Home ATTUALITÀ Free Tibet: il 10 Marzo sit-in al Foro Italico

Free Tibet: il 10 Marzo sit-in al Foro Italico

Un appuntamento a sostegno delle speranze del popolo tibetano

free-tibet.jpgCon lo slogan “Una fiaccola per la libertà del Tibet”, lanciato da International Tibet Support Network, Lunedì 10 marzo alle 16.00 si terrà un sit-in davanti la sede del CONI in Piazza Lauro de Bosis (Foro Italico) con la partecipazione di alcuni atleti tibetani per ricordare, a chi proclamava che le Olimpiadi avrebbero portato i diritti umani in Cina, il fallimento di questa illusione e denunciare l’assenza del Tibet, imposta dalla Cina, dai giochi olimpici. Sotto la sede del Coni un tedoforo tibetano reggerà la fiaccola per la libertà del Tibet, simbolo della speranza e delle aspirazioni del popolo tibetano alla giustizia e dell’impegno di tutti a far sì che questo sogno diventi realtà. La fiaccola compirà il giro del mondo e il giorno 8 agosto, in concomitanza con l’apertura dei Giochi, sarà alla frontiera del Tibet occupato.

volantino-tibet.jpgLa manifestazione si tiene il 10 Marzo per ricordare il 49° anniversario dell’insurrezione dei tibetani contro l’esercito cinese. Il 10 Marzo 1959 infatti i tibetani, stanchi dei soprusi cinesi, diedero vita ad una rivolta nazionale che fu stroncata brutalmente dall’Esercito di Liberazione Popolare con l’eccidio di oltre 90.000 civili a seguito del quale il Dalai Lama fu costretto a fuggire dal Tibet rifugiandosi in India dove chiese asilo politico. A tutt’oggi il numero dei rifugiati supera le 150.000 unità e continua l’afflusso dei profughi che lasciano il paese per sfuggire alle continue persecuzioni cinesi. Appuntamento quindi a lunedì prossimo per una manifestazione a favore della libertà e del rispetto dei diritti umani.

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8 COMMENTI

  1. L’orario è infelice ma personalmente farò il possibile per partecipare.

    Il disinteresse mostrato nei confronti del dalai lama durante la sua ultima visita ( a chi poi non si è capito bene visto che lo “schizzavano” come un appestato ), fà da contraltare al continuo scodinzolamento nei confronti dei cinesi della cina popolare.
    Capisco e magari comprendo la globalizzazione ma dove sono tutti i paladini delle altrui libertà ?
    Ho visto ( abbiamo visto ) manifestazioni contro il demonio americano , contro i “lager” italiani ancordetti cpt, contro la guerra in iraq ed in afganistan che la guerra la fanno a noi mezzo terrorismo, contro la guerra in serbia ( perchè poi non lasciare continuare il genocidio ? A chi importa alla fine ? ).
    Abbiamo visto tutto salvo che manifestazioni contro la negazione delle libertà in cina, contro lo sfruttamento dei lavoratori con turni di 18 ore, senza tutela sanitaria e men che mai pensionistica o sociale.
    Quante thyssen saranno accadute in cina ? nessuno lo saprà mai. anche i contatti via internet sono censurati.
    Abbiamo visto organizzazioni pseudoparamediche difendere terroristi, abbiamo visto organizzazioni pseudoparapacifiste protestare per la prigionia di colpevoli di reati contro l’umana ragione.
    Non ne ho vista una contro lo stato di schiavitù in cina e visto che ci sono manco contro le carcerazioni coatte e liberticide in atto da sempre a cuba.
    W mao , w fidel.
    Del popolo chissenefrega.

    Pare che gli atleti per partecipare alle prossime olimpiadi debbano sottoscrivere un impegno a non manifestare per i diritti civili.
    Gli industriali lo fanno senza aver sottoscritto nulla.
    Leccaculi.
    Ed i sindacati invece pure.

    Se possiamo , andiamoci.

  2. <p>Cercherò anch’io di essere presente ma, nel frattempo, vorrei rendere partecipi i lettori di Vignaclarablog di un’idea – di scarso futuro… lo so – che varrebbe la pena di far circolare comunque, così, tanto per non dimenticare:</p>
    <p>Boicottare le Olimpiadi è impresa da Don Chisciotte, vero. Ma se si riuscisse a convincere qualche atleta a sfilare, non dico andare sul podio, ma almeno a sfilare vestito in camicia chiara e pantaloni lunghi scuri, con due buste di plastica in mano…
    <p>già sarebbe qualcosa.</p>

  3. sottoscrivo in pieno, punto per punto, parola per parola, l’appello di granpasso.

    P.S.: Strano che a Veltroni (detto “ma anche”) non sia venuto in mente di candidare il Dalai Lama per le prossime elezioni!

  4. C’e’ un articolo interessante sull’argomento su di un periodico che afferma che il boicottaggio delle Olimpiadi Cinesi non farebbe altro che aggravare la situazione già precaria in fatto di libertà ma che qualche forma di protesta potrebbe invece smuovere i “mandarini”.
    Forse potremmo organizzare una manifestazione di protesta civile ed autorizzata davanti all’ambasciata Cinese proprio il giorno dell’inaugurazione delle Olimpiadi.
    Sarebbe poi bello che queste manifestazioni avvenissero in tutti i paesi contemporaneamente. Che ne dite? Lanciamo l’idea? Utopia?

  5. Fabrizio , il problema è grosso.
    Perchè grossi sono gli interessi che ci girano intorno.
    Sai perfettamente che “imprenditori” ( che magari lo fanno con i soldi di chissàchi ) vedono nella cina un esempio non da imitare ( qui sarebbe impossibile , anzi .., rettifico : qui nel tanto vituperato mondo occidentale sarebbe impossibile ) ma sicuramente da sfruttare.
    E questi “imprenditori” fanno finta che i mandarini siano invece delle normali clementine , così non hanno neanche semi da sputare, se magna tutto.
    E parliamo della cina , tralasciando al momento l’india che vive le stesse controverse condizioni.
    Nessuno si preoccupa veramente ed in maniera approfondita del problema reale ossia dello sfruttamento di milioni di persone nelle catene di produzione.
    A loro basta che su un pallone di calcio nike ci sia scritto che non è stato fatto sfruttando lavoro minorile.
    Così , tanto per pulirsi le mani con una sciaquatina.
    Seppoi invece del minore, il pallone è stato cucito da un trentenne che deve tenere un ritmo di cucitura di 50 palloni l’ora pena decurtamento del già misero salario o pena il licenziamento, chissenefrega.
    Dovremmo boicottare tutto ciò che odora di occhi a mandorla, dovremmo boicottare tutti quei brands che faranno pubblicità durante le olimpiadi sfruttando l’evento.
    Anche perchè la cina ci sfrutta, gli stiamo dando miliardi e miliardi di euro e di dollari, gli stiamo vendendo il vendibile.
    Ma perchè ca..zo costa duemilaeuro la macchina della tata , tanto per passare pure all’india ?
    Ma che la coltivano in serra ?
    O la fanno sfruttando anche loro la mano d’opera ?
    Eppure tutti in coro , bravi gli indiani , un esempio di economia nascente da imitare !
    Ma che siete imbecilli ?
    Come fa una camicia made in cina a costare circa 50centesimi ?
    Eppure non mi sembra che ci nascano dentro , la camicia , ‘sti poveracci.

    Fabrizio , il problema è grosso.
    Però magari potremmo provare ad essere grossi pure noi.
    Perchè non organizzare questa manifestazione ? Civile.
    Il fatto che possa poi essere o meno autorizzata è un dettaglio insignificante.
    Cominciamo a darci questo simbolico appuntamento il giorno dell’inaugurazione di fronte all’ambasciata cinese.
    Abbiamo un po’ di tempo davanti.
    E magari con l’aria che tira dappertutto potrebbe essere un orgoglioso senso di appartenenza al mondo occidentale.

  6. ho paura che se, come propone Camillo, riusciamo a convincere un nostro atleta a sfilare vestito in camicia chiara e pantaloni lunghi scuri, con due buste di plastica in mano, sia immediato, in mondovisione, il richiamo alla spazzatura (anzi a’ munnezz) che seppellisce Napoli!

  7. Un piccolo segno di partecipazione.
    Visto che tanto le olimpiadi si terranno e visto che la fiaccola gira nascosta , vi inviterei comunque di inviare un mail a
    zapping@rai.it
    sostenendo la campagna in difesa dei diritti umani vietati e soppressi nella cina popolare.
    Questi mail firmati verranno inviati all’ambasciata della cina popolare in Italia.
    Grazie.

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