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Roma senza Difensore Civico da oltre un anno

difensorecivico.jpgOltre un anno fa, il 10 settembre 2008, scadeva il termine per presentare la propria candidatura alla carica di Difensore Civico di Roma. Chiunque, per preparazione e per esperienze acquisite nella tutela dei diritti ed offrendo la garanzia di probità, indipendenza, obiettività, competenza e capacità di esercitare efficacemente le funzioni di Difensore Civico, poteva autocandidarsi.

Il nuovo Difensore Civico sarebbe poi stato eletto dal Consiglio Comunale nell’ambito delle candidature ricevute. Così recitava l’avviso emesso dal Sindaco Alemanno (leggi qui) nel lontano Luglio 2008, alla scadenza del mandato dell’Avv.Ottavio Marotta, precedente Difensore Civico, terminato con l’elezione del nuovo consiglio Comunale, organo dal quale deve essere rinnovato l’incarico.

Dopo qualche mese – siamo a Gennaio 2009 – si disse che le candidature pervenute erano non più d’una dozzina e che quindi in poco tempo sarebbero state analizzate per poter poi calendarizzare l’elezione in Consiglio. Ed invece, a distanza di 13 mesi, in Campidoglio di eleggere il nuovo Difensore Civico ancora non se ne parla.

Si dirà – come scrivemmo allora – che la figura del Difensore Civico è più di forma che di sostanza, che i suoi poteri sono limitati al sollecito o, al massimo, al richiamo nei riguardi degli uffici comunali e municipali in qualche modo vessanti o non bene funzionanti, che il suo operato può essere d’intralcio. Tutto sta poi ai poteri che gli si vuole assegnare ma quand’anche restassero gli stessi le migliaia di segnalazioni e di proteste giunte sulla scrivania dell’Avv.Marotta durante il suo mandato dicono che i cittadini hanno fiducia in questa figura, dicono che hanno voglia di trasparenza e di essere tutelati dalla mancanza della stessa.
E’ forse questo aspetto il più temuto ed a far si che l’elezione sia stata rinviata sine die? Ma un’amministrazione che si picca di essere il buon governo per decenni atteso dalla città non dovrebbe temere di essere monitorata, pungolata, richiamata a far meglio ed a fare di più, soprattutto da parte di un’istituzione che rappresenta gli amministrati. (red.)

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