Home ARTE E CULTURA Roma, San Giacomo: presentato da Italia Nostra il testamento del Cardinale Salviati

Roma, San Giacomo: presentato da Italia Nostra il testamento del Cardinale Salviati

il documento inibirebbe la vendita del palazzo. Alemanno: questo documento va studiato con attenzione. Le ripicche del TG3 per l’esclusiva del ritrovamento a VignaClaraBlog.it

italia-nostra-logo_thumbnail.jpgIn un’affollatissima conferenza stampa, Italia Nostra ha oggi presentato l’originale del testamento del cardinale Salviati, scritto di suo pugno nel 1593, nel quale è previsto che l’ospedale San Giacomo debba restare tale per tutta la sua vita. E’ stata Francesca Di Castro, vice presidente dell’Associazione Roma Tiberina, a trovare il testamento fra i milioni di documenti custoditi nell’Archivio di Stato di Roma dandone ieri sera la notizia, in anteprima ed in esclusiva, a VignaClaraBlog.it.

“Nel 2006 ho pubblicato un libro su via Margutta e nel fare le ricerche storico-bibliografiche mi sono imbattuta su alcuni documenti riguardanti il Cardinale Salviati. Sono andata e ricercarli – ci racconta Francesca – ed ho trovato ciò che faceva al caso del San Giacomo: un documento, in latino notarile, molto complesso da tradurre ma dal quale si evince la volontà del cardinale di destinare i suoi beni all’ospedale con un sangiacomo.jpgunico vincolo: che il fine istituzionale della struttura non fosse mai, nei secoli a venire, mutato” . E Carlo Ripa di Meana, accanto a Francesca di Castro, ha dichiarato che Italia Nostra si batterà con tutto il suo vigore per evitare che il San Giacomo venga tolto dal cuore di Roma. “Chiederemo un incontro con il Vicariato e il ministro dei Beni Culturali affinché sia protetta una struttura che da settecento anni presta soccorso ai cittadini romani». Anche il Sindaco Alemanno ha voluto dire la sua: “questo documento va studiato con molta attenzione” ha dichiarato e questa affermazione lascia ben sperare i fautori del mantenimento della struttura ospedaliera.

Le ripicche del TG3
“Stasera alle 19.30 è andato in onda nel TG3 regionale il servizio di Andrea Marini sul testamento del Cardinale Salviati. Il servizio è stato girato nei locali dell’Archivio di Stato, concessi alle riprese tv in via del tutto eccezionale, dopo un primo diniego istituzionale, per le ‘pressioni’ esercitate dal telegiornale sulla Direzione dell’Istituto”. Così ci dichiara questa sera Sandro Bari, presidente del Comitato per il Tevere e membro di Italia tg3.jpgNostra. “Le riprese sono avvenute alla presenza di Francesca Di Castro, di  Polimnia Attolico Trivulzio, erede Salviati, e del sottoscritto. Al giornalista sono state fornite tutte le indicazioni utili al servizio: gli è stato fatto trovare il faldone contenente i documenti, gli sono stati indicati i passi significativi, gli sono stati tradotti i brani emblematici da un latino tardo cinquecentesco e notarile. L’erede, intervistata, ha naturalmente citato il nome di Francesca di Castro, ritrovatrice dei preziosi documenti”.
“Nel servizio trasmesso – continua Sandro Bari – il nome di Francesca Di Castro è stato poi tagliato perché il giornalista ha sostenuto di ‘non essere stato subito avvertito sia del ritrovamento e sia della conferenza stampa di stamattina’ e si riteneva quindi offeso: probabilmente, dato il suo ‘ruolo’, si aspettava un’esclusiva”.
“L’esclusiva invece, con molta più soddisfazione ed amicizia – conclude Sandro Bari – l’ha avuta il notiziario on-line VignaClaraBlog.it, che, primo ed unico, nella tarda serata di ieri ha coraggiosamente pubblicato la notizia ‘sulla fiducia’, notizia poi ripresa stamani dalle agenzie stampa e che domani sarà su tutti i giornali. Un grazie a VignaClaraBlog e che dire del TG3 regionale ? vendicativi… o poco attenti….”

Visita la nostra pagina di Facebook

11 COMMENTI

  1. Francamente mi sento un po’ una mosca bianca nell’affermare che trovo corretta la chiusura dell’ospedale ed il suo accentramente con altre strutture.

    I numeri dicono ( perlomeno quelli riportati sui quotidiani ) che c’è un impiegato ogni 4 pazienti e 180 medici per 170 posti letto, oltre chiaramente al pronto soccorso.

    Se così fosse , troverei assurdo mantenere un tale stato di fatto.
    Di assoluto sperpero , che le condizioni attuali dell’economia non consentono.

    Sicuramente l’ospedale potrà far comodo a qualcuno che abita nella zona , ma spendere milioni di euro per qualche centinaio di residenti , mi sembra troppo.
    Considerato che la zona è ad alta densità di uffici e negozi e quindi i residenti “veri” sono assi pochi.
    Ho assistito in televisione ai lamenti disperati di alcuni degenti o ex-degenti.
    Francamente mi sembrano esagerati , mica li ammazzano i medici.
    Hanno solo il disagio – ma se ne faranno una ragione, questione di abitudine ,- di dover cambiare ospedale.
    Mi risulta che neanche il personale paramedico venga abbattuto , quindi tutto a posto.

    Francamente di quello che ha detto o scritto o ha lasciato il cardinale secoli fa, oggi me ne frega poco o nulla.
    Mica possiamo prendere le cose vaticane solo quando ci fa comodo o fa comodo a qualcuno.
    Eppoi sono loro i primi a trasformare scuole e collegi in simpatici e lucrosi residence di lusso !
    Ed a Roma non viene in tasca nulla , va tutto al vaticano.

    Sulla successiva trasformazione sicuramente ci sarà da discutere.
    Ma , se l’attività che dovrà essere intrapresa sarà un’attività legale e remunerativa per la città, se non crea disagi alla vita ed alla fruibilità dell’ambiente circostante, se crea posti di lavoro “veri” , che problema c’è ?
    Se anche qualche privato o gruppi di privati dovessero o volessero acquistare lo stabile o parte di esso per farne un’albergo ad esempio e pagando il giusto e corretto prezzo, che problema c’è ?
    O vogliamo che diventi l’ennesimo cespite comunale che va alla malora per incuria e/o mancanza di fondi ?
    Una cosa è voler scardinare il foro italico o devastare il pincio.
    Altra è restaurare un edificio assecondando la sua storia ed architettura per poi farne , ripeto un’attività industriale il cui profitto ricade in parte sulla città.
    Qualcosa , sicuramente , mi sfugge.

  2. condivido il commento di aragon. Qualcosa mi sfugge, interessi corporativi, interessi commerciali delle attività adiacenti che campano sull’indotto dell’ospedale, interesse degli anziani abitanti della zona scippati di una struttura elefantiaca ma utile e vicina?
    mi dicono che i tempi di attesa erano molto brevi (e vorrei vede con tutto quel personale a disposizione)
    e intanto in farmacia è aumentato il ticket e i tempi di attesa per una visita al S.Andrea rimangono biblici

  3. Il problema è complicato.

    Ci saranno anche pochi residenti in centro ma un ospedale può servire anche a chi vi lavora o ai turisti (e sono veramente molte le persone che per vari motivi gravitano in centro). Che dire poi dei pazienti in cura nella struttura?

    Se il problema è il rapporto tra numero di pazienti e personale medico e paramedico, si poteva riequlibrare questa proporzione. Anche perchè Marrazzo e la Regione Lazio continuano a ripetere che il personale sarà spostato altrove. Non lo si poteva fare senza bisogno di chiudere un ospedale?

    Mi verrebbe da chiedere: se si dice tanto in questi giorni che il governo non deve fare cassa sulla pelle dei bambini in riferimento alla riforma della scuola, non è ugualmente (o forse peggio, trattandosi di salute e malattia) vero che la Regione Lazio non deve fare cassa sulla salute dei malati?

    E poi esistendo il deficit dela sanità del Lazio da anni e anni e vociferandosi in centro della vendita del San Giacomo almeno da 4 anni (si diceva per fare un albergo) perchè recentemente si sono ristrutturati reparti son ulteriore spreco di risorse pubbliche?

    Si dice che nelle vicinanze del centro ci sono altri ospedali pronti ad accogliere i paziente, ma le cronache dei primi giorni senza pronto soccorso al San Giacomo parlano di ospedali intasati e lunghe attese.

    Si dice che Roma è cambiata e che altri quartiri nuovi e più popolosi avrebbero bisogni di ospedali, come Talenti-Bufalotta. Verissimo.Perfetto. Li si cotruisca. Perchè questo deve comportare la chiusura di altre strutture? E poi nell’attesa della costruzione che si fa ? Si tolgono ospedali altrove così in totale i cittadini di Roma (e non solo) hanno meno ospedali a disposizione?

    Infine la questione del testamento. Che sia di un cardinale o di un laico nulla cambia.Inutile tira in ballo le solite vetuste critiche al Vaticano. E neanche che il testamento sia di secoli fa cambia qualcosa. Sempre un vincolo legato a un’eredità è. Si complica notevolemete la situazione.
    Dell’esistenza di questo testamento si parlava da almeno 4 anni in centro, tanto che appare improbabile che la Regione non ne fosse a conoscenza.

    Posso testimoniare che le attivtà commerciali adiacenti al San Giacomo non campano affatto sull’indotto dell’ospedale. Basta fare una passeggiata in centro tra via del Corso-via Ripetta-via del Babuino per verificare che la commercialità della zona non dipende certo dall’ospedale. Che poi gli anziani riescano a bloccare un’operazione pubblica per i loro interessi mi sembra abbastanza improbabile:quando mai sono risultati essere una forza sociale così potente?
    Per capire gli interessi legati alla vendita del San Giacomo forse occorre riflettere sulle ultime affermazioni di Marrazzo e dei rappresentanti di PD e Pdl in Regione. Marrazzo che specifica che l’ospedale si chiude ma non è obbligatorio vendere l’edificio. Il Pd e il Pdl che presentano interrogazioni perchè l’uso della struttra rimanga pubblico.

    Angela

  4. rispondo ad aragon. a prescindere che non credo siano veri i dati riportati dal sig. marrazzo riguardo il personale medico del san giacomo,anzi ne sono sicura e non so dove li abbia presi,perchè lamentarsi di una eccessiva assistenza sanitaria? non si dice sempre che nei vari ospedali ci sono attese lunghe per semplici esami che il personale e sotto organico e non si trovano mai ecc. ecc………..allora si faccia pace con il cervello e si lasci lavorare bene chi ha voglia di farlo.Un altra cosa………visto che tutto il personale verrà ricollocato in altre strutture sanitarie regionali e gli utenti chi si servono del san giacomo comunque si serviranno degli altri ospedali……..se non vendono l’immobile………dove stà tutto questo risparmio?che cosa c’è sotto?

  5. Pur non nutrendo alcuna simpatia per marrazzo , “non credo che non credere” ai dati riportati sia una prova a favore.
    Sembra solo una presa di posizione a prescindere.

    Di eccessivo c’è la spesa non l’assistenza.

    L’assistenza è buona quando è razionalizzata, ottimizzata.
    Non ha senso trovare il medico sempre pronto al san giacomo ( ammesso che sia stato così ) e fare invece file da girone dantesco al pertini od altrove.

    Il san giacomo tra l’altro , è scomodo.
    In ztl, corsie prefenziali, difficile da raggiungere per un non residente.
    Un ospedale fruibile dovrebbe essere facilmente raggiungibile, collegato con i mezzi pubblici e privati, con ampio parcheggio e personale a sufficenza.

    Il risparmio starà nel fatto che questi medici e paramedici verranno inseriti in ambienti già operativi e non potranno far altro che aumentare la redditività dell’impianto stesso a parità di costi già fissi.
    Viceversa cesseranno i costi del san giacomo.

    La mia non è una presa di posizione anticlericale , malgrado la tentazione l’avrei dopo aver visto chiudere innumerevoli scuole da un giorno all’altro per vederli ri-edificati e modificati dallo scopo iniziale in residence ed alberghi.
    Però lì , tutti zitti.

    Il san giacomo era un ospedale in grosso deficit.
    la redditività pro capite era clamorosamente negativa.
    E come tutte le cose a perdere , quando esiste un’alternativa , va fatta cessare.
    Non ci sono mura di cinta intorno al tridente , quindi chi vuole e ne ha necessità si sposterà per cure altrove.

    Mi sembra di aver capito e letto che comunque una postazione di pronto soccorso verrà mantenuta, quindi il primo intervento è garantito.
    Ai residenti ed ai turisti o chi ci passa e suo malgrado ci deve sostare un po’ più a lungo.

    Vedo che tutti si chiedono “cosa c’è sotto ?”.
    Se ci fosse solo il fatto che viene chiuso un buco nero ( uno dei tanti , s’intende ) della sanità ?

    Eppoi che lo stato laico impugni il testamento e decida l’uso ( e non l’abuso ) che ritiene più opportuno.

  6. Forse è il caso di fare un po’ di chiarezza, visti i commenti che riguardano il san Giacomo.

    – L’ospedale San Giacomo è il punto di riferimento non solo per i “pochi” residenti in centro storico, ma per la giornaliera invasione di turisti e di acquirenti, nonchè di commercianti e di trasportatori di ogni tipo di merce, ed anche per la massa dei giovani che si riversano al Corso per lo “struscio” del fine settimana, per non parlare degli eventi ormai divenuti consuetudine a piazza del Popolo che richiamano migliaia di persone.
    – Se ciò non bastasse, l’Ospedale ha un centro stabile per i dializzati e non solo del centro storico ma di tutta Roma, un centro di Nefrologia e Dialisi con aree di degenza con caratteristiche tecniche per prestazioni d’urgenza (emodialisi, tecniche extracorporee e intracorporee continue) e “al momento attuale solamente il Centro di Riferimento di Nefrologia e Dialisi del S.Giacomo risponde pienamente alle caratteristiche di legge. Soprattutto la dialisi peritoneale trova nel centro del S. Giacomo l’unica struttura che fornisca un’assistenza completa per le esigenze dei pazienti che effettuano questo tipo di terapia” (www.malatidireni.it/filesito/documenti/)
    – Se ciò non bastasse sono stati spesi negli ultimi 2 anni 11 milioni di euro per rimodernare alcuni reparti, tra i quali quello di Unità Coronarica Intensiva che ha salvato la vita nel gennaio scorso ad uno di quei “pochi anziani che ancora vivono al centro”: mio padre. In caso di un infarto o di un’embolia o di un’emorragia cerebrale o interna, secondo voi è uguale, per esempio, da piazza di Spagna arrivare al San Giacomo o al Santo Spirito? E sapete quante emergenze (codice rosso) di questo tipo conta il San Giacomo ogni anno? 300. Poche, certo, ma sono 300 persone alle quali si da la possibilità di sopravvivere, contro morte certa!
    – Il Pronto Soccorso è già chiuso. Il Centro di Prima assistenza che dovrebbe sostituirlo, oltre al fatto che è ancora in costruzione (andare a vedere a via Canova di fronte all’ospedale), servirà solo per i codici bianchi e verdi…Vale a dire quelli che non hanno bisogno di ricovero!
    – Il costo dell’Ospedale è dato per più dell’80% dai medici e paramedici. Poichè nessuno perderà il lavoro, il risparmio mi sembra abbastanza misero. Ma senza entrare nel merito dello sparpagliamento dei medici, alcuni dei quali di grande e riconosciuta validità, che si troveranno a doversi adattare come pivelli, che dire del fatto che il San Giacomo è ospedale da 700 anni, uno dei primi a Roma creato per curare i pellegrini che entravano da porta del Popolo e divenuto “degli Incurabili” perchè vi venivano accolti i malati del “mal francese” (la sifilide) portata dalle soldatesche di Carlo VIII nel 1495, malattia che rendeva i colpiti repellenti e inavvicinabili?
    – In quanto al testamento del cardinale Antonio Maria Salviati, che ho avuto modo di vedere direttamente, attesta che il cardinale ha ampliato e ristrutturato l’ospedale a sue spese e su suoi possedimenti, ha costruito la chiesa, ha creato la Confraternita per la cura degli ammalati ed ha donato altre proprietà con il preciso scopo di creare una rendita continua per l’attività dell’Ospedale, proibendone la vendita e la suddivisione.
    -La Chiesa non c’entra niente. L’Ospedale non è proprietà del Vaticano.
    – Spetterà a chi di legge antica s’intende confrontarsi con chi di legge attuale ragiona e poi vedersela con i buchi di Marrazzo.

    Un’ultima considerazione: ci sono molti altri ospedali a Roma, ambulatori, case di cura, piccoli, medi, grandi, magari mediocri o pessimi per i poveri ricoverati. Perchè non vendere quelli e lasciare in pace un ospedale funzionante, necessario, di eccellenza per alcune patologie, unico pronto soccorso in pieno centro, e oltretutto un immobile di prestigio e di grande storia?

    Francesca Di Castro

  7. Poveri noi, che ci abbiamo perso il sonno, nel sentire opinioni azzardate e dubbi che si sarebbero potuti dirimere in un solo momento, semplicemente informandosi!
    Chi è perplesso, chi cita dati e parametri (quelli esposti nei giornali dei costruttori, cioè di quelli che dentro al San Giacomo costruiranno un albergo a cinque stelle), chi pensa di poter giudicare la redditività di una struttura e le necessità dei cittadini standosene comodo a casa sua in un altro quartiere, ne avrebbe avuto tutte le possibilità.
    Non ho visto alcuno alla conferenza stampa pubblica (e ben pubblicizzata) di Mercoledì scorso 15 ottobre nella sede di Italia Nostra in via dei Gracchi, dove chiunque poteva far domande e togliersi curiosità, parlandone con i tecnici. Non ne ho visti entrare al San Giacomo presidiato e parlare con i medici, vedere le ambulanze nuove nuove abbandonate nel cortile, le strutture appena inaugurate costate milioni di euri (nostri) destinate alla distruzione. Non li ho visti guardare in che consiste il “pronto soccorso” (un centro di … smistamento) decantato come “rimedio” per un territorio frequentato da un milione di persone al giorno, dove chi fosse colto da ictus o infarto sarebbe praticamente spacciato. Non li ho visti visitare la millenaria chiesa di Santa Maria in Porta Paradisi, destinata a diventare il bar dell’albergo, o la ricezione. In poche parole, non ho visto nessuno.
    Chi ho visto sono i “clienti” dell’ottimo Centro Dialisi, appena appena contrariati. Chi ho visto sono gli anziani che vedono chiudere una nuovissima Unità Coronarica Intensiva, anch’essi appena appena contrariati. Chi ho visto sono i medici, furiosi perchè perdono non lo stipendio, ma la professionalità maturata in decenni in una struttura divenuta d’eccellenza per merito loro: la seconda di Roma per funzionalità e percentuale di salvezza di vite. Furiosi, perché andranno a “rubare” lo stipendio, spediti a lavorare in strutture già consolidate dove saranno emarginati o boicottati, e saranno comunque in soprannumero, scusa buona per chiudere qualche altro ospedale.
    Ma poi, perché un bene pubblico da settecento anni dovrebbe diventare di proprietà (come dicono gli informati) di un palazzinaro e di un ex sindaco? Non vi ribolle il sangue nel constatare l’arroganza del potere economico e l’acquiescenza del potere politico?
    Anche se non servirà a convincere gli scettici e i “ben informati”, consiglio di sbirciare la seguente lettera di un medico. Interessata, diranno in molti, come hanno opinato di Carlo Ripa di Meana (“lui abita lì vicino, ha i suoi interessi”… forse solo quello di non morire d’infarto…).
    Dispiace, dopo tanto impegno, notare l’indifferenza, il cinismo, sentirsi perfino sospettati. Ti viene in mente “ma per chi, ma chi me lo fa fare?”. Poi pensi che potrebbero voler costruire un bell’albergo dentro casa tua, o nel giardino davanti al portone, o dentro l’ospedale sulla Cassia dove hanno ricoverato di corsa tuo padre e gli hanno salvato la vita per pochi minuti, e allora dici “ma chissene frega, io combatto lo stesso anche per quelli che non sanno, che protestano per il cassonetto non svuotato, per le strisce sbiadite, per l’inaffidabilità dell’assessore, per la casetta dal dubbio scopo, per le eventuali salsicce di cane…”. E ti viene da ridere, pensando che un giorno un altro palazzinaro vorrà chiudere l’ospedale sotto casa loro… e forse riuscirai a salvarglielo. Sempre che non ti venga mai un coccolone a piazza di Spagna.
    Sandro Bari

    Lettera di un medico del San Giacomo
    (al direttore di una rivista)
    …ho provato sconforto nel constatare come anche Lei sia rimasto vittima della disinformazione pilotata circa la chiusura del San Giacomo. Sgombriamo subito il campo dagli equivoci. Conosco bene i numeri sia del mio ospedale (lavoro al San Giacomo) che degli altri ospedali di Roma e del Lazio. Il S. Giacomo verrà chiuso non perché è inefficiente, inutile o ha alti costi. Verrà chiuso semplicemente perché opera in un immobile di pregio che fa gola a troppa gente. Se lo stesso personale dell’ospedale avesse erogato la stessa quantità di prestazioni non in quella sede, ma in una sede limitrofa anonima sono certo che non solo il governatore Marrazzo non ne avrebbe disposto la chiusura, ma addirittura lo avrebbe annoverato tra le strutture di eccellenza. E allora se si tratta di una banale operazione finanziario-immobiliare (si vende il San Giacomo solo per fare cassa), perché nascondersi dietro una presunta pianificazione sanitaria che non ha senso? Perché far passare i
    medici e il personale sanitario per fannulloni imboscati? Si dica chiaramente come stanno le cose.
    Non c’è una lira e il governo ci costringe a vendere i gioielli di famiglia.
    Ma qui si innesca un secondo discorso: il S. Giacomo è un pezzo della storia di Roma. È stato istituito come ospedale nel 1339, è il terzo ospedale più antico al mondo e conserva reperti e gioielli architettonici (valgano per tutti la cappella di S. Maria in Porta Paradisi e il teatro anatomico Aula di Malta) da riempire un museo. È eticamente corretto che un amministratore pubblico possa vendere a privati, per farne un albergo, un bene che è un patrimonio della città di Roma e della storia della medicina e di cui è solo il custode temporaneo? E se questa diventasse la regola allora il sindaco di Roma potrebbe vendere per esempio la galleria Borghese per finanziare i lavori della metro C?
    Per non parlare poi delle ristrutturazioni che sono state recentemente compiute spendendo solo nell’ultimo triennio ben 11 milioni di euro (regolarmente erogati dalla Regione). Il nuovo centro di rianimazione (tecnologicamente all’avanguardia) è stato inaugurato 5 mesi fa; la nuova endoscopia digestiva e la farmacia automatizzata 3 mesi fa; la neurologia e il nuovo day-hospital specialistico sono stati consegnati il 3 luglio scorso e si contava di farne la formale inaugurazione in questo mese di settembre. Ma se l’intenzione era di chiudere non si potevano risparmiare tutti questi soldi? La verità è che la Regione naviga a vista, altro che pianificazione sanitaria, e nello stato di necessità c’è sempre qualcuno pronto a lucrarci sopra.
    Dott . Angelo Barlattani, Roma
    Settembre 2008

  8. Egregi Dott.ssa De Castro e Dott. Bari,
    le vostre parole valgono più di mille altri commenti o spiegazioni.
    Grazie sinceramente.
    In particolare alla Dot.ssa De Castro per l’importante contributo dato alla questione testamento del San Giacomo.

    Angela

  9. All’ Ospedale di San Giacomo sono legato da ricordi dell’infanzia : vi fui curato amorevolmente , nei primi anni ’50, per un taglio dei tendini della mano….per me è un buon motivo per caldeggiare che non venga chiuso, che non si perda un altro pezzo della Roma che fu.
    Inoltre quando si fanno campagne, come questa infarcite di bugie, che non tengono in alcun conto delle necessità primarie dei cittadini, vuol dire che sotto cova qualche sporco interesse di palazzinaro pronto a costruire qualche centinaio di mini appartamenti ( detti loculi abitativi ) senza nessuna considerazione per il valore storico ed artistico di tale edificio
    Per quanto riguardo il merito . ritengo esaurienti e ben motivati gli interventi della Dott,ssa Francesca Di Castro e del sig. dott Angelo Barlattani.
    FATEVI SENTIRE E CHIAMATECI ALLE ” BARRICATE ” !!!!

  10. Pensavo che la trasmissione “Chi l’ha Visto” condotta da Federica Sciarelli andasse in onda in rai ed invece ecco qui, il “chi l’ha visto” è su vignaclarablog , conduttore Dott. Bari.
    Mi spiace Dott. Bari che abbia perso il sonno !
    Magari staseri recuperi.

    Mi spiace pure che Lei pensi e creda che tutti possono avere tempo per girare conferenze, chiese , cappelle, pronto soccorso ed incontri vari.
    Io mediamente come la stragrande, lavoro.
    Attività che considero primaria partendo dal concetto ( anzi dal fatto ) che non disponendo di beni al sole, debbo pure mangia’.
    Per questo leggo i giornali , seguo il seguibile e cerco di farmi una mia idea scremando a mio discernimento , le altrui.
    E non mi sento un’ignorante, magari sbaglio pure s’intende !
    Magari a volte la mia idea può essere sbagliata ma francamente mi risulta difficile accettare critiche da chi considera lavoro il partecipare a tutte le conferenze.
    O se non lo considera lavoro, comunque un’attività a tempo pieno o quasi.
    Se l’attività di partecipante alle conferenze – oltre ad essere interessante , probabilmente – è pure redditizia, è probabile che abbia sbagliato mestiere.
    Sarà per la prossima vita, per ora è così.
    Ma pur essendo così, continuo comunque ad avere delle mie opinioni e considerazioni in merito alle cose.

    Non ho grossa simpatia per la regione , tutt’altro.
    Ma il fatto che si cerchi di razionalizzare le strutture , evitare ulteriori sprechi mi trova d’accordo.
    I centri di eccellenza medica se dipendono esclusivamente dai medici stessi , possono essere “trasportati” anche in altri siti.
    Così come i macchinari.
    O la mobilità ( con il rischio da Lei indicato di essere boicottati od emarginati ) deve essere proprio solo per i “normali” dipendenti pubblici e privati ?

    Non dubito che siano stati spesi milioni e milioni nell’ultimo triennio ma se i dati sono quelli da me indicati ( perchè “letti” ), perchè continuare ?
    A sperperare.
    Soprattutto , se i dati non sono quelli , cortesemente correggetemi.
    Ne prenderei volentieri atto.

    Se ci dovessero essere dietro poi delle speculazioni , cosa probabile , quelle vanno combattute.
    Chi dice che la chiesa di santa maria debba essere profanata da reception o wine bar ?
    Ma se le cifre sono quelle, perché debbono essere profanate le mie tasche di contribuente ?
    Probabilmente potrebbero essere fatte le due cose.
    Di cui l’altra non necessariamente deve essere un albergo a 5stelle , potrebbe essere qualsiasi altra attività commerciale.

    Mi fa un po’ sorridere la paventata strage di innocenti in caso di chiusura del san Giacomo.
    E che tutti i cardiopatici girano allegramente per il centro in attessa di attacco ?
    A proposito , dopo il suo augurio girerò a largo da piazza di spagna.

    Dopo aver fermato gli sprechi ed aver trasportato l’eccellenza in siti distanti poche centinaia di metri magari, facciamone pure un centro culturale, una mostra permanente, una biblioteca, basta che non diventi un’ulteriore bene dimesso , dismesso ed abbandonato.

    Eticamente è corretto che una antica villa sulla cassia che poteva essere di pubblico utilizzo sia stata s-venduta ad una repubblichetta dell’est, molto est ?
    I dottori che protestavano , dove stavano ?
    Forse perchè non c’era una cappella ?

    A mio avviso il drammatico momento economico che si sta attraversando deve essere la stura per fermare gli sprechi , ottimizzando le risorse.
    E se questo significa concentrare gli ospedali, abolire le province , le comunità montane , gli enti inutili, abbassare la mostruosa media alunno-maestro, riconvertire statali in altra mansione più utile , che si faccia.

    Quanto a Ripa di meana , lasciamo stare.
    Personaggio che avrebbe meritato pure lui parte delle famose monetine al raphael e la cui moglie prese con sovvenzioni statali centinaia di milioni per una squallidissima pellicola girata con pochi milioni e molte – diciamo- “stelline”.
    E di cui nessuno ricorda l’esistenze e tanto meno sente la mancanza.
    Diamo sempre un peso ai personaggi o sedicenti tali che parlano.

    E comunque tanto per chiarezza sono CONTRO la fauna caltagironesca&C.

    Comunque Le auguro una buona nottata.

  11. Ritengo inutile questa polemica, dannosa anche per VCB che ha altri compiti e meriti che non pubblicare ripicche di carattere personale.
    Non è mia intenzione alimentare diatribe; ho molto lavoro, che non è il pettegolezzo.
    Chi si sente offeso (involontariamente) dalle mie osservazioni, chi ha da ridire sulla mia attività, chi ha critiche personali sui miei scritti, sa come mi chiamo e mi trova sull’elenco telefonico.

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome