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Comune di Roma, basta con le consulenze esterne

vignclarablogcomstampa1.jpgBasta con le consulenze esterne. A dirlo, e con determinazione, è il Consigliere Comunale Dino Gasperini, Capogruppo UDC al Comune di Roma, che ha chiesto lo stop a tutte le consulenze affidate all’esterno da parte del Campidoglio e dei suoi uffici centrali e periferici.  Nel clima di forte polemica derivante dal sostanzioso taglio effettuato dall’ultima legge finanziaria alle casse delle Regioni, delle Province, dei Comuni (e quindi anche dei Municipi) oggi il Consigliere Gasperini ha voluto porre un forte accento sul fenomeno delle costosissime consulenze esterne al Comune di Roma.

La sua richiesta si basa sul dispositivo dell’articolo 33 della Legge Finanziaria nel quale è previsto che l’affidamento da parte degli enti locali di incarichi di consulenze a soggetti esterni può avvenire esclusivamente nei modi previsti da uno specifico programma, un piano di lavoro che  deve essere preventivamente approvato dal Consiglio dello stesso ente pubblico e ciò sulla base dell’articolo 42 del Decreto Legislativo 267 del 2000 (cosiddetto TUEL-Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, cioè la bibbia di un Comune, di un Municipio).  Il ragionamento del Consigliere Gasperini non fa una grinza quando dice che  “… fino a che il consiglio comunale di Roma non avrà approvato tale programma devono essere impedite tutte le consulenze esterne”.  

Dopo aver scritto al Presidente del Consiglio ed al Segretario Generale del Comune di Roma per sostenere la piena e immediata applicazione di quanto previsto dalla finanziaria e per chiedere che sia il consiglio comunale, e nessun altro, a decidere se, quante e in quali uffici attivare le consulenze esterne, il Consigliere Gasperini ha affermato che il suo Gruppo “vuole porre fine a questa inaccettabile consuetudine, vuole valorizzare i dipendenti interni …..e si impegna a dare battaglia in consiglio comunale – così ha concluso – per eliminare il ricorso a soggetti esterni che in questi anni ha imperato, ma intanto vogliamo lo stop immediato degli incarichi esterni».

Questa iniziativa il nostro plauso ce l’ha tutto, con l’auspicio che trovi piena ed immediata applicazione ovunque all’interno del Comune di Roma.

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1 commento

  1. Credo che questa proposta si debba basare più che sul “dispositivo dell’articolo 33 della Legge Finanziaria ” , sul buon senso e sulla buona amministrazione.
    Anche perchè questo dispositivo delle consulenze esterne produce un meccanismo perverso per il quale poco prima di ogni elezione , tali consulenze vengono reitare – da chi amministra in quel momento – per gli anni a seguire e quindi chi subentra o ri-subentra si trova già con un debito consolidato e non contrattabile.
    Si tratta inoltre di qualificare il personale interno delle varie amministrazioni ,il cui numero ( che sembra decisamente esorbitante ) dovrebbe consentire ad individuare persone qualitativamente valide o persone da far crescere a livello professionale.
    Non vorrei che ci ritrovassimo come in campania con bassolino che negli ultimi 8 anni ha elargito ben DUE consulenze esterne alla SETTIMANA riguardo il problema della spazzatura per ritrovarsi nella condizione attuale.

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