Home ATTUALITÀ Comune di Roma: polemica in Consiglio sui consulenti esterni

Comune di Roma: polemica in Consiglio sui consulenti esterni

ne parliamo gettando anche un occhio ai compensi degli amministratori locali…

gettoni-di-presenza.jpgLa delibera sulla variazione di bilancio che riguarda i consulenti esterni del Campidoglio doveva essere votata ieri sera dal Consiglio comunale ma i 175 emendamenti che stavano per essere presentati dall’opposizione hanno indotto la maggioranza a rinviare tutto alla seduta di  giovedì prossimo. La delibera prevede una variazione di oltre un milione e mezzo di euro sul bilancio di previsione 2008-2010, importo tutto destinato ad incarichi esterni già assegnati, ad esempio al nuovo capo di gabinetto del Sindaco (81mila euro per l’anno in corso e 292mila per i due anni successivi), al direttore dell’ufficio di coordinamento sulla sicurezza e dell’ incaricato di uno studio triennale sulla sicurezza (320mila euro), agli addetti all’ufficio stampa extradipartimentale (255mila euro per due anni).

Cifre che hanno trovato il totale disaccordo dell’opposizione che ha minacciato i 175 emendamenti e l’ostruzionismo in aula. Il provvedimento è stato quindi ritirato e verrà ripresentato giovedì. Nel mentre sono in atto tentativi di mediazione per evitare il braccio di ferro su cifre che, agli occhi dell’opinione pubblica, non possono che apparire esorbitanti.

Ci si chiede infatti come il capo di gabinetto possa percepire un compenso che è quasi il doppio di quello del Sindaco, le cui responsabilità e carico di lavoro sono nettamente superiori. Ma la risposta è semplice: ogni sindaco d’Italia percepisce per legge un emolumento definito sulla base del numero degli abitanti della città amministrata. Quello del relativo capo di gabinetto (di norma Consigliere o Presidente del Consiglio di Stato) è ad personam e viene invece stabilito dalla giunta comunale.

Una nostra piccola e personale indagine – da prendere per quella che è – ci porta però a concludere che il “mestiere” di amministratore pubblico locale, in rapporto alle responsabilità assunte, non è uno dei più remunerativi.  Al Comune di Roma (dati approssimativi basati sulle nostre informazioni) la retribuzione mensile netta del Sindaco e degli assessori s’aggirerebbe rispettivamente sui 6mila e sui 3mila euro. Nei Municipi, sempre con le riserve di cui sopra, quella del Presidente sui 2000 e quella degli Assessori sui 1600.

Diversa è la situazione per i Consiglieri Comunali e Municipali. Mentre Sindaci ed Assessori comunali, Presidenti di Municipio ed Assessori municipali percepiscono per legge uno “stipendio” fisso, i Consiglieri hanno solo un  gettone di presenza per le commissioni e le sedute di Consiglio, gettoni pagabili fino ad un massimo di 20 presenze al mese. L’assenza quindi non viene retribuita mentre le presenze in commissione ed in consiglio superiori a 20 in un mese vengono retribuite sempre nella misura massima di venti.
Ed a quanto ammonta l’importo massimo ? Ad un netto mensile di circa 1500 euro per i consiglieri comunali e 750 per quelli municipali.  
Verrebbe da chiedersi, soprattutto a livello municipale, ma chi glielo fa fare ? Ma la politica e l’amore per il proprio territorio – lo diciamo senza alcuna ironia – è anche passione, vocazione ed è per questo, che almeno da tale punto di vista, spezziamo una lancia a favore dei consiglieri del nostro municipio, nessuno escluso.

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1 commento

  1. ERRATA CORRIGE
    abbiamo avuto informazione da un Consigliere Municipale che una recente disposizione di legge ha ridotto il numero di presenze massime assoggettate a gettone di presenza da 20 a 15 e che il relativo importo massimo percepito non supera i 720 euro.
    Ci scusiamo per l’inesattezza riportata nel nostro articolo.
    VignaClaraBlog

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