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Comune di Roma – e’ di ritorno la censura?

forbice.jpgDue giorni fa e’ stata approvata dal Consiglio comunale una mozione che invita il Sindaco Gianni Alemanno ad istituire una commissione che valuti i contenuti dei cartelloni pubblicitari prima che la loro affissione venga autorizzata. Una commissione costituita solo da personale interno, tutta dedicata a bollare o dare il nulla osta sui temi – a volte scottanti – utilizzati dai pubblicitari per attirare l’attenzione dei consumatori. La mozione è stata presentata dal Consigliere Casciani (gruppo Amore per Roma) con l’obiettivo di dotare il Comune di “uno strumento per fare in modo che nessuna campagna pubblicitaria offenda la sensibilita’  degli altri”.

Immediate le reazioni negative, in primis da parte dello IAP, Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, istituto che opera da quasi 43 anni con un proprio codice temuto e rispettato dagli aderenti, circa il 90% dei concessionari di pubblicita’ operanti sul territorio nazionale. Lo IAP ha fatto notare che se ogni Comune cominciasse a sindacare sui contenuti di una campagna promozionale a livello nazionale si andrebbe incontro a forti contraddizioni di citta’ in citta’. Con l’unico risultato, aggiungiamo noi, di penalizzare il mercato dei consumi, il prodotto promosso ed il pubblicitario coinvolto.

Poche le voci levatesi nell’aula Giulio Cesare in difesa della mozione che pur e’ stata votata in modo bipartisan. Due invece le voci critiche. La prima quella del consigliere Federico Mollicone (PdL) che considera “eccessiva l’istituzione di una commissione comunale apposita, visto che gia’ esistono filtri per colpire no.jpgi messaggi eccessivamente offensivi“. Dichiarazione che ci trova pienamente d’accordo.  Riteniamo infatti anche noi che la liberta’ d’espressione pubblicitaria non possa essere imbrigliata da una commissione interna comunale, dall’antico sapore restauratore, ma abbia tutto il diritto di esprimersi senza lacci e laccioli, fermo restando che gli abusi o gli eventuali messaggi ingannevoli dovranno continuare ad essere fermamente sanzionati dagli enti preposti, lo IAP appunto ed il Garante della Concorrenza e del Mercato. La seconda voce critica e’ stata quella di Athos De Luca, consigliere PD, che ha espresso il suo disaccordo facendo notare che “il vero scempio sotto gli occhi di tutti non sono i contenuti ma la giungla selvaggia di cartelloni di ogni genere, sia abusivi che regolari, che invadono la citta’ senza regole e senza rispetto dei cittadini“.

Ed in tema di  giungla selvaggia, ricordiamo che anche il Consiglio del XX Municipio se ne e’ recentemente occupato. Lo scorso 11 Dicembre e’ stata infatti votata la Risoluzione 61/2009  con la quale, considerato che nei quartieri Vigna Clara,  Corso di Francia, Tor di Quinto, Cassia, Ponte Milvio, Camilluccia e  Flaminia il fenomeno dell’abusivismo pubblicitario sta avendo una notevole recrudescenza e che molti altri impianti abusivi sono presenti nei parchi naturali protetti come quello di Monte Mario, di Veio e dell’Insugherata (sui quali ricade invece il divieto assoluto di installazione di impianti pubblicitari), il Consiglio del Municipio all’unanimita’ ha formalmente chiesto all’Assessore alle Attivita’ Produttive, Umberto Sacerdote, di adoperarsi di  concerto con il corpo di polizia Municipale del XX Gruppo per far rimuovere, con le relative sanzioni, ogni forma di abusivismo pubblicitario.
Cio’ accadeva circa 3 mesi fa, e’ dunque presto per fare un consuntivo; torneremo sul tema nei prossimi mesi.(Red.)

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6 COMMENTI

  1. i bacchettoni hanno trovato il loro habitat naturale in questo consiglio ma vedrete che il sindaco la lascerà cadere questa mozione, magari dopo qualche giorno che l’avrà adottata. In questo periodo stiamo infatti assistendo ad un balletto di disposizioni prese e poi smentite che lasciano sbalorditi: ma come governa la barca il nostro capitano, a vista, senza una rotta ? i cornetti no i cornetti si, le botticelle no le botticelle si, l’alcol no per un mesetto e adesso alcol si, ronde si ronde no e via dicendo. Mah, sembra una giunta a corrente alternata..

  2. Ben venga che qualcuno eviti che certe porcherie finiscano sui nostri muri. In ogni modo, c’era già l’authority sulla pubblicità a vigilare e nessuno ha mai gridato allarmi censura. Lo scandalo è che certe campagne estreme, volgari e vioente finiscano sotto gli occhi di tutti, bambini inclusi, addomesticando sempre più i nostri sensi. Non che qualcuno vigili per prevenirlo.

  3. l’authority è stata costituita con apposita legge di stato, non con una mozione nata dall’inconfessata pruderie di qualche moralista. Che a decidere che le “porcherie” siano veramente tali, da un punto di vista artistico, non può essere una commissione comunale senza nessun know-how.
    E poi, le porcherie su cartelloni no ma sulle pagine dei giornali si ? E i tanga delle ballerine televise invece vanno bene ? E le oscene martellanti pubblicità di servizi di suonerie per cellulari mandate in onda durante gli spettacoli per i più piccoli da certe TV commerciali, quelle vanno bene ?
    Una commissione comunale istituita per ispezionare solo i pixel di un manifesto è demagogia, pobabilmente la mozione sarà servita a qualche consigliere benpensante per acquisire crediti nei salotti ecclesiastici.

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