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‘Cronaca di una separazione’ di Antonella Mei

ciboperlamentePer la nostra rubrica cibo per la mente oggi parliamo di “Cronaca di una separazione” di Antonella Mei e ne parliamo con l’autrice, che da anni vive a Roma Nord. Ha gia’ pubblicato raccolte di poesie, favole, saggi e racconti e  “Cronaca di una separazione” è il suo primo romanzo, peraltro alla seconda edizione. Con una scrittura essenziale, limpida e raffinata senza scendere in sentimentalismi ed effetti commoventi, la scrittrice narra la storia di Elisa e della fine del suo matrimonio dandone la causa principale  al rifiuto del marito di avere un figlio da lei, percepito e vissuto da Elisa come un dramma, una violenza psicologica. Attraverso un lungo percorso di autoanalisi, con l’aiuto della sua amica d’infanzia e del suo avvocato Elisa riesce ad uscire dal tunnel, e non in modo facile. Un libro che colpisce per il tema trattato, che cattura il lettore fino all’ultima pagina, facendo capire che non sempre il fallimento di un matrimonio deve essere visto come una sconfitta.

Antonella, chi e’ Elisa? Prima di tutto desidero chiarire che non e’ un romanzo autobiografico. Elisa e’ una donna che purtroppo ha vissuto il dramma della separazione, si vuole raccontare e dare un messaggio di speranza. E’ un percorso di lenta maturazione che porta alla fine al suo completo distacco dal passato. Non esiste una vera e propria trama del libro, nel senso che si ci sono dei flash-back, perche’ l’analisi del passato puo’ aiutare a comprendere meglio il presente, questo libro e’ un po’ tutta l’elaborazione di un lutto, di una perdita, oggi i ritmi frenetici della vita impediscono di fermarsi a pensare. C’e’ nel romanzo il dolore di questa donna che il marito non ha voluto rendere madre, elemento di grande sofferenza. Ma Elisa ne viene fuori grazie anche alla pratica di alcune discipline sportive come la vela, e ad un contatto piu’ autentico con la natura. Ciascun lettore ci trovera’ qualcosa reinterpretando quello che legge e cogliendo quello che reputera’ piu’ interessante. C’e’ una frase molto bella nella parte finale nel romanzo “L’Ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafon “i libri sono specchi: riflettono cio’ che abbiamo dentro.

cronaca.jpgLa copertina del libro raffigura un disegno di Suo padre, pittore, dal titolo “Il dolore”. Possiamo dire che anticipa la trama? Si, e’ stato scelto volutamente quel disegno per far riflettere il lettore su quello che stara’ per leggere, una scelta provocatoria, si tende ad allontanare il dolore da noi, invece fa parte della nostra esistenza come la felicita’, e ci rafforza. Il libro vuole dare un messaggio di speranza, dal dolore si esce piu’ forti, si ritrova se stessi, si ricostruisce una nuova identita’ che  puo’ aiutare ad iniziare una nuova relazione. Elisa ritrova se stessa. E’ questo il valore autentico di questo percorso di rinascita.

Un Suo commento sulla prefazione di Walter Mauro (noto critico letterario NdR). E’ stato un enorme piacere. Ha approfondito certi aspetti che riguardano lo stile e il modo in cui si riesce a coinvolgere emotivamente il lettore. Ha parlato di percorso di un’anima e di come attraverso la scrittura si  riesca a capire meglio se stessi.

A chi ha dedicato il Suo romanzo? E qual e’ stato il commento piu’ toccante che ha ricevuto dai suoi lettori? L’ho dedicato a mio marito Sergio “il mio poeta della musica” come ho scritto nella dedica. Ne ho ricevuti tanti di commenti ma uno in particolare mi e’ rimasto impresso, da parte di una lettrice che mi ha scritto “Grazie per questo prezioso regalo”. Un’altra lettrice mi ha fatto notare che nel romanzo non ci sono sentimenti ne di odio ne di vendetta nei riguardi del marito, quindi non sentimenti distruttivi, ma solo autentici. Alcuni lettori uomini ne hanno tratto una lezione dal punto di vista sociologico, cioe’ che vengono messe in rilievo le ansie, le paure della nostra generazione. Molte donne leggendo il mio libro si sono identificate con Elisa, fragile, ma anche forte, che riflette le contraddizioni delle donne di oggi costrette a conciliare il lavoro fuori casa e l’impegno per la famiglia.
Alessandra Stoppini

Un libro è cibo per la mente. Se non sapete cosa donare a voi stessi o ad un amico, regalate cibo per la mente, è un sano nutrimento: “Cronaca di una separazione” di Antonella Mei, Fermenti Editrice 2008 pp. 128, Euro 12.

 

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