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Il Premio Baiocco ed i sonetti in romanesco

Lo scorso 26 settembre, a Ponte Milvio, si è tenuta l’assegnazione del Premio Baiocco 2009 e ad ogni premiato è stato letto un simpatico sonetto in versi romaneschi scritti e recitati da Stefano Ambrosi. Originalissimi, sono stati tutti applauditi. Vale la pena leggerli, ce n’è per tutti…. Ve li proponiamo qui, unitamente al resoconto della serata pubblicato sul sito del XX Municipio, il cui Assessorato alla Cultura è stato promotore dell’evento ben organizzato dall’Associazione Culturale Clip. Per resoconto e foto cliccare qui, per i sonetti basta scorrere questa pagina.

Roberto Ciufoli

 Premiato viè in arti recitative
un granne attore Ciufoli Roberto.
Così tante facce e ruoli ha ricoperto
che lui è quasi difficile a descrive.

 Da “L’Allegra Brigata” ch’è un terzetto
passa ar quartetto “La Premiata Ditta”
c’è sempre pubblico in sala d’aspetto
che vò ride e sentì l’urtima dritta.

 Così sarta da la televisione
senza però ar teatro fà rinuncia,
ar cinema e lì giù ‘n antra emozione
che lo soddisfa e ar successo annuncia.

 Geniale sempre, allegro e trasformista
pelato senza un pelo dritto in testa,
Ciufoli è simpatia ortre che artista,
ridi senza dovenne fà richiesta.

 Certo si ve dovessi fà la lista
de quanto vento ha arzato (‘na tempesta!)
se merita er Bajocco: è un attivista.
Più la stima, sinnò famo la cresta.

 Alberto Bevilacqua

 Lo devo dì: ciò un po’ de soggezione
insieme ar dubbio”Riesco o nun riesco?”
Devo fà versi a chi è ‘n istrione…
poi m’esce la quartina in romanesco.

 A chi m’ha dato l’illuminazione
de trasformà ‘gni scritto in quarche verso,
la differenza “Cicero-Tincone”
scusate nun è mica tempo perso.

 Viene premiato Lui come scrittore,
Alberto Bevilacqua, nome in vista
mirabili stesure, grande autore
poi pure giornalista, polemista.

 Già ner Sessantasei Premio Campiello
fino a lo Strega co’ “L’occhio del gatto”
ar Bancarella a faje da cappello,
(puro doppiato, pe’ chi s’è distratto).

 Je riconosce er Municipio Venti
che ‘gni romanzo suo cià trasportati,
senza fà un passo, in loghi sorprendenti,
lasciannoce così “Sensi incantati”.

 Ferdinando Aiuti

 Sventola un nome Ferdinando Aiuti,
co’ quer cognome che direi azzeccato
fra li rimasti in piedi e li caduti
sapessi quanti “aiuti” ha sparpajato.

 Docente e direttore a la Sapienza,
è un cervellone da trattà coi guanti.
De quelli che è impossibile fa senza,
de premi in giro n’ha già presi tanti.

 In lotta sempre contro l’aidiesse
fonda ‘n associazione nazionale
contro ‘sta malattia, che Dio volesse,
possa esse un giorno come un blando male.

 “Sapere Uguale Vivere” ha stampato
seguìto poi da “Nessuna condanna”
La scienza divulgata su ‘n trattato
va in cerca der bon senso che comanna.

 Er Presidente poi j’ha conferito
la granne Croce ar merito: è dovere.
Che fosse, dopo tutto Cavaliere
d’animo e corpo, s’era già capito.

 Stavamo in fila noi cor còr contento
tutti aspettanno de sentì lo schiocco
pe potè daje un riconoscimento.
Poco che sia, a lui je va er Bajocco.

 Fratelli Marconi

 È pe’ Nicola e Tommaso Marconi!
E ‘sto Bajocco, da tifosi ‘è dato,
va pe’ ‘gni tuffo e pe’ quante occasioni
co’ belle geometrie hanno creato.

 Nicola è riservato, e in più je piace
legge fumetti, er cinema j’è caro,
poi colleziona, scrive, n’è capace
si lo volemo di:  ‘n pantofolaro.

 Tommaso è donnaiolo ed estroverso,
se tuffa su le donne è un rubacori,
quell’artro invece sposa ( ce s’è perso)
Tommaso è testimone, sissignori.

 Che so diversi mo l’avemo detto
ma quanno sarteno dar trampolino
nun lo sapresti dì chi è più perfetto.

 Nun li distingui, ognuno fa un inchino,
se sincronizzeno, parte er duetto
acrobati dall’aria all’acqua inzino.

 Magda Nica

 Adesso prenno a verso Magda Nica
ch’è qui in Italia dar Novantasette,
laurea in lingue straniere, ce se mette,
più fa l’artista, Dio la benedica.

 È pure autodidatta poi oltretutto,
segue ‘na propensione naturale,
accosta li colori ar materiale
e crea opere in vetro, è questo er frutto.

 Diverse sempre anche pe’ sensazioni
ce l’ha sparse ner monno in gallerie.
Consensi e spazi ciànno ‘ste creazioni,
der sogno e della riflessione spie!

 Come artista straniero a Magda Nica
viè consegnato un Bajocco speciale!
Poi l’arte nun è nostra solo mica,
Nun se pò confinà, è universale!

 Marco Agostinelli

 Si dico ”Artista”, Marco Agostinelli
saprebbe damme la definizione.
Chi mejo de lui ch’è fra de quelli
che ha preso tanti premi a profusione.

 Regista esperto in arte digitale,
trasforma ‘sta parola in video arte.
Pure la critica internazionale
riconosciuto j’ha un valore a parte.

 Fonda co’ Peter Hobart “Moloch Rosso”
casa de produzione e ce realizza
documentari ad arte a più nun posso.
Voi dite che je piace? No! L’attizza!

 Er festival der Cinema è un capriccio
e de partecipà trova maniera.
Co’ dodici documentari a ciccio
a Montreal primo premio a la carriera.

 Un anno dopo, l’onoreficenza
viè dar Pietro Vannucci de Perugia
pe meriti accademici (ma penza)
lo ritira, lo sa che nun se indugia.

 Mo ch’è ‘r momento der Premio Bajocco
è ‘n antro fiore da mettese all’ochiello,
poi è fatto ad arte e lui che già cià ‘r tocco
saprà apprezzà de certo puro quello.

 Mauro Mazza

 Pe’ la carriera un riconoscimento
a Mauro Mazza cor Premio Bajocco.
N’ha presi tanti che questo è un frammento
ma su un ber pacco ce vo’ sempre un fiocco.

 In primis giornalista sempre desto
dar Secolo D’Italia ar TG Uno,
è la politica cor suo contesto
‘na giungla su cui va come nessuno.

 Fu poi in quell’anno, ner Duemiladue
che ar TG Due diventa Direttore.
Sbaja chi pensa che stia su le sue:
cià la capacità forza e vigore.

 Oggi ch’è er direttore de Rai Uno
nun sta co’ l’occhi chiusi in faccia ar vento,
vole vedé si dietro c’è quarcuno
che vo’ arzà porvere e su che argomento.

 Pe’ giunta autore de diversi saggi,
scritti sull’utopia e l’informazione
co’ questi mette in moto artri ingranaggi
che porteranno ortre, a soddisfazione.

 Nun ha sortanto scritto quarche rigo,
lo sa fà bene, è genio der tempismo
e spetta a lui er Premio Boffenigo,
pe’ meriti speciali ar giornalismo.

 Simonetta Bartolini

 Qui a Roma Simonetta Bartolini
all’Università insegna e dipana
spicciannola da rovi e dalli spini
Letteratura Moderna Italiana.

 Der Novecento pieno de lustrini
conosce ogni profumo e lei lo emana.
Va da D’annunzio fino a Pasolini,
nessuno mette ar bando né rintana.

 De professione brava giornalista,
e quanno scrive è de letteratura,
nun è ‘na fissa, è tutta ‘na conquista
che presto è nata e da quer tempo dura.

 Nun cià la fama d’esse tanto bòna
nun è un tereno che si vòi se tasta
e si ce sta da dì, lei nun perdona,
la critica va fatta e tanto basta.

 Pe’ lei letteratura è quella vera,
a parte mette er gusto personale.
C’è la motivazione? Quella impera.
Vole giustizia: ma l’intellettuale.

 Viè dato a lei er Bajocco più speciale
sia come Autrice dalla scorza dura
che da ricercatrice poi in finale
de un monno immenso:  la Letteratura.

 VignaClaraBlog.it

 Fabrizio Azzari e lui Claudio Cafasso
ereno du’ perfetti sconosciuti,
li presentò un amico e fatto er passo
fu er primo, come l’artri benvenuti.

 ‘Brizio ciaveva un Blog fatto pe’ gioco,
Claudio era appassionato de scrittura
e da st’unione nacque poco a poco
er Vignaclara Blog bella struttura.

 Mimì e Cocò so’ pe’ la fratellanza
o Cip e Ciop pe quanto so’ legati,
oppure Don Chisciotte e Sancio Panza
perché pe’ Blog Battaje so’ votati.

 Da diecimila accessi dopo un mese
passeno, ar terzo, a quarantamila,
allora nun ce so’ solo le spese
si ar Municipio Venti stanno in fila

 eletti ed elettori pe’ un confronto.
Co’ granne orgojo er Blog je fa da ponte,
er dialogo lo sai poi renne conto:
si crea un punto d’incontro puro a monte.

 Ma pe’ fà questo serve un giornalista
e troveno Morelli ch’è de quelli
capaci de guidà,  fà d’apripista.
E Direttore è mo de ‘sti pischelli.

 Premio Bajocco è sì dato cor core
a chi sostiè tenacia co’ l’ingegno,
a ‘sto terzetto che s’è fatto onore
creanno dar virtuale un vero regno.

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1 commento

  1. Ciao ragazzi! L’articolo è strepitoso, vi ringrazio, ma devo correggere solamente la parola “Sonetto”
    perchè in realtà sono “quartine in libertà”. Così io le chiamo.
    Perchè il sonetto ha una metrica tutta sua che vado ad esporvi con una mia poesia
    dal titolo:

    Dal sonetto pulito a quello sporco e caudato

    Si te voi sbizzarì a fà un ber sonetto
    da cima a fonno e avé soddisfazione
    devi portà a la metrica rispetto
    e dà a l’accenti giusti l’attenzione

    Co’ du quartine forma un ber quadretto
    d’endecasillabi e pe’ l’occasione
    falli incrociati o arternali e ‘st’assetto
    sarà un legaccio stretto a ‘gni emozione

    Appresso du’ terzine co’ l’aggancio
    poi fà ABA e legà solo er centrale
    ma co’ BAB a seguì quadra er bilancio

    praticamente in versi l’arsenale
    pe’ pijà spunto e poi partì de slancio
    è otto più sei, quattordici in totale.

    Volenno seguità l’esposizione
    come drogato da un versetto all’oppio
    l’allungo aggiungo che nun è abiezioe
    va bene puro fosse più der doppio

    l’accenti su la decima ela sesta
    o su la quarta decima ed ottava
    puro ar sonetto sporco fanno festa
    e nun je rennerà la forma schiava.

    Er resto viè da se datece sotto
    e fateve trovà da la magìa
    er compito de ognno è fa un decotto

    de versi, misticanza pe’ poesìa.
    Sia libera a quartine o no strambotto
    trovateje la chiusa e così sia.

    C’è poi ‘n antra corsìa
    si lo richiede er verso e no la moda
    sommatece ‘sti tre fanno LA CODA.

    Stefano Ambrosi

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