Home ARTE E CULTURA La scomparsa dell’architetto Marcello di Paola

La scomparsa dell’architetto Marcello di Paola

marcello-di-paola.jpgE’ scomparso l’architetto Marcello di Paola, che tanto ha fatto anche per l’arte e la cultura del nostro territorio, sempre presente e attivo nonostante gli ottant’anni passati e ben vissuti. E’ a lui che dobbiamo il risveglio dell’attenzione, negli ultimi anni, sul destino del Foro Italico, di Ponte Milvio, del Tevere, dell’Acqua Acetosa. Ne abbiamo chiesto un ricordo a Sandro Bari, presidente del Comitato per il Tevere. “Conoscevo Marcello Di Paola, l’Architetto, da dieci anni e ne era nata un’amicizia spontanea e sincera. Era impossibile non volergli bene, per il suo carattere gentile ed accomodante, per la sua signorilità e la sua affabilità. Un antico, vero signore che pur essendo romano e pariolino di adozione non dimenticava le sue origini siciliane di Sciacca. Un amante dell’arte, della cultura, della conoscenza, della storia e della bellezza.”

“Un caso raro – prosegue Sandro Bari – fu eletto, anni fa, consigliere del II Municipio, senza attaccare un solo manifesto o distribuire un solo volantino, soltanto con i voti di chi lo conosceva. In quella attività, che non gli era congeniale non essendo un politico, fu attento e preciso, meritando la stima degli avversari ancor più che dei colleghi di schieramento. Troppo onesto, dice qualche maligno, per essere rieletto.
Tranquillo e metodico, organizzava studi, conferenze, convegni, specialmente all’Hotel Polo dove era di casa. Molto dobbiamo a lui se l’interesse per il destino del Foro Italico, dell’Acqua Acetosa, di Piazza delle Muse, di Ponte Milvio, del Tevere ha avuto un risveglio negli ultimi anni. I suoi studi e i suoi progetti erano divisi tra il II e il XX municipio, tra i quali avevamo tentato insieme di gettare un ulteriore ponte di collaborazione sociale, culturale e urbanistica.”

“Pochi giorni fa – ci racconta Bari – alla rituale domanda ‘come sta oggi il bocciuolo di rosa?’ (così ad ottant’anni passati amava autodefinirsi) mi aveva risposto ‘mi sento un po’ acciaccatello’, lui che non si lamentava mai. Se ne è andato così, all’improvviso, ma ha lasciato un ricordo incancellabile e la voglia di continuare la sua quieta battaglia per un’urbanistica migliore”.

I funerali Lunedì mattina ore10 a San Bellarmino (piazza Ungheria)

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