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Per non dimenticare Giovanna Reggiani

settecento-metri.gifA neanche tre mesi dal fatto, la sua morte è stata già dimenticata, riposta nell’angolo più buio della coscienza collettiva.  Buio come il buio che cala tutte le sere su quei settecento metri che congiungono viale Tor di Quinto con l’omonima stazione. Gli ultimi settecento metri di Giovanna Reggiani. Ma chi era Giovanna Reggiani ?  “… La sua calda, tenera, silente vita la possiamo solo immaginare, ma è probabile che immagineremo male, immagineremo cose convenzionali, non disponiamo di alcun elemento, non l’abbiamo neppure mai vista.

Ci dicono che era piccola, un corpo minuto. Abbiamo visto una sua foto-tessera. Sappiamo che aveva 47 anni e non aveva figli. Ma, dicono le cronache, amava il marito, il loro era un interminabile testa a testa, un corpo a corpo infinito, struggente. Giovanna Reggiani, dicono le cronache, era una donna felice. Perché, ci chiediamo, era felice ? Era felice mentre scendeva da quel treno ? Era felice mentre saliva su per quella strada sterrata e accelerava il passo lungo gli interminabili 700 metri di buio ? O non era, piuttosto, dispiaciuta di dover salire per quel viottolo, impaurita, terrorizzata nel percepire i passi di Nicolae Mailat ?… “

Gli ultimi settecento metri di Giovanna Reggiani ce li racconta Franco Cordelli in un toccante ed intenso articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 6 di questo mese e dal quale abbiamo estratto questo passaggio .

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1 commento

  1. No, non credo si possa dimenticare.
    A parte il fatto che non si deve.
    Passo quasi quotidianamente su quella strada.
    E quotidianamente vedo quella corona , lì , appoggiata sull’inferriata.
    E non posso non ricordare.
    E quello che provo è simile a quello che provavo quando per anni mi recavo in sicilia e percorrevo l’autostrada transitando per capaci o passando per via d’amelio a palermo.
    Ho sempre pensato o provato a farlo, di cosa potesse essere passato nella mente di quelle persone in quei momenti.
    Praticamente un pozzo nero senza fondo.
    E non è questo il momento per ricordare cosa non è stato fatto dopo.
    Nè a roma nè in sicilia.
    Un affettuoso pensiero al marito.

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