Home ARTE E CULTURA Nuove scoperte dietro le sostruzioni della Villa di Livia

Nuove scoperte dietro le sostruzioni della Villa di Livia

Gli interventi di consolidamento sulle sostruzioni della Villa hanno messo in luce nuove strutture.

Ritrovamento Via FlaminiaLa Soprintendenza Archeologica di Roma da diversi mesi sta effettuando interventi di consolidamento sui muri di sostruzione della Villa di Livia a Prima Porta, crollati parzialmente per le forti piogge nel dicembre scorso. Questi lavori hanno messo in luce strutture che nessuno prima d’ora ha mai visto.

Le sostruzioni riecheggiano imponenti nelle stampe degli inizi dell’800 e furono per molto tempo uno dei pochi indizi topografici che segnalavano, indicativamente, l’ubicazione della Villa, come testimoniato dal Guattani nel 1828, ossia 35 anni prima degli “scavi”

Incisione inizi 800
Incisione inizi dell’800

che confermarono la sua posizione: “..fuori di ogni dubbio si è che le imponenti sostruzioni ad opera reticolata che quivi dalla parte del Tevere in luogo elevato e soprastante al medesimo si veggono, appartengono alla delizia di Livia Augusta, la quale per essere ubicata nel territorio di Vejo, Vejentano fu detta..”.

Il muro di sostruzione della Villa Livia crollato nel Dicembre 2008

Sebbene l’entità del danno sia rilevante è con grande sorpresa che guardando verso la lacuna lasciata dal crollo si nota la presenza di tre archi, visibili solo ora, poiché obliterati per circa 2000 anni dalle sostruzioni antistanti. Chiunque percorrendo il viadotto all’altezza dello svincolo di Prima Porta può vederli.

Le arcate riportate alla luce in occasione dei lavori di restauro

La nuova visione suggerisce alcune ipotesi; se fossero delle sostruzioni potrebbero, per esempio, ricordare quelle del Tempio di Giove Anxur a Terracina che risale al I sec. A.c., dove una serie di dodici arcate perimetrali a vista costituiscono la terrazza di fondazione dell’edificio sacro. Questi archi danno accesso ad ambienti che comunicano con un  corridoio ipogeo. A Villa di Livia queste ipotetiche sostruzioni, avrebbero potuto avere la funzione di contenere il giardino soprastante nella sua prima edificazione, anche se da quel poco che si vede, non si hanno tracce di un paramento concepito per essere lasciato a vista.

Tempio di Giove Anxur a Terracina

Se invece fossero delle fondazioni allora si giustificherebbe il loro interramento; infatti le sostruzioni sono “strutture fuori terra”.  Quindi la loro funzione potrebbe essere stata legata alla realizzazione di un portico lungo il ciglio meridionale del giardino, che aveva la necessità di un solido appoggio, in quanto il terrapieno del giardino non era staticamente adatto a sostenere un ipotetico colonnato e le arcate oltre a scaricare le forze soprastanti avrebbero avuto una funzione drenante, permettendo il passaggio delle acque di scolo.

In questa maniera si giustifica l’innalzamento delle mura crollate che erano le vere e proprie sostruzione del complesso.

Una fotografia dell’epoca
Una fotografia dell’epoca del luogo del ritrovamento.

Attualmente non si possono fare altre considerazioni. Si spera che nel proseguo dei  lavori possano emergere nuove sorprese e nuovi elementi per ricostruire la storia di questa affascinante  residenza imperiale.


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Licia Capannolo.
Bibliografia di riferimento.
G. Messineo, Ad Gallinas Albas,Villa di Livia, 2001, Roma.
Guattani, Monumenti Sabini, II, 1828, Roma.
C.F. Giuliani, L’edilizia nell’antichità, 2007, Roma.
C.Calci-G.Messineo, La Villa di Livia a Prima Porta, 1984, Roma.
Foto del Tempio di Giove a Terracina da Geosearch.Italia Tittimi Hengist. Decius. E. Wikipedia.
Carta dell’Agro Romano, Capitolium, 1962.

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2 COMMENTI

  1. Da quel poco che posso vedere, l’aspetto delle strutture suggerisce l’esistenza di due fasi cronologicamente successive di un apparato sostruttivo volto a contenere il terreno dando regolarità geometrica alla struttura nel suo insieme (come nel Claudianum al Celio), piuttosto che fondazioni per strutture sovrastanti.
    C’è da augurarsi che i restauri (sono già stati intrapresi?) previsti per il consolidamento delle strutture possano diventare l’occasione per meglio orientare le nostre ipotesi. Articolo sintetico e interessante. Mi sembra di ricordare che me parlò la stessa autrice nel corso di una visita al Colosseo..

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