Home POLITICA Il consiglio straordinario del XX Municipio in piazza di Ponte Milvio

Il consiglio straordinario del XX Municipio in piazza di Ponte Milvio

In una cornice inusuale si è svolto oggi il consiglio straordinario del XX Municipio aperto a tutti i cittadini.
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Sul piazzale antistante la Torretta Valadier di Ponte Milvio si sono succeduti con dichiarazioni politiche il presidente ed i consiglieri del XX municipio che al termine hanno votato una risoluzione sulla sicurezza nel XX municipio. Al consiglio hanno anche partecipato in veste di invitati speciali anche Gianni Alemmanno, Antonio Tajani e l’assessore comunale alla sicurezza Jean Leonard Tuadi. Di seguito alcune immagini del consiglio. Invitiamo i consiglieri ad inviarci i loro interventi in modo da poterli pubblicare su questo Blog. A breve inseriremo anche il testo della risoluzione del Consiglio votato all’unanimità.
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Nel piazzale prima dell’inizio del consiglio alcuni esponenti dell’Associazione per la sicurezza dei cittadini e per la legalità hanno manifestato le loro idee, ad onore del vero, abbastanza in contrasto con il mondo politico.
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40 COMMENTI

  1. INTERVENTO DI LUDOVICO TODINI DURANTE IL CONSIGLIO STRAORDINARIO DEL 03.XI.2007.

    Anche per noi è difficile e triste intervenire dopo i fatti efferati di questi ultimi giorni e ci uniamo alle parole e sentimenti di cordoglio nei confronti del marito della Signora Reggiani, servitore dello Stato e della Patria. Tenteremo, comunque, di fare un ragionamento complessivo sulle questioni della sicurezza, procedendo in modo induttivo, cioè dal territorio fino agli aspetti più generali.

    Ricordo a tutti che nel gennaio 2001 il XX Municipio votò all’unanimità una risoluzione con la quale si chiese al Comune di voler provvedere allo stanziamento di adeguate risorse, per la messa in sicurezza ed illuminazione della strada di accesso alla stazione di Tor di Quinto. Negli anni successivi abbiamo votato documenti con i quali ribadivamo la necessità di sgomberare le baraccopoli lungo gli argini del Tevere, nelle aree golenali, lungo la Pista Ciclabile, sulla Cassia, a Grottarossa, a Prima Porta e Labaro. Ma il Comune ha dimostrato sordità rispetto alle nostre richieste. Tanto che, solo dopo l’omicidio della Signora Reggiani, su spinta emotiva, emozionale ed emergenziale, in 48 ore si sta provvedendo allo sgombero delle baraccopoli. Manca da anni un visione complessiva delle politiche sulla sicurezza, manca una strategia da perseguire e ciò che riscontriamo sono solamente interventi isolati e privi di efficacia.

    L’Assessore Toudì, pochi mesi fa, unitamente al Sindaco e all’ex Prefetto, ha dichiarato che Roma è una città sicura e dopo pochi giorni si sono aggiunte, al già copioso carnet del crimine cittadino, l’aggressione e l’omicidio del Sig. Moriccioli; due giorni fa la Signora Reggiani. O l’Assessore ha scarse doti di previsione del futuro o Roma non è così sicura!.

    E’ vero, il tema della sicurezza non è né di destra né di sinistra, come nulla del resto. Ma i modelli di riferimento, le scelte, la visione della società sono di destra e di sinistra e sul terreno della sicurezza, pur apprezzando che la sinistra stia abbracciando i nostri contenuti, rileviamo il fallimento dei governi capitolini.

    In ultimo, condividiamo gli appelli ed i richiami al senso delle Istituzioni. Ma questi appelli risultano vuoti di contenuto se lo Stato non fa sentire la sua presenza, capillare, puntuale e rigorosa. Rischiamo, come dimostra l’inopinata e condannabile aggressione di ieri contro dei rumeni, di creare giustizieri della notte e di liberalizzare, di fatto, i porto d’armi. Il pacchetto Amato, sebbene migliorabile, deve poter essere tradotto sui territori con azioni concrete, altrimenti rimane pacchetto nazionale e ‘pacco napoletano’ per le municipalità.

  2. Intervento del Cons. Alessandro Sterpa a nome del Gruppo consiliare del Partito Democratico – L’Ulivo.

    “Permettetemi di fare insieme alcuni ragionamenti che potrebbero aiutarci ad impostare la discussione di oggi, in modo tale che i cittadini di questa parte di Roma possano assistere ad una riunione utile, pratica e concreta.
    Noi vorremmo uscire da qui avendo adottato insieme un atto di indirizzo concreto per il raggiungimento di impegni realistici e non atti che creino solo false aspettative o assecondino inutili professioni di fede da una parte o dall’altra.

    Il Consiglio straordinario è dedicato – anche in ragione delle drammatiche vicende recenti – a due temi strettamente connessi: la legalità e la sicurezza. Noi dobbiamo partire dal dato che si tratta di due cose diverse.

    La legalità è costituita dalla pretesa al rispetto, da parte di tutti i consociati, della legge, e dalla garanzia della sua applicazione da parte dell’autorità di pubblica sicurezza, della magistratura e dell’amministrazione.

    La sicurezza, invece, è la capacità di garantire ad ogni individuo della nostra comunità la possibilità di godere in modo sereno della propria quotidianità, di costruire il proprio progetto di vita e di immaginare il proprio futuro.

    Allora, io credo che il dramma strutturale di questo nostro paese (un dramma che non è di destra o di sinistra o di centro, ma che è un dramma italiano) è che la legalità, ossia il rispetto e l’applicazione della legge, non è di per sé oggi condizione sufficiente a garantire la sicurezza.

    Siamo in un paese nel quale alcune regole della nostra convivenza civile sono scritte male, anzi malissimo; sono scritte così male che non se ne può garantirne la sicura ed efficace applicazione.
    Per questo, non basta parlare di legalità per parlare di sicurezza; non basta dire che non si applicano le regole; qui, il vero problema è l’assenza di quelle regole la cui applicazione, la cui semplice applicazione, produrrebbe sicurezza.

    Vedete, la mancanza di queste regole – che possono essere poste solo con la legge statale – è una debolezza strutturale per la quale hanno responsabilità tutti coloro i quali avrebbero potuto e dovuto adottare quelle norme.
    Su questo non può esserci un indecoroso rimbalzo di responsabilità politica; quello che c’è è un dato oggettivo: da parte sua, il centrodestra, che ha governato dal 2001 al 2006 avrebbe potuto adottare una adeguata legge di sostegno alla domanda di sicurezza, ma non l’ha fatto. Dal 2006, da parte sua, il centrosinistra ha atteso troppo tempo, 1 anno e mezzo, per adottare alcune prime regole con il Decreto legge entrato in vigore ieri e per cominciare ad approvarne altre con il c.d. “pacchetto sicurezza”.

    Per questo motivo, da qui, da un territorio che ha sentito il terrore dell’insicurezza, deve partire una condanna forte, unitaria, comune ad una classe politica nazionale, ferma, bloccata e troppo debole.
    Una classe politica preoccupata a mantenere in vita un tipo di bipolarismo sterile e solo oppositivo, a dire “è colpa di Berlusconi” o “è colpa di Prodi”, ad annunciare elezioni, crisi e rimpasti.
    La nostra deve essere una condanna (la nostra di tutti noi) – rivolta sia a chi confonde in modo ideologico e sciocco la richiesta di sicurezza che viene dal Paese con la negazione della tolleranza; ma rivolta anche a chi costruisce sulle tragedie e sul dolore un indegno circo mediatico di propaganda personale e partitica; né l’uno, né altro modo di affrontare i problemi vivi del Paese sono degni di una classe dirigente, sia essa di centro destra o di centra sinistra, sia essa al governo o sia all’opposizione.

    Allora l’invito è ad adottare oggi un testo risolutivo unitario, da votare insieme, centrodestra e centrosinistra, che indichi specifiche iniziative agli organi competenti, che individui aspetti peculiari da affrontare… il Paese ha bisogno di concretezza ed unità… ed è compito del Municipio, del Governo di prossimità, compito nostro, ossia di chi in queste strade ed in questi quartiere ci mette la faccia e la passione civile fornire agli organi competenti (nazionali, regionali, locali), a chi deve fare quelle norme e a chi le deve applicare, indicazioni utili; dobbiamo trasformare il nostro disagio in atto di impulso, affinché si adottino le leggi ed i provvedimenti concreti necessari per combattere l’insicurezza percepita e quella reale in questo territorio ed in altre città dove la situazione è difficile.

    Allora, con questo spirito, siamo chiamati a ricordare che i profili da affrontare sono molteplici e legati fra loro in un unico quadro di degrado sociale, di illegalità diffusa e di insicurezza.

    Occorre creare le condizioni normative perché si possa procedere in modo veloce ad espellere dal territorio nazionale tutti i cittadini stranieri (comunitari e non) che incrinino la libera e serena convivenza civile, perché condannati a reati contro le cose o le persone, perché non in grado di dimostrare la fonte di reddito utile alla propria legale sussistenza…
    occorre accertarsi che i Governi dei Paesi di origine concorrino al rispetto della legalità ed occorre pressarli in sede comunitaria ed internazionale;
    occorre punire col carcere chi, espulso, rientra in Italia.
    Occorre combattere con fermezza tutti gli insediamenti abusivi sorti sul territorio, abbattendoli e provvedendo al controllo degli occupanti;
    Occorre punire applicando norme adatte allo scopo, ma non basta, attenzione, punire.
    Allo stesso tempo, occorre anche combattere e reprimere tutti i fenomeni che stanno intorno a questa situazione di illegalità e che concorrono a definirla, a creare il contesto dove questo degrado si costruisce;
    occorre reprimere fino in fondo tutte le forme di sfruttamento degli stranieri in Italia; nelle forme vergognose del caporalato che ogni mattina proprio Tor di Quinto all’incrocio della Tangenziale ci sbatte davanti agli occhi; nelle forme della prostituzione; nelle mille forme di lavoro in nero nelle imprese italiane nelle angosciose forme dell’accattonaggio minorile;
    occorre sostenere gli stranieri che le regole di questo Paese le rispettano, che lavorano in regola, che aiutano il nostro Paese svolgendo mansioni altrimenti non ricopribili;
    occorre avviare le bambine ed i bambini di questi stranieri all’istruzione pubblica e all’inserimento nel tessuto sociale e culturale del Paese, perché sono loro il primo vero baluardo di legalità e di controllo sociale degli stranieri delle generazioni successive.
    Occorre un’azione integrata fatta di azioni punitive e di azioni costruttive di comunità.

    Una parte di queste esigenze, oggi, è soddisfatta dal DL approvato, ma non basta.
    E siccome non basta, sul resto di quanto c’è da fare occorre creare una convergenza politica ampia e solida, che sfidi gli atteggiamenti ideologici o personalistici, i fondamentalismi e la demagogia che, purtroppo, sono vivi in questo Paese..
    Solo così saremo degna classe dirigente della nostra Italia, solo così daremo una risposta concreta; solo così ridaremo fiducia alla politica e al Paese.
    Non posso credere di vivere in un Paese dove la sicurezza (ossia quella che abbiamo definito come la capacità di garantire ad ogni individuo della nostra comunità la possibilità di godere in modo sereno della propria quotidianità, di costruire il proprio progetto di vita ed il proprio futuro) sia una questione di parte. No, mi rifiuto di crederlo.

    L’alternativa a questo percorso è costituita dal declino sociale di tutta la comunità e della sua classe politica; noi, consiglieri del Partito Democratico, non accettiamo di ridurre il tema della sicurezza alla stupida vittoria politica di qualcuno contro qualcun altro; non si baratta il vantaggio personale o di un partito con un dramma irrisolto del Paese.
    Noi vogliamo pensare al Paese e per questo presentiamo una proposta di risoluzione di ispirazione unitaria. Diteci dunque se oggi, proprio a partire da questo nostro territorio così duramente colpito, possiamo cominciare a farlo insieme”.

    Gruppo Consiliare Municipio Roma XX Partito Democratico – L’Ulivo
    Alessandro Sterpa, Massimo Denaro, Giulio Casali, Francesco Scoppola,
    Marco Tolli, Daniele Torquati, Giovanna Tomassini, Gianfranco Pongetti

  3. Comunicato Gruppo Consiliare del Partito Democratico – L’Ulivo del Municipio Roma XX

    Roma, 3 novembre 2007. Questa mattina, durante il Consiglio straordinario del Municipio XX del Comune di Roma sul tema della sicurezza, sono state approvate all’unanimità tre risoluzioni, delle quali due proposte dal centrosinistra ed una unitaria della maggioranza e dell’opposizione.
    Il gruppo consiliare del Partito Democratico–L’Ulivo esprime la propria soddisfazione per l’approvazione del documento che chiede il trasferimento delle competenze sulla linea Roma Nord (dove è avvenuta l’aggressione di Giovanna Reggiani) dalla Regione Lazio al Comune di Roma e l’accelerazione degli interventi già programmati per l’ammodernamento della linea di trasporto ferroviario, delle stazioni e loro messa in sicurezza, della sostituzione del materiale rotabile. Egualmente apprezzabile è l’approvazione all’unanimità della condanna, da parte di tutto il Consiglio, dell’aggressione avvenuta ieri a Tor Bella Monaca a danno di cittadini rumeni.
    Infine, il documento unitario sulla sicurezza approvato appare un buon punto di partenza per rilanciare in modo condiviso le iniziative già assunte per un maggior controllo del territorio, l’abbattimento degli insediamenti abusivi, la messa insicurezza e la bonifica delle aree degradate.
    Il gruppo PD-L’Ulivo auspica, inoltre, che le intenzioni dichiarate dai partecipanti si dimostrino, alla prova dei fatti, non riconducibili alla mera propaganda e si trasformino in azioni concrete.
    Ringraziamo le numerose personalità politiche ed istituzionali, sia del centrodestra che del centrosnistra, che sono intervenute – in un clima di sereno confronto – tra i quali deputati e senatori, consiglieri regionali e comunali e l’Assessore alla sicurezza del Comune di Roma Tuodì.
    Per questo, appaiono incomprensibili le dichiarazioni dell’on. Giro (coordinatore romano di FI), l’unico ad essere stato fischiato e contestato dai cittadini, il quale – evidentemente – ha scarsa esperienza nel confronto diretto con i cittadini romani sui problemi reali ed ha dimostrato una evidente difficoltà a scendere dal piano del comizio a quello della proposta concreta.

    Gruppo Partito Democratico – L’Ulivo
    Municipio Roma XX

    Cons. Alessandro Sterpa
    334.3827983

  4. Caro cons.Sterpa, sai quanto tu mi sia simpatico, non vorrei riaccendere inutili polemiche in questo momento di lutto e di dolore, ma l’on. Giro è stato minimamente contestato da qualche vostro ‘amichetto’ di partito e da un consulente esterno ben retribuito dall’amministrazione comunale presente al consiglio straordinario!!! L’on. Giro vi ha solamente detto in faccia la verità! E si sa che la verità fa male e a voi ha fatto molto male! L’attuale Sindaco di Roma e l’ex Prefetto di Roma che fino a questa estate dichiaravano ai quattro venti che Roma è una Città sicura hanno pesantissime responsabilità!!! Sarebbe più nobile per voi chiudervi in un silenzioso esame di coscenza piuttosto che continuare a gettare inutilmente benzina sul fuoco!! Cons. Simone Ariola – Alleanza Nazionale-

  5. Avevo letto che, per motivi di ordine pubblico, la fiaccolata promossa dal Fronte Nazionale a ponte Milvio era stata vietata. Ieri sera invece sono rimasta sconvolta nel vedere la manifestazione in corso:tra le fiaccole sventolava una bandiera con le svastica e tra i giovani veniva intonato “sieg heil” di triste memoria. Trovo incredibile il risvegliarsi di simili fenomeni in queste tristi circostanze e mi indigna il rigurgito di nazismo nell’indifferenza generale. Tutto quello che di terribile è successo in questi ultimi anni ,da modo a movimenti che non hanno ragione di esistere di ripresentarsi alla ribalta con pretese di legalità. E’ avvilente!

  6. Credo che la denuncia della sig.ra Susanna sia da prendere in considerazione, ma le ricordo che fino a prova contraria questo tipo di movimenti non sono di dipo governativo e quindi fortunatamente non presenti nelle istituzioni.
    Mentre contrariamente i partiti politici che si rifanno al comunismo(comunisti italiani -rifondazione comunista) piu becero, condizionano realmente ogni giorno la sicurezza del nostro paese ,dicendo la loro all’interno del governo e a caduta in tutte le amministrazioni.
    Vede signora anche alla sottoscritta gli viene da sentirsi male quando vede bandiere con la falce e martello di pari passo a quando vede quelle con le svastiche !!! Quindi se posso le consiglio di non guardare le cose in maniera unilaterale ma nella sua globalità e individuare il pericolo reale.

  7. Zingari che farne ?

    Alcune riflessioni che vogliono essere un contributo a riflettere con razionalità su un tema delicato che riguarda i diritti umani fondamentali di tante persone emarginate : Rom e Sinti.

    In Italia, nonostante l’aumento dovuto, negli ultimi 6 anni, alle migrazioni di rom romeni, la percentuale totale di Rom e Sinti sul totale della popolazione rimane al di sotto dello 0,3% (di cui circa la metà sono cittadini italiani). Circa 70.000 (dunque tra la metà ed il 60%) sono italiani; e lo sono da secoli. È importante ribadirlo, perché invece vi è la tendenza a considerarli tutti stranieri. Sono presenti in Italia anche circa 40 mila zingari romeni (perciò comunitari e dunque comunitari) o di altre nazionalità europee. Altri 30.000 sono provenienti dalla ex Iugoslavia e non riconosciuti più recentemente da nessuno stato.

    L’Osservatorio europeo contro il razzismo e la xenofobia, ha recentemente lanciato l’allarme affermando che “i rom in molti paesi membri dell’UE sono costretti ad affrontare sia violenze a sfondo razzista sia discriminazioni sistematiche riguardo all’accesso all’istruzione, all’assistenza sanitaria, al mercato del lavoro e delle abitazioni”

    Dai dati forniti dal Ministero della giustizia, relativamente al 2006, risultano segnalati agli uffici di servizio sociale minorile di giustizia, su un totale di 19.920 minori, 2.424 zingari.

    Si tratta del 12% dei minori segnalati (mentre il 67% sono italiani e il 20% stranieri)

    Di fronte a questi dati – contenuti rispetto alla percezione collettiva, ma ugualmente preoccupanti – bisogna guardarsi da letture antropologiche di bassa lega, che tendono ad annullare le responsabilità personali e ad affermare l’esistenza di un inevitabile destino collettivo.

    Come affermato più volte dalle associazioni che lavorano direttamente con queste comunità, non si può utilizzare la popolazione Rom, come falso bersaglio, anziché mettere a fuoco i reali problemi delle nostre periferie.

    La sicurezza e la legalità siano un diritto per tutti; anche per Rom e Sinti. Chi commette reati sia sanzionato secondo le leggi ma non criminalizziamo un intero popolo.

    Come fa, per esempio, il presidente di Alleanza Nazionale,Gianfranco Fini, che riferendosi ai Rom, in una intervista ai giornali, dice : «Mi chiedo come sia possibile integrare chi considera pressoché lecito e non immorale il furto, il non lavorare perché devono essere le donne a farlo magari prostituendosi, e non si fa scrupolo di rapire bambini o di generare figli per destinarli all’accattonaggio. Parlare di integrazione per chi ha una “cultura” di questo tipo non ha senso»

    Affermazioni del genere servono a diffondere una cultura della paura che può solo produrre conflitti maggiori e più violenti. E’ la storia che lo insegna: oggi i grandi ghetti; e domani?

    I rom e i sinti che vivono a Roma non sono nomadi, ma stanziali (sebbene vittime di continui sgomberi) e aspirano ad una soluzione abitativa stabile. Ciò è dimostrato dalle centinaia di famiglie che sono in lista d’attesa nelle graduatorie per l’assegnazione di case popolari. Per giunta 5000 di loro vivono a Roma da più di trenta anni.

    E’ questa mentalità che ha fatto crescere più di due generazioni di Rom nelle discariche delle nostre periferie, senza servizi essenziali, in situazione simile alle aree più povere del mondo. Il fatto che il degrado e la marginalità sociale spingano alla devianza non è certo imprevedibile.

    Forse occorre ridiscutere anche le politiche sociali e la coerenza con gli obiettivi che si ripromettono raggiungere.

    Proporre per esempio misure che aiutino a superare l’assistenzialismo e impostare logiche di medio termine, che permettano di riconoscere i diritti di cittadinanza e i diritti economici, sociali e culturali di queste popolazioni.

    Le culture non sono un’entità statica e data per sempre. Le culture si trasformano e si adeguano alle esigenze del tempo. La sfida è proprio quella di riuscire a creare le condizioni di libertà e di non urgenza in cui sia possibile realizzare ciò senza costrizioni umilianti.

    Partire dai bambini e dai giovani. Attivare misure concrete e decisive per la promozione umana dei piccoli, spesso prime vittime degli sgomberi che ne interrompono il faticoso processo di integrazione scolastica.

    Il rispetto della legalità deve essere una conquista comune che nasce dal dovere dei singoli ma anche dal diritto delle comunità a veder riconosciute le condizioni per poterlo fare . E in questo è fondamentale il ruolo dello stato democratico.

    Come afferma la nostra costituzione : “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

  8. Cara Signora Carla
    il pericolo lo vedo personalmente nelle manifestazioni di estremismo da qualsiasi parte provengano. Non sono ebreo, ma vorrei sapere quali fossero le sensazioni di un professante dei quella religione se fosse stato in piazza ieri sera. Ritengo la manifestazione una vergogna per le idee espresse per i toni e per le modalità. Trovo a dir poco vergognoso che sia permesso a qualcuno di urlare sigh-heil al giorno d’oggi.

  9. Ricordo ai più che lo avessero dimenticato che la propaganda del fascismo è vietata dalla Costituzione e dalle legge Scelba e Mancino.

  10. Gentile Vincenzop,

    ho letto la sua email e mi trovo in gran parte in disaccordo per un motivo in particolare: vuol far passare i Rom come vittime del sistema.

    Ad esempio quando lei dice:
    “Dai dati forniti dal Ministero della giustizia, relativamente al 2006, risultano segnalati agli uffici di servizio sociale minorile di giustizia, su un totale di 19.920 minori, 2.424 zingari.
    “contenuti rispetto alla percezione collettiva” – peccato che i 2424 zingari minori devono essere rapportati ai 140.000 di popolazione zingara nazionale mentre i 10000 italiani devono essere rapportati ai 59,2 milioni di italiani (un po’ diverso o no?)

    Lei si lamenta delle dichiarazioni del mio presidente ma non ho capito in quale parte non corrispondono al vero…

    Inoltre il fatto che i rom siano stanziali non deve essere un pregio ma casomai un difetto dell’amministarzione comunale (il centro di tor di quinto è provvisorio…), figuriamoci se bisogna anche provvedere con una casa popolare…

    Afferma “Forse occorre ridiscutere anche le politiche sociali” – ad esempio lo sa che la maggior parte (se non la quasi totalità) dei pulmini che dovrebbero portare i giovani rom a scuola sono quasi vuoti? per interrompere il “faticoso progesso dell’inserimento scolastico” (parole sue) bisognerebbe prima iniziarlo…

    Infine i miei complimenti, l’apice l’ha toccato con questa frase:
    “permettano di riconoscere i diritti di cittadinanza e i diritti economici, sociali e culturali di queste popolazioni”
    ma lei ci crede sul serio o scherza?

    Per concludere una delle sue frasi finali:
    “Il rispetto della legalità deve essere una conquista comune che nasce dal dovere dei singoli ma anche dal diritto delle comunità a veder riconosciute le condizioni per poterlo fare . E in questo è fondamentale il ruolo dello stato democratico.”
    Con questa mi trovo parzialmente d’accordo perchè il processo non si può ottenere in contemporanea ma prima deve essere garantito il rispetto della legalità (in fin dei conti il nostro è uno stato democratico e non ritengo che non si abbiano le condizioni per poterlo ottenere).

    Per concludere la volevo ringraziare perchè è la prima volta che discuto con una persona favorevole all’integrazione dei ROM, che addirittura si colpevolizza per l’attuale situazione.
    E’ proprio vero che non si finisce mai di imparare.
    A presto,

    Stefano Erbaggi

  11. Gent.mo sig. Erbaggi,

    di fronte a questioni drammatiche come quella del rispetto dei diritti fondamentali della persona mi è difficile fare ironie.

    E’ la costituzione italiana che riconosce ai cittadini diritti che sono quello di avere un lavoro, istruzione, sanità, alloggio.

    Una cosa omessa dal suo presidente Fini è proprio il fatto che quando parla dei Rom fa finta di non sapere che 70.000 di questi sono cittadini italiani.
    Contesto la generalizzazione che fa partendo da atti individuali (che devono essere sanzionati nel rispetto delle leggi) a colpevolizzare un intero popolo.

    Contesto la sua ignoranza sulle trasformazioni culturali possibili (le culture sono qualcosa che evolve) e sul giudizio di impossibilità di convivenza dei Rom nella nostra società italiana.

    Infine riconosco che le istituzioni pubbliche della Repubblica non hanno fatto negli anni quanto avrebbero dovuto per rispettare il compito che la Costituzione gli affida : rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono ai cittadini di avere pari opportunità e poter partecipare pienamente al progresso del paese.

    Vorrei politiche sociali più efficienti e meno assistenziali.

    Vorrei che le scelte politiche siano fatte per favorire i più emarginati e poveri del paese.
    Se la capacità di critica e di auto critica per lei è una novità da imparare le auguro il miglior sucesso. Per la sua parte politica forse è anche più facile visto i disastri che ha combinato negli ultimi anni in cui era la governo il suo presidente.

  12. Vorrei porre una domanda al consigliere Erbaggi. L’affermazione, sostenuta anche dal Presidente Fasoli durante il consiglio straordinario, che i pulmini sono quasi vuoti e che non esiste un processo di inserimento dei minori rom nell’istituzione scolastica su quali dati si basa? Sulla percezione dei consiglieri che vedono i pulmini tornare al campo con gli operatori che hanno appena lasciato i bambini a scuola? Lavoro nel progetto di scolarizzazione da cinque anni e posso assicurare che i pulmini non sono affatto vuoti o quasi vuoti. Ogni mattina entriamo nel campo nomadi di Tor di Quinto, dove i bambini ci aspettano vestiti e lavati (per quanto sia possibile viste le condizioni igieniche in cui sono costretti a vivere). Scambiamo qualche parola con i genitori e partiamo con il pulmino stracarico tanto che abbiamo dovuto richiedere alla trambus un mezzo più grande, in grado di contenere tutti i bambini in condizioni dignitose.
    Magari se il consigliere Erbaggi o l’onorevole Fini entrassero in un campo nomadi per osservare la questione un po’ più da vicino si renderebbero conto che non basta gettare un’occhiata distratta ai pulmini per inquadrare una situazione così complessa.

  13. Cara Lara perché non ci racconti la tua esperienza e la tua storia?
    In questo modo potremo finalmente fare chiarezza sulla questione della scolarizzazione dei bambini ROM sulla quale mi viene il dubbio, alla luce di quanto da te asserito, siano state scritte tante inesattezze.
    Te lo chiedo perché ho sentito tante persone dire che i pulmini girano vuoti e che il progetto si sia rilevato un fallimento.
    Grazie

  14. Mi sembra chiaro che chiedere a Lara se funziona il progetto di scolarizzazione dei giovani rom è come chiedere all’oste se il suo vino è buono.
    Lo fa per lavoro , come potrebbe affermare che non funziona ?
    Per quello che riguarda la mia esperienza ( di spettatore partecipe alla vita scolastica ), ho sempre visto pulmini desolatamente vuoti; ovvero con 4-7 elementi su pulmini di capacità da 30 posti.
    Mai visto pulmini traboccanti di vispi scolaretti rom.
    E pensare che per me tale servizio costerebbe mica poco.
    E che invece mi debbo alzare prima e debbo sorbirmi il traffico.
    Magari quelli vanno pure nella corsia prefenziale senza problemi.
    E che magari ( anzi sicuro ) vengono da un campi nomadi quale quello di Tor di Quinto dove dimorano qualche migliaio di persone.
    O Erode ci passa mensilmente oppure non ci vanno, perchè ce ne stavano/stanno eccome; di ragazzini.
    E’ molto probabile ( anzi sicuro ) che non ci vanno affatto.
    Perchè magari la maggior parte, costretti dai genitori ( tocca purtroppo usare questo vocabolo per questi indegni personaggi ) ad elemosinare , rubare, scippare eccetera.
    E mica vero che vengono lavati, puliti ed ordinati.
    Affatto.
    Generalmente sono una fonte di “pediculosi”, come minimo.
    La convivenza ( perchè di questo si tratta ) è sopportabile a livello elementare, già nelle medie sorgono non pochi problemi.
    Questioni di “piccolo bullismo”, appropiazione non debita , e problemi comportamentali specie con l’altro sesso.
    Non entro nei particolari dei quali tutti ( a meno di congenita ingenuità ) possono capirne l’essenza.
    E’ solo una questione di educazione.
    Educazione che sicuramente non tutti gli italiani hanno ma che altrettanto certamente la stragrande maggioranza dei rom NON ha.
    Sarà colpa di come vivono ? Dell’ambiente che si sono creati ? Delle attività o delle non-attività che svolgono ? Di come vengono “avvertiti” dal resto della popolazione ? Del disagio sociale ? Della promiscuità in cui vivono ?
    Ma chissenefrega di chi è la colpa.
    Fatto sta che è così.
    Ma mica gliel’ho detto io al nonno del nonno ….. del nonno del ragazzino rom di girovagare in camper ( prima sui carri ) per tutta l’Europa vivendo di espedienti.
    Ma chi gliel’ha chiesto di accamparsi in migliaia “circondando” la città.
    Gli consegnamo i campi strutturati e dopo neanche una settimana i bagni sono sfondati , distrutti; fatevi un giro sull’olimpica per verificare.
    Gli spiazzi subito riempiti con spazzatura ed auto e motorini semismontati e del tutto sfasciati.
    Saranno mica sempre i razzisti che nottetempo depositano la spazzatura e smontano la auto appositamente lì portate e magari per sfregio bruciano pure i copertoni ?
    Vorrei cortesemente far presente che molti rom che sono “italiani” , lo sono per il solo fatto di essere nati in Italia , non per loro libera scelta.
    Sono italiani come lo sono i figli dei filippini o peruviani o albanesi o marocchini che sono nati in territorio italiano.
    E non c’è su questo nessunissimo problema od ostacolo.
    Il fatto che oltre ai rom ci sono pure i Sinti francamente – a parte lo sfoggio di cultura etnica – , non mi rassicura neanche un po’.
    Mi domanderei piuttosto perchè
    “i rom in molti paesi membri dell’UE sono costretti ad affrontare sia violenze a sfondo razzista sia discriminazioni …..”.
    Possibile che molti paesi della UE sia pervasi di tenace spirito razzista ?
    Ne dubito.
    Ma dopo i recenti fatti di Tor di Quinto chi rispondeva candidamente alle domande del come fate a vivere fatte dal cronista televisivo ( dico televisivo perchè l’abbiamo visto tutti o quantomeno chi lo voleva vedere e capire ) ?
    Anche qui , dubito che siano stati biechi razzisti travestiti.
    Erano “normalissime” persone rom di entrambi i sessi che sempre candidamente rispondevano ( ridendo furbetti ) che si arrangiavano tra furti , traffici , elemosine , borseggi , scippi eppoi sì , c’erano quelli “cattivi che spacciavano, prostituivano e via dicendo.
    Ma ci tenevano a dire che però “non stanno qui” , è vero stavano alla baracca dopo.
    Il fatto acclarato è dato dal titolone in prima pagina del primo quotidiano di Bucarest ( chiedo venia non ricordo il nome ) che annunciava allarmato pochi giorni dopo l’omicio della Sig.ra Reggiani : “Ora Rientrano i Delinquenti !”.
    Non è che il problema in fondo in fondo è questo ?
    Che prima il numero era limitato e sopportabile ?
    Che a fronte di una minima parte di rom con lavoro e vita regolare , la stragrande maggioranza comunque viveva di espedienti ?
    Ma che comunque il numero “limitato” riportava tutto nei limiti del tollerabile ? Perlomeno per noi italiani s’intende.
    Il numero è poi aumentato e con esso purtroppo la parte “peggiore” di quella etnia.
    E la grana è scoppiata.
    O meglio , ha fatto finta di scoppiare visto l’esito del pacchetto sicurezza, degli sgomberi sul tipo gioco-delle-tre-carte.
    Cambiato poco , quasi nulla.
    Anzi in questo momento sono più alti e numerosi i singhiozzi ed i singulti lacrimevoli sulle povere condizioni di queste persone.
    Persone che chissà quale oscuro motivo o macchinazione vuole allontanare dalle nostre terre che sempre si sono dimostrate e mostrate a braccia aperte a chiunque.
    Forse sarebbe il caso di mettersi un attimo a braccia conserte ( non dico in guardia ) e pensare prima di tutto al bene ed alla sicurezza di questa terra e di chi la popola e la vive da sempre.
    E direi che sarebbe anche il caso di smetterla con le forzature di integrazione , dai menù scolastici di cucina romena ai libri in ligua romena nella biblioteca.
    Quasi a farci sentire noi colpevoli.
    Di cosa non si sa.

    Ma d’altronde in questo momento da un Paese che ha paura di urtare la suscettibilità dei clandestini e dei loro supporters ma non ha tema alcuna , anzi impavido e sprezzante del pericolo impedisce al Dalai Lama di essere ricevuto formalmente dal governo , che ti vuoi aspettare ?
    Che vergogna , banda di chiacchieroni !

  15. Non entro nel merito del discorso sull’integrazione perché mi sembra inutile parlare con chi afferma che gli sforzi per l’integrazione, tipo i libri in lingua rumena o i menù scolastici che includano menù di altre culture (non solo rumene) sono inutili. La trovo una posizione di estrema chiusura che non condivido affatto.
    Per quanto riguarda il progetto di scolarizzazione credo di poterne parlare proprio perché ci lavoro e ogni giorno sono sul pulmino (stracolmo) con i bambini. Quindi chiedo all’attento spettatore della vita scolastica cosa sia passato sotto ai suoi occhi. Di certo non il pulmino sul quale sono io e che porta, guarda caso, proprio i bambini del campo di Tor di Quinto. Pulmino che va in più scuole e lascia in media sette bambini in ogni istituto. Quindi, probabilmente l’attento osservatore vede il mezzo quando la maggior parte dei bambini sono a scuola e il tragitto del pulmino è ormai quasi concluso.
    Aggiungo un’ultima cosa: i campi attrezzati che i rom poi rovinano in quanto maleducati sono tipo quello di Tor di Quinto senza elettricità e acqua e dotato solo di bagni chimici, pieno di buche e fango?

  16. Sig.ra Lara , le assicuro che non è mai inutile parlare.
    Se prova a farlo anche con riottose etnie , potrebbe riuscirci anche con me.
    Detto questo , le assicuro che considero – senza alcuna ironia od altro di similare – il suo lavoro meritorio e meritevole.
    Ma , detto anche questo , l’attento osservatore non capisce perchè i vari “difensori” di queste persone riescono sempre a sviare le domande ed i quesiti più diretti e chiari.
    Non capisco perchè non mi si spiega da dove provengono le auto ed i motorini smontati che spuntano in mezzi ai capi. Sarà autorottamazione ?
    Non capisco perchè non mi si spiega perchè durante ( rari per la verità ) i vari controlli dei campi vengono sempre trovati gioielli, orologi, grosse cifre di denaro di ignota provenienza, partite di stupefacenti, armi , auto rubate , moto rubate eccetera eccetera.
    Non capisco perchè non mi si spiega quale è l’ignoto fenomeno che induce i bagni chimici ad autodistruggersi a calci disarticolando le porte ed autoimbrattarsi con scritte varie. Eppure credo che siano stati consegnati sani, intatti e funzionanti, magari pochi ma funzionanti.
    Non capisco perchè non mi si spiega quale è il fenomenale concime che induce una così rigogliosa messe di spazzatura.
    Il campo ( ahimè tra l’altro un vecchio e glorioso campo di calcio , per chi lo ricorda ) era stato consegnato pulito. Credo basterebbe poco per ottimizzare la pulizia del campo, un po’ di volontà e po’ di civiltà.
    Quella che insomma usiamo quotidianamente nelle nostre case.
    Non capisco perchè non vengano commentate le parole candide delle persone dei campi rom quando affermano che la loro attività primaria è elemosina ed i “furtarelli”.
    Ma veramente c’è qualcuno che ancora crede all’artigianato della battitura del rame o nel cesellare monili e gioielli ( magari con l’oro fuso di chissàdoveechissàdichi).
    Non capisco perchè debbano continuare a vestirsi da straccioni quando la maggior parte delle donne indossa sempre qualche etto d’oro ed i loro consorti posseggono auto mica da impiegato e comunque sulla baracca c’è sempre la parabola, non quella evangelica ma televisiva.
    Sarà una considerazione banale e rozza ma di fatto è così.
    Il problema è che mentre gli altri , seppur con mille problemi, cercano l’integrazione riconoscendo le regole della nazione che li ospita, i rom considerandosi nomadi, affatto.
    Sono loro i primi ad autoescludersi dalla nostra società perchè come nomadi appunto non si sentono tenuti al documento, all’identità nazionale, al domicilio ed a tutte quelle piccole o grandi regole che costituiscono il vivere civile di una società.
    Ma perchè non domandate ai proprietari di quei campi sportivi adiacenti cosa debbono fare per tenere in sicurezza le loro cose ed impianti ?
    Perchè non gli chiedete dei dinieghi dei genitori rom alle proposte di far giocare in squadra qualche piccolo promettente ?
    Ora , io non sono in una posizione di estrema chiusura bensì di grossa diffidenza.
    Diffidenza , si; perchè tra i due , chi deve accettare sono io.
    Sono io che sono nato qui e loro che sono venuti.
    Quindi io accetto ( o meno ) e non il contrario.
    E non ho problemi con nessuna della parte sana dei filippini, peruviani, marocchini, indiani e varie.
    I problemi semmai li ho con la parte “non sana” , ma sono nè più nè meno gli stessi problemi che ho con la parte “non sana” degli italiani.
    E se nell’etnia rom al momento la parte “non sana” prevarica quella buona , non è colpa mia. E neanche sua ovviamente.
    Al momento i passi verso l’integrazione ( semmai sarà possibile ) sono unilaterali.
    Ossia da noi a loro.
    Ma quanto ci costa questo percorso di “integrazione” ?
    Quanto ci costa in termini di rapine, furti, scippi , aggressioni, omicidi ?
    Quanto ci costa in termini economici, di risorse che potrebbe andare in cause diverse, in termini di sicurezza, tranquillità, decoro e decenza ?

    Alla fine comunque , lei si terrà il suo impegno ed io la mia grossa diffidenza.

    Cordiali saluti.

  17. Cara sig.ina/ra Facondi,
    lei pone domande e io, come sono solito fare, le rispondo.
    lei dice: “l’affermazione che i pulmini sono quasi vuoti e che non esiste un processo di inserimento dei minori rom nell’istituzione scolastica su quali dati si basa?”
    Si basa sui dati forniti dal Comune di Roma – XI Dipartimento, quando il suddetto dipartimento si degna di fornirli, perchè si dà il caso che STRANAMENTE non sono più online e sempre STRANAMENTE, come si evince dalla nota della Comandante della Polizia Municipale del XX Gruppo in data 23/12/2007, “per il centro di Accoglienza Roman River, nonostante i numerosi solleciti, il Dipartimento XI non ha fornito l’elenco dei bambini iscritti nelle scuole del XX Municipio”.

    Ma torniamo al Campo Nomadi di via del Baiardo (di cui lei dovrebbe essere ben informata).

    Dati settembre – ottobre – novembre 2007
    Scuola Elementare Merelli (la più frequentata)
    bambini/ragazzi iscritti: 14
    media giorni frequentati: 32,5 (su 56)
    percentuale presenza: 58,0

    Dati settembre – ottobre 2007
    Scuola Materna Vibio Mariano (vari plessi)
    bambini/ragazzi iscritti: 8
    media giorni frequentati: 15,3 (su 36)
    percentuale presenza: 42,4

    Scuola Elementare Vibio Mariano (vari plessi)
    bambini/ragazzi iscritti: 25
    media giorni frequentati: 16,8 (su 36)
    percentuale presenza: 46,6

    Scuola Media Vibio Mariano (vari plessi)
    bambini/ragazzi iscritti: 21
    media giorni frequentati: 2,5 (su 36)
    percentuale presenza: 6,9

    Totale (considerando solo settembre e ottobre, ed è pure meglio perchè a novembre le frequenze della Merelli sono in netto calo…)
    bambini/ragazzi iscritti: 68
    media giorni frequentati: 13,3 (su 36)
    percentuale presenza: 37,0

    Probabilmente lei sarà fortunatissima ad avere il pulmino sempre pieno(??) e io sono sempre sfortunato a vederli sempre semivuoti, ma vorrei sapere
    se una percentuale del 37% deve essere considerata quantomeno soddisfacente!!!

    Caro Fabrizio spero che con questi dati (di cui ti ho mandato via email una copia completa) tu ci possa vedere più chiaro, perchè io non faccio un discorso stile “portare acqua al proprio mulino” ma parlo di FATTI e DATI ufficiali.
    Cordialmente,

    Stefano Erbaggi
    Cons. AN Municipio Roma XX
    347-0345297
    stefanoerbaggi@hotmail.it

  18. Gentile Consigliere Erbaggi,
    le statistiche sono sicuramente un metodo di rilevamento efficace, ma spesso non hanno molto a che fare con la vita reale e soprattutto non tutte le situazioni si prestano bene a simili valutazioni.
    I rom, come affermava tempo fa anche Fasoli, sono nomadi (anzi Fasoli diceva che in quanto tali devono necessariamente spostarsi), motivo per cui capita che partano e si allontanino dal campo per brevi o lunghi periodi. Questo va inevitabilmente a influire sulla frequenza scolastica di cui sopra. Ho inviato un mio commento per contestare l’affermazione che i pulmini sono vuoti, perché non rispondente al vero. I problemi della scolarizzazione sono molti e diversi, ma questo non toglie che uno Stato, che si possa definire tale, debba assicurare ai meno avvantaggiati un processo di crescita e sviluppo che in questi anni, grazie al progetto di scolarizzazione, si è in parte verificato.
    Quanto a tirare acqua al proprio mulino credo sia un’abitudine piuttosto diffusa. Se ho deciso di intervenire sul tema è perché ci sono dentro e credo di potere dare un contributo, visto che nell’ultimo periodo a parlare dei rom sono stati molti, tanti dei quali, non sono mai entrati in un campo nomadi e non hanno mai parlato con un rom. Se parlare di qualcosa che si conosce e vive ogni giorno vuol dire “tirare acqua al proprio mulino” lo sto facendo e non credo ci sia niente di scandaloso in questo.

  19. Gentile Lara ,
    credo che si possa parlare della mafia pur non avendo mai frequentato mafiosi.
    Credo che si possa parlare della morte senza averla mai provata.
    Credo che si possa parlare della fame pur non avendola mai provata.
    Credo si possa parlare dei rom pur non frequentandoli.
    Magari per poterne parlare è sufficente subirli.
    Le uniche cose delle quali non si può parlare senza averle provate , sono il lavoro ed il rispetto per gli altri e delle “cose” degli altri.

    Ribadisco che trovo la sua attività meritevole e affatto scandalosa.
    Magari è scandaloso non occuparsi del problema nè pro nè contro.

    In “giovane” età , provai anche io , spinto da un malsano eccesso di volontariato e con altri amici a frequentare un campo nomadi per iniziare ad insegnare a leggere e scrivere ai ragazzi rom.
    Chissà che ci aveva “detto” il cervello, magari volevano solo fare gli “impegnati sociali”
    Il campo ( andavo a scuola a monteverde ) era quello del mandrione, sotto gli archi della tuscolana.
    Un posto dimenticato da dio e dagli uomini. E gli abitanti non facevano nulla per farsi ricordare, gli stava bene così.
    Siamo durati meno di un mese, tra lazzi, sberleffi e poi minaccie ed insulti in particolar modo verso le ragazze del nostro gruppo.
    Magari erano altri tempi , sicuramente lo erano.
    Ma non è certo per questo che non provo grosso affetto per loro.

    Ma visto che lei è così addentro nelle loro questioni, mi da risposte alle domande che ho fatto nel commento precedente ?
    Magari sono banali, rozze , reazionarie però cortesemente , me le dia.
    Se può.
    Se può , mi spieghi anche perchè questi se ne vanno ogni tanto.
    E magari dove vanno , ed a che fare ?
    Mio difetto essere curioso.
    Se lo facessi io ( e magari anche lei ) mi licenzierebbero alla prima assenza.
    Ma forse non lavorano ?
    Magari sono liberi imprenditori ? Campano di rendita ?

    Attendo.
    Non posseggo mulino e quindi non mi serve l’acqua.
    Cordiali saluti.

  20. Salve,

    intervengo per l’ultima volta in questo post perchè non voglio trascinarmi in una discussione senza fine, tanto ognuno rimarrà della sua opinione e il mondo è bello perchè è vario!

    Le statistiche sono solo numeri se uno non li sa interpretare! Se così non fosse per quale motivo si farebbero?

    Il Presidente Fasoli non diceva che i rom, in quanto nomadi, si spostano bensì che dovrebbero spostarsi, cosa che non fanno più ed è un dato di fatto che i campi nomadi diventano insediamenti stanziali!

    Cordialmente

    Stefano Erbaggi
    Cons. AN Municipio Roma XX
    3470345297 – stefanoerbaggi@hotmail.it

  21. E’ mia opinione che come al solito la verità sta nel mezzo.
    Nel senso che sono d’accordo sulla scolarizzazione dei ROM perché è forse l’unico modo nel quale le mele buone possano non marcire in mezzo alle altre.
    Dall’altra parte non capisco perché i comportamenti illegali dei ROM, che sono sotto gli occhi di tutti, non vengono perseguiti con la dovuta fermezza. La politica del buonismo ad ogni costo è quanto di più perverso.
    Chi ha sbagliato e continua a farlo paghi.
    Gli altri fuori a godersi un bel mondo pulito.
    Questione di civiltà?

  22. Rispondo ad Aragorn. Dice di non avere problemi a relazionarsi con la parte sana di filippini, senegalesi ecc. Quindi l’unico problema che ha è con i rom, anche con la parte sana intendo. Perché esiste una parte sana che lavora ad esempio nel progetto di scolarizzazione, o in laboratori di cucito e pelletteria, o nella ristorazione. Esiste anche chi tra i rom è professore universitario e ha una cattedra di cultura romanì all’università di Trieste. Per non parlare dei musicisti che hanno contribuito all’evoluzione di molti generi musicali. Perché esiste una cultura rom che non è fatta di furto e delinquenza, ma di antiche tradizioni. Con questo non voglio dire che non esiste anche chi ruba, o chi chiede l’elemosina, cerco solo di fare un po’ di chiarezza su una questione che sta davvero, a mio avviso, sfuggendo di mano. Perché criminalizzare un intero popolo? Noi brave persone italiane non rubiamo? Abbiamo esportato in tutto il mondo la più grande organizzazione criminale. Rubare soldi allo stato con l’evasione e la politica corrotta è diventato il nostro sport nazionale. Forse i rom che rubano ci fanno tanta rabbia perché ci ricordano la nostra parte oscura, quella che preferiamo non vedere. Ma si sta uscendo dal seminato. Avevamo cominciato parlando di scolarizzazione. Non mi è chiara la sua posizione. I bambini che vivono nei campi non dovrebbero frequentare la scuola? Non è forse un diritto di tutti i bambini stabilito dalla carta dei diritti del fanciullo? Non è compito dello Stato fare in modo che i bambini rom possano costruirsi un futuro e avere la possibilità di scegliere un percorso diverso?
    E poi non ci farebbe affatto male accogliere tratti della cultura rom come il senso dell’ironia e della festa, o il loro vivere alla giornata. Quello che credo io è che i rom siano in questo momento un capro espiatorio. Una volta erano gli albanesi, poi i rumeni. Non so forse è solo il nostro atavico spirito vendicativo che si rifà sugli stranieri di ciò che ha subìto quando era esso stesso ospite in paesi stranieri, o è il nostro bisogno di indirizzare l’insofferenza e l’odio che ci portiamo dentro verso ciò che è diverso. E’ di sicuro più facile odiare che capire. La comprensione costa sacrificio e impegno, l’odio soltanto una scarica di rabbia. E poi non siamo noi l’occidente culturalmente superiore a queste povere razze arretrate? Allora tocca a chi ha più mezzi tendere una mano.
    Poche parole di risposta a Erbaggi. Il progetto non è affatto fallito. Forse l’XI dipartimento non dà i dati sulla scolarizzazione per evitare che vengano utilizzati come propaganda politica, con la pubblicazione sterile degli stessi. Quindici anni fa quasi nessun bambino rom andava a scuola. Se oggi la frequenza è del 50% non credo sia un risultato negativo. E’ un processo lungo che ha dato i suoi frutti e ne continuerà a dare. E infine una domanda: qual è l’alternativa che propone?

  23. La sig.ra Lara dice “Il progetto non è affatto fallito. Forse l’XI dipartimento non dà i dati sulla scolarizzazione per evitare che vengano utilizzati come propaganda politica, con la pubblicazione sterile degli stessi.” …!!!… Sono stupefatta: sig.ra Lara, crede davvero a quello che dice? Come cittadina tranquilla e moderata (sì, ma non stupida) e lettrice di questo blog mi sento presa in giro e non posso fare a meno di intervenire:
    1) Ma quale propaganda! Se non si pubblicano i dati di qualcosa vuol dire che non si vuole far conoscere la realtà, perchè evidentemente a qualcuno può seccare. In questo caso forse al Comune di Roma, che dovrebbe valutare negativamente l’esperienza fatta finora.
    Signora Lara, una percentuale del 37% (non del 50% come dice lei) non è certo soddisfacente: se lo lasci dire da una persona che, fra l’altro, fa volontariato da anni. Ammettere di aver sbagliato in qualcosa è dire la verità. Magari si cerca di capire anche il perchè e si studia cosa fare.

    2) Non è che “esiste anche chi ruba, o chi chiede l’elemosina”…. Gentile signora, non esageriamo: esiste anche fra i rom chi NON ruba ecc., ma non li trasformi in capri espiatori!
    Sono i magistrati che, dati alla mano, dichiarano (recentemente anche in televisione, in varie trasmissioni) che in Italia rom, albanesi, romeni hanno la più alta percentuale di criminalità.
    E’ una certezza, non “il bisogno di indirizzare l’insofferenza e l’odio che ci portiamo dentro verso ciò che è diverso”. Perché, lei ha così tanto odio dentro di sè? Io no e non ho alcuna “parte oscura” dentro di me e così tante persone che conosco.

    3) Non mi risulta che fra i filippini, peruviani, capoverdiani, ecc. ci sia una criminalità così alta. Non si criminalizza nessuno senza motivo, ci pensi. Forse si tratta di cultura diversa, questo sì, nel senso che chi va in un paese straniero deve rispettare le leggi per farsi accettare, non delinquere, rispettare le altre persone e le cose delle altre persone. E se si sbaglia (italiano o straniero che sia) ci deve essere la certezza della pena. E senza piagnistei.

    Non ho spirito polemico, ma c’è un limite a tutto.
    Cordialmente,
    Azzurra

  24. Cara Signora Facondi, ho letto sin qui tutti gli interventi. Frequento questo BLOG sin dai primi giorni e non ricordo una tale quantità e lunghezza di post. Ciò significa che il problema è molto sentito dalla collettività, e ciò già dovrebbe farla riflettere. Perdoni la mia franchezza ma nei suoi scritti – sicuramente in buona fede, lo dico senza alcuna ironia, come senza ironia affermo che la sua attività è sicuramente lodevole e meritoria – si sente il cattivo odore di un intellettualismo di maniera basato sull’assioma del “meno male che ci sono quelli come me perchè voi siete una cricca di razzisti e reazionari”. Così facendo, mi perdoni ancora, a mio parere è lei che diventa razzista perchè dietro condivisibili affermazioni di principio, in tutti i suoi interventi non ha mai affrontato il problema da un punto di vista pratico, intendo dire del civile convivere, intendo dire del rispetto del paese dove ti trovi, a prescindere dal fatto che tu ci sia nato o meno. Come pure non trovo condivisibile il suo rifiuto di parlare di certi argomenti (cfr. suo post 18:59:19) sia perchè come le è stato ricordato già, parlare non è mai inutile sia perchè è dal logos che nascono poi i fatti (a prescindere dal fatto che un Blog nasce proprio per essere un luogo di libero scambio di opinioni). Io non so se lei abbia dei figli. Io ne ho due, aihmè già grandicelli, ma ricordo che quando dovevo iscriverli alle scuole elementari sorgeva sempre il problema di una scarsa disponibilità di posti nelle scuole più vicine. Perchè questo è il punto, gentile signora Facondi: le sembra giusto togliere dei posti chi realmente vuole frequentare una scuola a favore di chi (Rom, non Rom, bianco, rosso, italiano o straniero non me ne frega niente) non ci andrà mai? Le sembra giusto rispondere a chi chiede il rispetto della legge che non lo può fare chi ha appartiene ad un popolo che ha esporatato la mafia nel mondo? Non le sembra di essersi appigliata alla retorica invece di rispondere a problemi reali? Trova così assurdo invocare buon senso e rispetto del civile convivere? Mi permetta di chiudere ricordando le parole di quello che, amio sommesso avviso, è stato uno dei più grandi pensatori dell’umanità:
    “Vedi ora, o Socrate, – potrebbero seguitare le Leggi, – se è vero quello che noi diciamo, che cioè non è giusto che tu faccia contro di noi quello che ora appunto hai animo di fare. Perchè noi che ti generammo, noi che ti allevammo, noi che ti educammo, noi che ti mettemmo a parte di tutti quei beni che erano in nostro potere, e te e tutti gli altri concittadini; noi, dico, nonostante ciò, ti abbiamo pur anche fatto capire in tempo, col darne licenza a chiunque degli Ateniesi lo desideri, dopo che sia stato iscritto al registro dei cittadini e già conosca il governo della città e le sue leggi, che se a taluno queste leggi non piacciono è libero di prender seco le cose sue e di andarsene dove vuole.[…] Ma chi di voi rimane qui, e vede in che modo noi amministriamo la giustizia e come ci comportiamo nel resto della pubblica amministrazione, allora diciamo che costui si è difatto obbligato rispetto a noi a fare ciò che noi gli ordiniamo; e se egli non obbedisce, diciamo che commette ingiustizia contro noi in tre modi: primo perchè non obbedisce a noi che lo abbiamo generato; secondo, perchè non obbedisce a noi che lo abbiamo allevato; terzo, perchè, essendosi egli obbligato di obbedirci, nè ci obbedisce nè si adopera”
    E’ strano: sono passati più di duemila anni e ancora c’è chi si ostina a non capire questa verità così semplice.
    La saluto molto cordialemente
    Roberto Colica

  25. Salute a lei Lara, con questo vorrei chiudere la serie degli interventi anche se li trovo estremamente interessanti e stimolanti.
    Ma ho l’impressione che aldilà dello scambio di vedute ,stiamo “looppando”.

    Difendere a spada tratta le comunità rom per quello che fin’ora hanno fatto e per come si sono comportate e per quello che è il loro impegno attuale , mi ricorda un vecchio proverbio zingaro : “Se ti siedi sul cavallo rivolto all’indietro, quello continua ad andare avanti.”.
    Ossia , non tutta ma parecchia , molta, forse troppo della fatica profusa , è fatica sprecata.

    E questo perchè ?

    Perchè “… abbiamo una sola religione: la libertà. In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza e alla gloria.
    Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:una mattina di sole, un bagno nella sorgente, lo sguardo di qualcuno che ci ama. É difficile capire queste cose, Zingari si nasce.
    Ci piace camminare sotto le stelle, la nostra è una vita semplice, primitiva. Ci basta avere per tetto il cielo. Un fuoco per scaldarci e le nostre canzoni quando siamo tristi.”
    Pensa che segreto che celano !
    Sarò pure un gagé (non-zingaro), ma mica ho capito come ragionano questi.
    Sono loro che affermano di volere una vita “primitiva”, lavarsi alla sorgente, camminare sotto le stelle, scaldarsi al fuoco, cantare canzoni.
    Mappoi ?
    Che te mangi ?
    E perchè non vanno nel parco del pollino o nella foresta nera o nell’aspromonte o negli urali ?
    Lì veramente potrebbero godere delle stelle, delle sorgenti, potrebbero camminare, cantare.
    Senza rompere le scatole a nessuno.
    Ma siccome sarebbe un filo più disagiata come situazione , preferiscono la laurentina, tor di quinto, casilina, comunque locazione urbana e cittadina.
    Senza però rinunciare a vagheggiare modi di vita e siti ideali per la loro “tradizione”.
    E tradizione per tradizione – visto che sono romano -, perchè non gli mandiamo qualche legione ?
    Li catturiamo e poi, quelli che giurano fedeltà a Roma verranno integrati , gli altri resi schiavi.
    Questa era la nostra tradizione.
    O non si può più?

    “….gli Zingari costituiscono forse l’ultima sfida ad un modello di vita abbarbicata alla speculazione ed al cemento: il loro futuro dipende, in ultima istanza, da ognuno di noi. Essi continueranno ad esistere nella misura in cui la società dei gagé (non-zingari) saprà non essere indifferente di fronte alle loro ansie, ai loro problemi ed alle loro aspirazioni…..”
    Dicono loro.
    Dovremmo quindi aiutarli – oltre a consentirlo – nel continuare a camminare sotto le stelle, scaldarsi al fuoco, cantare canzoni ed altre amenità del genere.
    Ed il tutto alla faccia nostra.
    Noi , che oltre a camminare, scaldarsi, lavarsi e cantare anzi lavarsi cantando ( sotto la doccia, facciamo prima , questione di tempo ottimizzato ) , dobbiamo pure lavorare , preoccuparci della famiglia , dei figli , della loro istruzione e futuro.
    Anche perchè a forza di guardare le stelle prima o poi un palo lo incontri.
    Poi vattela a prendere con i gagè.
    Voglio dire , concettualmente anche a me piacerebbe vivere , che so’ ,come i sioux , gli indiani d’america .
    Sempre a cavallo, caccia la bisonte, scaramuccie per scaricare l’adrenalina, le tende , i falò, le squaw eccetera.
    Un “taglio” come direbbero i miei figli e non solo quelli miei.
    Mi sono accorto però che da un po’ i bisonti non ci sono più e quindi debbo andare al supermercato; è complicato andare a cavallo in strada e quindi uso la macchina; che invece delle penne debbo mettere in testa ai miei figli che, se vogliono andare avanti , debbono studiare ed applicarsi.
    Loro se ne sono accorti ? O fanno finta che sia ancora possibile andare avanti con queste loro idee ?
    Ho l’impressione che si facciano scudo delle loro “tradizioni” per continuare a non impegnarsi e magari far solo impegnare brave persone che spendono le loro energie cercano di trainarli verso la società civile. Così un paravento , c’è.

    “…per molti secoli i sinti e i rom hanno esercitato dei lavori che erano in accordo con il tipo di vita nomade che facevano.
    I diversi gruppi di zingari si sono specializzati in lavori diversi e queste professioni sono state tramandate dai padri ai figli. E’ per questo che alcuni gruppi di zingari portano ancora oggi un nome che proviene proprio dal lavoro che faceva il gruppo. Così ci sono:
    i lovara ,rom allevatori soprattutto di cavalli,
    i kalderasha , rom calderai o fabbri,
    i lautari , rom musicisti, soprattutto di chitarra e di violino.
    Altre professioni esercitate dagli zingari sono:
    – il commercio di oggetti di artigianato; soprattutto oggetti in metallo o in vimini che i sinti costruiscono con molta abilità,
    – lo spettacolo ambulante; esistono ancora alcuni piccoli circhi gestiti da zingari ed alcuni sinti lavorano ancora nelle giostre e nei Luna Park,
    – la chiromanzia,
    – il lavoro saltuario in agricoltura, in particolare per la raccolta di olive e di agrumi.
    Molti di questi lavori offrono però ben poca possibilità di guadagno nella nostra società dei consumi: nessuno fa più aggiustare una pentola rotta, pochi si fermano ad ascoltare dei musicisti ambulanti, pochi commerciano in cavalli, il circo non è più un’ attrattiva.
    Rimangono così poche possibilità di lavoro per gli zingari anche perchè, fino ad oggi, hanno frequentato poco le scuole e dunque è per loro particolarmente difficile trovare una nuova occupazione.
    E’ forse per questo che alcuni giovani zingari, soprattutto dei gruppi più poveri, cadono nella rete tesa dalla malavita.”.

    Beata sincerità !
    Pochi usano pentole di rame ed i vimini costano meno all’ikea.
    Per chi è interessato poi, la chiromanzia è in onda su tutte le reti televisive dalle 23,30 in poi.
    Finalmente hanno scoperto che certi lavori non sono più attuali.
    Nè più nè meno come quelli di italica e romana memoria dallo spazzacamino,allo “stracciarolo”, dall’arrotino sulla bicicletta al dispensatore d’acqua nelle brocche lungo strade, dal carbonaio col sacco a eccetera eccetera.
    Il problema è che a fronte di 1 che lavora ce ne sono 100-1000 che fanno “altro”.
    Un po’ come i ragazzi che vanno a scuola, 1 ci va altri 100-1000 no.
    E’ vero che – come dice sempre un vecchio proverbio zingaro – una lepre in pentola vale per sei nel campo , ma non esageriamo.

    L’impegno è tale se viene rispettato.
    Ma a me, che mennefrega se questi ogni tanto partono per lunghe transumanze nel paese del chissàdove ed i loro figli non vanno più a scuola ?
    Bene , togliamogli i figli se non sono in grado.
    Altrimenti come si integrano ?
    A rate ? A piacere ? Se gli aggrada ? Se si svegliano dell’umore giusto e luna dritta ?

    Complimenti al professore rom con cattedra di cultura romanì a trieste.
    Bravo e faccia proseliti tra i suoi.
    Abbiamo prodotto ed esportato malavita ?
    Una ragione in più per non volerne altra e magari pure di importazione , consapevoli anche di quanto possano aver sofferto e patito le popolazioni che hanno subito la nostra.
    La scolarizzazione ?
    E’ un obbligo nel nostro stato. Tutti ne hanno diritto e tutti hanno il dovere di ottemperare.
    Se non lo si fà , ci sono sanzioni civili e penali. Applichiamole, semplicemente.
    Io non ho nessuno spirito atavico di rivalsa. Ma poi contro chi ?
    Non odio nessuno. Ma poi perchè ?
    Ma quale lato oscuro ?
    Se per caso l’avessi comunque lo “contengo” e non vedo perchè dovrei al contrario consentirlo ad altri, chiunque essi siano.
    Ma quale capro espiatorio !
    Della loro quotidiana attività illegale ?
    Ma di quali e futili furtarelli ed elemosine si parla ?
    Ma quello che hanno ammazzato a bastonate sulla ciclabile a ponte marconi ?
    Ma quella che hanno ammazzato a tor di quinto ?
    Ma quello che guidava ubriaco ed ha ammazzato 4 persone ?
    Ma quelle che hanno ammazzato la ragazza nella metro con l’ombrello nell’occhio ?
    E potrei continuare , non certo elencando furtarelli ed elemosine.

    Si chiedeva un’alternativa ?
    Bene.
    Chi si integra è ben accetto anzi benissimo.
    Chi non lo fa , fuori ,ma fuori veramente.
    Tutti ma tutti debbono avere documenti di identità e riconoscimento.
    Prendendo le impronte digitali. Chi non ha problemi lo farebbe.
    Se a me chiedessero di farlo per inserirlo nei documenti , non avrei problemi.
    Anzi mi sentirei più tutelato se tutti ( ma tutti ) lo facessero.
    Che tutti ma veramente tutti abbiano l’assicurazione sull’auto ad esempio.
    Vengano tolti i figli a chi non li manda a scuola od addirittura glielo impedisce.
    Vengano chiusi in riformatorio quei ragazzi/e minorenni che hanno decine e decine di denunce per furto , borseggio ed altro; facendogli fare un percorso di recupero.
    Anche perchè poi , attenzione, questi crescono. Bisogna prenderli in tempo.
    Vengano messi in prigione chi delinque e buttate le chiavi.
    Vengano costretti a tenere i campi in ordine e puliti.
    Vengano costretti a pagare il ticket dei mezzi pubblici o perlomeno diamogli tessere gratuite così non mi sento del tutto preso in giro.
    Regolarità vera ed integrazione fatta di cose concrete e non parole.
    Non accetto di integrare chi non manda a scuola i figli o non vuole un documento di identità. Senza il quale non ha domicilio e quindi non gli si può spedire nulla o non si sa dove trovarlo. E senza il quale non può pensare di trovare lavoro a meno che questo lavoro non necessiti proprio di una non-identità e di un non-domicilio.
    Non credo che queste siano misure vessatorie , è quello al quale tutti noi “sottostiamo” ogni giorni senza sentirci oppressi.
    Seppoi vuoi continuare solo a camminare sotto le stelle, farti il bagno nella sorgente, cantare, beh , cambia paese e pure di corsa.

    Se entri nel torrente, non accusare le scarpe di essersi bagnate.
    Sempre per citare un antico proverbio zingaro.
    Presumo quindi che sappiano che se contravvengono alle regole della società che li ospita, non possono certo attendersi benevolenza.
    Magari siamo noi che abbiamo esagerato con la tolleranza.
    E qualcuno ci si è abituato , a questa tolleranza, ed alle prime e giustificate reazioni parla di intolleranza accusando di razzismo chiunque cerchi di obiettare.
    Mi aspetterei proprio ,da chi li frequenta da vicino, una fermezza maggiore nei fatti e nei giudizi perchè dovrebbe essere consapevole che continuare su questa strada non porta molto lontano.
    Se non vuoi vedere, a che serve una stella? Altro proverbio zingaro.

    Scusate la lunghezza.

  26. Gentile Sig.ra Azzurra,
    1)non è propaganda politica pubblicare dei dati (non ho detto questo). Lo è pubblicarli senza commentarli. Senza conoscere l’evoluzione che un progetto ha avuto e senza considerare il punto di partenza del progetto di scolarizzazione. Se prima (circa dodici anni fa) il numero dei bambini rom che andava a scuola era zero, il fatto che oggi questo numero sia aumentato notevolmente è, a mio avviso, una vittoria. La frequenza continua a rimanere un problema, perché, come ho già specificato, i rom sono nomadi e quindi spesso si assentano da Roma. Quello della scolarizzazione è un processo lento che darà i suoi frutti a lungo termine. Se si lavora con i bambini è perché conoscano l’importanza della conoscenza e insistano poi perché in futuro i loro figli proseguano gli studi e scelgano di migliorare le loro condizioni di vita.
    2) Anche se, stando a ciò che dice lei, sono pochi quelli che non delinquono, perché quei pochi devono sentirsi criminalizzati, maltrattati ed emarginati? Come si esce da questa situazione se chi prova a comportarsi bene viene allo stesso modo trattato come un potenziale delinquente? Quello che io contesto è che venga criminalizzato un intero popolo. Non, ovviamente, che quelli che sbagliano paghino.
    Perché invece non si valorizza chi si comporta bene? I rumeni che ogni mattina vengono sfruttati nei cantieri non fanno notizia, né i rom che in un paese della Calabria si occupano dello smaltimento dei rifiuti. Non serve una laurea in psicologia per capire che se si ripete a un individuo che è un delinquente è difficile che riesca a essere diverso.
    3) Giro a lei la domanda che ponevo al consigliere, qual è l’alternativa? Se non si investe sui bambini, quale altro intervento si può pensare?
    Cordialmente

  27. Sarò sintetica e con questo chiudo l’argomento, perché ho la netta impressione che la sig.ra Lara stia spandendo polemicamente una sua cultura chiaramente di parte e le domande che sembra porre in realtà le servono per continuare all’infinito, anche con toni provocatori. Ma si sente unta dal Signore? Non ha mai un piccolo dubbio nella sua vita? O ritiene di avere (solo lei) sempre ragione?
    Quindi:
    1) I dati sono numeri e quindi freddi, ma reali. Gli unici commenti che si fanno ai numeri sono valutazioni sull’efficacia di quanto fatto, sui rimedi o sui tagli eventuali.
    2) Nessuno criminalizza i (pochi, purtroppo) onesti, ma i (tanti, purtroppo) non onesti, anche se a vari livelli. Chi si comporta bene ottiene aiuto e anche l’attenzione della gente. Conosco anch’io alcuni rom e tanti stranieri, comunitari e non: non sono tutti pieni di buona volontà e lo sanno benissimo anche loro.
    3) Chi vuole davvero dare un futuro diverso e migliore ai propri figli cerca anche di scolarizzarli. Purtroppo già a 10 anni i bambini rom sono abituati a delinquere (e stimolati a farlo). E’ giusto insistere, ma occorre saper discernere: non si può cozzare contro il granito e dire che non è vero o che è morbido!
    4) Investire sui bambini, certo. Ma se la risposta è il 37% a che serve nasconderlo o negarlo arrampicandosi sugli specchi? Semmai servirà un pullmino più piccolo…….
    5) Occorre anche che gli adulti sappiano che chi sbaglia paga davvero. E occorre che le Autorità preposte siano (giustamente, ma realmente) severe con chi sbaglia. Ai giovani occorrono sia esempi positivi che certezza sulle punizioni.
    Chiudo qui sull’argomento, non per spocchia, ma perchè ho tante altre cose da FARE, anche nel volontariato.
    Cordialmente,
    Azzurra

  28. Cara Azzurra
    se questo blog può essere uno spazio per dare voce alle sue azioni di volontariato e portare a conoscenza i residenti di situazioni particolari non esisti ad inviarci delle comunicazioni.

    E non chiudete le comunicazioni. Siamo esseri civili e comunicare garbatamente e senza offendere, anche se rimaniamo di idee opposte, è un esempio di civiltà.

  29. Devo ringraziare pubblicamente Aragorn.
    La lettura dei suoi commenti ha sempre il potere di farmi riflettere e sorridere contemporaneamente.

  30. Ti ringrazio Fabrizio , anche perchè un sorriso è per noi raro come dice sempre il solito proverbio rom :

    Vedere un gagiò che sorride è più raro che vedere una mucca che fa un uovo

    Ma che razza di animali allevano ?

  31. E questo dimostra che poi alla fine l’imbecillità potrebbe non avere colore.
    Anzi , diciamo che non ce l’ha proprio.

    A meno che non siano accaduti fatti e comportamenti che meritavano una richiesta del genere.
    Anche se comunque non sono d’accordo perchè due accompagnatori che non riescono convenientemente a tenere a bada dei ragazzini ( è un pulmino mica la curva sud ) mi sembrano poco autoritari e comunque potrebbero far intervenire i genitori di questi vivaci scolaretti magari facendosi accompagnare.

    Perchè buttare via un lavoro già svolto ?
    Meglio la mano dura che ricominciare daccapo e peggio.

    Semprechè i gagè non abbiano fatto proprio l’ennesimo proverbio zingaro che recita : Un topo con una rosa all’orecchio è sempre un topo.

    Ma qui parliamo di persone e se c’è pure mezza speranza di portarli da noi ( anzi trattenerli , perchè questi sono già venuti ! )sarebbe un peccato mortale mollare la presa.

  32. Faccio anch’io i miei complimenti a Aragorn per la sua prosa scorrevole e frizzante (lo dico senza alcuna ironia). Alla signora Azzurra: mi dispiace che il mio tono le sia sembrato saccente o presuntuoso. Non cerco di “spandere polemicamente una mia cultura”, ma semplicemente di esprimere la mia opinione. Ho avuto un confronto pacato e, credo, costruttivo con il signor Aragorn anche se la pensiamo in modo diverso. Non credo di avere offeso nessuno. Né in tutti questi post mi sembra di avere mai affermato che i rom sono tutti buoni e bravi. Un pulmino più piccolo non mi serve, la richiesta alla trambus è di un pulmino più grande, perché come ho scritto all’inizio dei miei interventi, quello attuale li contiene a malapena.
    Un saluto a tutti

  33. PER TE POLITICANTE CHE PROMETTI E NON FAI NULLA…………

    E’ INUTILE COMMENTARE UNA SITUAZIONE POPOLARE DA CHI VIVE AL CENTRO O IN UNA SITUAZIONE CHE GLI PERMETTE DI VIVERE TRANQUILLAMENTE .
    I RICCHI SI SONO ARRANGIATI CON CASE BLINDATE ,( GRATE PORTE BLINDATE ALLARMI SORVEGLIANZA )
    I MEDI RICCHI SI SONO ABITUATI AI FURTI SE LI SCARICANO ANCHE SUL 730 .
    LO SAPETE A LABARO PRIMA PORTA QUANTI SENZA DIMORA AFFOLLANO LE VEDUTE PERIFERICHE BELLISSIME CHE ABBIAMO !

    FUORI CHI NON PRODUCE UN REDDITO .
    CONTROLLI SEVERI A CHI AFFITTA CASA A CHI NON HA UN CONTRATTO DI LAVORO
    FUORI A CHI E BUTTATO PER STRADA A CHIEDERE L’ELEMOSINA
    FUORI ALLE PROSTITUTE ! VA BENE POVERACCIE SI VENDONO SOLO PER QUAL’CHE 1000 € AL GIORNO
    BASTA CON LE SCUSE BISOGNA AIUTARE I PIU’ BISOGNOSI QUI FANNO L’ELEMOSINA INTANTO SI COMPRANO CASA AL PAESE L’ORO ………………………………
    ————————————————————————————————————————-
    VIVA L’ITALIA , VIVA ROMA , VIVA IL MIO QUARTIERE PRIMA PORTA -LABARO

    LUISA

  34. …nel programma firmato dal Candidato Sindaco Alemanno emergono alcuni precisi impegni: 1) Espellere subito da Roma i 20.000 nomadi e immigrati con pendenze giudiziarie….2)Trasformare il Comune di Roma nel ‘Distretto di Roma Capitale’ (con poteri speciali)…3)Costruire 25.000 nuovi alloggi per i redditi medio-bassi e per le giovani coppie…4)Totale abolizione dell’ICI sulla prima casa….5)creazione di 10 mila nuovi posti negli asili nido….. 6) riformare e potenziare la Polizia Municipale per trasformarla in una vera “Polizia di Prossimità”…. 7) Ridurre le tasse statali e comunali, collegandole alla qualità dei servizi che vengono realmente resi ai cittadini ed alle imprese… 8) Risanamento delle periferie e dei quartieri svantaggiati di Roma…. 9) Piano straordinario per ridurre il traffico e l’inquinamento…. 10) Nuovi progetti di sviluppo per attrarre a Roma investimenti nazionali e internazionali…. 11) Nuovi impianti per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani…. 12) Migliorare i servizi sociali attraverso un maggiore e più libero coinvolgimento del volontariato, dell’associazionismo cattolico e del non profit….
    …Cara Luisa il 13-14 Aprile possiamo cambiare!!
    Cordiali saluti, Simone Ariola
    Candidato PDL XX Municipio
    338/2750564 simoneariola@tiscali.it

  35. Al candidato Ariola così come a tutti gli altri ricordiamo: su questo blog, per favore, non proclami ma fatti concreti. Altrimenti saremo costretti a non pubblicare questi commenti fino ad elezioni, ed eventuale ballottaggio, finite
    Non ce ne vogliate: ci siamo dati questa regola, rendendola nota tempo fa, e vorremmo rispettarla.
    Grazie
    VignaClaraBlog

  36. MA VERAMENTE PENSATE CHE SIAMO TUTTI IDIOTI E CREDIAMO CHE TUTTI POSSA ANDARE BENE ? COSA VUOL DIRE ?
    QUI NON VA NULLA BENE ………..
    COME VEDETE IN QUESTO BLOG TUTTI I CITTADINI HANNO UN PROBLEMA CHI CON :

    FURTI , RAPINE , DISCARICHE , STRADE ROTTE , ASILI , LAVORO , VIOLENZE , PROSTITUZIONE , AVETE FATTO ROVINARE ANCHE IL BELLISSIMO PANORAMA AMBIENTALE DI ROMA LI SOTTO PONTI GROTTE CI ABITA QUAL’CUNO MA SECONDO VOI IO CHE PAGO L’AFFITTO E A FINE MESE MI TROVO SEMPRE IN DIFFICOLTA’ SONO NORMALE !!!!!!!!!!!!!
    LO SAPETE CHE VI DICO SI FACCIA AVANTI UN POLITICO , VADO A VIVERE CON LUI GRATIS E GLI DO IL MIO VOTO .
    GRAZIE VIGNACLARA.BLOG
    LUISA

    VIVO DI

  37. Anzi rettifico preferisco pagare l’affitto ……
    prego in Dio che nella classe dei miei figli non venga mai un nomade con l’eta superiore ai miei figli …………..e spero che quando mi verranno ha rubare in casa io e miei figli non ci siamo , a scusate stavo ragionado come una italiana rassegnata a convivere con tutto cio’ .
    ITALIANI SVEGLIATEVI RIPRENDIAMOCI LE NOSTRE CITTA’ .
    IO LA MIA ROM-A LA RIVOGLIO BELLA , AFFASCINANTE , E VIVIBILE COME QUANDO AVEVO 12 ANNI E POTEVO GIRARE DA SOLA SENZA PAURA .
    LUISA

  38. Ammetto di avere atteggiamenti ostili con questi gruppi, ma il motivo di essere così scontroso sta in queste dannate Leggi che creano confusioni e conflitti, da far partire il cervello anche ai magistrati che devono applicare un metro di giudizio verso chi omette reati.

    Mi piacerebbe poter essere sicuro con un romeno, senegalese, cinese, pakistano, filippino, cingalese o chiunque mi si presenti davanti, ma il mio paese fa entrare tutti, belli e brutti, e io non so distinguerli, perché non so chi sono e perché questo paese non è severo e non chiede un minimo di requisiti a queste persone.
    Inevitabile, poi, generalizzare.

    Sono pessimista e deluso soprattutto del mio paese, se mi è permesso.

    Saluti a tutti,
    Mattia

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