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Comune di Roma:rimosso il Comandante della Polizia Municipale

polizia-roma.gifPrima di tutto la notizia: domani il sindaco di Roma Walter Veltroni  firmerà il decreto di rimozione immediata di Giovanni Catanzaro dall’incarico di Comandante del Corpo di Polizia Municipale di Roma. Ed ora il fatto: venerdì 23 Novembre, siamo nel pieno centro storico di Roma, in via della Croce. Alle 20.00 circa, da un’ Alfa Romeo Brera,  parcheggiata nonostante l’evidente cartello di divieto di sosta e di rimozione forzata all’ingresso della strada, scendono un uomo ed una donna  diretti ad un ristorante poco lontano. 

Ma qualcuno nota, forse perchè l’auto è ferma proprio davanti alle vetrine illuminate di un negozio appena chiuso, che sul cruscotto è esposto in modo visibile un permesso per disabili, rilasciato dal Comune di Roma, che di norma consentirebbe al proprietario di parcheggiare ovunque (magari non proprio davanti ad un negozio..). Passate circa due ore, quindi verso le 22.00, le stesse due persone escono dal ristorante, risalgono sull’auto e ripartono.

La scena però non passa inosservata perchè alla guida dell’auto c’è Giovanni Catanzaro, Comandante della Polizia Municipale di Roma: un viso ed un portamento troppo noti perché potessero sfuggire agli occhi ed alla macchina fotografica di un cronista il quale, effettuata una rapida indagine, appura che quel permesso da disabile che ha fotografato esposto sul cruscotto sembrerebbe non esser più valido perché apparterrebbe ad un’anziana di 86 anni che ne aveva denunciato lo smarrimento e per questo gliene era stato rilasciato un secondo. Ma né il primo né il secondo erano mai stati associati alla targa dell’Alfa in argomento. 

Questo è quanto ci racconta Il Messaggero che nell’edizione di oggi ha denunciato l’eclatante abuso scatenando l’immediata reazione del Sindaco.

Riteniamo che il provvedimento del Sindaco sia un atto dovuto ed ineluttabile perchè chi è chiamato a far rispettare le regole, soprattutto se ne è al vertice, non può rendersi responsabile del loro stravolgimento ma riteniamo altresì che la presenza di una mela guasta non significhi che l’intero cesto lo sia. Non vorremmo quindi che questo episodio innesti strumentalizzazioni di parte, dia la stura al coro della solite cassandre (già in questi minuti se ne sentono gli echi sulle agenzia di stampa) o, peggio ancora, scateni generiche cacce alle streghe.

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