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Ask our right – Tensioni tra gli immigrati richiedenti asilo politico al nord di Roma (Vincenzo Pira)

Mercoledì 10 settembre. Ore 7:30 del mattino.  Siamo nella via Flaminia all’altezza di Castelnuovo di Porto. Un corteo di oltre cinquecento persone, immigrati che chiedono asilo in Italia, lascia il Centro di Permanenza Temporanea  che funziona da qualche mese nell’edificio della “ex Protezione Civile” e va verso Roma.
Scortati lungo via Tiberina da agenti della polizia gli immigrati –  hanno bloccato il traffico sulla via Flaminia e chiedono di essere ricevuti dalle autorità governative richiedendo il riconoscimento dei diritti sanciti dalle convenzioni internazionali.

Momenti di tensione ci sono stati tra i manifestanti all’altezza dello svincolo per l’ospedale S. Andrea, alcuni degli agenti che a piedi stanno scortando il corteo hanno cercato di deviare il corso della marcia, per far confluire i manifestanti che procedono sull’altra corsia. Il corteo non è stato però deviato e sta continuando a procedere sulla stessa carreggiata.I manifestanti, tutti originari dell’Eritrea, Somalia, Etiopia e Nigeria, gridano «Ask our right», lo stesso slogan che hanno fatto stampare sulle maglie bianche che tutti indossano. «Italia è un paese democratico» si legge su uno degli striscioni esibiti in strada.

Obiettivo della manifestazione chiedere il rilascio dei documenti necessari per lavorare in Italia, hanno spiegato i dimostranti. «Non abbiamo destinazione – ha detto Hizbaui, uno dei richiedenti asilo – ci muoviamo verso Roma. Oggi inizia la nostra mobilitazione che finirà quando il nostro problema sarà risolto».

Le tensioni non sono una novità del CPT di Castelnuovo di Porto. Settimane fa incidenti tra Eritrei e Somali hanno tramutato il Centro in campo di battaglia. Uomini armati di bastoni improvvisati staccati dai letti, altri con estintori trasformati in proiettili; è bastato niente e in un’ora di guerriglia vera il centro è stato devastato. Gli uomini travolgevano, urtavano e si picchiavano rincorrendosi tra i corridoi come impazziti. Una trentina i feriti: trauma cranico, alcuni fratturati per essersi buttati giù dal primo piano nel tentativo di sfuggire agli assalti. Contusi, feriti, sopracciglia spaccate, magliette insanguinate.

Il prefetto di Roma Carlo Mosca, ha convocato poi una riunione del Comitato  provinciale per l’Ordine e la Sicurezza a cui hanno partecipato i sindaci di Castelnuovo di Porto, Capena, Fiano Romano e Riano, e anche il presidente Giacomini del XX Municipio e il vicepresidente della Provincia di Roma.

Nel corso della riunione e’ stata ribadita l’importanza del necessario rispetto del patto di solidarietà tra i rifugiati presenti e il territori che li ospita ma anche il valore delle politiche integrate di solidarietà tra Stato ed enti locali che deve essere sviluppato in maniera armonica.

Le richieste provenienti dai Comuni interessati hanno riguardato in particolare una maggiore sicurezza intorno al centro, realizzabile sin da domani con i servizi integrati delle Forze Armate e delle Forze di polizia, con l’ausilio di servizi possibilmente associati delle Polizie municipali dei Comuni interessati e del XX Municipio.

Poco è stato fatto in tal senso e la tensione è aumentata arrivando all’esasperazione della manifestazione di oggi. Non bastano gli slogan elettorali per risolvere i problemi complessi.

Vincenzo Pira

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5 COMMENTI

  1. Vorrei rassicurare il Dott. La Pira, la questione è stata subito presa nella massima considerazione dalle autorità competenti.
    Così come riportato con puntuale celerità dal tg3 delle 19,30.

    A questo punto un consiglio per gli abitanti di mastrigli :
    lucido da scarpa colore testa di moro , tamponcino ovattato,munirsi di lenzuolo bianco a mo’ di vestito e conseguente blocco stradale della cassia.
    Successo , interesse e soluzioni assicurati , ma chè nessuno sudi o si deterga perchè se scoprono il trucco a voi rompono il posteriore altrochè comprensione e solidarietà !

    Non ci bastavano i guai di casa nostra , adesso dobbiamo pure sottostare alle infondate ed immotivate richieste di permesso di soggiorno da parte di quattro straccioni che portano anche qui le loro faide etniche tra eritrei e somali.
    Uno stato serio li avrebbe rimandati a casa loro a calci in culo dopo tutti danni che hanno causato , noi invece gli permettiamo pure di bloccare per ore il traffico di una strada statale !
    Nessun ospite si può permettere di comportarsi in questo modo e nessun padrone di casa che si rispetti può abdicare di fronte a tanta arroganza.

    Ed intanto i cittadini di mastrigli per le loro giuste rimostranze sono trattati da emeriti coglioni fastidiosi.
    CCVC , piantatela cortesemente di ringraziare questo o quel consigliere perchè al momento nulla è stato fatto e quel poco che è stato fatto, è stato pure fino ad ora nascosto.

  2. Aragon stai facendo una insalata mista con ingrediendi sbagliati e mal condita.
    Una cosa è il grave problema di via mastrigli sul quale concordo pienamente. Iniziative clamorose e rumorose saranno ideate e realizzate qualora le istituzioni non dovessero fare il proprio dovere.
    Palare di richiedenti asilo, rifugiati, vittime di tortura richiede conoscenza e rispetto dei diritti umani fondamenbtali che tu ignori o almeno non li consideri importanti. Persone costrette a lasciare la propria famiglia, perseguitate e spesso torturate, meriterebbero un pò più di attenzione, così come sottoscritto da numerosi paesi.
    In Italia ci sono poco più di 20.000 rifugiati rispetto ai 700.000 della Germania, 300.000 della Francia e Inghilterra. Siamo proprio gli ultimi.
    Sono disponibile ad un confronto su questo argomento.

  3. Rifugiati, richiedenti asilo, tutti immigrati ? (Vincenzo Pira)
    La notizia della manifestazione di protesta dei richiedenti asilo del Centro Temporaneo di Permanenza di Castelnuovo di Porto, che hanno sfilato fino alla sede della RAI di Saxa Rubra, ha avuto una ampia eco nella stampa e nella televisione.
    E’ preoccupante, leggendo in vari siti i commenti di tanti cittadini, le reazioni di poca comprensione, di chiusura, quando non di insulti e minacce, nei confronti di umiliati e offesi scampati da guerre, da condizioni di fame e povertà assoluta.
    Una cultura sempre di più individualista prevale in queste prese di posizione. I principi di solidarietà e di ricerca di una giustizia universalmente valida vengono del tutto ignorate. L’etica cristiana, la fratellanza rivoluzionaria del 1789, l’internazionalismo che ha formato intere generazioni nel campo cattolico, socialista, azionista e che stanno alle fondamenta della nostra Costituzione repubblicana non hanno più impatto nelle nostre coscienze ?
    Che si rispettino almeno le leggi e si educhino le giovani generazioni al rispetto della legalità!
    In Italia il diritto di asilo è garantito dall’art.10 comma 3 della Costituzione:
    “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.”
    La tematica dell’asilo, è una questione di civiltà e fa parte del rispetto della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Non è un argomento riferibile in modo specifico all’ordine pubblico da un lato o a una spinta caritatevole dall’altro.
    Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati capitalizza l’esperienza realizzata nell’ambito del Programma Nazionale Asilo (PNA) e ne rinnova l’approccio organico inserendola in un quadro istituzionale.
    Al fine di razionalizzare e ottimizzare il Sistema di protezione dei richiedenti asilo, dei rifugiati e degli stranieri con permesso umanitario e di facilitare il coordinamento, a livello nazionale, dei servizi di accoglienza territoriali, è stato attivato il Servizio Centrale di informazione, promozione, consulenza, monitoraggio e supporto tecnico agli enti locali che prestano servizi d’accoglienza.
    Il Servizio, attivato dal Ministero dell’Interno, è affidato all’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI).
    Secondo il dettato della legge, al Servizio Centrale spettano i compiti di:
    – Monitorare la presenza sul territorio dei richiedenti asilo, dei rifugiati e degli stranieri con permesso umanitario.
    – Creare e mantenere in costante aggiornamento una banca dati degli interventi realizzati a livello locale in favore dei richiedenti asilo e dei rifugiati.
    – Favorire la diffusione delle informazioni sugli interventi realizzati.
    – Fornire assistenza tecnica agli Enti locali, anche nella predisposizione dei servizi di accoglienza.
    – Promuovere e attuare, d’intesa con il Ministero degli Affari Esteri, programmi di rimpatrio attraverso l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni o altri organismi, nazionali o internazionali, a carattere umanitario.
    – Il Servizio Centrale svolge un ruolo di coordinamento sul funzionamento complessivo del sistema nazionale, cui assicura il necessario supporto tecnico, e sull’andamento dei singoli progetti, curandone anche la messa in rete. Gestisce la Banca Dati degli interventi realizzati a livello locale e provvede alla formazione e all’aggiornamento degli operatori dei progetti attraverso convenzioni con organismi nazionali ed internazionali che operano nel settore dell’asilo. In una logica di relazione continua fra il centro e la periferia il Servizio Centrale opera affinché le pratiche migliori realizzate localmente diventino patrimonio comune e i servizi offerti garantiscano standard di qualità.
    A partire dal 1 gennaio 2006, il Servizio centrale svolge un ruolo di coordinamento e consulenza anche verso servizi speciali di accoglienza, attivati nell’ambito del Sistema di protezione e dedicati a beneficiari appartenenti a categorie più vulnerabili, quali minori non accompagnati, disabili anche temporanei, soggetti che richiedono assistenza domiciliare, sanitaria, specialistica e prolungata, anziani e vittime di tortura e/o di violenza.
    Il rifugiato è una persona in pericolo, costretta a fuggire dal proprio Paese per un fondato timore di persecuzione a causa della sua razza, religione, nazionalità, per il gruppo sociale al quale appartiene, per le sue opinioni politiche, secondo la definizione contenuta nella Convenzione di Ginevra del 1951.
    I rifugiati presenti in Italia appartengono a 40 nazionalità diverse e provengono per la maggior parte dal Medio Oriente (curdi provenienti da Iraq e Turchia) e da paesi dell’Africa Sub sahariana.
    L’iter della richiesta d’asilo si conclude con un’audizione presso la Commissione Centrale per il riconoscimento dello status di rifugiato, che esaminerà ogni singolo caso. I tempi d’attesa per la convocazione attualmente vanno dai 15 ai 24 mesi circa, a fronte dei 45 gg. previsti dalla normativa. I lunghi tempi d’attesa sono in parte giustificati dall’elevato numero di richieste ma in special modo imputabili ad inefficienze ed errori nella comunicazione della convocazione dalla Commissione alla Questura competente, e da quest’ultima al richiedente.
    Per quanto riguarda le persone tutto è fin troppo prevedibile e prestabilito: la lunga attesa costringe alla totale “dipendenza” per soddisfare ogni sorta di necessità, innesca assistenzialismo (se c’è qualcuno che assiste), disagio sociale e psicologico, rende ridicolo il pensiero di una “integrazione”.
    Le audizioni in Commissione hanno una durata che va dai 5 minuti alle due ore. Persone che hanno storie e provenienze uguali ricevono talora risposte diverse. Persone che provengono da situazioni di violenza diffusa, facilmente appurabili con semplici strumenti di informazione, possono ottenere un diniego senza che venga utilizzato lo strumento della Protezione Umanitaria (Permesso di Soggiorno temporaneo concesso in genere a coloro che provengono da situazioni di conflitto che rendono impossibile un rientro nel paese d’origine).
    Meno del 10% dei Richiedenti Asilo in Italia riceve un esito positivo in Commissione. Il restante 90% viene rifiutato. A seguito del rifiuto è possibile procedere con un ricorso, nuova legge permettendo, totalmente a carico del ricorrente (che, come già detto, non può lavorare!), nuovo imbottigliamento nei tribunali, nuova lunga attesa prima di ottenere una sentenza.
    Per coloro che invece non possono accedere al ricorso si riapre la strada di sempre: clandestinità e vita errante, in fuga e impauriti, in Italia e/o in Europa.
    Come succede a Castelnuovo di Porto …

  4. Dott. Pira , tutta questa filippica per poi dire che alla fine o per un motivo o per un altro comunque dovremmo sempre accettare chiunque entri in Italia ?

    Mo’ vuoi perchè etnicamente perseguitati , mo’ vuoi perchè religiosamente perseguitati, mo’ vuoi perchè politicamente perseguitati piuttosto che perseguitati e basta , perchè poveri , perchè indifesi, perchè vilipesi ma perchè poi alzano la voce – e non solo – proprio qui ?

    Il “Che si rispettino almeno le leggi e si educhino le giovani generazioni al rispetto della legalità” dovrebbe valere per prima cosa per loro, come ospiti non richiesti , non dico non graditi ma sicuramente non richiesti !
    O quelli del Programma Nazionale Asilo (PNA) si sono scordati di rammentarglielo ?
    Chè qui il napoletano od il milanese, il francese o lo spagnolo può stare più o meno simpatico ma non per questo alla mancata simpatia segue una per loro doverosa coltellata !
    Lei si stupisce delle reazioni di poca solidarietà della gente ?
    Io mi stupisco che ancora ci si limiti alle parole più o meno grosse.

    Non la è questione degli eritri o dei somali o dei curdi.
    E’ che questa questione va a sommarsi alla questione degli albanesi, dei kosovari, dei bosniaci, dei romeni eccetera eccetera.
    Non è 1 questione , sono n! questioni.

    E quello che fa incazzare la gente e gli impedisce poi di discernere al meglio le cose, è che ad esempio qualche giorno fa a tor de cenci più di una cinquantina di rom , tutti pregiudicati , si sono pistolettati, sprangati , accoltellati.
    Per una questione di competenza territoriale di spaccio di droga.
    Non discuto che per loro sia questione importantissima , discuto che dei ( solo ) nove arrestati , sempre gli stessi siano stati il giorno dopo rilasciati.
    Liberi , di riaccoltellarsi e di spacciare.
    Nel e dal campo che noi gli abbiamo fornito.
    E dovrei fornirmi di una sporta di “etica cristiana, la fratellanza rivoluzionaria del 1789, l’internazionalismo che ha formato intere generazioni nel campo cattolico, socialista, azionista …” ?

    Eppoi , ce li vogliamo mettere anche loro ?
    E mettiamoceli va’ , tanto per far numero e farmi comprendere.
    Lei pensa che la gente non si incazzi e non diventi un minimo permalosa se oltre alle questioni di cui sopra ci aggiungiamo un circa millecinquecento coglioni italioti che partono indisturbati senza biglietto sfondando treni ed autobus e vanno allo stadio con tanto di scorta sia all’andata che al ritorno?
    Di questi arrestati : nessuno.
    E pure qui , dovrei fornirmi di un’altra e più voluminosa sporta di “etica cristiana, la fratellanza rivoluzionaria del 1789, l’internazionalismo che ha formato intere generazioni nel campo cattolico, socialista, azionista …” ?

    E questi si sommano alla distruzione del campo di castelnuovo di porto, al blocco stradale e tante altre cose ancora.
    Talmente tante , quotidianamente , che è difficile discernere.
    E francamente manco mi va più di discernere , sono stufo.
    Dobbiamo sempre trovare giustificazioni per ogni cosa.

    La cosa che personalmente mi fa incazzare è che non vedo via d’uscita.
    Noi non stiamo aiutando questa gente , li stiamo facendo sopravvivere a scapito degli abitanti della nazione residente.
    Ed invece a tutti quelli simili ai millecinquencento coglioni italioti , gli abbiamo dato praticamente il lasciapassare per sfondare tutto , impuniti.

    E questi che menandosela con la sicurezza , ricordano i valori della RSI ,che manco sanno che è, Ricordare Senza Impegno , questo vuol dire per loro.
    I dirimpettai tacciono invece in assoluta carenza di neuroni.
    Una ramazzata nei sottopassi è più facile che affrontare – ammesso che si voglia – la questione mastrigli o gli abusi nei campi a tor di quinto, ad esempio.

    Il problema , quando c’è un problema e qui un problema c’è , va risolto alla radice.
    Qui stiamo dando solo “degna sepoltura” aspettando la prossima salma.

    C’è un problema acclarato dei curdi con la turchia ?
    Bene , la turchia non entra in europa, se sbaglia.
    Siamo stati rapidi come sorci a riconoscere come nazione un fazzoletto incolto di terra come il kosovo tanto per far girare le palle ai russi, perchè non farlo ( o magari solo seriamente minacciarlo ) per uno stato curdo ?
    Invece no, stiamo per accogliere l’islamica turchia nella comunità europea e lasciamo che continuino a perseguitare i curdi ed al massimo ne prendiamo qualcuno come rifugiato.
    Un po’ come l’arca di noè , una coppia tanto per la progenia.

    In Etiopia, Eritrea, Somalia, Sudan, ci sono i signori della guerra che – appunto come dice il nome – fanno guerra, su basi etniche e religiose ed in fondo in fondo economiche.
    Chiaramente ci limitiamo a moniti da pulpiti papali o scranni parlamentari.
    Eppoi basta.
    Ma se eliminassimo fisicamente questi signori della guerra , non sarebbe meglio ?
    Ma se l’onu , la ue o chicacchiovoletevoi andasse con reparti armati non per la peace keeping ma per la peace making con una bella war cleaning , non sarebbe meglio e soprattutto definitivo ?

    Ridaremmo libertà e dignità al curdistan, alla somalia, all’eritrea , al sudan e via dicendo.
    Ed i soldi che spendiamo quì potremmo spenderli là.
    Loro starebbero meglio lì e non verrebbero più quà chè tanto qui, più di tanto come posto e come lavoro mica c’è.

    Io , se perde il rubinetto prima metto la bacinella sotto e poi chiamo l’idraulico se non riesco a farlo io.
    Qui invece continuiamo a svuotare la bacinella lasciando guasto e gocciolante il rubinetto.
    Il guasto lo si ripara , lo si elimina , non ci si può limitare a sopportare il danno, anzi a chiedere a qualcun’altro di sopportarlo.
    E magari sempre in nome della famosa “etica cristiana, la fratellanza rivoluzionaria del 1789…”

    Qui l’acqua che cade è ormai tanta e non si limita più solo a bagnarti le suole, sale.

    Solo il 10% riceve l’attestato di rifugiato ?
    Vorrà dire che il rimanente 90% non ha i requisiti , che vengano rimpatriati.
    O dobbiamo tenerci pure questi ed a qualsiasi costo ?

    Non lo so , ho l’impressione che ci sia qualcosa che non quadra proprio in tutta questa smania di solidarietà.
    Sarà per questo forse che anche i notoriamente mansueti indù cominciano ad inseguire con i forconi i sempre più timidi e tremuli cristiani .

    Juan , può darsi pure che la mia sia una insalata mista ma gli ingredienti mica li ho scelti io , sono quelli che quotidianamente mi vengono proposti o meglio imposti.
    Può darsi pure che mi stia “incattivendo” ma ci sarà pure stato qualcosa che ha contribuito a questo.
    Mica sono affetto da senile demenza o similare.
    D’altronde considero sempre più facile essere o figurare di essere tolleranti e comprensivi piuttosto che iniziare a prendere posizione perchè qualche autorità intervenga per estirpare il problema alla radice anche a costo di apparire persona che ignora o non si cura dei diritti umani e delle loro condizioni.
    Chè non è poi vero.

    Comunque , Pace e Bene a tutti.

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