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XX Municipio – Torquati (PD): no al campo nomadi a S.Maria di Galeria

comunicato“Dopo l’assemblea di oggi alla scuola media di Via Quero ad Osteria Nuova, organizzata dall’Ass. Aste Taurine, mi sento di ribadire il fermo no all’individuazione dell’area di Santa Maria di Galeria come area idonea per ospitare un Campo Nomadi” Cosi’ dichiara Daniele Torquati, consigliere PD del XX Municipio.

“L’area in questione e’sottoposta a molti vincoli ambientali, e’attigua alle antenne di Radio Vaticana, al nucleare dell’Enea ed ai rottamai messi in cantiere con un’ordinanza del Presidente del Consiglio nel primo Governo Berlusconi.Tutto cio’ e’ aggravato da una mancanza di servizi primari e soprattutto scolastici. Quindi sarebbe opportuno che il Presidente del XIX Municipio Milioni annullasse la delibera n.1 del 2009 avviando una campagna di ascolto e di confronto con le amministrazioni limitrofe.”

“Infine penso che sia opportuno che il Sindaco Alemanno si pronunci sulla questione – prosegue Torquati – in quanto probabilmente Milioni sta attuando quello che Alemanno ha scritto nelle proprie linee programmatiche che prevedono lo spostamento dei Campi Sosta Regolari fuori dal raccordo.Spostare il problema dal centro alla periferia non e’ pero’ il metodo più adatto per risolvere la questione nomadi e soprattutto non permette di rilanciare i quartieri estremi del Comune di Roma, come quello di Osteria Nuova, Cesano e Tragliata”.

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21 COMMENTI

  1. Ho cambiato idea , Torquati.
    Lei ha perfettamente ragione.
    Mi sembra assolutamente ingiusto che i nomadi debbano essere trattati in questo modo.
    Fuori del G.R.A. ?
    Assurdo e discriminante.
    E non perchè mi curi dell’italica popolazione locale.
    E’ giusto che i nomadi siano ammessi al centro di Roma.
    Proprio al centro , che più centro non si può : dentro al Colosseo.
    Tutti quanti e ben serrati.
    Eppoi riviviamo i gloriosi fasti della Roma antica , con tutti i suoi spettacoli ed intrattenimenti per la romana popolazione locale.
    Ave.

  2. Egregio Cons Torquati,
    il prefetto di Roma ha più volte spiegato che le nuove aree per localizzare i campi nomadi saranno individuate consultando prima i Presidenti dei Municipi ma che in caso mancassero proposte sarà lui a decidere le zonei. Sulla stampa più volte si è ricordato che ci sono state queste consultazioni e tche ra i muncipi che hanno avanzato delle proposte ci sono stati proprio il XIX e il IV (si è parlato anche del X). Non mi sembra quindi che la decisone sia piombata dall’alto. Piuttosto mi domando se anche XX Municpio abbia fatto propposte per inviduare una zona per i nuovi insediamenti nel proprio territorio. Lei ne ha notizie?

    Mi associo poi alla prima domanda di Aragon, quale è la sua proposta, cons. Torquati, per risolvere la questione?

    Noto inoltre che già il sidnaco Veltroni aveva proposto la realizzazione di grandi villaggi della solidarietà cioè campi rom attrezzati in periferia. All’epoca però in pochi si scandalizzarono, nè i comuni limitrofi a Roma alzarono barricate come fatto in questi mesi con l’appoggio del neopresidente Zingaretti. Penso ad esempio al sindaco di Aguillara tanto allarmato anche negli utlimi giorni un nuovo possibile campo nomadi al confine con il suo comune.

    Ricordo ancora che all’epoca correva voce di un insediamento a Valle Muricana che se no nsbaglio si trova all’ìinterno di un altro parco protetto, quello di Veio. Proprio come lei ricorda essere in area protetta S.Maria di Galeria.

    Infine, a proposito di campi rom attrezzati e autorizzati in aree naturalistiche protette chiedo a lei,cons. Torquati, cose ne pensa del campo di Castel Romano a Pomezia: attrezzato con tanto di casette da anni con delibera della Regione Lazio all’interno di un parco regionale protetto da Roma Natura e ogni volta prorogato dalla Regione nonostante dovesse essere momentaneo.

    Saluti

    Angela

  3. A parità di schieramento politico il presidente Milioni almeno una proposta l’ha fatta, discutibile, forse da migliorare ma l’ha fatta. Ma dal nostro Municipio cosa ti vuoi attendere cara Angela, di proposte e di decisioni concrete non ne è stata presa una in quasi un anno. Al massimo, praticamente, ti puoi aspettare una promessa di fare un referendu fra i cittadini da tenere praticamente presto, molto presto, magari in abbinata praticamente con quello su via Cassia Antica…

  4. Il presidente del 19 Alfredo Milioni ha fatto la scelta più “saggia””.Vorrebbe piazzare i nomadi al confine tra ventesimo e 19 municipio e con il comune di Fiumicino. In questo modo scarica i problemi sui cittadini di questi territori confinanti, perde pochissimi voti e si fa bello con i cittadini di Monte Mario e con Alemanno. Perche’ non li mette appena dopo Selva Candida , tra via della Storta e via Boccea nel suo territorio? Perderebbe migliaia di voti e i cittadini non gli farebbero attraversare la strada.

  5. “E’ abbastanza grave la richiesta fatta al presidente Milioni, dal consigliere del Pd in XX Municipio Daniele Torquati, di annullare la delibera approvata dal consiglio del XIX Municipio in gennaio.
    Lo dichiara Riccardo Corsetto, responsabile giovanile romano del ‘Movimento per l’Italia e delegato alle Politiche sociali del Presidente del XIX Municipio, Alfredo Milioni.
    “Credevamo che il Pd fosse ispirato dalla legittimità del procedimento democratico, e adesso ce lo ritroviamo a chiedere pretestuosamente e con una leggerezza imbarazzante, l’annullamento di una delibera approvata da un consiglio legittimamente eletto.
    “Ciò che Torquati chiede – conclude Corsetto – è di esautorare il diritto di rappresentanza dei cittadini votanti e il dovere di rappresentare dei consiglieri eletti: uno schiaffo alla democrazia.

  6. Non vedo cosa ci sia di male nella richiesta fatta dal consigliere Torquati.

    Parafrasando il concetto e portandolo nel piccolo se il condominio a fianco del mio palazzo decidesse di fare qualcosa che limita la mia libertà o che modifichi lo status quo attuale mi sentirei in dovere di intervenire e di far valere i miei diritti.

    Il tutto si risolve comunque nel famoso concetto “NIMBY Not in My Back Yard” che tradotto vuol dire: Non nel mio cortile. Ed è proprio quello che sembra aver furbescamente attuato il presidente del XIX Municipio dislocando ai limiti del proprio municipio quei campi nomadi che nessuno vuole. E che, per inciso, non vorrei nemmeno io vicino alla mia abitazione.

  7. D’accordo con Giulio.
    Ma quale esautorazione del diritto di rappresentanza. Non riempiamoci la bocca di paroloni sulla democrazia o altre balle del genere.

    Qui si tratta invece di “furbetti” ma di …periferia.

  8. E veramente difficile rimettere ordine nel Comune di Roma dopo anni di amministrazioni che hanno lasciato il territorio al più completo degrado,
    ignorando qualsiasi forma di intervento di razionalizzazione e controllo delle aree
    dei compi per nomadi e a discapito della sicurezza, dell’ igiene e del decoro del territorio cittadino.
    Dopo le recenti gravi aggressioni di cittadini ( in particolare ragazze ) le tensioni su questo problema si sono acuite al limite dell’ esasperazione ( ….mia moglie ha subito un aggressione alla Caffarella, da parte di una zingara o slava , 3 anni fa avendone un infortunio permanente ad un braccio ! ! ! ) . I CITTADINI ASPETTANO RISPOSTE ADEGUATE…..CIVILI, GIUSTE MA ADEGUATE ! ! ! !

  9. Un commento dell’asesore del VI Municipio Antonio Vannisanti che mi sembra interessante :

    Ad oggi sulla riorganizzazione dei campi nomadi, da parte del Comune abbiamo una sola confusa nota e molteplici e contraddittorie dichiarazioni di stampa.
    Le note sulla gestione dei campi attrezzati presentate dal Sindaco ai Presidenti dei Municipi, alle Associazioni e alla stampa sono estremamente confuse e fumose.
    Innanzitutto nelle note si parte da una confusione tipologica di non poco conto. Parlare di campi per senza fissa dimora e confonderli con i campi nomadi può generare una confusione di merito e di intervento.
    Le note proseguono parlando di una riorganizzazione che non definisce il numero delle persone che troveranno accoglienza nei campi, ne quanto saranno grandi questi campi, men che meno quanti campi saranno. Per non parlare dell’assorbimento dei campi ‘tollerati’ dentro quelli consolidati.
    In realtà si annunciano solo alcuni elementi regolamentari per l’accesso il funzionamento del campo.
    Proseguendo scopriamo che ci sono degli articoli di riferimento, dove si parla di requisiti per l’accesso e la permanenza al campo. Il tema è interessante , perché sarebbe il punto da cui partire. Il problema è che di questi requisiti non si ha neanche una bozza di idea e dobbiamo solo sperare che l’Assessore Belviso abbia un minimo di idea sulla differenza tra un rom e un senza fissa dimora.
    Per brevità evito di commentare l’inconsistenza progettuale dell’ennesimo sportello socio-educativo, anche perché qualcuno dovrebbe spiegare a chi ha redatto le note e che l’intervento socio-educativo deve portare i nomadi ad uscire dal campo e non ad invischiarsi ulteriormente in un atteggiamento pseudo assistenzialistico.
    Ma ciò che è molto preoccupante è il tema della vigilanza.
    L’esperienza ci insegna che un campo si gestisce se c’è un servizio di custodia e controllo. Sarebbe quindi importante capire però la tipologia di questo servizio. Non si può dire che verrà istituito un presidio con le Forze dell’Ordine , o con la Polizia Municipale. Chiunque di noi sa che questa cosa trova l’opposizione sia delle Forze dell’Ordine e che c’è un grande problema di risorse. A questo punto la proposta che viene avanzata surrettiziamente è quella della vigilanza privata. Ebbene ritengo che sia una cosa completamente diversa e sui cui bisognerebbe approfondire la riflessione e capire le problematiche che potrebbe generare (una tra le tante il problema delle armi). Allora perché non partire dalle esperienze già fatte e verificare ciò che ha funzionato e provare a potenziarlo?
    Il punto mi sembra è che non è chiara il progetto nel tempo dei nomadi nella nostra città.
    Di quanto il tema dell’essere nomade deve essere progressivamente superato , così come deve essere superato anche il concetto di campo.
    Credo che un ragionamento serio dovrebbe partire da avere un vero, definito e ‘certificato’ censimento. E’ imbarazzante il balletto dei numeri. E’ poi importante che non si faccia confusione tra rom, persone senza dimora, clandestino od altra persone con fragilità sociali ed abitative.
    Un’altra differenziazione va fatta tra nomadi che ormai per storia ,per inclusione sociale, per scelta,per riconoscimento giuridico ed anagrafico sono da ritenersi cittadini romani.
    In questo caso credo che vada sviluppato un progetto sociale che nel tempo, in un medio periodo di alcuni anni, vada ad un superamento del campo ed ad una stabilizzazione abitativa.
    Negli altri casi non può che essere individuato il campo attrezzato per un accoglimento temporaneo che per ovvi motivi non può superare alcuni mesi.
    Per i nomadi , cittadini romani, hanno un senso i campi ,in attesa del loro superamento, insediati in situazioni a forte urbanizzazione e con ricche opportunità di inserimento sociale. A questo punto e con un progetto chiaro ha un senso il campo transitorio , con numeri più alti di accoglienza, collocato nella cintura extra urbana a basso impatto sociale.
    Che fare allora:
    1) Ripartire da un censimento che veda la collaborazione oltre che del Comune,dell’Org.sociali e sanitarie Nazionali, dell’Associazionismo.
    2) Differenziare le situazioni e determinare progetti sociali a partire dalla condizione sociale.
    3) Modificare i regolamenti comunali al fine di consentire l’accesso alle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi popolari ( Il decimo punto è solo in caso di sfratto ed è evidente che per quei nomadi cittadini romani questo è precluso).
    4) Definire un piano campi che riguarda la città di Roma. Il Comune parla di 7 campi autorizzati e 15 tollerati che devono essere riassorbiti in quelli autorizzati. Questo non è possibile. Un quartiere non può reggere campi ad alto dimensionamento, in campi così numerosi è impossibile sviluppare un adeguato progetto sociale. I campi nella città non possono che essere 7/10 ed avere tra i 200 e i 250 residenti.
    5) Tali campi devono passare ad una gestione municipale. Un più stretto rapporto con l’ente locale consente di favorire progetti di inclusione più adeguati. A fronte di questo inserimento nelle competenze Municipali , il Comune s’impegna al trasferimento delle risorse per la manutenzione dei campi, i servizi di custodia e controllo e per progetti sociali finalizzati all’inserimento abitativo (sarebbe importante che il Comune cominciasse ad illustrare come intende impegnare i 5 Milioni di euro trasferiti dalla Regione per gli interventi sui nomadi).
    6) Per i nomadi che mantengono un profilo di apolidi e che non intendono stabilizzarsi (e che in assenza di un censimento non sappiamo quanti sono) vanno realizzati campi fuori dal circuito cittadino a scarso insediamento e a scarso impatto sociale. La finalità di questi campi può essere solo quella dell’accoglienza temporanea dentro regole chiare e con opportunità sociali definite.
    7) Andrebbe considerato anche se i nuclei ad alto tasso di criminalità debbono essere ammessi a servizi di accoglienza pubblici o meno.
    8) I campi per l’accoglienza transitoria possono essere campi a più alta densità. E’ evidente però che campi da mille e più persone costituiscono un’emergenza sociale difficilmente gestibile.
    9) I campi devono avere servizi di custodia. Questi servizi non possono essere affidati a vigilanze armate e neanche a cooperative di nomadi. Verifichiamo l’esperienze fin qui prodotte ed individuiamo le buoni prassi che in alcuni campi romani sono state realizzate.

  10. Cerchiamo da vedere i punti su cui le posizioni del Comune e quelle dell’assessore del VI Muncipio sembrano convergere, almeno in base alla notizie riportate su VCB.
    Credo che lavorando su questi aspetti sia più semplice partire per trovare accordi anche sule altre questioni in un ottica di collaborazione e risoluzione concrete dei problemi al di là delle diverse posizioni.

    1-Distinguere nomadi veri e propri da quelli divenuti ormai stanziali.

    2-Prevedere per i primi nuovi campi attrezzati e controllati fuori dal GRA.
    In questo senso quello previsto a S.Maria di Galeria rientrerebbe nella localizzazione di questo tipo.

    3- Prevedere per i secondi alloggi stabili all’interno del nuovo piano casa del Comune al pari di alri cittadini residenti nel nostro territorio. Non si tratta infatti più di nomadi ma di stanziali, assimilabili come condizione agli altri residenti in città.

    4-Necessità di un nuovo reale censimento dei nomadi presenti a Roma che coinvolga non oslo il Comune ma anche le associazioni di volontariato odi assistenza nazionali, come ad es. già oggi avviene con la Croce Rossa. Si riconosce ch il precedente prefetto Mosca ha insistito per organizzaree ralizzare un censimento che non ha funzionato a pieno come previsto dal Campidoglio.

    5-I nuovi campi devono essere transitori perchè per nomadi apolidi che non intendono stabilizzarsi la sosta nel campo deve essere solo per un certo periodo e non definitiva. Avviene già in molti al tri Paesi europei.

    6-I nuovi campi devono esser di piccole dimensioni, più facielmente gestibili e controllabili. Tramonta/Fallisce definitivamente il disegno dei mega campi della solidarietà per evidenti pericoli di oridne sociale.

    7-Tolleranza zero per singoli nomadi o nuclei famigliari ad alto tasso di criminalità.

    Angela

  11. Vedo che il tema è molto sentito e questo mi fa piacere.

    Già dal mio primo comunicato ho ricevuto molte critiche e molti suggerimenti, entrerò nel merito senza discutere delle provocazioni, celatamente di parte, che in ogni commento tirano in ballo la Regione Lazio e la Provincia di Roma.
    Su questo ho solo un’impressione ferma e puntuale. Prima era colpa del Comune di Roma e di Veltroni ora dovrebbe essere, sullo stesso tema, colpa della Regione e della Provincia.
    Francamente penso che si rasenti il ridicolo. Un consiglio: forse sarebbe meglio per temi così importanti non rimpallare le responsabilità da un’amministrazione all’altra ed avere un minimo di onestà intellettuale nel dire che è un problema che il Comune di Roma e il Sindaco Alemanno dopo i proclami della campagna elettorale deve risolvere.

    Il problema c’è e c’era, anche per le molte disattenzioni passate, E quello che vorrei fare capire ai cittadini più o meno di parte, che il metodo che si sta attuando è sbagliato. Per due motivi principali.

    1) – Mettere i campi nomadi fuori dal raccordo anulare è come mettere gli emarginati tra gli emarginati, e questo è inammissibile, sia per i nomadi sia per gli abitanti della periferia.
    Il tessuto sociale delle periferie è sfilacciato e soprattutto mancano i servizi primari e scolastici.
    Pensate al campo nomadi a Santa Maria di Galeria. Un appezzamento di terreno di 35.000 mq dove viene messo un campo nomadi. Bisognerà sicuramente mettere dei servizi; altrimenti 100/200 persone come possono vivere in aperta campagna?
    Ma soprattutto come diventerebbe l’aperta campagna?
    Pensate a quello che potrebbe succedere quando i cittadini vedono arrivare i servizi ad un campo nomadi in una periferia dove ci sono interi quadranti di quel quartiere che da 35 anni aspettano le opere fognanti.
    E non ditemi che le fogne dovevano arrivare prima con Veltroni perchè fare queste affermazioni sarebbe una miopia senza precedenti. Le fogne non ci sono in quanto sono tutte abitazioni che negli anni 70 sono nate abusivamente per la forte immigrazione dalle Regioni vicine come Abruzzo e Marche.
    E non è facile sanare con venti anni quello che per appena due anni può accadere con l’abusivismo edilizio.
    Questo fenomeno potrebbe essere traslato direttamente su molti altri temi, in primo luogo su quello della carenza di servizi scolastici.
    Tutto questo per dire che così nascono i contrasti sociali, con quelli che gli abitanti del posto vedono come straniero.
    E in periferia non possiamo permettere che succeda questo.

    Questo per chiarire a quei cittadini, che anche nei precedenti commenti, dicevano che sto conducendo questa battaglia su questo tema perchè non vorrei i nomadi vicino casa.
    Non è una questione di vicinanza è una questione di scelta di amministrazione sbagliata.
    In ultimo vorrei dire che è vero che si vociferava di un campo a Valle Muricana, come di un campo a Cesano, come di un campo a Sacrofano, come di un campo a Labaro, come di un campo addirittura al parco della Pace a Grottarossa. Ma dove sono gli atti, della precedente amministrazione Veltroni, che volevano i campi in queste zone?
    I cittadini hanno firmato delle petizioni su delle dicerie, che adesso a distanza di tempo si può dire che erano false.
    Sembrava di assistere ad un circo che si sposta di volta in volta con annessi spettacoli e gente che sbraitava dicendo: “Veltroni vi porta i nomadi”.
    Adesso invece Alemanno li porta davvero, con una chiara scelta politica scritta sul proprio programma.
    Contro la dignità delle persone che vengono spostate in massa e contro la dignità di una periferia che è per antonomasia in difficoltà.

    2) – Ribadisco con forza che la delibera del XIX Municipio deve essere annullata.
    Le iniziative “furbesche” in amministrazione hanno le gambe corte.
    E questa, della Giunta del XIX Municipio, è la volontà di scaricare il problema lontano dai propri centri abitati.
    E’ la naturale conseguenza di una politica centrale di scaricare il problema.
    Chi conosce la zona lo sa benissimo che tutte le problematiche portate dal campo nomadi ricadrebbero sui centri abitati del XX Municipio, come Cesano e Osteria Nuova, naturalmente senza avere opportunità di intervento in merito.
    Ad esempio il XX Municipio non potrebbe intervenire con i propri fondi sul campo nomadi perchè non si troverebbe all’interno del proprio territorio.
    Questo è un vero “schiaffo alla democrazia”, dove un’amministrazione di prossimità compromette le azioni di altre amministrazioni vicine con un atto esecutivo senza alcuna concertazione.
    Il metodo adottato dal Sindaco è totalmente sbagliato. Convocare i Presidenti dei Municipi e dire “individuate voi le aree” vuol dire che ogni Municipio si sceglie la parte non più idonea, ma più conveniente.
    Questo non vuol dire attuare il decentramento, ma aumentare la confusione.
    Allora mi domando e vi domando: a che cosa serve il tavolo Provinciale della Sicurezza dove partecipano Provincia, Comune, Regione e Prefetto?
    Serve a concertare a mettere in fila le problematiche e cercare una soluzione che sia il più possibile condivisa.
    E di condiviso su questa delibera del XIX Municipio, frutto di una scelta politica centrale sbagliata, c’è poco, anzi niente.

    Sono piacevolmente sorpreso che si incominciano a fare delle ottime distinzioni, che fanno affrontare il problema con più consapevolezza.
    E’ vero che il fenomeno nomadi a Roma non è il nomadismo, perchè gli abitanti dei campi sono quasi per intero stanziali. Questa è una prerogativa che si deve conoscere per capire a fondo il tema. Come d’altra parte si deve capire che il tema nomadi è totalmente diverso dal problema delle baracche abusive, quelle che vedete sotto la Flaminia, oppure lungo le sponde del Tevere.
    Bisogna sapere che tutta questa vicenda dei campi non è per niente legata alla vicenda baracche, perchè continuano ad esserci.

    Nuovi alloggi si. Ma il Sindaco Alemanno lo sa che i nomadi non possono accedere alle graduatorie alle case popolari?
    Infatti bisognerebbe, come dice Vannisanti, modificare i regolamenti comunali al fine di consentire l’accesso alle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi popolari ( Il decimo punto è solo in caso di sfratto ed è evidente che per quei nomadi cittadini romani questo è precluso).
    Poi le case popolari dove si faranno? A parte quelle messe in cantiere dalla precedente amministrazione, che Alemanno conta di consegnare a breve.
    Le nuove dove si faranno? In molti casi ha ripetuto più volte che sarebbe opportuno considerare l’agro romano. Anche questa è una bella idea.

    Amministrare è tutta un’altra cosa che fare spettacoli circensi, con banchetti dove si raccolgono firme sul nulla. Spero che questo trend finisca e soprattutto non inizi con la Regione Lazio in vista delle elezioni.
    In una democrazia compiuta le amministrazioni si avvicendano, ma non si distrugge quello che hanno lasciato di buono le precedenti.
    Lo si fa per rispetto delle istituzioni, per il rispetto dei cittadini e dei più deboli.
    Spero che, in questo paese, la parola democrazia faccia sempre meno rima con la parola demagogia.

    Daniele Torquati
    Cons. Municipio Roma XX – Gruppo PD –
    danieletorquati@virgilio.it

  12. Caro Daniele, mi permetto il tu.
    Allora ti dico qual’è la mia opinione, perchè qui altrimenti diventa una guerra fra orticelli: l’orticello di Milioni e l’orticello di Giacomini e l’orticello di quelli di Osteria Nuova che non vogliono rogna, e l’orticello di quelli di Torrevecchia che le rogne ce le hanno da 40 anni, da quando hanno il campo rom sotto casa.
    Tu parli di servizi sociali, credi davvero servano? Ci credi davvero all’integrazione di chi rifuta il lavoro antropologicamente?
    Il nomadismo è anticostizionale, questo è un fatto. I nomadi rifiutano antropologicamente il lavoro come base della società. E il lavoro è l’incipit della nostra carta costituzionale. Se pure riuscissimo a mandare a scuola i loro figli come li sfameranno? col crimine e la rapina! Non avrebbero altra scelta.
    Se siamo qui per fare opinione, perché tanto con la politica dell’assistenzialismo che tu proclami si conclude nulla come non si è mai concluso nulla, allora diciamo come si può risolvere il problema:
    messa al bando del nomadismo sul territorio italiano perché anticostituzionale (chi non riesce a trovare lavoro va tutelato, chi lo rifiuta per cultura invece va espulso);
    e negare la patria postestà a chi sfrutta i figli minori.

    r.c.

  13. Caro Cons. Torquati,
    la ringrazio per essere intervenuto nuovamente per rispondere ad alcune domande sollevate da noi lettori del blog.

    Però torno a constatare che continua a non informarci sulla sua alternativa per risolvere il problema.
    Ci ha spiegato perchè sarebbe sbagliato avere campi in periferia, benissimo ma dove li edificherebbe? Scusi la battuta:a villa boghese?
    Solleva il tema sei servizi nei nuovi campi rom ma se sitratterà di cmapi attrezzati e regolari non crede che si penserà anceh a questa questione?

    Noto anche che glissa sui comportamenti della Regione e della Provincia considerando le osservazioni fatte come di parte. Me ne dispiace perchè usando questo stesso metro sarebbero ancora di più di parte le sue in quanto consigliere municipale di un partito politico. E perchè tutte le osservazioni dei cittadini vanno rispettate da un amministratore e non sorvolate perchè bollate come di parte.
    Parlo ad esempio delle mie osservazioni sul campo rom di Castel Romano e sull’atteggiamento dei sindaci dei comuni della provincia e della Provincia di Roma: non sono considerazioni di parte ma fatti, oggettivi e documentati.

    Personalmente poi ritengo che, tra i ritardi e le mancanze delle passate amministrazioni come dell’attuale, c’è una differenza , chiara e netta: in passato si è fatta passare (complice anche l’ex pefetto Serra) l’immagine di una città buona e sicura che tutti accoglie chiudendo gli occhi di fronte ai campi abusivi e alle baraccopoli. Oggi almeno si dichaira che esiste un problema e si prova ad affrontarlo. QUanti sgombri di insediamenti abusivi son ostati fatti in passato? Quanti al contrario in questi mesi?I numeri sono inclementi, mi dispaice cons. Torquati. Si potrebbe portare anche l’esempio del sequesrto i nquesti giorni dle campo busivo id Tor di Quinto per le gravi condizioni igenico-sanitarie.

    Vorrei poi fare una precisazione per protare un po’ di chiarezza. Sulla cosidetta emergenza rom la delega non è del sindaco ma del Prefetto di Roma in quanto commissario straordinario in materia. Infatti è stato il prefetto a decidere di usare tra l’altro il metodo della concertazione con i presidenti dei municpi e sarà lui a dire l’ultima parola sulle loclaizzazioni dei nuovi campi. Sipensi la censimento dei nomadi avviato la scorsa estate: fu proprio l’exprefetto Mosca a organizzarlo nel modo che ha ritenuto migliore, nonsotante dal Campidoglio fossero arrivate critiche su molti aspetti, osservazioni che anche l’assessore del VI Municipio ha qui sopra sollevato.

    Senza aprire un dibattito interessante ma che esula direttamente dal tema, non posso non stupirmi della sua affermazione sulle case popolari.
    Quali e dove sarebbero quelle che ha costruito la precedente amministrazione comunale? Sono 20 anni che non si costruiscono a Roma e anche il nuovo piano regolatore non prevede le aree per queste costruzioni ma solo per l’edilizia residenziale. Problema delle aree mancanti che ha ad esempio fatto rimanere fermi i fondi regionali stanziati a questo scopo dalla precedente giunta della Pisana. Forse lei si riferisce ai residence, quei residence per l’emergenza abitativa per cui il Comune pagava anche oltre 1.000 euro (ne abbiamo un esempio anche sulla Cassia) nonostante l’exdelegato del sindaco Galloro abbia continuato a ripetere che aveva chiuso. Non mi dica che nei giorni scorsi sono stati stanziati fondi regionali per le case popolari, perchè i tratta sì di fondi per nuovi alloggi ma non di edilizia economico popolare ma per case di cooperativa che sono altra cosa. Invece il Campidoglio sta denunciando li mancato stanziamento da parete della Regione al COmune di fondi dovuti in base a un precedent accordo pluriennale firmato da Veltroni e Marrazzo, fondi che servirebbero al Comune anche per aquistare nuoi alloggi sul libero mercato in attesa di costruire le nuove case che certo non vengono su con la bacchetta magica.

    Infine le gradutorie. Lei ricorda che per dare un alloggio ai nomadi occorrerebbe cambiare i criteri che danno la possibilità solo chi ha 10 punti e lo sfratto eseguito di sperare in una casa popolare. Persone che finora sono rimaste in graduaotria senza casa per anni e anni. A parte il fatto che non conosciamo ancora i dettagli di questa proposta del sindaco. Le ricordo che il nuovo dirigente dell’ufficio case del comune del Comune, Raffaele Marra, ha verificato i requisiti della precedente graduatoria portando in procura molte pratiche perchè ritenute illeggittime e pubblicando nei giorni scorsi sul sito apposito la nuova graduatoria. Le sorprese non sono mancate, basta leggerla: cittadini che da 2600 punti sono scesi a 500 per fare uno dei tanti esempi di una proporzione che si ripete. Che qualcosa nel precedente sistema non abbia funzionato?

    Saluti

    Angela

  14. RIporto per arricchire la discussione quanto spiegato oggi dla prefetto Pecoraro sul nuovo piano nomadi.

    Angela

    ROMA: PREFETTO PECORARO, SETTE CAMPI ROM LEGALI E GLI ALTRI SMANTELLATI

    “Già da oggi mi impegnerò per accelerare al massimo le procedure per i controlli e la regolamentazione degli insediamenti rom anche ai fini dell’integrazione. Mercoledì presenterò il regolamento dei campi. E i primi di marzo inizieranno con i lavori”. È quanto ha detto in un’intervista a ‘la Repubblicà il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, commissario straordinario all’emergenza rom. Riguardo all’intensificazione degli sgomberi, il prefetto ha spiegato che “siamo al lavoro da qualche tempo in questo senso. Io da oggi stesso mi impegno a fare tutto per accelerare le procedure che mi competono secondo gli obiettivi che ci siamo posti”. “I profili di azione sono tre – ha spiegato il prefetto – Innanzitutto ci sono gli interventi di polizia giudiziaria che, nel caso specifico, servono ad individuare i colpevoli. Poi, ci sono le attività di polizia amministrativa per, come si è detto, ‘dividere buoni e cattivì. E, solo una volta fatto tutto questo, si può effettivamente pensare a una ricollocazione”. Riguardo alla ricollocazione, Pecoraro ha sottolineato: “L’obiettivo sarà quello di eliminare gli insediamenti abusivi. E di potenziare, invece, quelli già autorizzati che, secondo il piano, sono sette. Quando saranno finiti i controlli delle forze dell’ordine, decideremo se è necessario qualche altro campo. I numeri ci fanno pensare che ne serviranno uno o due in più. In zone che sono ancora da definire ma che sto visitando personalmente”.

  15. Caro Riccardo, non si tratta di orticelli, si tratta di scelta politica sbagliata. Il dato è che il XIX Municipio ha deliberato un’individuazione di un’area fuori dal proprio centro abitato e vicino a quello di altre amministrazioni, senza nessuna concertazione. Tutto questo è avallato da una linea politica, quella di Alemanno, di scaricare i problemi in periferia e di una scelta amministrativa sbagliata di far condurre ai Municipi, da soli senza confronto con gli altri, delle scelte in completa autonomia. L’amministrazione comunale dovrebbe essere garante delle scelte dei vari municipi al fine di ovviare a quello che dici te di guerre tra orticelli. L’amministrazione centrale scarica le responsabilità ai Municipi per non prendere delle decisioni sgradevoli e antipopolari.

    Cara Angela, il mio metodo è quello di incrementare l’intervento sui campi esistenti, ripeto perchè la scelta e la convinzione di spostare i campi nomadi fuori dal GRA è aberrante, per le motivazioni che prima ho citato, e a cui lei non ha fatto nessun cenno nel suo intervento. Il Comune di Roma tra fondi regionali e statali ha nelle sue casse per risolvere il problema nomadi 23 milioni di euro, e io penso che quei soldi non devono essere spesi per spostare i campi, ma per aumentare la capacità di interventi sui campi esistenti. Forse con quella cifra, che non c’è mai state nelle casse dell’amministrazione capitolina riservata a quel tema, si potrebbero veramente attuare tutti regolamenti e le regole che sono state scritte sui campi nomadi in tutti questi anni. Invece si spenderanno i soldi per spostare quei campi, che durante la campagna elettorale si è promesso di spostare. E dove? Fuori dal GRA.

    Si continuaono a smantellare campi senza saperli dove mettere, ma le sembra una scelta responsabile?
    Io non glisso sulla Regione e sulla Provincia è lei che, se mi posso permettere, sostiene che i problemi e i danni del passato erano dovuti a Veltroni e ora che c’è Alemanno, chiama in causa altri soggetti che francamente c’entrano poco e niente. Nascondersi addirittura dietro la delega del Prefetto è inconcepibile.
    La figura del Sindaco, prima che c’era Veltroni, era responsabile di tutto e di tutti, ora che c’è Alemanno sembra quasi che non conti più niente.
    Ribadisco che questo modo di ragionare non fa bene ai cittadini, così si possono vincere le elezioni, ma non si risolvono i problemi.
    D’altronde non mi aspetto che lei non abbia questo atteggiamento, ma da cittadino di Roma mi aspetto che il Sindaco di questa città si prenda la propria responsabilità, senza nascondersi dietro ai Municipi o al Prefetto. E da consigliere mi permetto di dire che le scelte e le iniziative messe in campo sono totalmente inadueguate. Scelte che lei difende solo chiamando in causa altri soggetti o addirittura chiamando in causa un Sindaco che non c’è più.

    Ribadisco il mio no, con più convinzione di prima, alla scelta dei campi nomadi fuori dal GRA, e quindi in periferia. E con ferma convinzione chiedo l’annullamento della delibera del XIX Municipio, perchè penso che scaricare le responsabilità su un altro quadrante con un atto esecutivo in questo modo, sia inaccettabile.

    Chiudo con alcune domande: dove sono gli atti che negli anni passati volevano far credere che ci fosse l’intenzione di mettere i campi nomadi fuori dal GRA? Che fine hanno fatto tutte quelle raccolte di firme? Secondo voi è giusto spendere quei 23 milioni di euro per spostare i campi nomadi?

    ps Non sono a conoscenza di tutte le iniziative del Comune di Pomezia per quanto riguarda il campo nomadi di Castel Romano, in XX Municipio mi occupo di tutto, ma addirittura fare il consigliere a Pomezia mi sembra che mi si chieda troppo. Comunque vi terrò informati a riguardo.

    Daniele Torquati
    Cons. Municipio Roma XX – Gruppo PD –
    danieletorquati@virgilio.it

  16. Caro Torquati,
    le rispondo con le parole del prefetto Pecoraro che, mi scusi se glielo ripeto, ma è veramente lui il commissario straordinario sull’elergenza rom. Sono quelle che ho riportato nel mio commento sopra la suo ma che forse non ha letto. La fonte è Repubblica di oggi.

    1)Già da oggi mi impegnerò per accelerare al massimo le procedure per i controlli e la regolamentazione degli insediamenti rom anche ai fini dell’integrazione. Mercoledì presenterò il regolamento dei campi. E i primi di marzo inizieranno con i lavori”.

    2)Riguardo all’intensificazione degli sgomberi, il prefetto ha spiegato che “siamo al lavoro da qualche tempo in questo senso. I profili di azione sono tre.Innanzitutto ci sono gli interventi di polizia giudiziaria che, nel caso specifico, servono ad individuare i colpevoli. Poi, ci sono le attività di polizia amministrativa per, come si è detto, ‘dividere buoni e cattivì. E, solo una volta fatto tutto questo, si può effettivamente pensare a una ricollocazione”.

    3)Riguardo alla ricollocazione, Pecoraro ha sottolineato: “L’obiettivo sarà quello di eliminare gli insediamenti abusivi. E di potenziare, invece, quelli già autorizzati che, secondo il piano, sono sette. Quando saranno finiti i controlli delle forze dell’ordine, decideremo se è necessario qualche altro campo. I numeri ci fanno pensare che ne serviranno uno o due in più. In zone che sono ancora da definire ma che sto visitando personalmente”.

    Come vede ascoltando il diretto interessato, cioè il prefetto, si scopre che su molti punti la sua posizione Cons. Torquati converge con quello che verrà effetivamente deciso:
    -lavorare sui campi già esistenti ma regolari (o vuole tollerare anche quelli abusivi cioè illegali, dando così anche un pessimo esempio al resto della cittadinanza?).
    -prevedere in caso solo altri due campi nuovi. Per un totale di 7. Oggi tra regoli e abusivi quanti sono?
    -La decisone il pefetto odic edi prenderla consultandosi con le forze dell’ordine.
    -la colocazione dei nuovi campi sono da definire e il prefetto ribadisce che sarà lui a sceglierle e che già le sta visitando.
    -campi regolamentati per favorire l’integrzione. Mercoledì il prefetto presenterà il egolamento dei campi

    Perchè allora tante critiche su questi progetti?

    Lo so che lei si occupa dle XX Municipio ma il problema nomadi è cittadino. Non può essere avalizzato d aun unica prostettiva nè diamenticando esperienze in corso o passate con cui siè cercato di affrontarlo. Il caso di Caste Romano è significativo anche i nquesto senso:lì vi furono spostati i rom di Roma di vicolo Salvini in via provvisoria dissero sindaco capitolino e regione. Sono pasati anni e sono ancora lì. Anche le reazioni dei sindaci dei comune limitrofi a Roma in questi mesi testimoniano che il problema coinvolge tutti. Non si tratta di dire che prima con Veltroni tutto andava male e ora con Alemanno tutto va bene. Ma,come spiegavo sopra, constatare che prima si copriva il problema e non lo si affrontava oggi almeno ne si riconsce l’esistenza e si tenta di affontarlo.
    Confrontare passato con presente non significa scaricare le responsabilità sulle cose che non vanno ad altri enti ma imparare dall’immmobilismo e dagli annunci del passato e della decisioni e dalle propsote di altri enti in materia per evitare gli stessi errori e migliorare.

    Saluti

    Angela

  17. il fatto che il prefetto sia commissario straordinario e che quindi il sindaco non possa mettere bocca su quello che lui fa è solo un alibi di tipo burocratico !
    Che ci siano supporter di Alemanno a postare commenti per accreditare questa tesi gli fanno solo del male.
    Smettiamola col giustificazionismo a tutti i costi, Alemanno non è un bambino viziato da scusare 24 ore al giorno ! Ah, questi angelici istinti materno-protettivi !
    Se Alemanno vuole essere sindaco di Roma non puo’ sottrarsi al suo dovere di governare la città, prefetto o non prefetto, e quindi deve incidere e deve dire la sua . Altrimenti è un sindaco che abdica e che lascia soli 19 presidenti di municipio a vedersela da soli col prefetto senza un coordinamento centrale, altra scempiaggine.

  18. Negli ultimi giorni su tutti i giorni ci può leggere il nuovo regolamento per i campi nomadi firmato dal prefetto di Roma Pecoraro in quanto commissario governativo straordinario per l’emergenza rom. Tanto è vero che il documento, in quanto atto commissariale, entrerà immediatamente in vigore.
    Ancora si spiega che il documento è il frutto acnhe delle consultazioni con il COmune di Roma ma anche con la Regione Lazio e la Provincia di Roma. E le regole non varranno solo per la Cpaitale ma per il Lazio.
    I fatti sono questi.

    Chi ha detto che il sindaco non vi possa mettere bocca?
    Prima si critica Alemanno perchè fa solo spot, dimenticando altri spot delle precedenti giunte (non solo sulla questione nomadi), poi lo sia accusa di non dire la sua. Mi sembra un’impostazione un po’ confusa. Che il “manchismo” abbia contagiato tutti?

    Angela

  19. Che l’amnesia serpeggi fra i commentatori ?
    Ecco chi ha detto che il sindaco non puo’ metterci bocca. Una certa Angela qualche commento più sopra ha testualmente scritto: “Vorrei poi fare una precisazione per protare un po’ di chiarezza. Sulla cosidetta emergenza rom la delega non è del sindaco ma del Prefetto di Roma in quanto commissario straordinario in materia. Infatti è stato il prefetto a decidere di usare tra l’altro il metodo della concertazione con i presidenti dei municpi e sarà lui a dire l’ultima parola sulle loclaizzazioni dei nuovi campi.” Chi di confusone ferisce di confusione perisce.
    Marcello

  20. Mi rivolgo alla Sig.ra Angela..può dirmi per favore in che zona abita?
    Perchp non credo che lei abbia a che fare con la periferia nord di Roma.
    Io abito a Cesano da ben 20 anni e di problemi qui ne abbiamo parecchi. Cominciamo a dire che c’è una scuola infognata, dove abbiamo tanto lottato per avere un accesso decente, dove tutti gli assessori eletti a pieni voti che si sono succeduti nei vari anni, hanno promesso di risolvere e ancora stiamo così.
    Parliamo dei servizi urbanistici. E’ vero che qui le costruzioni edilizie sono quasi tutte abusive, ma è pur vero che abbiamo pagato il condono e le rispettive tasse (bucalossi) per l’urbanizzazione, che non si è mai stata effettuata.
    La inviterei ad accompagnare i suoi figli , se ne ha, quando piove in Via Orrea, via che porta a quella più angusta di Via Sforzini, per andare a scuola. Si porti un canotto.
    Parliamo poi dell’unico presidio dei Carabinieri? 4 persone che debbono svolgere tutto il lavoro per un’area che non è indifferente. E sinceramente ringrazio queste persone che cercano di fare il proprio mestiere, cercando di garantirci la massima sicurezza.
    Ne avrei ancora da dire. Ma questo era un esempio per dirle che il campo nomadi proprio non ci serviva vicino casa.
    E un’altra cosa, prima era Rutelli che dichiarò che non avrebbe fatto nulla per Cesano, perchè non aveva avuto voti….
    Ora che il Sig. Alemanno li ha avuti, ci fa questo grande regalo.
    Mi scuso dello scrivere, in un italiano non corretto, ma credo che capirà perfettamente la nostra preoccupazione.
    grazie.

    Ringrazio anche chi ha il coraggio come il Cons. Torquati di dire quello che pensa.
    Mentre mi rammirico di non vedere nessun intervento dal Cons.del Comune di Roma Roberto Cantiani, o dal Cons. Giuseppe Mocci.

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