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Marco Pontecorvo a colloquio con VignaClaraBlog

mpontecorvo.jpgPontecorvo, un nome che ha fatto e che certamente ancora farà storia nel mondo del cinema italiano 
Un incontro casuale ad un’inaugurazione, due parole scambiate quasi per convenienza ed invece, all’improvviso, ci accorgiamo di avere accanto a noi Marco Pontecorvo, il giovane regista cinematografico figlio dell’indimenticabile Gillo, spentosi nel 2006 all’età di 87 anni. Marco Pontecorvo, nato nel 1966, lo stesso anno in cui il papà girò il famosissimo ed indimenticabile “La battaglia di Algeri” è reduce dal successo di critica e di pubblico che ha ottenuto all’ultimo Festival Internazionale del Cinema di Venezia con il suo film PA-RA-DA, ambientato a Bucarest tre anni dopo la caduta di Ceausescu. “Un film – dice lui stesso – che sarebbe molto piaciuto a mio padre”, film con il quale prosegue la ricerca appassionata nei confronti delle storture della società che già era propria del padre Gillo.
Marco ci dice che abita nella nostra zona, in una traversa della Via Cassia, e quindi chiedergli e fargli un’intervista è stato un tutt’uno.

Marco, quando nasce il tuo rapporto con questa zona di Roma, anche tuo papà è vissuto qui? Pur abitando ai Parioli, i miei amici stavano tutti in questa zona. Sono venuto ad abitare qui nel 1992. Mio padre, invece, ha vissuto gli ultimi 25 anni della sua vita al quartiere Parioli.

Cassia, Farnesina, Ponte Milvio, tutti bei quartieri appetiti da tanti nei quali però i problemi non sono pochi. Diccene tre del tuo quartiere. Indubbiamente il traffico, il problema cronico della mancanza di parcheggio e purtroppo poca vita culturale.

Una domanda scontata per chi è figlio d’arte (e nipote di uno scienziato di fama mondiale): è pesante e impegnativo chiamarsi Pontecorvo? Forse lo era nel momento della mia formazione umana e professionale, perché quando sei giovane devi identificarti con qualcuno, ora che sono diventato adulto non più.

Nel 2005 hai girato con tuo padre il film istituzionale dell’INPS, ultimo impegno sul set del grande Gillo. Nell’ultima scena il film mostra un toccante passaggio di consegne del mirino da direttore della fotografia tra padre e figlio: quali sono i tuoi ricordi, le tue emozioni? Fu un progetto interessante e divertente ed ero contento di lavorare insieme a mio padre. Ma abbiamo lavorato insieme altre volte e sempre con piacere. Lavorare con mio padre “aveva qualcosa di più” rispetto agli altri lavori.

Un consiglio a chi voglia abbracciare professionalmente la regia: studiare molto e poi? Lasciar perdere (dice ridendo NDR). Il mestiere di regista è un mestiere difficile, che comporta rinunce.  Troppi vogliono fare questo lavoro rispetto alle poche offerte. Quindi bisogna rimboccarsi le maniche.

Torniamo al nostro territorio, quello del XX Municipio: croce o delizia? Se ti fosse dato il potere di stabilire le priorità degli interventi pubblici, da dove cominceresti per migliorarne la vivibilità? sicuramente aumentare il servizio pubblico, la via Cassia non sostiene più la quantità di traffico a cui è sottoposta. Quindi via libera a treni veloci, metropolitane leggere e molti più bus in circolazione.

Marco, un’ultima domanda. Per la tua professione, e visto il tuo sito web, sei una persona attenta alla comunicazione on-line. Cosa ne pensi di vignaclarablog? Lo considero il XX Municipio visto dalla parte dei cittadini, un luogo dove si confrontano opinioni. 

Alessandra Stoppini

marco-pontecorvo2.jpgLa scheda:Marco Pontecorvo è nato a Roma l’8 Novembre del 1966. Figlio di Gillo, ha una formazione classica e tecnica. Apprezzato Direttore della Fotografia (L’ultima legione, Roma, Firewall, Eros, Perduto Amor, tra i suoi molti film) esordisce alla regia con il pluripremiato corto “Ore2, calma piatta” interpretato da John Turturro. “Pa-ra-da” è il suo lungometraggio d’esordio: nella Romania del dopo Ceausescu nel 1992, Miloud, clown di strada franco-algerino giunge a Bucarest e scopre centinaia di bambini che vivono nei sottosuoli della città sopravvivendo grazie ad accattonaggio, furto e prostituzione. Miloud li salva conquistando la loro fiducia e trasformandoli in artisti di strada oggi noti in tutto il mondo. Per chi si è perso questo film il DVD sarà disponibile a partire dal 21 Gennaio.

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5 COMMENTI

  1. Le “baronie” , è un dato di fatto , non esistono solo quindi tra professori universitari, medici, notai , avvocati eccetera.
    E’ consuetudine trasversale.

  2. Perchè questa ironia e questo sarcasmo ? Non si può essere bravi se si è figli di un bravo ? E poi quale baronia, Marco Pontecorvo non sta sedendo su nessuna poltrona pubblica e campa con i soldi suoi e non quelli dei contribuenti.
    Il nostro caro Aragon ieri sera ne ha detta una di troppo..però gli auguri glieli faccio lo stesso: buon Natale !
    Anna Maria

  3. @Anna Maria
    Senza nulla voler togliere al bravo Marco Pontecorvo, negare che sia vero ciò che afferma aragorn, vuol dire negare la realtà!

    E valga il vero:

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302673

    leggete: sono fatti non parole, e poi ditemi se non è vero che ” le baronie non esistono solo quindi tra professori universitari, medici, notai , avvocati eccetera.”

    Altro che una di troppo: come quasi sempre gli accade il nostro attento lettore ha colto nel segno.
    Comunque auguri a tutti e due!

  4. Buon Natale anche a te Anna Maria.

    La mia idiosincrasia comunque continua per questa messe di figli e nipoti in qualsiasi campo ed opera, pur avendo alcunchè di personale in conto a M.Pontecorvo.

    Può darsi pure che il nostro Pontecorvo sia bravo ma continuo a diffidare della cosa.

    Placido , Argento, Tognazzi, Gasman, Desica, Risi, dinastie di parrucchieri , direttori di produzione, scenografi, costumisti eccetera.
    C’è molto di “nepotismo” e di tramandate funzioni.
    E le accomuno a quelle dei farmacisti, notai, professori universitari, giornalisti e tanto altro.
    Tutto qui , una mia notazione.

    Seppoi ne nasce un nuovo sergio Leone , figlio d’arte vero , tanto di cappello.
    Mi rimane però il dubbio che per una persona “normale” sia difficile l’accesso a quel tipo di mercato di lavoro.

    Peccato a questo punto però, che Albertone non abbia avuto figli, riconosciuti perlomeno !

  5. Marco Pontecorvo è un ottimo direttore della fotografia (basta vedere i suoi film per capirlo), a detta di tutti quelli ci hanno lavorato. Ho avuto la fortuna di conoscere il padre, un uomo davvero speciale

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