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Venerdì 18 allo IUSM giornata di sensibilizzazione: donare il sangue per salvare una vita

adspem.jpgPer gli studenti dell’ateneo un gesto di solidarietà e di prevenzione per la propria salute.
Domani, venerdì 18 Luglio, farà tappa allo IUSM del Foro Italico l’emeroteca dell’associazione dei volontari donatori di sangue Ad Spem, da 30 anni attiva nella promozione della cultura della donazione. Un’occasione per sensibilizzare e informare gli studenti dell’ateneo su un gesto di solidarietà verso i malati e di prevenzione della salute, iniziando dalla propria. “Dalle 8 alle 12 saremo allo IUSM e daremo ai giovani anche la possibilità di donare il sangue nella nostra emeroteca”, spiega il presidente dell’associazione Gianluca Porinelli.
Una giornata che segue quella dello scorso martedì alla Sapienza all’interno delle iniziative di orientamento alla scelta della facoltà universitaria per gli studenti delle scuole superiori. Di fronte alla grande emergenza di sangue a Roma e nel Lazio è importante creare nuovi donatori, puntando suoi giovani. “In un progetto di educazione alla salute e prevenzione degli atteggiamenti a rischio svolto in 20 istituti superiori della città e della provincia – spiega Gianfranco Tersitani, igenista della Sapienza – è emerso che se si fa donare un ragazzo a 18 anni, questi diventerà un donatore abituale”.

Purtroppo però ci sono ancora tra i giovani pregiudizi e timori infondati. “Più di 1/3 degli studenti teme che si possa rimanere contagiati durante la donazione – continua – Il materiale usato per il prelievo è sterile e monouso, a garanzia del donatore e del ricevente. Molti hanno paura, ma donare sangue è indolore e non provoca problemi”. Inoltre, permette di controllare le proprie condizioni fisiche, perché è affiancato da una visita medica e dalle analisi di laboratorio per accertare eventuali problemi di salute del donatore. Il primo ostacolo alla donazione è dunque un’informazione inesatta. Si tratta di un gesto semplice, che richiede pochi minuti.

Tutti possono essere donatori. Uniche condizioni: aver compiuto 18 anni, avere un peso superiore ai 50 kg ed essere digiuni. Esiste però una serie di condizioni che escludono temporaneamente o perennemente dalla donazione. Tra queste i comportamenti a rischio, soprattutto per i giovani. Se si è effettuato un tatuaggio, ad esempio, occorre aspettare un anno prima del prelievo ematico. Stesso periodo in caso di piercing o buchi alle orecchie, se effettuati con materiali non sterilizzati, e di rapporti sessuali occasionali. L’assunzione di droghe o l’abuso di alcool non permettono di diventare donatori.

“Educare i ragazzi alla donazione del sangue – sottolinea Tarsitani – è efficace anche per far loro percepire come siano rischiosi per la propria salute alcuni loro stili di vita”. Diventa un veicolo importante di educazione alla salute. Significativo il caso dell’abuso di alcool tra i giovani, come ricorda Mauro Ceccanti del Centro di riferimento alcolico regionale, autore di una ricerca sull’argomento. “Il momento più critico -spiega – è l’estate tra il II e il III anno delle superiori, quando il 50% dei ragazzi dichiara di essersi ubriacato. Siamo orami davanti a un fenomeno di costume come dimostra la scelta del luogo dove si beve: se fino al 1992-94 si sceglieva la casa, cioè la famiglia o le feste degli amici, oggi si beve nei pub con i compagni. L’alcool inoltre è un fattore di introduzione alle altre sostanze psicoattive. Tra i giovani lo 0,5-1% usa droghe come eroina o cocaina, invece il 35-40% dei 13-14enni consuma alcool. Percentuale che scende intorno ai 20 anni al 19% perché si unisce all’uso di altre sostanze come fumo o mariuana”.
Tutti comportamenti trasgressivi dei cui rischi i giovani non hanno percezione e che impediscono di essere donatori di sangue. Impediscono un gesto fortemente educativo, perché permette di salvare una vita. Anzi, tre. “Un’ora di tempo dedicata alla donazione – spiegano all’Ad Spem – può salvare 3 vite umane, in quanto il sangue prelevato viene separato in 3 componenti: globuli rossi, piastrine e plasma che potranno essere utilizzati per 3 paziente diversi”.
Un gesto di cui c’è una grande urgenza, soprattutto d’estate.
Ogni anno nel Lazio mancano 40 mila unità di sangue, il 25% del fabbisogno. Una carenza cui è difficile sopperire proprio per mancanza di donatori volontari e periodici. Un’opportunità per avvicinarsi alla donazione del sangue è offerta venerdì mattina allo IUSM, ma per ulteriori informazioni ci si può rivolgere all’associazione Ad Spem in v.le Regina Elena, 328 tel. 06.49976414 adspem@policlinicounmberto1.it 
Emanuela Micucci

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