Home ATTUALITÀ Via Flaminia – negozi aperti per ferie: un lungo elenco di assenti

Via Flaminia – negozi aperti per ferie: un lungo elenco di assenti

Galvanica Bruni

Record in via Flaminia Nuova: tutti i negozi chiusi la settimana di Ferragosto. Notevoli i disagi per i cittadini del XX Municipio. I commercianti: mancano regole comuni per tutti (di Angela Iuliano)

chiuso_per_ferie.jpgTre bar: chiusi. Tre alimentari: chiusi. L’unico macellaio: chiuso. I banchi del piccolo mercato rionale: chiusi. Il giornalaio: chiuso. Gli altri negozi: chiusi. Chiusi per ferie. Tutti. Benvenuti nel regno delle saracinesche abbassate. Siamo a via Flaminia Nuova, un fazzoletto di territorio del XX Municipio tra Corso Francia, via Cassia, via Fabbroni, via Tuscanica e via Valdagno. Uno spettacolo desolante. Un incubo per i cittadini costretti a rimanere a Roma durante la settimana di Ferragosto. Se, infatti, in città aumentano i negozi aperti ad agosto, qui è un registro di assenti. Un vero deserto. Alla faccia della crisi economica che costringe un numero sempre maggiore di romani a rinunciare alle ferie o a spostarle in bassa stagione o a ridurle a pochi giorni. Insomma, aumentano i potenziali clienti. E alla faccia delle lamentele dei commercianti sulla brusca frenata degli acquisti dei cittadini, saldi compresi.

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Unico sopravvissuto un bar, ma si tratta solo di una breve parentesi. Dal 14 al 17 anche acquistare il latte richiederà scarpe comode e fisico allenato. I cittadini del quartiere saranno infatti costretti a raggiungere il più vicino supermercato a Vigna Stelluti per acquistare i generi di prima necessità. Lo shopping della sopravvivenza diventa così lo sport per i residenti della zona: almeno 800 metri sotto il solleone per accaparrarsi l’agognata fettina o il pezzo di pane, i pannolini per il neonato o le medicine per il nonno, il quotidiano o l’insalata. Si sa un po’ di attività fisica fa bene a tutti e la passeggiata è l’ideale anche per gli anziani. Però…qui  si trasforma nella caccia all’ultimo esercente rimasto con la saracinesca alzata ad agosto. Un’attività fisica ad alto tasso di stress psico-fisico, altro che vacanze rilassanti in città.
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Primo rischio, la disidratazione: arrivi ad acquistare la confezione d’acqua così sgrondante di sudore che ti scoli 2 bottiglie ancora dentro al supermercato e le altre 2 appena rientri a casa. Te ne rimangono le ultime 2 appena sufficienti per il pranzo della famiglia. E già ti immagini un altro viaggio pomeridiano i vista della cena.

Secondo rischio, l’aria condizionata. Tutto accaldato entri nel negozio dove la temperatura passa bruscamente da 40 a 15 gradi: se sei arrivato sano e salvo nell’esercizio commerciale, sopravvivere al balzo di temperatura ha del miracoloso. E se riuscirai a non svenire un volta riuscito in strada all’ondata di temperatura equatoriale che ti assale meriti una medaglia. Frutta e verdura sono un toccasana per la stagione estiva ma, se acquisti il cocomero da 5 kg per mezzogiorno, la sera non puoi pensare di mangiare prosciutto e melone, pena un’altra traversata cittadina in direzione supermercato. Non sei Maciste.

E i detersivi dove li metti? Sono così ingombranti e pesanti che…No, rubare il carrello della spesa non si può…Ma sì, tanto chi se ne accorge, il quartiere è deserto. E la necessità trasforma il cittadino disperato in ladro.
“Fino ad alcuni anni fa non era così – spiega il signor Mario – i bar si alternavano e almeno un alimentari rimaneva sempre aperto”. “E’ vero – interviene Aldo – capitava di fare la fila ma nessuno si lamentava, perché era l’unico negozio aperto”.

Adesso ogni commerciante stabilisce le proprie regole. Trovare un accordo non sempre è facile per gli esercenti. “Negli anni passati ci si provò – spiega un esercente – ma non tutti rispettarono le regole che ci eravamo dati”. Il Comune non fissa più turni di apertura e chiusura estiva e sempre più spesso questo crea molti disagi ai cittadini, soprattutto anziani.
“I miei figli, prima di partire, mi hanno riempito la dispensa – racconta Lina, 81 anni – ma per la spesa di tutti i giorni mi devo spostare. Per fortuna sono mattiniera, così soffro meno il caldo. Ma a muovermi nel quartiere deserto non mi sento sicura”.

Cittadini che si sentono abbandonati dal negoziante di fiducia, dalle istituzione e anche dalle associazioni dei consumatori, che appaiono poco sensibili al problema. Eppure si tratta di un grande disservizio per i consumatori. Diverso il caso delle farmacie. Per queste esiste una precisa turnazione, l’elenco di quelle aperte è scritto in evidenza fuori da quelle chiuse e per quelle che vanno in ferie a luglio le vacanze sono più corte di una settimana.  
Angela Iuliano 

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