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La Storta – non cambiare nome alla scuola Bruno Buozzi

Dichiarazione congiunta del consigliere regionale Alessio D’Amato (Pd) e del capogruppo Pd al XX Municipio Alessandro Sterpa in occasione del 65° anniversario dell’eccidio de La Storta, in cui venne ucciso tra gli altri Bruno Buozzi. “Lanciamo un appello affinché l’istituto scolastico comprensivo di via Cassia, intitolato a Bruno Buozzi, mantenga tale denominazione. In particolare ci rivolgiamo alla sensibilità del Consiglio di istituto affinché, nella propria autonomia, riveda la decisione di intitolare la scuola alla ‘Via Francigena’, decisione, in attesa di essere omologata, assunta per via dell’accorpamento tra la scuola media ‘Bruno Buozzi’ e la scuola elementare ‘Tomassetti’, che ha dato vita all’istituto comprensivo. Crediamo infatti – concludono D’Amato e Sterpa – che assumere una decisione come questa sarebbe un grave errore, perché cancellerebbe il ricordo di uno degli episodi più dolorosi e significativi della lotta di Liberazione di Roma. L’eccidio de La Storta è avvenuto a poche centinaia di metri dagli attuali plessi scolastici”

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18 COMMENTI

  1. Cancellare questo ricordo nelle giovani generazioni sarà ben accetto dalla destra , che cancella il passato scomodo e sogna di far rinascere quello del ventennio: la conferenza stampa della ministra Meloni, seguita dagli annunci del ministro La Russa del 2 giugno sulla leva volontaria preludono alla rinascita dellaGioventù Italiana del LIttorio.
    Nulla di nuovo sotto il sole.

  2. rosanna ol. , tranquilizzati.
    Non c’è bisogno ogni volta di rimescolare fascismo ed antifascismo.
    Datti pace.
    Esiste a Roma Via Tito , Via Lenin e Via discorrendo.
    Nessuno avanza mozioni di cancellazione toponomastica.
    Essì bbona , rilassati.
    Non è che il 20-25% risulti essere la maggioranza, nè matematicamente nè politicamente.

  3. Un sentito ringraziamento ai Consiglieri citati nell’articolo, per aver lanciato questo appello.
    Rosanna usa, purtroppo, le parole giuste. C’è un revisionismo strisciante che tenta di cancellare dalla memoria storica anche il nome di un martire (non quello di un despota) della Libertà… quella vera, con la L maiuscola, non quella oscenamente abusata da questi politicanti pregiudicati che (tele)comandano il Paese.
    E tale revisionismo, unito al crescere di una sottocultura che esalta come valori fondanti l’arrivismo e la spregiudicatezza, che annovera nel suo pantheon di eroi tronisti, calciatori e veline, produce una miscela esplosiva pericolosa per la tenuta democratica del Paese. Un popolo che non conosce, che non ha memoria e le cui energie fisiche e mentali vengono depistate verso il falso e il superfluo, è un popolo facilmente manovrabile.
    Citando il Premio Nobel Saramago (in un interessante articolo su El Pais di oggi che invito a leggere per chi domina lo spagnolo: http://www.elpais.com/articulo/internacional/cosa/Berlusconi/elppgl/20090606elpepuint_16/Tes), mi auguro che con un “profondo conato di vomito” questo Paese riesca a liberarsi da questo virus, da questa infermità minacciosa. Non mi aspetto, invece, che queste mie parole vengano intese da tutti.

  4. Paolo , sono stranamente d’accordo con te.
    In parte, non su tutto.
    Nulla di più rivoltante esiste oggi nel mondo della “politica”.
    Veline e transessuali ( o meglio transgender ) vengono usati per accaparrarsi voti e pruriginosi interessi.
    Un Galli candidato sindaco a Firenze vale quanto un Sollier perugino od un Lucarelli livornese.
    L’importante è che quando si affermano certe cose , bisogna poi affermarle tutte.
    Santoro, Carmen La sorella probabilmente non fanno parte dei tronisti indicati ma sono sicuramente volti noti usati per attirare.
    Tant’è che hanno fatto solo il primo anno di mandato europeo.
    Ora aspettiamo il noto giornalista televisivo.
    Tanto se vorrà , poi , riavrà il posto in rai come Badaloni&C
    Non so chi siano poi i tronisti indicati.
    Ci sono politicanti che telecomandano ed altri che stampaimpongono.
    O perlomeno ci provano. Ambedue.
    Ma non siamo scemi o perlomeno non completamente.
    Non è che si è scemi se vince il pdl ed invece intellettuali se si afferma il pd.
    Come in Sicilia o in Calabria , se vince la destra sono voti mafiosi o dell’andrengheta , viceversa , ha vinto la libertà.
    Curioso quanto imbecille concetto.
    Meglio Noemi od il transessuale abbordato da quel famoso politico prodiano ?
    Nessuna delle due.
    Non vedo revisionismi in giro.
    Nessuno ha mai de-apprezzato la resistenza , semmai si è contribuito alla verità facendo conoscere le foibe piuttosto che le stragi commesse a danno dei vinti.
    Non credo sia revisionismo , solo un riportare a galla verità nascoste.
    Seppoi danno fastidio a qualcuno , è di questo qualcuno il problema.
    Diffido della spagna , predica accoglienza e ci indica come biechi razzisti mentre raffredda le canne delle mitragliatrici che sparano sui barconi dei clandestini.
    Spregia la lega ma tace sui fischi in catalogna o nei paesi baschi all’inno nazionale.
    Della serie il più pulito “cià” la rogna o forse ancor meglio, chi è senza peccato scagli la prima pietra.
    Comunque è una tristezza generale.
    Saluti.

  5. Grande Aragorn!
    Finalmente qualcuno che le cose le dice tutte!!
    nno come chi ti ha preceduto che ne indica solo quelle che gli fanno comodo….

  6. Una vicenda che ne ricorda un’altra simile e a parti invertite. Luogo:roma. Oggetto: cambio del nome di una scuola. Periodo:aprile-maggio 2009.

    I fatti.
    Oggi i politici protestano contro il cambio di nome di una scuola intitolata a Bruno Buozzi che l’istituto vuole intitolare ivnece alla via Francigena.
    Ieri altri politici protestavano contro il cambio di nome di un’altra scuola romana, la Pisacane di Tor Pignattara (già famosa per il record del 90% di alunni stranieri iscritti e la fuga degli italiani, con polemice annese e connesse da destra e da sinistra). Allora la scuola propose di cambiare l’intitolazioen dell’istituto dal’eroe risorgiemntale Carlo Pisacane al pedagogo giapponese Makiguchi Tsunesaburo.

    Oggi a La Storta a protestare e chiedere la riconferma del vecchi nome sono esponenti del Pd, ieri a Tor Pignattara erano esponenti del Pdl.

    Uguali in entrambi i casi le motivazioni: cancellando i nomi dei nostri eroi si perderebbe la nostra identità culturaleche passa anche per i titoli di scuole, università e ospedali.

    Ieri la polemica infiammò le cronache e la poltica per giorni con, ad esempio, il capogruppo della Sinistra al Consiglio regionale del Lazio Enrico Fontana, che sosteneva la direzione della Pisacane. Mario Mei, vicecapogruppo del Pd al Comune di Roma, dichiarò: “La destra a Roma mette ancora una volta in campo il peggio di sè. Il susseguirsi di dichiarazioni contro la volontà di intitolare la scuola elementare al pedagogista Makiguchi ha dell’assurdo”. Gianluca Santilli, membro dell’Esecutivo del Pd di Roma, parlò di “attacco alla scuola pubblica costruito ad arte che denota una preoccupante deriva verso un regime di controllo e di censura sull’operato dei dirigenti scolastici. Per questo invitiamo tutte le forze democratiche della città a stringersi intorno alla preside Nunzia Marciano presso la scuola Carlo Pisacane per un sit in in difesa dell’autonomia della scuola”.
    Inervenne anche il ministro Gelmini dicendosi contraria alla nuova intitolazione. Protestarono i genitori.
    Oggi la polemica rimane chiusa nel comunicato di Sterpa e D’Amato.

    Alla fine la preside della Pisacane però tornò sui propri passi. Il nome della scuola di via dell’Acqua Bulicante rimarrà Pisacane.
    Come finirà questa volta a La Storta?

    Un’impressione:troppo spesso la politca usa/strumentlaizza la scuola per la propria propaganda interessanta ignorando gli interessi reali degli studenti e dei docenti e i veri problemi della scuola di oggi. Primo fra tutti, il più urgente e grave, l’emergenza educativa.

    Emanuela

  7. Aragorn,
    mi può anche far piacere che tu sia (in parte) d’accordo con me, ma in realtà io stavo parlando d’altro, rispetto a quanto riporti nel tuo commento.
    Io non parlavo di candidature e di esponenti più o meno presentabili, di voti mafiosi in Calabria e Sicilia, non ho neanche accennato a spicevoli e imbarazzanti fatti di cronaca politica (Casoria-gate o villa in Sardegna, per intenderci). Ho citato tronisti e veline quando, nel mio breve post, parlavo di modelli di riferimento, di valori fondanti, di memoria storica cancellata… non di candidature “acchiappa-voti”. Mi spiace, evidentemente non sono stato chiaro. Dovrò rivedere il mio italiano. Tu però prova a rileggere quanto ho scritto con più attenzione…
    Saluti.
    PS: il premio Nobel José Saramago è portoghese…

  8. Paolo , l’ho riletto il tuo post.
    E’ vero , non hai detto nulla direttamente.
    Ma quando si parla di veline , calciatori e dorati mondi televisivi e poi si conclude con l’invito alla lettura di un articolo che comunque risulta essere contro Berlusconi, generalmente una persona di media intelligenza è portato a fare il classico 2+2.

    Seppoi certe cose si affermano senza nominare il soggetto per avere una via di “svicolo” allora è un altro discorso.

    Rimane però un fatto, ossia che “Saramago è severo con Berlusconi ma anche con gli italiani, il cui sentimento «è indifferente a qualsiasi considerazione di ordine morale». Ma «nella terra della mafia e della camorra che importanza può avere il fatto provato ( ???? ) che il primo ministro sia un delinquente?». L’autore del Quaderno arriva a paragonare il nostro capo del governo a «un capo mafioso »”.

    E’ certo che tu non abbia citato né mafia né camorra , lo ha fatto però e decisamente in modo “Espresso” l’Autore che tu condividi e di cui inviti a condividere le opinioni.

    Sono certo quindi di non essere andato fuori tema.

    Anche perché se poi si sa che Saramago è comunista di vecchia data ( e non è né un problema né un reato ) , non credo che ci si possa stupire delle sue affermazioni.

    Mi stupisco invece che si usino termini quali “profondo conato di vomito” e non capisco da cosa e da quale virus e da quale infermità minacciosa l’Italia si debba liberare.
    Mi risulta che al momento ci si sia liberati di altra parte.
    E democraticamente.

    P.S. Anche se da oggi gli spagnoli hanno cambiato rotta o sembrano averla fatta ,è vero che Saramago è portoghese , ma non è che ha scritto sullo spagnolo El Pais perché di proprietà di R.Murdoch ?
    Come tutti gli altri quotidiani che all’unisono e poco prima delle elezioni hanno dato vita ad una campagna anti-Berlusconi ?
    Interessati più alle altrui “erezioni” che alle proprie elezioni.

    Sempre un saluto.

  9. Seppoi in realtà , ti riferivi solo ed esclusivamente ai “valori” effimeri che vengono oggi proposti od imposti , sono d’accordo.
    Ma non mischiarli ad una politica di parte.
    Perchè il concetto di recupero di valori , pienezza della propria vita prescindendo dai lustrini ossia cercare di essere più che di apparire , è un concetto condiviso da tutte le persone raziocinati indifferentemente dal colore politico.

  10. Ad Aragorn: non entro nelle disquisizioni successive, ma rispondo all’invito a rimanere tranquilla, dicendo che non lo accetto affatto, Non sono tranquilla.
    Secondo Aragorn “Non c’è bisogno ogni volta di rimescolare fascismo ed antifascismo.”, ma evidentemente non ha capito che non sono io a rimescolare, ma chi attualmente è al Governo del paese, un presidente che volentieri straccerebbe la Costituzione e ministri che presentano come novità pericolosi ritorni al passato.

  11. Aragorn (quanto me fai fatica’…),
    io non “mischio i valori a una politica di parte” – sebbene tu ti ostini a voler farmelo fare per forza – semmai, la griglia di valori che mi formo con la sedimentazione dello studio, dell’esperienza diretta e dell’approfondimento, la metto in relazione con i fatti che accadono per farmi un’opinione di qualcosa o di qualcuno.. . E per far ciò non ho bisogno di “svicolare” da niente e da nessuno. Per rimanere nel nostro più vicino ambito politico-partitico, mi sono trovato in queste pagine a fare i complimenti a Sterpa come ad Antonini, per citarne due, così come posso criticare l’operato, ma forse è più opportuno definirlo il non-operato, di Rizzo o di Giacomini. Se questo è far politica di parte…
    C’è questo insopportabile luogo comune (oramai è tale) per cui chi critica le politiche o anche solo i comportamenti di Berlusconi, lo fa per partito preso, per pregiudizio, perché ha chissà quali tornaconti. Capisco che è difficile, che sono quindici anni che ci ripetono come in un tormentone pubblicitario che è così, ma davvero non si riesce a contemplare la possibilità che un’opinione su quest’uomo possa basarsi sulla relazione tra fatti (misfatti) e valori?

    In questo benedetto commento (ma chi me l’ha fatto fare, sarei già a dormire…) tentavo di portare la discussione dalla notizia di VCB ai temi più ampi della Memoria, della tenuta democratica, dei rischi dell’imbarbarimento sociale, culturale ed economico. E’ da quella miscela infetta che ci dobbiamo liberare con un conato di vomito. E su questi temi mi sarebbe piaciuto leggere i commenti e le opinioni degli altri, anche la tua. Ma dato che calzavano perfettamente, ho avuto la malaugurata idea di usare – e correttamente “citare” – gli stessi termini usati da Saramago nel suo articolo su Berlusca… e apriti cielo. Siamo finiti di nuovo nella usurata quanto banale contrapposizione PD/PdL, facendo gareggiare Santoro con le veline, Sircana con Berlusconi e così via.. Che strazio! Ma che abbiamo fatto di male? Lo sapevo che non sarei stato capito da tutti.. l’avevo pure scritto!

    Mi spiace per come tenti di denigrare Saramago. Forse non ne conosci abbastanza la vita, il dono di una straordinaria capacità narrativa e il coraggio di dire scomode ma grandi verità anche a dispetto dei potenti. Ti “invito” a leggere qualcuno dei suoi romanzi, se non ti è già capitato. Chissà, potresti avere un domani un approccio più neutro e aperto nel valutare le sue opinioni… opinioni che io “invito” a leggere, caro Aragorn, non a condividere – la differenza è abissale.
    Saluti

  12. Se si riportasse la discussione sull’argomento?
    Magari per approfondirlo.
    Tipo:
    -quali sono i motivi per cui la scuola della Storta ha deciso di cambiare nome?
    -perchè è stato scelto proprio via Frnacigena per il nuovo?
    -cosa ne pensano i genitori degli alunni?
    -quale è la procedure per scelgiere l’intitolazione di una scuola?
    -cosa ne pensano i lettori di VCB della possibilità di cabiare il nome di una scuola?
    -quali effetti ha ottenuto finora la richiesta di Sterpa e D’Amato?
    -cosa ancora si può fare?
    Qualcuno può contribure a rispondere a queste domande per favore?

    Grazie.

    Emanuela

  13. C’era un libro che diceva va dove ti porta il cuore, io invece vorrei dire va dove ti porta la discussione. Perchè limitare i dibattiti ? Io non vi partecipo spesso ma resto affascinata nel leggerli soprattutto quando alcuni commenti come questi sono scritti così bene: bravo Aragon e bravo Paolo !
    Io credo che gli articoli non sono dei temi da sviluppare, il tempo del liceo l’abbiamo superato un po’ tutti. io credo invece che servano a dare dare degli spunti di riflessione, il bello del blog è proprio questo, e poi la riflessione apre la discussione e se la discussione si allarga tanto meglio, significa cha abbiamo ancora voglia di rapporti umani in questa società così individualista.
    buona giornata. Martina

  14. Cara Martina,
    la mia sollecitazione va proprio nella direzione di aprire il dibattito ma rimanendo in tema. Dare spunti di riflessione sull’argomento dell’articolo che si commenta. Allargare la discussione e la riflessione senza sconfinare troppo dall’argomento che si commenta.
    Altrimenti parlando di qualsiasi questione si può andare a finire ovunque., anche a parlare dle sesso delgi angeli legittimo ma che nulla ha a che fare con il cambio di nome della scuola della Storta. Il rischio poi è parlare tanto per farlo, alimentando così blog di sole chiacchere vuote e vane.
    Se leggo i post a una certo articolo, poi, personalmente mi aspetto di leggere commenti inerenti l’argoemnto dell’articolo. E leggo i post proprio perchè, interessandomi quel tema, voglio conoscera nche le opinioni dei lettori su di esso.

    La voglia di rapporti umani e di confronti di cui parli si può coltivare anche senza deragliare alla strada indicata dall’articolo. Contribuendo a orientare meglio il cammino proprio e degli altri lettori, offrendo spunti ed elementi per conoscere meglio le questioni sollevate, i punti di vista diversi, le motivazioni, i problemi,ecc. Un confronto costruttivo da cui tutti usciamo cresciuti, arricchiti e, perchè no, più informati.

    Buona giornata a te.

    Emanuela

    PS: per essere chiari ed evitare di essere fraintesa, non ho nulla contro Paolo e Aragon.

  15. se la discussione non avesse preso la piega che ha preso e se gli intervenuti si fossero limitati a parlare di un nome su una targa io non avrei conosciuto José Saramago . Ammetto la mia ignoranza ma grazie ai voli neanche troppo pindarici di Paolo e Aragon io mi sono arricchita. Continuo quindi a pensarla nello stesso modo: libertà totale nella discussione. ciao. Martina

  16. Ho trovato interessante questo “botta e risposta” tra Emanuela e Martina che di fatto, non me ne voglia la prima, dà ragione a Martina, o almeno la fa vincere in termini di coerenza. Infatti la stessa Emanuela si è trovata, involontariamente, “trascinata” a parlare di come si dovrebbe sviluppare la discussione sul blog, invece di attenersi al tema dell’articolo che verteva sul nome di un istituto scolastico…
    Emanuela, nessuna nota di biasimo, sia ben chiaro. Era solo una constatazione.
    Per quanto mi riguarda, trovo comprensibile la ricerca di un minimo di ordine. Sarebbe sciocco postare “a freddo” un commento su via Mastrigli sotto un articolo che parla della potatura degli alberi. Ma questo è un caso estremo che non mi pare paragonabile a quanto accaduto in questa pagina.
    Io concordo pienamente con Martina: l’articolo da una parte informa e dall’altra stimola una discussione che non può che essere libera, perché il web è libero e perché in Italia (in questa fase storica) c’è libertà di espressione. E penso che questa libertà favorisca la partecipazione (soprattutto dei più timidi e dei meno preparati su argomenti specifici) e allarghi la conoscenza di chi legge,
    E credo anche che non ci sia bisogno di preoccuparsi perché sul web qualsiasi “sistema” tende a regolarsi in automatico. Vale per le aste di E-bay che trovano il prezzo di equilibrio tra domanda e offerta meglio di qualsiasi Piazza Affari o Wall Street e vale per l’informazione. MI spiego, se io iniziassi a scrivere fesserie sconclusionate e prive di qualsiasi interesse, qualcuno mi manderebbe a quel paese, ma se continuassi, dopo un po’ non mi ribatterebbe più nessuno e dopo un altro po’ nessuno mi leggerebbe più. Se fossero molti a scrivere fesserie o se la maggior parte degli articoli che propone la redazione non avessero un minimo di interesse, su questo blog non ci verrebbe più nessuno! A cominciare da te, credo.

    Quindi forse è meglio lasciar fluire la discussione, se parte da uno spunto redazionale e poi si allarga ad argomenti di più ampio respiro. Che c’è di male?
    Inoltre, questo tipo di interventi non impedisce a te (come a nessun altro) di dire la tua sull’articolo, con il taglio che più desideri dare. E l’avevi fatto, intelligentemente e provocatoriamente, mettendo a confronto questa vicenda con quella della Pisacane (a proposito, questa mi era sfuggita e grazie a te ho scoperto questa buffa storia della destra romana e della gelmini che difendono la memoria di un socialista, quasi un anarchico… davvero una chicca in questo mondo stereotipato). La tua provocazione non è stata raccolta, per il momento, ma non penserai mica che è colpa mia o di Aragorn…
    Chiudo l’argomento con alcune precisazioni. Parlo solo per me perché Aragorn è perfettamente in grado di “difendersi” da solo. Io non credo proprio di aver “parlato tanto per farlo” né tantomeno di aver “alimentato il blog di chiacchiere vuote e vane”. E non sono neppure andato fuori tema perché parlare del rischio per un popolo di perdere la Memoria storica è strettamente connesso con il cambio di nome a una scuola. Poi ho specificato meglio cosa intendessi e ho allargato il ragionamento (soprattutto sotto la spinta dei feedback di Aragorn), ma il fuori tema è un’altra cosa. Infine, l’approccio da compito in classe o da elenco di domande tipo quiz non mi interessa, non mi appassiona e credo che non mi vedrà protagonista. Di quiz mi basta quello delle foto antiche che ogni tanto propone la redazione.
    Per Martina: che cosa bella, sono onorato di averti fatti “scoprire” Saramago! Se posso permettermi, e se vuoi appagare la tua curiosità e voglia di arricchimento, prova a leggere “Cecità”. Forse è il romanzo migliore che ho letto in assoluto, il più toccante, il più denso ed emozionante. Ti avverto che il linguaggio dell’autore è particolarissimo, tosto ma se superi le prime 30-40 pagine diventa “normale” ed entri in un mondo pazzesco, che strapazza e sconvolge un bel po’ schemi preordinati. O almeno, questo è quello che è successo a me.
    Comunque grazie per i tuoi complimenti.
    Saluti

  17. Emanuela , rapido rapido per non rubare spazio e tempo.
    Credo che questo blog – come altri spazi di discussione – se fosse “ridotto” o si limitasse al segnale stradale malposizionato piuttosto che alle strisce pedonali sbiadite o al cassonetto non scaricato e via discorrendo, credo , ripeto, sarebbe abbastanza noioso.
    Magari limitatamente utile ma sicuramente noioso.
    D’altronde non parliamo dei “Massimi Sistemi” , non ne sarei in grado anche se comunque interverrei per dire la mia.
    La XX° mica è un’isola.
    Inutile protestare ad esempio per la movida notturna pontemilviesca , cheppoi alla fine trovo pure simpatica per certi versi.
    Della serie che è inutile protestare se non si vuole capire che certa “cultura” parlo di quella dello sballo, del bere a tutti costi ed lì alla fine il divertimento, dell’ignoranza di lasciare o lanciare le bottiglie di birra in terra, scrivere con i pennarelli sul nostro ponte ( così come su altri ), vedere “agghindate” certe pischelle di anni 14 o giù di lì come se fossero esperte puttanone veline all’acchiappo, ragazzotti che camminano talmente tronfi ed ebbri che ti strapperebbero il sorriso se solo non ti venisse il dubbio che magari pure tuo figlio/a potrebbe essere nelle stesse condizioni.
    Se per caso fosse così starei proprio dormendo come tanti altri genitori !
    E via dicendo.
    Fa parte della cultura (?) del “redbulltimetteleali!!!” , del “consumailrumbevutoneipeggioribardicaracas”,del “senonindossiquellafirmaseiunosfigato”, del “senoncircoliconquelmezzoseiancorapiùsfigato”.
    E via dicendo.
    E così su molti altri atteggiamenti , come si diceva sopra , emuli di veline, di personaggi da copertina di periodici da gossip, di finti rampanti con i soldi di papà, di pseudo-arrivisti senza scrupoli e spesso senza cervello e/o capacità.
    E via dicendo.
    E tutto ciò non ha “padri politici”.
    Così come non si può capire l’immobilismo del simpatico, gentile e cordiale presidente gianni nei confronti – ad esempio – dell’affaire mastrigli senza parlare – salendo di grado – dell’affaire monnezza napoletana.
    Magari , a volte , ampliare la veduta ed il discorso riesce a rendere più chiaro e comprensibile ( ma non giustificabile e condivisibile ) quello che ci accade sotto casa.
    Senza perdere di vista il segnale stradale malposizionato piuttosto le strisce pedonali sbiadite od il cassonetto non scaricato.

    Non sono stato poi rapido rapido , saluti

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