Home ARTE E CULTURA Martedì 20: presso L’Auriga presentazione del libro ‘Una seconda vita’

Martedì 20: presso L’Auriga presentazione del libro ‘Una seconda vita’

lauriga.jpgRiceviamo e pubblichiamo volentieri l’informazione che Martedì 20 Maggio alle 11.30, presso il Centro di Attività Equestri Integrate L’Auriga® Onlus in Via Lonato 62 (tel. 3351222011), avverrà la presentazione del libro “Una seconda vita, alla scoperta di un rapporto consapevole con il cavallo” di Timo Ameruoso. Con l’Autore ne parleranno Luca Pancalli, Presidente del CIP, Pietro Barbieri, Presidente del FISH, Giovanna Rossiello del Tg1 e Maria Lucia Galli dell’Agenzia di Informazione Cavallo2000.it  L’ingresso è libero e dopo la presentazione seguirà un brunch e una dimostrazione equestre di Timo Ameruoso .

“La cosa più difficile nel lavoro con il cavallo è il lavoro su se stessi”: parola di Timo Ameruoso, autore di Una seconda vita (Equitare, 2008). La prima vita di Timo finisce il 19 maggio 1995 quando, a 16 anni, ha un incidente stradale da cui esce con le gambe paralizzate. Per una vita finita, una che comincia: Timo esce dal coma e torna a casa, dove ritrova il suo cavallo da completo, Pascal.

Timo era una promessa dell’equitazione tedesca, prima di quel 19 maggio. E dopo, che cosa gli rimane? Tutto da rifare, partendo dall’amore per i cavalli, alla ricerca di un rapporto da ricostruire su basi nuove e più profonde. E la necessità di cambiare, di andare avanti, viene a Timo dal trauma, dalla rottura, dalla caduta che lo ha immobilizzato e costretto a pensare a sé e al cavallo, anziché alla gara e al successo.

Timo non racconta il riscatto dalla disabilità, ma la risorsa che l’handicap gli ha dato: un punto di vista diverso su stesso. L’incidente e la disabilità sono traumi, certo, ma sono anche occasione e opportunità. Se indietro non si torna, si può andare avanti, con la consapevolezza degli errori passati, senza rimpiangere di averli fatti e senza disperarsi per il trauma che cambia la vita: “L’incidente – scrive Luca Pancalli nella prefazione – ci ha costretti a deviare il percorso, ma solo a deviarlo, non a interromperlo”.

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