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Roma – Uto Ughi per il San Giacomo: concerto a S.Maria del Popolo

Stasera alle 20,30 nella chiesa di Santa Maria del Popolo (piazza del Popolo) un concerto in solidarietà dei dipendenti del San Giacomo mobilitati contro la chiusura dell’Ospedale (di Sandro Bari)

uto-ughi.jpgUn grande concerto quello di questa sera perchè nell’occasione si esibirà Uto Ughi e pensiamo che questo nome basti ad attirare l’attenzione del pubblico, altrimenti inerte di fronte a drammatiche decisioni come quella di chiudere l’Ospedale San Giacomo. 

Nella fattispecie, non si tratta di eliminare una struttura fallimentare o di sfoltire personale in soprannumero, nullafacente, ultrapagato: si tratta di svendere un bene del patrimonio romano e nazionale, un edificio storico tra i più antichi di Roma, una struttura dalla fama secolare, un immenso capitale di attrezzature preziosissime, tutto solo ai fini speculativi.  A maggior chiarezza, ecco un documento che parla anche in cifre. E’ una lettra di un medico dell’Ospedale inviata ad un quotidiano romano, per leggerla è sufficiente cliccare qui.

Nel fabbricato del San Giacomo, grande come un isolato, dove allocano reperti e opere d’arte inestimabili, verrà installato un albergo di gran classe come quelli più noti del Centro storico. Non sappiamo chi ne sono i proprietari (sarà senz’altro qualche multinazionale, magari di qualche emirato), sappiamo solo che l’operazione frutterà alla Regione una valanga di soldi, ed è questo ciò che più interessa ad una gestione fallimentare che non sa più come cavarsela. Cioè, lo sa benissimo: vendendosi i “gioielli di famiglia”.
Solo che i gioielli sono anche nostri, fanno parte di un patrimonio pubblico di tutti i cittadini, i Romani, gli Italiani: non possono essere ceduti impunemente a privati.

Questo modus agendi è stato messo in pratica, ultimamente, sia dai governi centrali che dall’amministrazione comunale, coi risultati che vediamo: i nostri beni culturali, architettonici, urbanistici vengono incamerati e utilizzati da ricchi privati o da gruppi di privilegiati, con la scusa di salvarli dal degrado o di cederli perché improduttivi. La gestione comunale del “fare cassa”, però, è stata punita alle elezioni, perché i cittadini non sono poi così indifferenti o stupidi. Alla Regione questa lezione non è servita. Ancora.
Sandro Bari

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