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Viale Tor di Quinto: gli animali ci aiutano a guarire

Nel XX Municipio un appassionante convegno sulla Pet-Therapy. Non a caso l’Associazione che lo organizza si chiama “Amici miei” 

pet-teraphy1.jpgL’Associazione Amici Miei promuove un Convegno sulla “Pet Therapy“, denominato “gli animali ci aiutano a guarire” che si svolgerà il prossimo 27 settembre presso il Parco di Tor Di Quinto, in Viale Tor di Quinto 57/b. Le finalità del convegno sono quelle di divulgare la Pet Therapy ai soggetti coinvolti nell’organizzazione di eventi finalizzati a promuovere i benefici derivanti da una terapia che continua a riscuotere grandi consensi.

L’Associazione si propone inoltre di riuscire ad istituzionalizzare maggiormente questa terapia in modo che vengano riconosciute le attività di questo tipo e allo stesso tempo tutelare gli animali utilizzati in esse. E’ altresì intenzione dell’Associazione organizzare successivamente un Corso per Pet-Therapisti seguendo il metodo”Terapia Psicomotoria Assistita con Animali” per  fornire una formazione specifica al personale coinvolto nei lavori e per creare una vera cooperazione tra i professionisti nelle diverse discipline  attivandosi, tra l’altro, per avviare collaborazioni con istituzioni ed enti locali.

Programma del convegno
Ore 15.00 – Apertura convegno:  Federico Targa  dell’Associazione  “Amici Miei ” 
Ore 15.15 – Saluto delle Autorità presenti
Ore 15.30 Relazioni:
Dott.ssa Federica Bochicchio –  Psicologa- Psicoterapeuta Presidente associazione ANPeT “La pet therapy nella patologia dell’autismo”
Enzo Cardogna – Operatore ludico-motorio per l’infanzia disabile, Conduttore di TAA “La relazione tra animale e bambino nelle fasi terapeutiche” 
Ore 16.30 – “Prova Pratica” con gli animali : Alberto Carli, allevatore, addestratore ed operatore di Pet Therapy “Il pappagallo nella terapia riabilitativa” 
Ore 17.00 –  Dibattito aperto
Ore17.30 –  Rinfresco  
ore 18.00  – saluti e chiusura convegno 
La parte congressuale della manifestazione sarà tenuta all’interno di un teatro in cui sarà possibile far accedere diversamente abili ed animali. Per  le dimostrazioni pratiche si utilizzeranno gli spazi naturali che offre il parco di Tor Di Quinto

La scheda (a cura dell’Associazione “Amici miei”)

Con il termine pet therapy (in italiano, zooterapia) s’intende, generalmente, una terapia dolce, basata sull’interazione uomo-animale. La pet-therapy nasce pet-teraphy3.jpgnegli anni 50 negli Stati Uniti attraverso un famoso neuropsichiatra di nome Boris Levinson. Solo da pochi anni viene praticata anche in alcuni centri del nostro Paese. Letteralmente significa “terapia con animali” e prevede l’utilizzo degli animali per migliorare la qualità di vita delle persone diversamente abili o con disabilità psicofisica. La Pet Therapy si suddivide in:
* Terapia Assistita con Animali (A.A.T.). Si tratta di una terapia vera e propria rivolta a persone con problemi fisici e/o psichici, da affiancare ad altre cure, dove viene precedentemente fatto un progetto individuato da seguire, che prevede la scelta dell’animale adatto in base allo scopo da raggiungere e la presenza di un’equipe multidisciplinare che collabori a tale progetto.
* Attività Assistite con Animali ( A.A.A.). Si tratta di una terapia tesa a migliorare la qualità di vita delle persone in situazione di disagio, in quanto l’animale risulta, essere un perfetto tramite per lo sviluppo delle relazioni.

In generale la Pet Teraphy viene utilizzata anche a livello ludico per la socializzazione, per favorire la comunicazione e per lo sviluppo e/o potenziamento della responsabilità e dell’autostima. La Pet Therapy inaugura un nuovo modo di intendere la funzione degli animali in ambito sanitario, riabilitativo, sociale ed assistenziale.
L’animale in sé è un “catalizzatore” sociale capace di creare situazioni positive e rilassanti; cane, gatto, cavallo, delfino (e non solo) sono gli animali più conosciuti che svolgono la terapia indicata nei casi di autismo infantile, negli stati depressivi degli adulti e per taluni disturbi psichici.

Questo tipo di terapia, infatti, si basa sull’assistenza degli animali domestici e si affianca alle altre terapie, per la cura sia di disabilità psichiche che fisiche (deficit dell’udito, della vista e del movimento), e anche dei disturbi dell’apprendimento quali ansia e iperattivismo.
I bambini ricoverati in ospedale, ad esempio, soffrono spesso di depressione, con disturbi del comportamento, del sonno, dell’appetito e dell’enuresi dovuti ai sentimenti di ansia, paura, noia e dolore determinati dalle loro condizioni di salute, dal fatto di essere costretti al ricovero, lontani dai loro familiari, dalla loro casa, dalle loro abitudini. pet-teraphy4.jpgAlcune recenti esperienze condotte in Italia su bambini ricoverati in reparti pediatrici nei quali si è svolto un programma di Attività Assistite dagli Animali, dimostrano che la gioia e la curiosità manifestate dai piccoli pazienti durante gli incontri con l’animale consentono di alleviare i sentimenti di disagio dovuti alla degenza, tanto da rendere più sereno il loro approccio con le terapie e con il personale sanitario.

Le attività ludiche e ricreative organizzate in compagnia e con lo stimolo degli animali, il dare loro da mangiare, il prenderli in braccio per accarezzarli e coccolarli hanno lo scopo di riunire i bambini, farli rilassare e socializzare tra loro in modo da sollecitare contatti da mantenere durante il periodo più o meno lungo di degenza, migliorare, cioè la qualità della loro vita in quella particolare contingenza. 

Il cane, in particolar modo, resta però il soggetto preferito dai seguaci della Pet Therapy non solo come cane sociale per il miglioramento delle condizioni psichiche e/o fisiche di bambini, adulti, anziani ma anche come cane pet-teraphy5.jpgdi servizio per aumentare la mobilità delle persone con limitazioni fisiche. Ne sono un esempio i cani da passeggio per persone cieche o sorde. In tutti i casi si è comunque riscontrato un miglioramento nell’attenzione e, in soggetti che compiono movimenti improvvisi o violenti che non riescono a controllare, un incremento nella capacità del controllo del proprio corpo. Per quanto riguarda il linguaggio, i pazienti si abituano a parlare con l’animale e ad esprimere le proprie emozioni, cosa che, ad esempio, per un paziente autistico è normalmente un ostacolo difficile da superare. 

 “Gli animali possono diminuire l’ansia e predisporre una stimolazione del sistema nervoso o, in altre parole, abbassare lo stress divenendo una fonte di contatto piacevole, una visione rilassante e una percezione di sicurezza e tranquillità.” (Friedmann & Thomas, 1985, Katcher & Friedmann, 1980). 

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