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Regione Lazio – Recup web, il debutto di un servizio fantasma

La Regione Lazio avvia la prenotazione on line delle visite mediche, ma non l’effettua. E annuncia un centro unico regionale già attivo da anni. L’abbattimento delle liste d’attesa resta un miraggio.

locandina_recup_new_1159438819.jpgIl servizio sanitario del Lazio fa un salto nella rete telematica e le visite mediche d’ora in poi si potranno prenotare anche on line grazie al servizio Recup web. Un nuovo sistema tanto innovativo e tecnologico da risultare completamente virtuale. Sì, perché il Recup web di fatto non esiste. Nonostante l’annuncio del suo debutto il 25 settembre da parte di LAit Spa, società di innovazione tecnologica della Regione Lazio, è solo partita, a giugno, una prima di sperimentazione all’Asl di Frosinone e al Policlinico Umberto I di Roma.

Eppure potrebbe contribuire all’abbattimento delle liste d’attesa che, nei giorni scorsi, il presidente della Regione Piero Marrazzo annunciava come “una delle chiavi di volta per il nostro lavoro futuro”. Futuro, appunto. Nel presente niente. Solo i fondi stanzianti dalla Pisana per il progetto.

Nonostante Marrazzo ne indichi nell'”allargamento a 360 gradi dell’offerta del Recup” la strada maestra, sarà difficile abbattere le liste d’attesa con un servizio fantasma che “va a sostituire – informa la nota della LAit – il precedente ‘in servizio’ da diversi anni”. Oggi il sistema Recup gestisce circa 50 mila prenotazioni al giorno, di cui il 20% tramite il call center. Ci sono poi gli sportelli abilitati delle Asl e delle aziende ospedaliere. “Attraverso Recup web – prosegue la nota – sarà possibile estendere l’accesso ai servizi del sistema, e quindi prenotare le visite, senza costi aggiuntivi”. Proprio come è accaduto durante la sperimentazione quando più dell’80% delle prenotazioni è avvenuto on line.

Tra i benefici immediati del sistema telematico i ridotti oneri di gestione e la flessibilità, poiché la sua natura web rende facilmente disponibili gli strumenti per effettuare le prenotazioni “anche a soggetti che fino ad oggi non avrebbero potuto accedervi”. Sarà infatti possibile “allargare il sistema agli studi medici, specialmente per le urgenze o, quando si verificheranno i presupposti, diffonderlo alle strutture private accreditate e a quelle convenzionate”. Esattamente come già sta avvenendo dal giungo 2002, da quando cioè la giunta Storace ha introdotto, prima in Italia, il Recup (centro unico di prenotazione regionale) nel servizio sanitario della regione del Lazio.

Una novità e un’eccellenza copiata da altre regioni come Piemonte, Marche e Abruzzo. Perché funziona. Lo scorso anno più di 2 milioni e 600 mila prestazioni sanitarie sono state fatte prenotando attraverso il numero verde telefonico (803333), gratuito e unico per l’intera regione, con un incremento di 150 mila chiamate sull’anno precedente. Ottimi i risultati anche in termini di tempo: ogni assistito con una sola telefonata e in 5-7 minuti fissa l’appuntamento presso l’ambulatorio più vicino o quello con minor lista d’attesa.

E tutti medici di famiglia e i pediatra di libera scelta già dispongono, dal 1 ottobre 2004, di una card con un codice personale con cui possono prenotare le visite prioritarie che i pazienti effettuano entro 2-3 giorni. Quasi 30mila i cittadini che nel 2007 hanno usufruito delle prenotazioni urgenti. Stesso discorso per le strutture ospedaliere convenzionate: già alcune delle 7,8 milioni di prestazioni agli sportelli degli enti del 2007 sono state prenotate in cliniche convenzionate. Come l’Inrca alla Giustiniana, per fare un esempio nel territorio del municipio Roma XX. I medici, quindi, anche senza il Recup web, già possiedono un canale preferenziale per le urgenze. Il tallone d’Achille del Recup è un altro: vi aderisce solo un terzo degli ospedali. Se le 12 Asl però offrono quasi tutte le agende, le 8 aziende ospedaliere (tra cui nessun privato accreditato o religioso) sono meno disponibili.

La Regione Lazio ha annunciato un altro beneficio del Recup Web: “il ripristino, a partire da questo mese (da settembre, n.d.r.), del servizio di prenotazione presso le farmacie disponibili, per la cui adesione, vista anche la sensibile riduzione dei costi, LAit sta promuovendo una campagna in tutto il Lazio”. Ma, a quasi un mese da questo annuncio, nelle farmacie del servizio non sembra non esserci ancora traccia. Mentre lo scorso anno 500 mila sono state le prenotazioni tramite queste strutture.

Intanto Mario Michelangeli, assessore regionale alla Tutela dei consumatori e semplificazione amministrativa, conferma che “attraverso il web, il sistema di prenotazione potrà essere sfruttato in maniera più diffusa, rispondendo così agli indirizzi strategici della Regione Lazio che puntano al potenziamento dei servizi sanitari territoriali”. E il Recup web-fantasma diventa, così, uno dei punto di forza della riorganizzazione della disastrata sanità del Lazio.

“Quello che abbiamo realizzato – insiste il presidente di LAit, Regino Brachetti – è un software di proprietà della Regione, che consente quindi l’indipendenza dal singolo fornitore per gli sviluppi successivi e una facile adattabilità alle nuovo esigenze”. Con un obiettivo prioritario: “realizzare un centro unico regionale di prenotazione, aumentando l’offerta di prestazioni in minor tempo”, sottolinea Michelangeli. Dall’erogazione virtuale di un servizio inesistente si passa alla creazione di un centro che già esiste da 6 anni ed è l’unico in Italia.
Emanuela Micucci

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