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XX Municipio – la pace toponomastica

Alcuni giorni fa votato all’unanimità un ordine del giorno per ribattezzare via Lenin: che diventi via Solgenitsyn (di Emanuela Micucci)

good_bye_lenin_1.jpgE’ scoppiata la pace tra destra e sinistra. Almeno nel XX Municipio. A quasi 20 anni dalla caduta del muro di Berlino l’armistizio tra opposte ideologie è stato firmato dal Consiglio municipale addirittura sui crimini del comunismo. Tutti i consiglieri del XX Municipio hanno trovato unità d’intenti per cancellare dalla toponomastica cittadina via Lenin e ribattezzarla via Alexander Solgenitsyn, scrittore russo da poco scomparso che denunciò nei suoi romanzi l’orrore dei gugal dell’Unione Sovietica. I primi segnali della tregua si erano visti in occasione delle Olimpiadi di Pechino, quando il Consiglio municipale approvò all’unanimità un ordine del giorno a favore dei diritti umani in Tibet e in Cina, definendo dittatura il governo comunista cinese che reprime con la violenza ogni forma di libertà. Ma votare un ordine del giorno che cancelli la strada dedicata al grande capo del comunismo ha quasi dell’incredibile.

“I gulag sono un olocausto che – spiega il consigliere municipale del Pdl Giorgio Mori – subisce quotidianamente un tentativo di insabbiamento culturale da parte dell’intellettualismo progressista, teso da un lato ad affermare la responsabilità dei regimi totalitari dello scorso secolo, ma allo stesso tempo volto a dimenticare i crimini di tutti quei socialismi che ne sono stati il proprio fondamento culturale”. Ma i tempi sono ormai cambiati ed è utile in questo momento storico riconoscere la realtà dei gugal.

Il XX municipio ha quindi fatto il primo passo sul fronte della toponomastica. Con un unico neo: via Lenin non si trova nel territorio del XX ma in quello del XV municipio. In questo ultimo comunque i consiglieri del Pdl Marco Palma e Augusto Santori hanno presentato una mozione per l’intitolazione per tutelare i principi di libertà e democrazia.

La riappacificazione ideologica e toponomastica sembra stipularsi anche in Campidoglio. Se, infatti, a proporre l’intitolazione di una piazza a Solgenitsyn era già stato il consigliere comunale della Lista Civica per Rutelli, Gianluca Quadrana, il capogruppo dell’Italia dei Valori Gilberto Casciani ha presentato una mozione in Commissione Turismo proprio per rinnovare la toponomastica capitolina alla luce degli scenari geopolitici post-comunismo. “Dalla caduta del muro di Berlino – afferma Casciani – si sono dissolte o trasformate molte realtà politiche e nazionali, dando vita a nuovi stati sia europei (Lettonia, Lituania, Estonia, Slovenia, Croazia , Slovacchia), che di altri continenti. E’ singolare che ci sia una via Jugoslavia ma non, per esempio, una via Slovenia”.

Toponomastica star del dibattito politico di ferragosto. Nei giorni scorsi il senatore Lucio D’Ubaldo (Pd), ex-assessore comunale al personale della giunta Veltroni, ha proposto di dedicare all’Italia una piazza importante di Roma per non cancellare i simboli della storia del nostro Paese. A raccogliere la proposta il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, che si è impegnato a rilanciarla a tutti i sindaci dei 121 comuni del territorio, e il governatore della Regione Lazio Piero Marrazzo, che pensa a un rinnovato spirito di patria che passi per una nuova strada per l’Italia.

Ma alla Pisana la pace toponomastica tra destra e sinistra è impresa ben più ardua. A guidare la resistenza il consigliere del Pd Alessio D’Amato che sta sferrando l’attacco alla proposta di intitolare una strada di Roma a Giorgio Almirante con un esercito di 3.419 di firme raccolte sull’apposito sito (offline) di cui è promotore. “Oggi, a 60 anni dalla nostra Costituzione – dichiara D’Amato – credo che ben altre sono le priorità cui il sindaco di Roma dovrebbe dedicarsi”.
Emanuela Micucci

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2 COMMENTI

  1. premesso che anch’io penso che ben altre siano le priorità cui il sindaco di Roma dovrebbe dedicarsi”, credo altresì che intitolare una strada a chi per primo ha rivelato a tutto il mondo gli orrori dei gulag, e ne ha patito in prima persona le atrocità, sia opportuno da un punto di vista storico. Attendo che vengano eliminati anche via Marx e via Togliatti: anzi avrei un suggerimento per il consigliere del Pd Alessio D’Amato: perchè non inizia una raccolta di firme a tal fine?

  2. Giusto, Sig. Colica! Ha la mia approvazione. E dopo Marx e Togliatti, leviamo di mezzo dalla toponomastica romana e italiana anche altri filosofi e politici “comunisti” e partigiani nella rinnovata passione per l’odio e per la guerra civile eterna: Pietro Nenni (odioso alleato di Togliatti), il combattente Sandro Pertini (mandante della fucilazione del Cavaliere Benito Mussolini), Giorgio Amendola (partigiano e comunista che partecipò all’attentato di Via Rasella), Giacomo Matteotti (che si opponeva alla nascita della Nuova Nazione), e chi più ne ha più ne metta.

    Se è vero che, come dice il Capo del nostro Governo, il Cavalier Berlusconi, Mussolini non fu un dittatore e non ammazzò nessuno, tutt’al più mandò in “vacanza” un pò di comunisti, ebrei e zingari, perchè non intitoliamo a Mussolini (e ad Almirante) un Villaggio Valtur? Sembra proprio che i tempi siano ben maturi.

    Anzi avrei un suggerimento per il Sig. Colica, perchè non inizia una raccolta di firme a tal fine?

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