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Al Comune di Roma si lavorerà di più

sportello-banca.jpgLe critiche, sollevate ultimamente da più parti sull’assenteismo nel pubblico impiego, avevano investito anche il Comune di Roma le cui assenze dei dipendenti costano 100 milioni di euro l’anno. I dati diffusi dal Campidoglio parlano infatti di 6-7mila impiegati full time, uno su quattro, che ogni giorno disertano l´ufficio. Per far fronte a ciò il Comune di Roma ha preso in queste ore una drastica decisione: per tutti i dipendenti  comunali è stata tagliata la festività del 21 aprile (Natale di Roma) ed è stato abrogato il permesso retribuito per “cambio assegno”.

In cosa consisteva quest’ultimo ? Tutti i dipendenti comunali avevano diritto ogni mese ad un permesso retribuito di due ore per recarsi in banca a cambiare l’assegno dello stipendio od a versarlo sul conto. Tutti abbiamo detto, anche coloro – non esistendo un controllo ad hoc – che in realtà già avevano l’accredito dello stipendio sul conto corrente bancario (che sono la maggioranza). 

Due ore al mese per 12 mesi sono pari a 24 ore l’anno e poiché la giornata lavorativa di un impiegato comunale è di 6 ore al giorno, l’arcaico permesso si traduceva in 4 giornate retribuite l’anno di assenza. Cioè come dire 4 giorni di ferie in più a testa che moltiplicate per i quasi 28.000 dipendenti comunali significa 112.000 “giorni/uomo” all’anno non lavorati, e per che cosa ? per cambiare un assegno.

Ben vengano queste decisioni e lo diciamo consapevoli di attirarci gli strali dei lettori dipendenti del nostro Municipio e del Comune ma questi purtroppo son tempi di magra nei quali ognuno, nel pubblico impiego, deve fare la propria parte per ridare efficienza ed efficacia alla macchina amministrativa locale e centrale nel tentativo di consentirle di erogare ai cittadini dei buoni servizi.

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1 commento

  1. Non sono d’accordo in quanto si è vero che molti dipendenti hanno l’accredito ma è anche vero che non possiedono bancomat e quindi costretti a prendere i permessi x recarsi in banca..
    Secondo punto: la festività del 21 aprile abrogata significa solo che molti dipendenti si daranno malati o staranno in ferie e non si risolverà nulla, anche xchè l’assenteismo non dipende da queste 2 cose, ma bensì a monte ossia l’amministrazione capitolina ha permesso chiudendo ambedue gli occhi di far fare come gli pare ad alcuni eletti.
    Ci sono tanti dipendenti che lavorano + del dovuto ma non sono considerati viene solo considerato l’assenteista che esiste da sempre in qualsiasi posto di lavoro, al comune ancora di+ in quanto vi siete chiesti il xchè?
    tanti sono malati davvero, altri sono stanchi e sprecare le ferie non va bene altrimenti ad agosto non ci possono andare e sono costretti a stare in ufficio, giammai!
    secondo me è la macchina che non funziona, ci sono figli e figliastri..
    gli stipendi sono bassi troppi e quindi ognuno prende a suo favore qualsiasi cosa
    il comune non è un posto dove tu sei presente sempre e lavori allora sei considerato..no, se sei così sei str….o e fai fare brutta figura a chi ha preso l’ufficio x il proprio dormitorio..
    Grazie

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