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Monica Stori, “La pittrice di onde”

Per la nostra rubrica cibo per la mente oggi parliamo di “La pittrice di onde” di Monica Stori e ne parliamo con l’autrice, che vive a Roma Nord e che a soli sedici anni ha esordito nel mondo letterario pubblicando due favole all’interno di una raccolta dedicata. Laureata in Lettere Moderne ha collaborato a Paese Sera e Linus. Esperta di modernariato, collezionismo ed orologi d’epoca, collabora con diverse case editrici. “La pittrice di Onde” e’ il suo primo romanzo.

Nel 1873 a Parigi la guerra franco – prussiana, finita con la sconfitta francese e con il crollo dell’impero di Napoleone III, e’ terminata da poco piu’ di due anni. La citta’ ha ripreso a vivere, c’e’ un gran fermento culturale mentre sta nascendo un nuovo modo di dipingere intorno ai pittori Claude Monet, August Renoir, Alfred Sisley, Edouard Manet, Edgar Degas. La loro e’ una pittura an plen air, riproducendo sulla tela le  sensazioni, la luce, il cielo, il paesaggio, berthe_morisot2.jpgtutto dal vero non piu’ negli atelier con pennellate ampie e decise. In questo sfondo si muove Berthe giunta da Marsiglia passando per Arles dove ha lasciato un segreto custodito nel suo cuore, per inseguire il suo sogno di dipingere in un mondo dove e’ impossibile accedervi perche’ donna. Ma grazie al suo talento e alla sua intelligenza Berthe riuscira’ ad esporre un suo dipinto, unica donna, nella prima manifestazione della nuova pittura il 15 Aprile 1874 presso lo studio del fotografo Nadar. Il critico d’arte Louis Leroy defini’ la mostra Exposition impressionist prendendo spunto da un quadro di Monet presente nell’esposizione. Era nata una nuova e rivoluzionaria corrente pittorica. Berthe entra a far parte di questa cerchia di pittori chiamata band à Manet diventando amica di Emile Zola che nei suoi libri descrive il cambiamento della citta’ e dei suoi abitanti.
Monica Stori ricostruisce perfettamente l’atmosfera della Parigi bohemien fin de siécle ed il quartiere caratteristico di Montmartre, situato in collina con le sue stradine tortuose accanto a delle vigne, le modelle, gli artisti, le fioraie, i bistrot, rivelando attraverso questo romanzo il suo amore per la pittura e per Parigi e svelando ai lettori l’indimenticabile figura di Berthe la quale cerco’ la liberta’ e i suoi sogni attraverso la pittura.

Monica, come e’ nata l’idea di scrivere questo romanzo? In principio non doveva essere un romanzo, ma un semplice racconto, inserito in una raccolta copertina-libro2.jpgche ora giace in un cassetto. Era l’estate del 2006 e mi trovavo in vacanza a Parigi, quando la mia attenzione fu attratta da un articolo dedicato ad una mostra di Berthe Morisot, pittrice che conoscevo attraverso i suoi quadri, ma di cui non sapevo nulla a livello biografico. Conservai l’articolo. Da lì a qualche giorno cominciai a scrivere la storia di una giovane artista, che sfidando le regole e la morale del tempo, riesce a realizzare il proprio sogno e ad esporre le sue opere a Parigi. Ciò che più mi ha affascinato nella stesura di questo romanzo è stato scoprire che le idee elaborate durante la notte, poi trovavano un riscontro storico, come ad esempio l’amicizia tra Berthe Morisot e Zola o l’incontro con Flaubert.

Quanto c’e’ di Berthe Morisot nella Berthe “pittrice di onde”? Sono due pittrici dal carattere forte, poco inclini a scendere a compromessi. Berthe Morisot fu un’artista completa, che seppe combattere per la propria arte, riuscendo ad affermarsi in un mondo profondamente misogino come quello di fine ‘800. Pur essendo un ambiente artistico quello in cui si muoveva, dovette scontrarsi con molti preconcetti, ma alla fine trionfo’, esponendo non solo alla prima mostra degli Impressionisti, ma anche a tutte quelle successive, ad eccezione di una. Ovviamente la vera Berthe non dovette affrontare le varie peripezie, cui sottopongo la mia, che si ritrova ad indossare perfino abiti da uomo.

Come si e’ documentata, ha visitato Parigi ripercorrendo i luoghi del romanzo? Devo ammettere che sono partita avvantaggiata perché adoro gli Impressionisti, il Musée d’Orsay dove sono esposte alcune opere di Berthe Morisot e soprattutto ho una casa a Parigi, quindi per me è stato più facile ambientare il romanzo in quella città. Poi ovviamente è stato fondamentale leggere libri, navigare su internet, studiare la toponomastica dell’epoca e monica-stori3.jpgcamminare, taccuino alla mano, tra i vicoli di Montmartre, cercando di catturare atmosfere perdute e i colori della luce al tramonto. Diciamo che ho fuso fantasia e ricerca storica, perché volevo sì scrivere un romanzo, ma anche regalare al lettore uno spaccato dell’epoca, cercando di essere il più fedele possibile ai luoghi e alle date.

Cosa rappresento’ nella vita culturale di quell’epoca la Premier Exposition di Parigi del 1874 organizzata da Nadar nel Boulevard des Capucines? Nadar aveva messo a disposizione del gruppo capeggiato da Monet e Pissarro, il suo vecchio studio di boulevard des Capucines per organizzare una mostra, che in qualche modo fosse una risposta provocatoria al Salon, l’esposizione ufficiale, cui partecipavano tutti i pittori “accademici”. Non fu un grande successo di pubblico né di critica, ma fu l’occasione per dar visibilità ad un modo nuovo di far pittura, che contravveniva a tutte le regole stilistiche dell’epoca. Per la prima volta la vita quotidiana cittadina diventa protagonista assoluta di quadri che sembrano palpitare e rendere arte i rumori della strada, lo sbuffare di una locomotiva e il fruscio degli abiti delle donne a passeggio alle Tuileries. Anche i colori cambiano e il nero sparisce quasi completamente dalla tavolozza. E’ interessante leggendo le critiche dell’epoca, rendersi conto di come furono rivoluzionari quei pittori, che oggi ammiriamo nei più importanti musei di tutto il mondo.

Ci descrive due tra i personaggi che popolano il libro e che sono così  interessanti e ben caratterizzati? Eva, l’amica fidata di Berthe che oltre ad essere una valente pittrice è una complice perfetta ed una donna perennemente impegnata nella ricerca dell’amore del rapimento dei sensi. Credo di essere riuscita a rendere fedelmente anche la figura di Degas, che amava inchiodare i suoi interlocutori con battute sagaci e un sarcasmo pungente degno di Oscar Wilde.

Alessandra Stoppini

Un libro è cibo per la mente. Se non sapete cosa donare a voi stessi o ad un amico, regalate cibo per la mente, è un sano nutrimento.
“La pittrice di onde” di Monica Stori Edizioni Giuseppe Laterza 2008,  pp.504, Euro 24.

 

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