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XX Municipio – un anno di lavoro della Commissione Trasparenza

antonini2.jpgDal Consigliere Andrea Antonini, presidente della Commissione Trasparenza del XX Municipio, riceviamo il testo della  relazione sulle attività svolte dalla stessa Commissione nel primo anno di lavoro. La relazione, letta oggi  in aula Consiglio essendo all’ordine del giorno della prima seduta dopo la pausa estiva, abbraccia tanti temi caldi. Dal Pubblico Registro degli Interessi al Bilancio Partecipato, dal caso di Via Mastrigli al Piano Parcheggi  Comunale ed alla riapertura di via Cassia Antica, solo per citarne alcuni. Il consigliere Antonini ci ha inviato la relazione affinchè,  in ossequio allo spirito di “trasparenza” che anima la commissione presieduta, il maggior numero possibile di cittadini possa prenderne visione. Nel rispetto di tale spirito acconsentiamo a pubblicarla in versione integrale.

 ” RELAZIONE EX COMMA 4, ART. 58, REGOLAMENTO MUNICIPIO ROMA XX: In ossequio alle disposizioni regolamentari, si sottopone al Consiglio dettagliata relazione sull’attività svolta dall’inizio della legislatura in corso.

Al fine di razionalizzare il resoconto di attività che hanno interessato una moltitudine di argomenti, si è stabilito di suddividere la relazione nelle quattro macroaree che costituiscono la sfera di intervento della Commissione.

1. trasparenza e partecipazione civica
2. vigilanza sulla pubblicità degli atti
3. vigilanza sull’applicazione degli atti di Consiglio
4. vigilanza sugli atti amministrativi
5. garanzia per i Consiglieri sottoposti alle misure di cui all’art. 7 del Regolamento del Comune di Roma

Prima di dare inizio all’approfondimento dei punti di cui sopra, occorre tuttavia segnalare che per alcuni mesi è stata messa in discussione la legittimità della Commissione stessa, essendo stati sollevati, dal Partito Democratico, dubbi sulla regolarità nelle procedure di elezione del Presidente. Tale circostanza ha comportato più di un interpello al Segretariato Generale del Comune di Roma, il quale, con nota del 9 ottobre 2008, prot. 47040 del Municipio Roma XX, ha definitivamente sancito la legittimità dell’elezione della Presidenza della Commissione di controllo e garanzia. Basti pensare che l’ultimo parere in merito alla specie della Commissione è stata comunicata dal Direttore del Municipio alla Commissione stessa nel marzo dell’anno in corso. La precisazione appare doverosa per comprendere le iniziali difficoltà di chi, al suo primo mandato elettorale, ha dovuto sostenere un incarico istituzionale complesso anche in presenza di un’opera di costante boicottaggio da una parte dei Consiglieri di opposizione, il cui aiuto sarebbe stato determinante al superamento di ostacoli imputabili all’inesperienza ed alla mancata conoscenza dei meccanismi amministrativi. Pur nella convinzione che alcuni risultati si sarebbero potuti raggiungere da tempo in presenza di una maggiore collaborazione in seno alla Commissione, mi corre l’obbligo di ringraziare i pochi Consiglieri di opposizione, che non hanno mai ha accettato di intraprendere una battaglia politica che ha certamente leso gli interessi di trasparenza e partecipazione dei cittadini del Municipio XX, ed i Consiglieri di maggioranza che, a volte contro gli interessi della propria parte politica, hanno dato al sottoscritto il sostegno necessario per iniziare questa esperienza.

Svolta questa doverosa apertura, passiamo alla trattazione dei punti qualificanti l’azione della Commissione.

1. In materia di Trasparenza e Partecipazione civica la Commissione si è mossa lungo tre direttrici:

* approvazione in Consiglio del Regolamento che ha reso esecutivo il Pubblico Registro degli Interessi, istituito dal Municipio Roma XX, su iniziativa della Commissione stessa, a dicembre del 2007. A tal proposito – dopo aver proceduto ad importanti modifiche apportate al regolamento licenziato, ma mai approvato in Consiglio, dalla stessa Commissione Trasparenza sul finire della precedente legislatura – si è giunti finalmente all’istituzione del Registro, non senza aver svolto una costante e pressante opera di coinvolgimento degli uffici amministrativi preposti. Ad oggi solo 10 Consiglieri, 1 Assessore ed il Presidente del Consiglio, hanno aderito, su base strettamente volontaria, al P.R.I.

* maggiore partecipazione civica ai lavori del Consiglio, atteso che sperare nella presenza di cittadini durante sedute che si svolgono, dall’inizio della consiliatura, il lunedì mattina, fatte salve poche e straordinarie eccezioni, è una pura chimera . Verificata l’impossibilità di procedere a sedute serali, vuoi per la scarsità di personale – cronica carenza del Municipio, acuita da arbitrari quanto inopinati allontanamenti – vuoi per la scarsità di risorse economiche da destinare al personale coinvolto, si è stabilito che i moderni strumenti informatici potessero offrire valido contributo, anche e soprattutto in considerazione del fatto che le sedute del Consiglio Comunale vengono, dall’inizio dell’ultima legislatura, trasmesse in diretta web sul sito istituzionale, atteso che, per garantire maggiore partecipazione, anche le differite sarebbero un buon inizio. Anche in questo caso la gestazione del provvedimento è stata abbastanza lunga: la proposta di Risoluzione presentata dal sottoscritto e discussa in Consiglio in data 31 ottobre 2008, è stata bocciata dalla maggioranza che governa il Municipio, pur avendo alcuni Consiglieri approvato il provvedimento nella seduta di Commissione Trasparenza già dal 29 luglio 2008. Dall’estratto del verbale della seduta possiamo addirittura leggere dichiarazioni inerenti la inopportunità di affrontare un seppur modesto impegno economico per garantire ai cittadini di poter assistere alle sedute di Consiglio, essendo bastevole allo scopo la pubblicazione degli atti sul sito istituzionale del Municipio (vedremo in seguito se alcuni risparmi economici sarebbero potuti operarsi con una semplice opera di controllo politico, magari sul tipo di mezzi di trasporto utilizzato dai Consiglieri che usufruiscono dei rimborsi per spese di trasferimento). Sulla efficienza ed efficacia della comunicazione, ciascun cittadino potrà giudicare autonomamente, ma tali affermazioni appaiono tanto più paradossali se si pensa che uno dei voti contrari all’approvazione è stato espresso dal Presidente della Commissione Partecipazione Civica, che pure aveva dato parere positivo all’atto. Analoga Risoluzione, ripresentata a gennaio dell’anno in corso da esponenti del Partito Democratico, è stata finalmente votata dal Consiglio in data 26. Nel coso di quella seduta il Presidente del Municipio ha comunicato all’aula che avrebbe delegato, come supervisore del procedimento, l’Assessore agli Affari Generali il quale, convocato in Commissione in data 17 luglio, riferisce di non aver avuto alcuna ufficiale investitura, pur mettendosi a totale disposizione della Commissione per fornire informazioni sullo stato dell’iter amministrativo. Dal giorno dell’approvazione della Risoluzione sono trascorsi più di sette mesi ed ancora nessun passo avanti verso l’applicazione del provvedimento si registra, pur in presenza di formale impegno del Presidente “per realizzare il servizio nel più breve tempo possibile”. Il dispositivo risolutivo non ha inserito al suo interno alcun termine perentorio per la circostanza che, di lì a poco, il Municipio avrebbe cambiato sede. Ora la sede è cambiata e gli organi amministrativi sono già stati investiti da questa Commissione, in data 31 agosto, dell’onere della predisposizione del sistema di trasmissione.

* Consiglio dei Giovani, organo consultivo istituito con Legge Regionale  allo scopo di favorire la partecipazione di giovani di età compresa tra i 15 ed i 25 anni alla vita politica del Municipio. Anche in questo caso il lavoro svolto dalla Commissione è stato costante e pressante, sempre in presenza di una volontà politica, a volte chiaramente espressa, altre del tutto inattesa, della Maggioranza del Municipio di impedire la nascita dell’organo in questione. La cronologia degli eventi suffraga, di per sè, la precedente affermazione. In data 29 gennaio 2007 il Consiglio approva la deliberazione istitutiva del Consiglio dei Giovani del Municipio Roma XX e regolamento attuativo. In seguito all’approvazione, il Municipio partecipa ed accede (€ 8.000) al bando di finanziamento che la Regione Lazio ha previsto proprio per favorire la nascita dell’organo consultivo in questione. Il termine per usufruire di tali fondi viene prorogato diverse volte dalla Regione – anche in virtù del rinnovo del Consiglio Comunale in via anticipata – e fissato definitivamente al 31 dicembre 2008. Nella convinzione che si tratti di un provvedimento chiave per poter allargare la partecipazione giovanile alla vita del Municipio, già in data 4 settembre 2008, la Commissione Trasparenza deliberava una richiesta di documentazione alla dirigente all’epoca preposta. Sulla scorta di quanto comunicato e nella convinzione che il regolamento attuativo necessitasse di numerose integrazioni, vengono svolte più sedute della Commissione Partecipazione Civica, che hanno condotto alla redazione di un provvedimento – giunto in aula il 19 novembre 2008, entro i termini – condiviso all’unanimità da tutti i Consiglieri che a quelle commissioni avevano preso parte e dato un fattivo contributo. Il triste epilogo è che, proprio nel corso di quella seduta, il regolamento viene stravolto nella forma e nella sostanza, giungendo a prevedere, grazie al voto favorevole di quegli stessi consiglieri di Maggioranza che in Commissione Cultura avevano preparato l’atto originario, premi di maggioranza – buoni tutt’al più a garantire la governabilità di un paese, non certo un’ampia rappresentatività giovanile in un organo meramente consultivo – e, cosa forse ancora peggiore, un quorum del 20% degli aventi diritto al voto affinchè l’organo potesse intendersi validamente costituito. Tale aberrazione – pensata da chi ha inteso semplicemente stroncare l’iniziativa – è tale sia nel merito che nel metodo. Nel merito quando si pensi che il XIX Municipio, che tale organo ha votato, anche se non ancora indetto – sarà un caso che il Presidente di quel Municipio è parte della stessa componente politica del Presidente del XX? – ha registrato, come normale alla prima esperienza, una affluenza alle urne di circa il 7% degli aventi diritto – percentuale che, in termini assoluti, corrisponde alla non trascurabile cifra di 1.000 ragazzi. Nel metodo quando non si riesce ad indicare neppure una procedura elettiva – il referendum non elegge nessuno – che preveda un quorum. La Commissione ha dovuto piegarsi alla volontà del Consiglio, ma non il suo Presidente, il quale, grazie all’apporto di quei giovani che si vogliono, al pari dei cittadini adulti, al di fuori dei muri del Municipio, ha già provveduto alla raccolta di quasi metà delle firme necessarie (1.000) a portare nuovamente in Consiglio una proposta di delibera ad iniziativa popolare che contenga il regolamento del Consiglio dei Giovani così come originariamente redatto. Spiace notare che, ad oggi, il gruppo del PD non ha raccolto neppure una firma. Devo desumere che abbiano alzato bandiera bianca.

* Bilancio partecipato: sul tema la Commissione deve pubblicamente svolgere un mea culpa, avendo di fatto tralasciato, dal proprio calendario, un importantissimo e potentissimo strumento di partecipazione civica. Basti pensare che tale pratica amministrativa viene applicata, per la prima volta, a Porto Alegre, 3 milioni di abitanti, elevatissime tensioni sociali e bassissimo livello di fiducia riposto nell’amministrazione per risolverle, nel 1989, per la necessità di inversione delle tradizionali priorità di governo urbano, a partire da un intervento di democratizzazione della gestione istituzionale che fosse in grado di creare un “luogo” di formazione della coscienza civica dei propri cittadini. I risultati nel corso degli anni assumono aspetti miracolosi tanto da destare un notevole interesse internazionale, in particolar modo a partire dal vertice ONU di Istambul “Habitat II sugli insediamenti umani” del 1996, quando fu ufficialmente presentato nel novero delle 42 Pratiche Eccellenti mondiali di gestione urbana; inoltre la Banca Mondiale ha scelto Porto Alegre come sede per il “Seminario internazionale della democrazia partecipativa” (12/13 novembre 1999) a motivo della sua significatività come esempio di trasparenza ed efficacia nella gestione finanziaria della città. La Commissione non ha ancora approfondito il tema, ma, pur nell’augurio di assistere a importanti cambiamenti alla guida di Municipio, la legislatura non è ancora conclusa.

2. Con attinenza alle funzioni di controllo e garanzia, la Commissione ha vigilato con spasmodica attenzione – sono decine i verbali di Commissione – su due questioni fondamentali per il Municipio

* Il Piano Urbano Parcheggi. Mentre in materia di trasparenza e partecipazione civica si è registrata – atti alla mano – la semplice volontà di osteggiare qualsiasi strumento idoneo ad allargare la schiera degli interlocutori al solo fine di non dover troppo giustificare le prese di posizione di questa Maggioranza e della Giunta, ma senza eccessivi risvolti pecuniari, in questo caso gli interessi economici sono assolutamente rilevanti. Lo sono per il Comune – che incassa (o dovrebbe incassare) gli oneri concessori – lo sono per il Municipio – che trova le risorse per riqualificare aree al di fuori della sua portata di portafogli -, lo sono per i costruttori. Attesa la inesistente iniziativa, sia da parte “governativa” che da parte politica, che conducesse ad una verifica complessiva del Piano Urbano Parcheggi, “varato” dal Sindaco capitolino e dal suo Assessore alla mobilità in data 27 novembre 2009, per la parte che insiste sul Municipio Roma XX, si è proceduto con azioni, spesso isteriche, disordinate e sempre volutamente confuse, puntuali ed emergenziali. L’opera di costante pressione dei cittadini – scaturente dalla valanga di impegni elettorali assunti – ha condotto il Consiglio, su costante pressione di questa Commissione, all’approvazione di due Risoluzioni, riguardanti rispettivamente gli interventi di Piazza Monteleone da Spoleto (n. 2/09) e quello di Piazza Jacini (n. 33/09).
– La prima viene inviata ai competenti organi comunali a gennaio del 2009. In essa si ravvisa la necessità di rilocalizzare l’intervento in sito diverso dalla piazza. Nella stessa Risoluzione si impegnano i competenti organi a verificare la regolarità degli atti che hanno condotto alla stipula della concessione. Tale invito viene peraltro rinnovato nella seduta della Commissione del 22 luglio 2009 ai delegati dell’ufficio extradipartimentale parcheggi e dell’assessorato alla mobilità. Tuttavia – fatta salva una nota del febbraio 2009, nella quale però alcun sito alternativo viene segnalato – dal governo del Municipio non giunge alcuna indicazione sino al 26 giugno 2009, quando, con nota firmata dal Presidente e dall’Assessore delegato ai PUP, si individua un’area alternativa (via Bevagna – via Gosio). La vicenda si complica quando in pieno periodo di sospensione dei lavori del Consiglio – le due settimane a cavallo di ferragosto – giunge una richiesta di parere, da parte dell’ufficio parcheggi del Comune di Roma, circa la localizzazione di un parcheggio sotterraneo sull’area indicata dalla nota di giunta, a favore della ditta Plauto srl, altra rispetto a quella concessionaria del parcheggio di Monteleone da Spoleto (si tratterebbe del quarto intervento, realizzato o da realizzare, nella zona Fleming). È di tutta evidenza che la concessione dell’area alla ditta richiedente impedirebbe, di fatto, una rilocalizzazione accettabile per la società concessionaria di Monteleone da Spoleto. Nell’impossibilità del Consiglio di pronunciarsi nel termine perentorio di giorni 15 e su istanza della Commissione Trasparenza (26 agosto 2009), Presidente e Assessore del Municipio inviano all’assessore alla mobilità del Comune di Roma ed all’ufficio extradipartimentale parcheggi, fermo diniego all’individuazione dell’area via Bevagna – via Gosio come destinataria di un parcheggio a qualunque richiedente, in quanto già indicata come possibile sito di rilocalizzazione del PUP di Monteleone da Spoleto. La Commissione seguirà con estrema attenzione le decisioni che verranno prese in materia dall’assessorato capitolino.
– Con riferimento all’intervento di piazza Jacini occorre rilevare che, dopo tre pareri favorevoli condizionati (novembre 2002, luglio 2005, febbraio 2007), il Consiglio del Municipio Roma XX, con Risoluzione 33 del 30 aprile 2009, si è espresso in modo inequivocabilmente contrario alla realizzazione dell’intervento in questione. Nel “considerato” tuttavia si fa riferimento, nel penultimo capoverso, alla complessiva perdita di 12 posti auto in superficie, dato l’esiguo numero di parcheggi previsti dal progetto. Proprio grazie a tale considerazione, l’assessorato alla mobilità del Comune, richiede alla ditta convenzionata un ulteriore progetto che preveda un incremento di 40 posti rotazionali. In sostanza, l’assessorato decide di ignorare per intero il dispositivo risolutivo, richiedendo un nuovo progetto che renda l’intervento – in sito oggettivamente difficile – ancor più complesso ed invasivo. Peraltro tale decisione non viene comunicata con tempestività al Municipio, il quale apprende tale decisione solo grazie alla comunicazione della Commissione Trasparenza, a seguito della seduta del 22 luglio. Lo stato dell’arte vede dunque il Comune al lavoro per la realizzazione dell’intervento, mentre sembra che gli organi di governo del Municipio, non stiano ponendo particolare attenzione all’impegno che la Risoluzione di aprile assegna loro.

* Il caso di via Mastrigli meriterebbe una relazione a parte, non foss’altro che per una storia che dura dal 1983, data di presentazione della prima interrogazione parlamentare sulle condizioni di vita degli abitanti del residence della vergogna. Meriterebbe una relazione tutta propria anche per l’esistenza di residence analogo per tipologia e proprietà, al cui interno la conta dei morti – sempre imputabili ad inesistenti condizioni di sicurezza – è già arrivata a quota quattro. Meriterebbe trattazione a parte per la quantità di atti politici prodotti, di ispezioni effettuate, di pareri e relazioni rese, di indagini giornalistiche svolte e di organi istituzionali coinvolti nella vicenda. Meriterebbe un racconto tutto suo perché, da sola, rappresenta l’esemplificazione di un sistema amministrativo in grado di nascondere le proprie colpe, inefficienze, incapacità, quando non addirittura oscure coperture. Meriterebbe una discussione a parte solo per enunciare la quantità di proteste messe in atto dai residenti e dalle forze politiche e associazionistiche che – quale più quale meno – si sono nel tempo interessate di una questione che, ripetiamo, vede a tutt’oggi stipati all’interno di loculi da 10 mq, un numero imprecisato di persone – esistono fondati dubbi anche sul loro diritto di stare in Italia – al modico prezzo di 560 euro al mese. Meriterebbe una narrazione – dato che di novella oramai si tratta – distinta dalla presente relazione perché, dopo che tutti gli attori coinvolti (magistratura, prefettura, comune, municipio, asl, vigili del fuoco, polizia ambientale, pubblica sicurezza, vigili urbani e chi più ne ha più ne metta) conoscono tutti i possibili risvolti della questione, ancora, a metà luglio, abbiamo dovuto assistere all’ennesimo “blitz” (il termine dovrebbe comunicare efficienza e temerarietà, ma, in questo caso, vien da pensare più ad un noto aperitivo) di buona parte dei soggetti di cui sopra. Risultato? È stato finalmente decretato – e per la decima volta – che dentro il residence del boia Callarà vivono stipati in condizioni di schiavitù non si sa quanti tra extracomunitari e non, che il parcheggio del residence stesso è stato edificato sugli scarti di cantiere e che tale parcheggio si trova all’interno di un parco naturale. La Commissione ha ottenuto, non senza difficoltà, tutti gli atti che hanno contraddistinto la storia del residence, giungendo tuttavia ad una sbandierata empasse amministrativa: tutti i protagonisti si “sfilano” – trincerati dietro una indagine della magistratura – ed affermano di non poter fare altro. Lo ha affermato in Consiglio il Presidente del Municipio, lo afferma l’Assessore all’ambiente del Comune di Roma, mentre il Sindaco non si pronuncia e la prefettura latita, troppo impegnata a ristabilire “situazioni di legalità” in quei centri di aggregazione occupati per essere strappati al degrado ed alla speculazione dei tanti Callarà. I cittadini sapranno giudicare sulla veridicità o meno delle loro affermazioni o del loro silenzio. La Commissione ha fatto quanto in suo potere, ora è tempo di azione per tutti gli uomini di buona volontà.

3. Il punto d), comma 3, art. 58, Regolamento del Muncipio Roma XX – peraltro non modificato da anni, nonostante i piccoli passi avanti in materia di decentramento amministrativo, circostanza questa che dovrebbe interessare la Commissione Regolamento, completamente estranea sinora al tema – stabilisce che la Commissione esercita funzioni di controllo su “Attuazione delle mozioni e degli ordini del giorno approvati dal Consiglio e verifica del rispetto degli impegni, in essi contenuti, al compimento di atti o all’adozione di iniziative di competenza del Presidente e della Giunta”. In virtù di tale competenza la Commissione sta effettuando una ricognizione sullo stato dell’iter amministrativo dei provvedimenti licenziati dal Consiglio, che, a vario titolo, hanno impegnato Presidente, Giunta ed uffici. In particolare l’ispezione si sta indirizzando – fatti salvi gli argomenti di cui sopra – verso la verifica di due risoluzioni: quella sullo sviluppo nell’utilizzo dell’energia solare e quella sulla riapertura di via Cassia antica. Ad oggi sembra che il Municipio non abbia assunto alcun provvedimento finalizzato all’applicazione dell’indirizzo dato dal Consiglio. Con riferimento a quest’ultima considerazione, dobbiamo rilevare una spiacevole consuetudine, della quale il Direttore del Municipio dovrà farsi necessariamente carico: le Risoluzioni sono atti di indirizzo politico che impegnano Giunta e Amministrazione municipale. Esse non necessitano di alcuna sollecitazione da parte di chicchessia, ma, bensì, presuppongono l’immediato inizio di un iter tecnico/amministrativo. Mai, dall’inizio della legislatura, questa Commissione ha avuto notizia di convocazione, da parte degli uffici, di un singolo consigliere, o di una commissione, per esporre difficoltà nell’applicabilità del provvedimento da lui proposto ed approvato in Consiglio. Si tratta di prassi da condannare e da combattere fortemente; a tal fine la Commissione provvederà ad inviare nota scritta a Direttore e Presidente di Municipio, chiedendo chiarimenti in merito.

4. La funzione di vigilanza, attribuita a questa Commissione dal comma 1, art. 58, Regolamento Municipio Roma XX, ha condotto al chiarimento di alcune situazioni tutt’altro che trasparenti all’interno del Municipio:

* Assegnazione area Parco atleti azzurri d’Italia alla coop. Soc. Effetto Natura. Trattasi di questione estremamente delicata, soprattutto in considerazione del fatto che vede il manufatto e l’area circostanza destinato ad attività rivolte a disabili. Senza elencare tutti i passaggi che ne hanno caratterizzato la storia, ci limitiamo a segnalare alcuni fatti:
– il manufatto insistente sull’area è costato al Comune di Roma 110.000 €
– la struttura non ha svolto altre attività che quelle propedeutiche a due inaugurazioni, cui però non è mai seguita alcuna attività
– non esiste alcun atto valido di assegnazione alla coop. Sociale Effetto Natura, attualmente solo custode dell’area
– il progetto presentato da quest’ultima al V Dipartimento al fine di poter valutare l’emissione di un atto di assegnazione è stato, in data 10 luglio 2008, giudicato insufficiente, in particolar modo con riguardo alle risorse economiche necessarie a garantirne il funzionamento
– l’Assessore alle Politiche Sociali ha già sollecitato, in data 9 aprile, il V Dipartimento ad individuare le procedure che conducano al rientro in possesso dell’area da parte del Municipio

* Assegnazione premio Baiocco anno 2008. Sulla scorta di una interrogazione presentata dal cons. Scoppola, la Commissione, congiuntamente alla commissione cultura, ha provveduto a convocare una seduta al fine di verificare la regolarità dell’assegnazione del premio. in quella sede il Direttore da lettura della relazione richiesta alla responsabile del procedimento. Tale relazione evidenzia il carattere non oneroso dei premi ed il ruolo svolto dalla commissione aggiudicatrice, non vincolata, nel proprio giudizio, alle segnalazioni dei cittadini. Alla presenza di 7 consiglieri e del Direttore, il sottoscritto chiede ai presenti se qualcuno ravveda i presupposti per un illecito amministrativo: la risposta unanime è negativa.

* Sulla vicenda che attiene alla presunta incompatibilità di ruoli dell’Assessore Perina in seno al C.d.A. del consorzio Cortina d’Ampezzo, la Commissione non ha avuto mai la possibilità di intervenire. Vuoi perché chi ha sollevato la vicenda non ha mai richiesto che la Commissione analizzasse i documenti a disposizione, vuoi perché si è scelto di adire alle vie legali, vuoi perché, in ultimo, sin dal dicembre del 2008 l’Assessore Perina ha abbandonato la carica di consigliere nel cda del consorzio.

* Altra vicenda degna di nota riguarda l’affidamento in concessione, rilasciata all’ARCI UISP Cassia, dell’unico centro sportivo comunale di competenza municipale, quello di via Morro Reatino. L’attenzione rivolta al caso è imputabile alla totale assenza di attività svolta dal concessionario per tutta la durata della sua permanenza. Tale inerzia è stata ascrivibile – per il solo periodo che va dal gennaio 2006 all’agosto 2007 – a lavori di ristrutturazione compiuti sul manufatto dal XII Dipartimento. Pur senza ripercorrere tutte le tappe che hanno condotto, dal 1 gennaio 2004, a continue regolarizzazioni di stati di insolvenza, a comunicazioni postume circa l’impossibilità di svolgere l’attività e quant’altro, la Commissione ha sottoposto ai consiglieri tutta la documentazione in proprio possesso e discusso della vicenda con l’assessore allo sport. Si è, salvo ulteriori sviluppi circa la regolarizzazione contabile degli assegnatari, in attesa della scadenza naturale della convenzione, fissata per dicembre 2010, data che dovrebbe segnare lo spartiacque tra un clamoroso esempio di cattivo utilizzo del patrimonio pubblico per fini clientelari – in tutto paragonabile a quello di parco atleti azzurri d’Italia – ed una corretta gestione di quei pochi spazi pubblici presenti sul territorio.

* In relazione all’utilizzo, spesso un po’ troppo disinvolto dello spazio antistante un monumento storico simbolo per il Municipio Roma XX, Ponte Milvio, la Commissione si è occupata a più riprese di analizzare la regolarità amministrativa – l’opportunità politica non rientra tra le competenze della Commissione, ma nel buon gusto di chi la valuta – degli atti di concessione del suolo pubblico. In particolare sono stati oggetto di esame gli atti inerenti l’associazione “Bonum Diffusium sui”.

* Altre azioni sono state intraprese sulla situazione di via Salk e di via Berardinelli, nuova sede del mercato, attraverso ripetuti sopralluoghi ed interessamento rispettivamente della PM e dell’ufficio tecnico. Mentre nel primo caso la Commissione deve ancora provvedere alla convocazione di una nuova seduta, in presenza del proprietario del deposito giudiziario, nel secondo importanti risultati si sono raggiunti per contemperare le esigenze di realizzazione di una opera pubblica e le legittime rimostranze dei cittadini.

In ultimo occorre segnalare l’altra fattispecie nelle quali può, per competenza, incappare la Commissione: l’apertura di un procedimento di decadenza a carico di un consigliere (Rizzo) a seguito del conseguimento di dieci sedute consecutive senza giustificazione. Nel caso di specie le sedute sono state, al momento dell’apertura del procedimento, appena 49 su 52, con 2 sole giustificazioni fornite. Da quella seduta, come previsto dal comma 5, art. 7, Regolamento del Comune di Roma, essendosi giunti a parere non unanime, è uscita, una relazione di minoranza, redatta dal sottoscritto e diretta al Presidente del Consiglio municipale, che confermava la fondatezza delle cause che avevano condotto all’apertura della procedura di decadenza, mentre quella di maggioranza, che dovrebbe motivare il voto favorevole alla chiusura della procedura senza decadenza, non è ancora stata redatta, nonostante i 5 mesi trascorsi. Senza scendere troppo nel dettaglio, darò lettura dell’unica relazione esistente – quella di minoranza appunto – da intendersi parte integrante della presente relazione.

Nella speranza che quanto segnalato venga raccolto dal Governo del Municipio, dal Consiglio e dagli Uffici, non come un atto di accusa, ma come spunto di analisi delle criticità nella gestione del Municipio stesso e con l’anticipazione che le prossime azioni di questa Commissione toccheranno la gestione del personale dipendente e dirigente, ringrazio il Presidente del Consiglio ed il Consiglio stesso per lo spazio accordatomi.
Andrea Antonini, presidente della Commissione Trasparenza del Municipio Roma XX”.

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26 COMMENTI

  1. Lunga da leggere ma molto interessante. Un grazie ad Antonini per averla diffusa oltre le 4 pareti del Municipio. Lunga, interessante e desolante perchè ne esce un quadro deludente di chi e come ci governa e soprattutto di come facciano di tutto per tenerci lontani e per tenersi al riparo…. le vicende diretta web e consiglio dei giovani la dicono lunga su come questa maggioranza, salvo qualche rarissimo caso di suoi componenti, tema il confronto con i cittadini.

  2. Consigliere non mi è chiara una cosa. Lei dice di aver rilevato una significativa lentezza, se non addirittura immobilismo, da parte degli organi operativi municipali nel dare seguito alle decisioni prese dal consiglio. Ma come può accadere ciò ? Nel mondo del privato, un ufficio che non da seguito alle disposizioni del CDA non durerebbe più di un giorno, direttore compreso. Nel pubblico è invece possibile ?
    Ma questo atteggiamento non si chiama omissione di atti d’ufficio ?
    E perchè il presidente del Municipio subisce questa situazione ? Non ha poteri, gli sta bene così o che altro ?
    La ringrazio per i chiarimenti che vorrà darmi. Buona giornata.
    Maurilia

  3. un esempio di quanto gli addetti municipali tengono in poca considerazione le decisioni del consiglio: un anno fa di questi tempi fu deciso di mettere sul pennone della torretta di Ponte Milvio il tricolore italiano. Dopo un anno quel pennone è ancora senza bandiera. Se anche le decisioni più banali, in termini di realizzazione, sono così disattese, figuriamoci quelle poco poco più complesse. Che ben vengano le prossime azioni della commissione sulla gestione del personale e dei dirigenti del municipio.

  4. Non riesco ad interpretare il silenzio con il quale è stata accolta questa relazione. Che i colleghi di Antonini, sia della maggioranza che dell’opposizione, non abbiano scritto neanche un commento o un comunicato è comprensibile, ma non riesco a dare un significato all’assenza di commenti di noi lettori, fatta eccezione per i 3 qui sopra.
    Che la relazione non abbia detto nulla di nuovo e non abbia svelato alcun nuovo altarino ? Che invece induca ad un maggior senso di sfiducia e quindi di disinteresse ? Che sia semplicemente passata inosservata ?
    Mi piacerebbe molto conoscere il parere di qualche altro lettore. Grazie e buona giornata.
    Clara

  5. la seconda che ha detto: sfiducia e disinteresse. inutile accapigliarsi per le sorti di un municipio nel quale non c’è alternanza di governo da decenni.

  6. Ringraziamo vivamente il Presidente Antonini per il lavoro svolto non solo per la nota vicenda del parcheggio/discarica e per il residence-canile di Via Mastrigli ma per tutte le tematiche affrontate in sede istituzionale.

    Siamo certi che Antonini continuerà per il resto della consigliatura ad affrontare con la stessa passione civica e politica i temi che stanno a cuore ai cittadini.

    Un cordiale saluto,

    Comitato Cittadini Villaggio dei Cronisti
    emaiol: ccvcronisti@live.it

  7. Purtroppo devo contraddire la sig.ra Clara.
    La relazione in questione ha suscitato una importante “levata di scudi” in Consiglio, riuscendo a raggiungere un risultato solo pubblicamente storico: quello di mettere d’accordo PD e PdL.

    Già perchè in aula, quel giorno, è stata posta una questione di sfiducia nei confronti del sottoscritto, come sarò in grado di documentare non appena in possesso del verbale integrale della seduta stessa.
    Ma andiamo per gradi.

    In consiglio si levano da subito alcune proteste: nello specifico il consigliere e commissario Pasero – presente approssimativamente al 5% delle sedute di commissione, ma saprò fornire dati esatti in seguito – si lamenta della mancata condivisione di tale relazione in seno alla Commissione stessa e per questo ne chiede il rinvio.
    A tal proposito faccio presente che la relazione è frutto di un lungo e complesso lavoro di collazione di verbali di commissione, estratti di verbali di consiglio ed atti amministrativi. Nessuna libera interpretazione: solo e semplicemente atti e fatti compiuti dalla commissione e da chi ci ha lavorato. Appare dunque singolare che proprio chi non ha mai preso parte ai lavori, oggi chieda la condivisione di un atto.

    L’altra lamentela – sostanziatasi nelle dichiarazioni in una vera e propria sfiducia – proviene dal cons. Derenti, vicepresidente della commissione trasparenza.
    Lui, al contrario di Pasero, in commissione partecipa ed a maggior ragione non si vede quale sia il motivo di tale accanimento, atteso che alla maggior parte dei verbali citati nella relazione, è apposta la sua firma.
    Il capogruppo del PD, Sterpa – quello stesso consigliere che ha gridato allo scandalo dopo la mia elezione a presidente e che ha dichiarato la commissione stessa illeggittimamente costituita – è più furbo: non si oppone alla lettura della relazione – sa bene che sarebbe stato impopolare – ma aspetta l’intervento di Derenti e coglie la palla al balzo per accodarsi alla richiesta di sfiducia.
    Il giorno successivo lo stesso Sterpa invia una lettera nella quale si dissocia dalla relazione (probabilmente colto dalla paura che l’appellativo da me usato nei confronti di Callarà possa portare ad una querela, circostanza questa che farebbe di me un uomo felice: pensate che bello discutere davanti ad un giudice su chi abbia violato la legge, se il sottoscritto o lo schiavista di via Mastrigli).

    Oggi – a due giorni dalla relazione – il vicepresidente Derenti mi invia una lettera nella quale chiede la convocazione urgente della Commissione. Ordine del giorno: “chiarire quanto accaduto nel Consiglio del 7/9/09”. In altri termini nella seduta che provvederò quanto prima a convocare verrà avanzata la sfiducia nei confronti del sottoscritto.

    Prima di giungere a conclusione voglio però segnalare due elementi distintivi della mia attività da presidente (per il tempo che lo sarò): ogni atto, ogni segnalazione, ogni lettera da me inviata o in qualità di presidente o ricevuta, è sempre stata posta all’attenzione di tutti i commissari, anche se non indirizzata alla commissione stessa.
    Fatto salvo un paio di casi, mai nessun consigliere ha sottoposto all’attenzione della commissione una qualsivoglia vicenda di attinenza municipale. Tutta l’attività raccontata nel corso della relazione è frutto esclusivo del lavoro del presidente (il sottoscritto) ed alcun contributo è mai giunto dai membri della commissione stessa, se non per frenarne l’azione (il caso Rizzo è emblematico).

    In conclusione, la Relazione ha toccato tutti i temi dei quali mi sono occupato e lo ha fatto senza distinzioni di parti politiche o partitiche (forse è per questo che PdL e PD sono uniti), così come un atto della commissione di controllo e garanzia dovrebbe fare.

    Ve lo immaginate voi quanto poco avrei scritto se avessi dovuto porre all’approvazione di tutti quel documento………..

    Sarà mia cura comunicare a tutti la data fissata per la seduta, la quale è, come sempre, pubblica e aperta ai cittadini. Noi ci saremo…..

    Andrea Antonini
    Presidente Commissione Trasparenza
    andrea.antonini@hotmail.it

  8. Caro consigliere e vero che io sono stato quasi sempre presente nella commissione e non nego che su alcuni argomenti trattati hai trovato il mio supporto e proprio per questo motivo che mi chiedo come mai non mi hai reso partecipe in merito alla relazione che hai portato in consiglio il 7 settembre 2009. Infatti, credo che insieme al sottoscritto e agli altri membri della commissione potevamo fare una relazione più condivisa nella forma e nei contenuti. Volevo ricordarti che nella seduta del consiglio prima di leggere la relazione ti avevo chiesto di non leggerla e rivederla in commissione ma tu in modo autoritario sei andato avanti senza alcun rispetto del sottoscritto avendo anche il supporto del presidente del consiglio che oltre a mantenere l’aula in modo eloquente deve essere garante delle commissioni municipali e credo a mio avviso poteva anche rinviare la relazione nella commissione..volevo comunque farti sapere che come già ribadito in consiglio cosi ho fatto attraverso una lettera di dissociazione alla relazione che tu hai portato autonomamente in propria facendo a mio avviso delle gravi violazioni al regolamento municipale in merito appunto ai contenuti e non solo ma addirittura di chiamare con termine che non condivido assolutissimamente il signor Callarà caso Via Mastrigli che comunque non conosco come persona e per tanto contrario a quello che hai scritto. Aspetto comunque la convocazione della commissione da me richiesta per relazionare e la stessa quanto accaduto .Volevo comunque risponderti che la sfiducia non arriva da un solo consigliere ma se mai da tutta la commissione dopo aver valutato quanto successo.
    Derenti Antonio. Vice Presidente Commissione Trasparenza

  9. da cittadino preferisco senz’altro l’irruenza concreta di antonini alla fumosità fatta di relazioni condivise, lettere di dissociazioni e quant’altro del vice derenti.

  10. Caro consigliere Derenti, è vero, la sfiducia viene votata da tutta la commissione, ma quale occasione migliore per cercare di “mettere a tacere” chi da più di un anno non guarda in faccia nessuno? Antonini è un personaggio scomodo alla logica dei silenti compromessi e alla codardia di questa piccola e mediocre politica…e lei questo conferma, nonostante lo si voglia nascondere,dietro a mille evanescenti parole,messe una dietro l’altra,quasi senza senso.

  11. Egr. Cons.Derenti, solo per chiarezza di tutti, la informo che la relazione della Commissione Trasparenza è stata posta all’odg del Consiglio all’unanimità dei Capigruppo e che una volta convocato il Consiglio, non sta più alla mia figura di Presidente del Consiglio la decisione di togliere un argomento dall’odg.
    Quindi nessun supporto è stato dato al Cons.Antonini, bensì semplice e rigorosa applicazione del regolamento municipale.
    Cordialmente saluto, Simone Ariola.

  12. “Il boia è una figura professionale che ha il compito di eseguire le sentenze di morte.
    Con il tempo, il termine ha assunto una connotazione dispregiativa”.
    tratto da wikipedia

    Ho usato – solo in quel frangente – un termine volutamente forte perchè tale ritengo essere una persona che specula sulla miseria e sulla disperazione umana, del tutto incurante delle conseguenze estreme che le sue azioni possono avere. Tutti sono a parole favorevoli all’integrazione e contrari ai moderni fenomeni di schiavismo, pochi sono quelli disposti a rischiare per combatterli.

    L’ho fatto per dimostrare che la paura di una querela non può fermare nella propria azione un pubblico amministratore che è chiamato a farsi portatore delle legittime istanze dei cittadini, qualunque sia il prezzo da pagare.

    Ho usato appositamente quel termine per dimostrare al presidente di questo sfortunato municipio – il quale in aula, parlando dell’argomento Mastrigli, disse che aveva fatto tutto quanto in suo potere e che, per questo, qualunque altro passo avrebbe potuto codurre ad una querela – che “giocarsi qualcosa di proprio” è, a volte, un segnale preciso verso gli elettori.

    Se ai sensi dell’attuale ed imperante politicamente corretto sia giusto o meno utilizzare termini del genere per persone siffatte, io non lo so. So solo che sarebbe una “bella scorciatoia” poter parlare davanti ad un giudice del perchè tale aggetivo sia stato utilizzato.

    Se poi tutta la relazione (8 pagine complessive più le tre sul caso Rizzo) va giudicata solo per l’argomento in questione, allora Piero – sono certo che lui impegni il suo tempo in dispute ben più importanti di quella sullo scempio di via Mastrigli – ha ragione ad usare il suo sarcasmo.

    Un grazie a Flavia e Simone per aver colto il senso di un delicato momento politico. Condivisione totale nei confronti delle parole di Carla.

  13. rispondo con molto piacere ai vostri commenti per quanto rigguarda il signor simone le volevo dire che in politica esitse rispetto fra consiglieri cosa che io ho avuto nei confronti del collega antonini e che lui non ha avuto nei miei confronti e della commissione tutta .”L’irruenza lascia il tempo che trova”. Per quando riguarda la signora flavia le posso dire che nessuno vuole mettere a tacere niente e nessuno le posso garantire che lavoriamo con la massima trasparenza nel rispetto di tutti quei elettori che ci hanno dato la fiducia e di tuttie quelle persone di grande rispetto che anno votato altri partiti. A tal proposito la invito a partecipare a tutti i lavori delle commissioni e dei consigli futuri in modo da rendersi conto personalmente di quello che fanno tutti i consiglieri ,non piccola mediocre politica come la definita lei ma un lavoro di grande passione nel rispetto delle istituzioni .Personalmente non ritengo il collega antonini personaggio scomodo forse molto autoritario e poco democratico. Per quando riguarda il signor piero i complimenti vanno a lei ho visto che il suo commento e’ stato molto riduttivo un proverbio dice meno si parla meno si sbaglia.

  14. caro signor presidente del consiglio simone ariola mi domando se in quella capigruppo era presente il capogruppo della pdl e se c’era ,come mai non ha preso in visione tutto il testo per capire se la relazione poteva essere portata in consiglio ? mi domando ma la letta? se si come mai non la rinviata in commissione viste le gravi dichiarazioni del consigliere Antonini? ha domandato al consigliere antonini se la commissione e stata interessata ?a tutti questi interrogativi aspetto risposte.cordiali saluti consigliere DERENTI.

  15. gentile consigliere Derenti, mi lasci dire che a me, e forse a tanti altri lettori, tutti questi balletti sui regolamenti interessano poco. Lasciamo stare la forma e e veniamo alla sostanza. Entri per favore nel merito degli argomenti trattati nella relazione di Antonini.
    Ci vuole dire per favore cosa ne pensa del caso di Via Mastrigli?
    Ci vuole dire perchè, pur avendolo votato, non crede nel Pubblico Registro degli Interessi visto che non ci si è iscritto ?
    Perchè osteggia il Bilancio Partecipato?
    Perchè col suo voto ha reso irrealizzabile il Consiglio dei Giovani?
    Anche io, come lei, a tutti questi interrogativi attendo risposta. Cordiali saluti.
    Vittorio

  16. Derenti, ma lei è del PDL o di un altro partito ? E allora perchè quelle domande non le pone al suo capogruppo anzichè ad Ariola ?
    Clara

  17. Consigliere DERENTI , sono iniziate le scuole :
    voto 4 per il contenuto del tema ( fumoso e poco concreto )
    voto 3 per l’esposizione ( artatamente ampollosa e poco circostanziata )
    voto 2 per la grammatica.

    Antonini , ampiamente sopra la sufficenza.
    Adesso attendiamo la querela , altrimenti ciò che è stato affermato risulterebbe rispondere a verità.

    A tutto il PDL , possibile che in tutti questi anni nessuno di voi abbia trovato tempo modo o maniera per spiegarci in quali termini Callarà risulti impermeabile a qualsiasi azione ?
    Anche il PD che dice di sapere tutto , perchè non ci rende edotti ?
    Manco fossimo del casalese casertano.
    O forse ci siamo e non ce ne siamo accorti ?

  18. gentilissimo signor aragorn il voto piu bello si da sempre alla fine come dice lei la scuola e appena iniziata. signora clara il presidente del consiglio e stato eletto dalla maggioranza e siccome il capogruppo non era presente aveva il dovere prima di metterla all’ordine del giorno di sentire appunto il capogruppo.signor vittorio se viene in municipio le faremo vedere carte alla mano che su via mastrigli e stato fatto dal presidente giacomini tutti i passaggi che c’erono da fara in questo momento la situazione e passata di competenza della maggistratura per il seguito delle indagini.,poi prima di srcivere se ho votato o meno una risoluzione si informi meglio .

  19. Condivido i giudizi (voti) del Prof. Aragorn. Mi domando come sia possibile che l’unico posto in cui si va tranquillamente avanti con la media del 3 siano le istituzioni… che in teoria dovrebbero esprimere “l’eccellenza” di un paese, di una regione o di una città. Forse ci vorrebbe la Gelmini al posto di Brunetta alla “Funzione Pubblica”… Dài silvio, un rimpastino volante prima che caschi tutto…
    In merito alla domanda sagacemente espressa da Clara (e in attesa dell’auspicata risposta del destinatario).. se non ho informazioni sbagliate, sì, Derenti ORA è del Pdl, ma solo da un attimo dopo essere diventato Consigliere (in seguito alla nomina ad Assessore di Molinari). PRIMA, infatti, aveva fatto la campagna elettorale con l’Udc… ossia ha raccolto i voti dagli elettori dell’Udc e poi con un ideale gesto dell’ombrello se li è presi e portati nel Pdl (se io avessi votato Udc lo avrei aspettato fuori dall’aula consiliare). C’è da dire che PRIMA ANCORA di passare all’Udc era stato eletto (2006) nelle liste di forza italia…
    Come dire, i balletti non li fa solo sui regolamenti… ma anche sulle schede degli elettori

  20. Mi sono informato, egregio consigliere. E’ lei o no l’Antonio Derenti che il 28 maggio 2007 ha votato a favore della risoluzione numero 48 che istituiva il pubblico registro degli interessi ? Come si suol dire …. scripta manent, se la rilegga anche lei e poi ci dica perchè il suo nome non è fra gli iscritti al registro
    http://www.comune.roma.it/was/repository/ContentManagement/node/P690089251/48%20RIS%202007.pdf

    Per quanto riguarda Via Mastrigli, sempre egregio consigliere, stendiamo un velo pietoso sulle conoscenze che lei ha del problema reale, visto che il suo sapere si ferma alle carte….. ma mi lasci chiederle maliziosamente: quante volte è stato di persona a via Mastrigli, sa almeno dov’è ?
    Stia bene. Vittorio

  21. Salve DERENTI , il voto che viene dato alla fine non è detto che sia il più bello.
    Seguendo lo standard meritocratico della Gelmini ( di cui apprezzo fortemente l’operato ) , Lei sarebbe decisamente bocciato; ed anche in buona compagnia.
    Della XX° s’intende anche se era sicuramente meglio la metà.

    Mi riconosco da decenni nella “destra” e sono in profondo imbarazzo ad interloquire con personaggi che hanno fatto del “trasformismo” il proprio mestiere.
    Un po’ come il compagno emiliano che deve rendere conto a Franceschini.
    Ma , tant’è che passa il convento.
    E speriamo che passi davvero !

    Non Le dico che uso farei delle carte di cui ci invita a prendere visione.
    Visti i risultati , è carta straccia e neanche a triplo velo e vellutata.
    Mi aspetto , ci aspettiamo ( credo ) molto ma molto di più.
    Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui.
    Se lo ricorda ? Ve lo ricordate ?
    Dubito.
    Le “carte” le veda Lei ed i suoi amici ( a destra (?), sinistra e pure al centro ) , Io voglio vedere i Fatti.

    P.S. Esclusa la fila dei tasti funzione in alto della tastiera : seconda fila dall’alto , 2° tasto a sinistra dell’invio , esiste il tasto “è” .
    C’erono, fara, maggistratura, srcivere , errori di disattenzione per scarso interesse al problema.
    Non si distragga in classe Derenti , che i voti alla fine li diamo noi , mica Callarà.

    La saluto cordialmente e si muova.

  22. Tutta la vita il, come sostiene Derenti, “molto autoritario e poco democratico” Antonini, e il suo coraggio di dire e di fare senza timori, nonostante, e bisogna ricordarlo, sia SOLO,senza vere strutture partitiche alle spalle.
    La verità è che delle capacità di Andrea Antonini, ormai ne siamo a conoscenza un pò tutti, e allora perchè non cercare di ghettizzarlo magari anche tacciandolo di follia???
    Ho solo “paura” però, e forse a questo la nostra cara Giunta non ha pensato, che una volta sfiduciato, Antonini non avrà veramente più freni.
    Antonini, coraggio, sarà molto più divertente!
    Flavia

  23. Antonini ha tutto il mio rispetto! Già lo aveva prima, quando l’ho visto in azione al teatro cassia prima della pausa estiva, ma ora ancor di più!

    Alla faccia di politici fumosi, che accatastano parole su parole.
    Derenti, già che c’è, si ripassi la grammatica italiana: se deve parlare, anzi scrivere, almeno lo faccia correttamente.

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