere omaggio alla figura di Matteo Salvatore, una delle più importanti figure del folk italiano. Pasquale Minieri ha messo  disposizione una sua musica inedita, sulla quale diversi autori stanno mettendo dei versi in un lavoro collettivo che sarà il miglior omaggio allo spirito di creatività che si respirava nel locale.

E’ vero che dopo l’Auditorium la serata continuerà in altri locali della capitale dove i musicisti vostri ospiti andranno ad esibirsi gratuitamente? Ci potresti dare qualche dettaglio?   Sì, la serata, vista la mobilitazione di cui parlavo, ha avutopun’imptrovvisa accellerazione. Tre locali (di sicuro il the Place, Il Music in e un terzo da confermare) ospiteranno il pubblico della serata e i musicisti che vorranno ritrovarsi per continuare a suonare

Ci puoi descrivere come si svolgerà la serata e magari anticiparci qualche episodio/aneddoto che racconterete domenica? la serata sarà inaugurata da un filmato di 15 minuti curato dall’istituto nazionale dei beni audiovisivi (ex discoteca di stato) che racconta la storia del Folkstudio. La serata, inoltre, sarà decicata a Corrado Sannucci, un nostro collega da poco scomparso, che aveva militato come cantautore negli anni d’oro del Folkstudio e aveva inciso un disco con l’etichetta discografica, ovviamente indipendente, creata da Cesaroni. Oltre alla esibizioni musicali ci saranno filmati, una sinolare scenografia visiva suggerita da una perfetta e navigabile ricostruzione virtuale del Folkstudio (a opera di Dario Massari) e racconti, tra cui alcune preziose e inedite precisazioni. Infine saremo in grado di raccontare tutta la verità su una delle più ricorrenti leggende legate al locale, ovvero la presenza di un Dylan ancora relativamente sconosciuto agli inizi degli anni Sessanta.

Grazie mille e a domenica. grazie a voi, vi aspetto.

↓seppe Guernica Reitano 

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