Home ARTE E CULTURA Mauro Cutrufo, Vice Sindaco di Roma, a colloquio con VignaClaraBlog

Mauro Cutrufo, Vice Sindaco di Roma, a colloquio con VignaClaraBlog

cutrufo3.jpgRomano, 53 anni, coniugato e padre di tre figli,  laurea in Scienze Politiche, dirigente d’azienda in aspettativa, leader storico della DC romana ed oggi esponente del PdL, Mauro Cutrufo, senatore della Repubblica e da un anno Vice Sindaco di Roma, ha acconsentito a dedicare a VignaClaraBlog.it una frazione di tempo di una delle sue intense giornate.

Senatore Cutrufo, Lei nei primi anni ’90 era Assessore all’Immigrazione del Comune di Roma. Sua fu la realizzazione del campo nomadi di via del Baiardo a Tor di Quinto. Da allora ad oggi quanto e come è cambiato il fenomeno immigratorio nella nostra città? Il fenomeno dell’immigrazione è cambiato molto non solo per quanto riguarda la città di Roma ma anche a livello nazionale: l’Italia è stata per tanti anni un paese di emigranti mentre ora si avvia sempre di più ad essere una metropoli multietnica. Rispetto a quasi venti anni fa, sono successe così tante cose a livello geopolitico che, da sole, basterebbero a spiegare molte delle differenze che ci sono rispetto agli anni ’90. Basta pensare all’incremento dei movimenti migratori che hanno riguardato uomini e donne dell’estremo Oriente o a quello relativo a persone provenienti dall’area balcanica e dall’Europa dell’est: l’Italia vista la sua posizione geografica strategica è sempre stata meta privilegiata per persone provenienti da ogni angolo di mondo. Già nell’antichità del resto genti di ogni paese dell’allora mondo conosciuto raggiungevano la Capitale. Per avere dati precisi su questo basta rifarsi alle statistiche dell’ultimo Dossier sull’immigrazione della Caritas: Roma è una città in cui convivono uomini e donne di ogni etnia e cultura. Quando si parla di fenomeni così estesi e massicci, a livello amministrativo vanno studiate regole ad hoc per gestire nuove problematiche e nuove opportunità.

Sempre in quegli anni Lei aveva anche la delega al decentramento. A nostro avviso i Municipi, cosiddetti governi di prossimità, non hanno fatto passi da gigante in questi due decenni. Secondo Lei sono istituti ancora di attualità e se si, quando i 19 Municipi di Roma saranno veri governi del territorio anziché solo produttori di Risoluzioni e Delibere spesso prive di incisività perché subordinate alle decisioni del Comune? Ho sempre portato avanti una politica che guarda al decentramento amministrativo come una ricchezza che va valorizzata con una politica atta a riconoscergli poteri ed autonomia. Per rendersi conto dell’importanza di quanto suddetto basta citare un dato. La città di Milano è un chilometro quadrato più piccola del XII municipio della Capitale. Roma del resto è la città più grande d’Europa e i suoi Municipi sono maggiori per popolazione ed estensione ad alcuni capoluoghi di provincia e regione italiani; in alcuni casi, sono addirittura superiori ad alcune capitali di altri Stati europei. Ciò detto è chiaro che a Roma i Municipi svolgono una funzione fondamentale e – per utilizzare l’espressione da lei usata nel pormi la domanda – rappresentano dei veri e propri governi del territorio. Sbagliato, dunque, dire che i Municipi altro non sono che produttori di risoluzioni e delibere prive di incisività in quanto subordinate alle decisioni del Comune. La formula giusta è quella della sinergia totale tra Campidoglio e Municipi, in cui l’azione dell’uno diventa indispensabile per l’altro. Con l’approvazione della Legge su Roma Capitale, per i Municipi si intravedono prospettive di crescita in termini di poteri e funzioni. Quando sarà approvato il nuovo Statuto, al suo interno saranno previste nuove forme di decentramento con nuovi poteri e funzioni, nonché risorse per i Municipi.

Oltre ad essere Vice-Sindaco, lei ha anche la delega alle Politiche del Turismo e “non più i turisti nel solo centro, ma un turismo molto più esteso” fu una delle sue prime dichiarazioni. Quanto è stato fatto in questo senso? VignaClaraBlog.it concentra la propria attenzione su Roma-Nord e – non ce ne voglia – non ci pare che questa porzione della città abbia avuto un incremento turistico. Ponte Milvio ponte dei lucchetti era e ponte dei lucchetti è rimasto, tanto per fare un esempio. Ogni anno circa 15milioni di turisti visitano la Capitale scegliendo, nel 97% dei casi, il centro storico e le sue bellezze archeologiche come meta. La strategia messa in atto dal Campidoglio per il turismo tende proprio ad ampliare il ventaglio di offerte della Capitale aprendola a nuove tipologie di turismo con l’obiettivo di renderla competitiva al pari delle altre Capitali europee che, pur prive dell’unicum di Roma, hanno saputo rispondere con un’offerta adeguata alle esigenze del turismo contemporaneo. Roma non è solo centro storico, che è una delle sue ricchezze maggiori e per il quale il Tavolo cutrufo2.jpgtecnico Ministero Beni culturali Comune di Roma sta già operando fattivamente e concretamente, ma, come ho già detto è una città che per estensione di territorio è la più grande d’Europa, con la costa più lunga e il terreno agricolo più esteso. Sfruttando al meglio queste sue caratteristiche che costituiscono alcune delle sue unicità è in grado di offrire un polo turistico di grande appeal come quello che è stato approvato recentemente dalla Giunta Alemanno sotto il nome di Secondo Polo turistico della Capitale che, dall’Eur fino al mare, vedrà svilupparsi un’area di grande interesse per il turismo contemporaneo, andando anche ad alleggerire il primo polo turistico.
L’informazione locale è una strategia vincente in quanto concentra la sua attenzione su di una zona specifica entrando nel cuore dei problemi di una porzione di territorio, e data la vastità di quello della Capitale, è addirittura necessaria. Questo lega con quanto detto prima sul mio pensiero sull’importanza che a Roma ricoprono i Municipi.
Come dicevo prima, la giunta presieduta dal Sindaco Alemanno, nei giorni scorsi, ha approvato la delibera per la realizzazione del secondo polo turistico, individuando nella sua attuazione un elemento strategico in seno al programma di sviluppo delle attività economiche e sociali della Capitale. Il turismo rappresenta per Roma una risorsa fondamentale in grado di garantire un significativo sviluppo economico e sociale: si tratta di un’attività economica in grado di generare una serie di effetti positivi – come l’aumento occupazionale – di cui beneficeranno, in primis, i cittadini della Capitale.
Un secondo polo turistico di così ampio respiro e di una portata così grande, ben 23 progetti infrastrutturali, rappresenterà, per tutta la città, una grande possibilità di rinnovamento e sviluppo: prevede ben 23 progetti: alcuni sono già in fase di realizzazione, altri in fasi di studio.

Si è detto che “il parco a tema sull’impero romano” permetterà, se realizzato, di raddoppiare il numero di turisti nella Capitale. Ci dia qualche anteprima su questa grande idea, abbraccerà anche qualche sito di Roma Nord? Non è mai stato detto che la realizzazione del Parco a tema porterebbe al raddoppiamento delle presenze. Altresì, il Secondo Polo turistico, costituito da 23 progetti infrastrutturali, all’interno del quale è inserito anche il Parco tematico, potrebbe avere l’ambizione, una volta realizzato di raddoppiare le presenze nella Capitale. Il parco tematico sulla storia antica di Roma può rappresentare una delle più importanti e innovative forme di offerta turistica e prende le mosse dalle origini storiche del territorio romano e laziale. Un progetto di questo tipo ha lo scopo di creare un sistema locale in grado di garantire lo sviluppo economico, turistico e sociale dell’area in cui è inserito.
Innanzitutto dovrà essere un luogo dedicato alla storia di Roma Antica e potrà contenere, anche grazie all’ausilio della realtà virtuale, la riproduzione del Colosseo, del Circo Massimo, dei Fori e di Ostia Antica. Il visitatore potrà immaginare di trovarsi nell’antica Roma e potrà rivivere da protagonista i momenti più celebri della grande storia della Caput Mundi.
L’amministrazione comunale, con l’obiettivo di misurare il livello di gradimento della proposta, ha invitato le più importanti società di ricerca di mercato a livello nazionale ad uno studio: l’indagine è stata realizzata attraverso interviste via web (sistema Cawi) con un questionario strutturato e articolato su circa 50 cutrufo7.jpgdomande. Le informazioni rilevate tramite l’indagine, con opportune rielaborazioni, hanno consentito di pervenire ad una stima approssimativa del potenziale numero di persone che visiterebbero il parco annualmente. È risultato che il parco a tema, se realizzato, potrebbe contare, a regime, circa 3,2 milioni di visitatori stranieri l’anno provenienti dai paesi presso i quali è stata condotta l’indagine. Se a questi si aggiungono gli ulteriori paesi di provenienza dei turisti che viaggiano in Italia, il numero complessivo di visitatori stranieri dovrebbe raggiungere facilmente i cinque milioni annui. Sono invece circa 2,6 milioni i turisti italiani che si stima potrebbero visitare annualmente il parco: il totale complessivo, dunque, è di circa 7,8 milioni. A questi si devono aggiungere, infine, i numerosi visitatori provenienti dall’intero territorio laziale. Anche questo progetto fa parte di uno di più ampio respiro che è il Secondo Polo turistico.

Roma Capitale: quanto cambierà Roma e come e quanto ne beneficeranno i romani? Roma ha una popolazione di quasi tre milioni di abitanti; è attraversata da due fiumi ed è l’unica città al mondo che ospita, al suo interno, uno stato sovrano: il Vaticano. Nella Capitale ci sono, inoltre, ventinove organismi internazionali, le sedi di quattro rappresentanze diplomatiche e tre siti considerati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Si sta parlando, insomma, di una città estesa quanto la somma delle superfici di Cagliari, Palermo, Napoli, Genova, Torino, Milano, Firenze Bologna, Bari ovvero i più importanti capoluoghi di regione italiani. Il motivo per cui, in aula, mi sono battuto per l’approvazione della legge su Roma Capitale è, dunque, facilmente comprensibile: in ragione delle peculiari funzioni che è chiamata a svolgere, Roma necessitava fisiologicamente di speciale autonomia statuaria, amministrativa e finanziaria. I cittadini della Capitale, senza dubbio, beneficeranno di questo intervento legislativo: io, da romano, sono orgoglioso che Roma, in questo senso, si sia messa finalmente al passo di altre capitali europee.

Ringraziamo il Vice Sindaco Mauro Cutrufo per la cortesia riservataci.
Claudio Cafasso

.

Visita la nostra pagina di Facebook

5 COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome