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Presto il via ai lavori per il Ponte della Musica

ponte-pedonale.jpgNelle prossime settimane è atteso il via alla costruzione del nuovo Ponte ciclo-pedonale denominato “il Ponte della Musica” che unirà le due sponde della zona settentrionale di Roma, il quartiere Flaminio con le pendici di Monte Mario ed il Foro Italico. In particolare il progetto prevede il collegamento del Lungotevere Flaminio, in riva sinistra (in asse Auditorium, Villa Glori), con il Lungotevere Maresciallo Cadorna in riva destra (Complesso sportivo del Foro Italico) congiungendo inoltre alla quota del fiume la pista ciclabile che parte da Castel Giubileo.

“La realizzazione dell’opera – ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica del Comune di Roma – rappresenta una rilevante componente infrastrutturale nella strategia di miglioramento della mobilità cittadina e rientra nella più generale programmazione e attuazione delle reti per la mobilità sostenibile in aree urbane”. La struttura sarà costituita da un impalcato sorretto da due archi ribassati in acciaio di 190 metri di lunghezza e, nella parte centrale, di  18 metri di larghezza che poggeranno su una piattaforma in cemento armato sulla quale si aprirà una piazza sul fiume utilizzabile per ospitare concerti, manifestazioni dell’estate romana ed altri eventi di tipo culturale.

ponte-pedonale-2.jpgL’intera opera costerà meno di 9 milioni di euro e l’adozione di una procedura accelerata consentirà  di realizzarla in tempo utile per i campionati internazionali di nuoto di Roma fissati per il mese di Giugno 2009. Il progetto è firmato dallo studio inglese Buro Happold, vincitore del concorso di progettazione indetto nel 2000 dal Comune di Roma e aggiudicataria della gara d’appalto per la progettazione esecutiva e per la realizzazione delle opere è la società romana Consta-Consorzio stabile.

(fonte: edilportale.com)

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13 COMMENTI

  1. Panem et circenses.

    Sarà magari perchè invecchio e divento stizzoso o perchè magari comincio ad avere le scatole piene, ma domando perchè spendere 18miliardidellevecchielire per un ponte del quale al momento se ne può fare a meno tranquillamente.

    Quando c’è un foro italico da riqualificare, una viabilità da ottimizzare, semafori da installare, strade da “rimantellare”, baracche da sgombrare, giardini e spazi verdi da curare, scuole da restaurare, ospedali da rifare, mezzi pubblici da implementare, metro da cominciare, eccetera.
    Dimenticavo , edilizia pubblica per il sociale.

    E mi dovrei beare ed eccitare per “due archi ribassati in acciaio di 190 metri di lunghezza e, nella parte centrale, di 18 metri di larghezza che poggeranno su una piattaforma in cemento armato sulla quale si aprirà una piazza sul fiume utilizzabile per ospitare concerti, manifestazioni dell’estate romana ed altri eventi di tipo culturale”.

    Macchissenefrega per adesso.

    Ma dammi un foro italico riqualificato, una viabilità scorrevole, semafori intelligenti, strade da panno-biliardo ( con le buche al lato e non al centro come ora ), levami le baracche dal greto del fiume, curami i giardini, migliora il trasporto pubblico eccetera eccetera.
    Oh , dimenticavo , dai il via all’ edilizia pubblica per il sociale.

    Poi giuro che te li regalo io anche 500metri di nastro ed una forbice, così ti diverti.

  2. Quando ho letto la notizia mi ero a dir poco stupita e avevo pensato come Granpasso, bravo come sempre a esprimersi con simpatica ironia (Quanti complimenti! Meritati)
    Ma chi ha scelto e deciso di fare questo ponte? Non bastano i ponti che ci sono? E poi la piazzola sul ponte per fare musica…. Va bene che gli italiani sono artisti, navigatori, ecc., ma spendere una cifra simile per un ponte “della Musica” quando c’è tanto da fare per migliorare la vita dei cittadini…. Mah!
    Sarei pronta a tenere il nastro per la realizzazione anche di una sola parte di quanto ci sarebbe da fare!
    Azzurra

  3. D’accordo a metà con azzurra e granpasso.
    D’accordo perché ci sono altre priorità.
    In disaccordo perché questa realizzazione potrebbe essere un volano per le attività del quartiere.

  4. Ma chissene frega del ponte.

    Dateci l’asfalto…. per riempire le buche
    Dateci la polizia… per tenere a bada i delinquenti
    Dateci i netturbini… per tenere pulite le strade
    Dateci le metropolitane… per avere meno traffico
    Dateci degli amministratori… più vicini ai bisogni dei cittadini

  5. Concordo perfettamente con Stefano!

    Cerchiamo di non lamentarci in modo random appena sentiamo di cifre così alte. Roma manca totalmente di contemporaneità, e un ponte senza automobili mi pare un forte segnale di contemporaneità.
    Certo, personalmente avrei inserito la riqualificazione dell’intorno all’interno del progetto, anche per collocare il ponte nel contesto di un sistema solido e funzionante.
    Sicuramente la mia è un’opinione impopolare, qui, ma non trovo affatto giusto migliorare viabilità, asfalto, aggiungere carreggiate dentro una città. Siamo milioni, siamo in un’epoca di crisi, se vogliamo vivere decentemente dobbiamo capire che ciò che dobbiamo pretendere non sono piste per le nostre automobili, ma trasporti pubblici degni di una città come la nostra.
    La non modernità, e in questo frangente considero immorale non essere moderni (vero, cara amministrazione?), è continuare ad assorbire risorse (sempre più automobili, sempre più carburante) senza dare niente in cambio fuorché smog e malattie.

  6. Il Comune di Roma con questa “ennesima provocazione” dimostra ancora una volta di essere totalmente estranea alle necessità dei cittadini romani che hanno altre priorità come piu volte evidenziato dagli interventi di cui sopra.
    Roma Nord a cominciare da Ponte Milvio muore per mancanza di sicurezza, soffre ogni giorno in mezzo al traffico, e non ha decoro urbano. Si dovrebbero i problemi pratici della quotidianità e non quelli che soddisfano le bizzarrie di qualche architetto sognatore o qualche politico troppo narciso. Queste persone dovrebbero capire che Roma non è una vetrina per il Sindaco di turno ma una città con tanti problemi seri e urgenti da risolvere!!!!

  7. Dario , le mie non sono “lamentele ed appunti” randomici ossia casuali ma sono ben indirizzate e specifiche.

    Ma scusa , po’ , ma in una città se non miglioro la viabilità rifacendo il manto stradale e magari aumentando le corsie per eliminare le code e di conseguenza abbassare il tasso di inquinamento, di cosa mi dovrei occupare ?
    Se fossi in campagna mi occuperei dei tratturi, sentieri ed altro , ma sto in città.
    Trasporti pubblici ?
    Credo di aver detto che sono ( non, sarebbero, sono ) da implementare o addirittura da iniziare come strutture.
    Abbiamo sulla carta la metro che per quanto è ampia copre quasi tutto l’alfabeto come linee ( a,b,c,d,e,f… ) salvo poi risultare analfabeta alla prova dei fatti o quantomeno balbuziente ( a,a,b,b, e li ci fermiamo ).

    La cifra stanziata alla fine, non è poi altissima , ma chiedo quanti autobus nuovi si sarebbero potuti acquistare o quanti sostituire con modelli meno inquinanti ?
    Ad esempio.

    Una amministrazione dovrebbe comportarsi , mi viene da pensare – specie in periodi di difficoltà economica – come un “oculato buon padre di famiglia” alle prese con appunto problemi finanziari contingenti.
    Magari meno cinema, meno ristoranti, rinviare l’acquisto di un capo superfluo od aggetti non strettamente necessari.
    Invece mi sembra come quello che pur di apparire si carica di innumerevoli rateizzazioni per essere più “fico e alla moda”.
    Lcd, home theatre, microonde,suv, digitali, futurali,starktrek e via discorrendo.
    Dentro è tutto grigio e rappezzato ma fuori , ragazzi che figo ! Luccica tutto !
    Dei “vitelloni” insomma altro che oculato padre di famiglia !
    Sarà l’effetto del cinematografaro per hobby.

    Seppoi anche tu concordi che sarebbe stato meglio collocare il ponte in un contesto più qualificato , ti rispondi da solo alle mie obiezioni.
    Esistono le priorità che non valgono solo per il comune cittadino ma debbono valere – e soprattutto – per chi gestisce il denaro pubblico.

    Non sono quindi contrario per partito preso al ponticello ma se come dice una vecchia canzone ” anche dal letame può nascere un fiore” c’è poi il rischio che per non schiacciarlo debbo pestare la mer.a , mica ci sto !

  8. PIANO REGOLATORE: RIUNIONE
    Si informa che in relazione all’esame da parte del Consiglio Comunale del nuovo Piano Regolatore per la sua approvazione definitiva, è stata indetta una riunione con i Gruppi Comunali “la Sinistra – l’Arcobaleno” per domani venerdì alle ore 17.30 a Via delle Vergini 18, 3° piano, aperta a tutte la Associazioni e i Comitati, per assumere informazioni e visionare gli atti.

    Prima di tale incontro si terrà, a partire dalle ore 15, la riunione del Consiglio Comunale per votare due delibere, di cui una di Minelli sulle aree di 167,e iniziare l’iter per il voto per il Piano regolatore. L’Assessore Morassut farà la sua relazione. I Comitati e le Associazioni sono invitati a partecipare numerosi per esprimere la loro protesta per non essere stati sentiti in nessun modo,

    L”iter prosegue lunedì mattina, dalle 10 e fino a sera, per concludersi con il voto previsto per martedì. Purtroppo dopo le dimissioni di Veltroni il 14 febbraio il Consiglio comunale continuerà a votare numerose delibere urbanistiche delle quali non sappiamo nulla.

    Per esprimere il dissenso sul contenuto del PRG e contestare la fretta ingiustificata delle procedure di approvazione, i Comitati delle delibere popolari e alcuni altri Comitati riuniti presso la sede di Radio Radicale, invitano tutte la Associazioni e i Comitati a intervenire in aula il più numerosi possibili nei giorni di Consiglio.

  9. Percepiamo gli stessi problemi ma da due angolazioni diverse 🙂
    Ripeto, capisco le motivazioni e sono in parte d’accordo.
    Cerco di non dilungarmi: vedo la realizzazione di questo ponte perfettamente in linea con un discorso di modernizzazione in cui figurano anche le linee metro e le altre migliorie al trasporto pubblico: il primo, però, agisce su un livello diverso da quello del secondo. Il nostro municipio non è molto coinvolto dai progetti delle metro, a parte il prolungamento fino a Grottarossa; il ponte contribuisce alla configurazione di una rete più a misura d’uomo, ecologica, di cui fa già parte, ad esempio, la pista ciclabile.

    Quindi, in sostanza, credo che esso possa portare due valori, uno fondamentalmente estetico e uno fondamentalmente funzionale, entrambi derivanti da una risposta ai problemi della contemporaneità, a cui come cittadini è assurdo rinunciare. Una testimonianza architettonica del nostro tempo di cui Roma ha fortemente bisogno, perché solo la buona (quindi, di conseguenza, costosa) architettura di oggi può interpretare e risolvere i problemi del cittadino di oggi. Non possono più farlo né il Foro Italico né il Colosseo che andrebbero preservati in quanto testimonianza di altre epoche.
    Questo mio discorso è molto più pratico di quello che purtroppo può sembrare, spero che ciò possa emergere.

    Un’ultima nota. Caro Aragorn, capisco benissimo ciò che dici a proposito della viabilità. Come ti ripeto, però, non possiamo continuare a ragionare come era possibile fare decenni fa, ossia incrementare sempre di più per soddisfare una domanda via via crescente. Nella pratica questo atteggiamento non si traduce in una soluzione per il presente, ma in un problema per il futuro dato che si incentiverebbe ancora di più a prendere la propria automobile, è innegabile, per poi ritrovarci nella situazione analoga ma peggiorata. Purtroppo è cambiato il paradigma: dobbiamo metterci in testa che viviamo in una metropoli e che siamo milioni, che non può esistere espansione infinita, ma ripensamento e sfruttamento intelligente di ciò che abbiamo.
    Il nostro difetto è che concepiamo il trasporto pubblico come il trasporto dei “poracci”, in contrapposizione alla comodità di passare le ore nel traffico all’interno della vettura privata con l’aria condizionata.
    Il ritorno al “Pubblico” (trasporto p., verde p., spazio p., ecc.) è un gradino obbligatorio e indispensabile e va totalmente ripensato, non per ideologia politica ma per mera sopravvivenza. E non solo da noi, ma soprattutto da chi lo gestisce.

    Buona serata!

  10. PRG ROMA: CONSIGLIO COMUNALE NON SI PUO’ PIEGARE ALLE LOGICHE DI VELTRONI

    “Chiedere che il consiglio Comunale di Roma si pieghi alle logiche elettorali di Veltroni è davvero incredibile. Già la modifica dei termini per la presentazione delle dimissioni dei Sindaci, spostata a sette giorni dopo lo scioglimento delle Camere, varata in fretta e furia dal consiglio dei Ministri, aveva il forte sospetto di una “ispirazione” veltroniana, ma rendere superfluo e puramente formale il dibattito in Consiglio Comunale sul prg è troppo. “Per tentare di arrivare a questo obiettivo si stanno saltando alcuni passaggi formalmente richiesti dalle leggi regionali. Faccio solo due esempi: per attivare le procedure di copianificazione che hanno consentito di accelerare i tempi di esame del PRG doveva essere adottato in Giunta il Piano Territoriale Paesistico Regionale, che , a sua volta, doveva essere esaminato per il parere prescritto dalla legge 38 del 1999 dal Comitato regionale per il Territorio. Ebbene a fine luglio la giunta adottò il Piano Paesistico senza il parere del comitato al fine di avviare subito le conferenze di copianificazione. Ora, sempre la legge 38, prevede che quelle modifiche al PRG che non dipendano dagli adeguamenti di conformità alle previsioni degli strumenti di pianificazione di settore o regionale o nazionale, debbano far parte di uno “schema di accordo, recante dettagliate ed univoche indicazioni sulle eventuali modifiche , integrazioni ed adeguamenti da apportare al piano”, così dice la legge regionale, sul quale il Consiglio comunale è chiamato ad esprimersi e, solo successivamente lo “schema di accordo” diviene “accordo di programma” ed è ratificato dalla giunta regionale e dal consiglio comunale. In sostanza si vuole saltare un passaggio sostenendo che tutte le modifiche apportate al PRG derivano dalla pianificazione regionale. E’ quindi necessario che il Consiglio Comunale abbia il tempo necessario, esaminando tutte le modifiche apportate, per fare questa verifica, altrimenti siamo in piena violazione della legge regionale 38. Ma non ritratta solo di questi aspetti formali. L’approvazione di un Piano Regolatore dopo 42 anni dal precedente, non può avvenire in due giorni. E’ un Piano che ratifica accordi di programma, compensazioni ed altro , la cosiddetta urbanistica contrattata, per milioni di metri cubi, già realizzati o in via di realizzazione, senza che siano stati realizzati, né progettati, interventi per opere pubbliche come strade, parcheggi, viadotti per far defluire il traffico. Per anni lo strumento di accelerazione delle procedure, le cosiddette conferenze di servizi, è stato utilizzato unicamente per l’edilizia privata e commerciale, mentre tali procedure dovevano prioritariamente servire per la realizzazione delle opere strutturali, indispensabili in una Roma ormai diventata caotica. Ma c’è dell’altro: decine di proposte di accordi di programma, un esempio è quello delle torri del ministero delle Finanze, tutti in variante al PRG adottato e che sono fuori dal dimensionamento e degli standards di piano stabiliti dalle leggi regionali. Mentre la Regione approva il PRG, dovrebbe respingere questi progetti approvati dalla giunta comunale e inviati all’esame di Marrazzo. Qui c’è tutta la politica di Veltroni, mentre vuole approvare un Piano, lo contraddice più volte con modifiche, pur di realizzare i progetti presentati dai costruttori, senza pensare minimamente alle opere pubbliche. Tutta questa fretta, mentre rimane emarginata l’edilizia residenziale pubblica. Le ATER non hanno un solo metro quadro per realizzare case popolari, ferme a Roma da venti anni. Il Piano per l’edilizia economica e popolare è ancora quello del 1985 e del quale si continua ad andare in variante, dopo oltre venti anni, inseguendo aree agricole senza una connessione e senza porsi il problema di un nuovo piano che, ad esempio, affronti oltre alle esigenze delle nuove famiglie, anche il grande problema di case per rispondere al dramma dell’immigrazione. Per Veltroni l’approvazione del PRG corona una lunga attività consociativa con alcuni interessi operanti a Roma, per noi rappresenta il sigillo di una Città nella quale si opera secondo regole valide solo per alcuni, per esempio le compensazioni, e si lasciano i cittadini nel caos di una metropoli che accentra di nuovo tutto nel suo corpo urbano, abbandonando quell’idea di decentramento che la migliore cultura urbanistica aveva sempre proposto per dare un nuovo disegno della città.”
    Dichiarazione On.le Luciano Ciocchetti Segretario Regionale UDC

  11. Dario , chiudiamo il discorso , non per noia ma perchè ognuno mantiene le sue posizioni differenti per avendo uguale visione globale.

    Teniamoci ‘sto ponte.
    Tanto è fatto.

    Andiamoci magari a cercare due benefici, così tanto come contentino.

    Il primo è che magari non saremo costretti per transitare da una sponda all’altra a passare davanti a quello scempio che è diventato il foro italico; ci risparmiamo così una brutta visione.
    Il secondo beneficio è che sul ponte potremo seguire dall’alto il lento ma inesorabile aumento delle baracche sul tevere e controllare lo sciamare dei clandestini. Ma solo questo, ovviamente.

    Ti sei chiesto , in relazione all’articolo sulle “matite colorate” a s.chiara quante docce e spogliatoi si sarebbero potuti fare per i disabili ?
    E non solo ad ostia ?

    Ponte della musica … , gliela suonerei io una bella sinfornia ed avrei pure gli strumenti adatti , quelli a percussione.
    Ciao

  12. Chissà perchè quando leggo di queste inutili opere e del loro costo, mi viene in mente una buca su via della Bufalotta dove questa estate hanno lasciato la vita due ragazzi.

    Ogni commento credo sia superfluo.

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