Home ATTUALITÀ Multe pazze a Roma: atto ottavo

Multe pazze a Roma: atto ottavo

In vigore da oggi il decreto “milleproroghe” e con esso la sanatoria per Equitalia/Gerit. Inutili quindi le migliaia di ricorsi già presentati.

euro.jpgCosa succederà, se passa questo emendamento, delle migliaia di ricorsi già presentati ? Con questa domanda si chiudeva il nostro ultimo articolo sulle multe pazze a Roma ed oggi possiamo darvi la risposta: saranno nulli, mettiamoci l’animo in pace. Perché anche al Senato, la scorsa settimana, è passato senza modifiche il cosiddetto decreto “milleproroghe” ed il testo già licenziato dalla Camera conteneva un salvagente gettato a favore di Equitalia, e quindi della Gerit, consistente nel differire al 1 Giugno 2008 l’efficacia dell’ Ordinanza della Corte Costituzionale del 9.11.2007. Ma andiamo con ordine.

Con l’Ordinanza del 9.11.2007 la Suprema Corte aveva sancito l’illegittimità e quindi la nullità delle cartelle esattoriali emesse dalla Gerit a Roma (e dalla capogruppo Equitalia nel resto del paese) prima del 9.11.2007 in quanto “non indicanti chiaramente il nome e cognome del responsabile del procedimento di riscossione”. La sentenza, depositata ai primi di Gennaio, aveva fatto scalpore ed aveva immediatamente scatenato una ridda di ricorsi ai Giudici di Pace ed aveva preoccupato non poco la società Equitalia in quanto, applicabile dal giorno della sua pubblicazione sull’intero territorio nazionale, tale sentenza non prendeva in considerazione solo le cartelle esattoriali contenenti delle multe ma l’intero sistema di riscossione di debiti verso lo Stato affidato alle società di riscossione (come la Gerit,appunto) nelle cui cartelle esattoriali può finirci di tutto: le tasse Irpef, l’ICI, la tassa sulla raccolta dei rifiuti urbani fino alle multe per contravvenzione al codice della strada.

Ed ecco quindi che il Governo è venuto a porre rimedio alla situazione aggiungendo nel testo del decreto milleproroghe, in vigore da oggi 3 Marzo 2008, un codicillo in virtù del quale la mancanza di indicazione del responsabile del procedimento nelle cartelle di pagamento, relative ai ruoli consegnati prima del 1° giugno 2008, non è causa di nullità delle stesse perché la necessità di tale indicazione entra in vigore solo dal 1° giugno 2008.

Ma l’indicazione di tale data ha scatenato subito le prime reazioni fra le quali quella del Presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Claudio Siciliotti, che ha definito la norma “un’altra picconata alla credibilità dello stato di diritto perché ha l’obiettivo di salvare tutte le cartelle emesse nel frattempo senza l’indicazione di un elemento che, secondo lo Statuto del contribuente, dovrebbe invece essere riportato tassativamente“. A difesa della norma è sceso invece in campo Attilio Befera, Amministratore Delegato Equitalia, che in un comunicato (leggi qui ) afferma che ” tutta la polemica che si sta sollevando appare indirizzata a trovare un cavillo legale per non pagare quanto dovuto».

E proprio per consentire a tutti di pagare quanto dovuto il decreto milleproroghe, forse per indorare la pillola alle migliaia di automobilisti che avevano già presentato ricorso, prevede che Equitalia possa rateizzare al contribuente il pagamento delle somme iscritte a ruolo, fino a 72 rate mensili, purchè lo stesso si trovi “nell’ipotesi di temporanea situazione di obiettiva difficoltà”. Insomma, che sia in contanti od a rate, non resterà che pagare.

E le Associazioni dei Consumatori che dicono ? la risposta alla prossima puntata perché una cosa è certa, la storia non è ancora finita. Se nel frattempo volete dare uno sguardo agli articoli precedenti vi basterà cliccare qui.

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1 commento

  1. Pazze sono le multe, quanto stravaganti le norme. E’ plausibile affermare, che nel momento peggiore vissuto dalla città vedi traffico,lavori in corso, cantieri a cielo aperto, il cittadino deve al solito sottostare, al caos prodotto bensì non dallo stesso, pagandone nientemeno che le poco brillanti idee di altri, diciamo pure dei cantastorie.

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