Home ARTE E CULTURA VignaClaraBlog a colloquio con Sandro Bari, Presidente del Comitato per il Tevere

VignaClaraBlog a colloquio con Sandro Bari, Presidente del Comitato per il Tevere

sandro-bari-1.jpgUna nuova intervista di VignaClaraBlog, questa volta a Sandro Bari, Presidente del Comitato per il Tevere, per approfondire i contenuti del Progetto “Tevere Roma Nord” ideato con l’architetto Francesca Di Castro, Vice Presidente dell’Associazione Roma Tiberina, ma l’occasione è ghiotta anche per strappare all’eclettico Sandro qualche parere su altri temi. Cominciamo dal Progetto che, presentato con successo alla stampa il 25 ottobre scorso, è mirato alla valorizzazione della rive del Tevere dei Municipi Roma II e Roma XX e che, nelle sue linee di massima, prevede la riqualificazione dell’area di Ponte Milvio e, poco distante, la costruzione di un nuovo ponte finalizzato ad essere un centro didattico, museale e di intrattenimento: uno spettacolare balcone sul Tevere e nel contempo un comodo passaggio fra il II ed il XX Municipio in una zona praticamente priva di percorsi e di attraversamenti pedonali. Con noi è anche Francesca.

Sandro, prima di entrare nei dettagli del progetto, mi incuriosisce il fatto che l’hai definito un progetto dedicato ai giovani, agli innamorati, a chi ama la vita, la bellezza, la natura, a chi ha il coraggio di lottare, perché ? La definizione è dovuta a Francesca che ha voluto dedicarlo ai giovani ed agli innamorati perché il progetto è pensato per rispondere alle loro esigenze, migliorando gli spazi e creandone di nuovi per favorire la socializzazione in un’area che ha visto negli ultimi tempi un afflusso crescente di giovani alla ricerca di una “piazza” intesa nel senso originario della parola, quale punto d’incontro e di confronto. Nel nostro progetto la “piazza” non è solo quella di Ponte Milvio, ma è anche il Ponte Nuovo e l’Oasi sottostante, perché è il progetto nel suo insieme che è pensato per i giovani e per gli innamorati.

Francesca, vuoi aggiungere qualcosa ? Certo, vorrei aggiungere che parte integrante del progetto è la creazione del Sentiero del Possibile, da noi già presentato nel 2006, che prevede la realizzazione di un percorso nell’Oasi tra Ponte Milvio e il Ponte Nuovo, aperto a tutti per riallacciare quel naturale rapporto tra il cittadino e il suo Fiume, per tornare a conoscerlo. Conoscere il Fiume è amarlo, amare il Fiume è amare la vita e lottare per la stessa.

Sandro, cominciamo dall’aspetto più innovativo del progetto: la costruzione di un nuovo ponte in prossimità di Ponte Milvio. Perché l’hai chiamato Ponte Nuovo, dove si colloca e quali gli scopi ? “Ponte Vista del Progetto Ponte NuovoNuovo” perché sarebbe l’unico ponte coperto di Roma, nuovo perché di legno, nuovo perché polivalente e funzionale, nuovo perché non sarebbe solo un passaggio, un attraversamento, ma anche luogo di sosta, d’incontro, di studio, di svago. Dobbiamo ricordare che Roma non ha mai avuto un ponte coperto “documentato”, e che un ponte di legno, coperto, esclusivamente pedonale, immerso nel verde di una natura lussureggiante, in uno dei punti più belli del Tevere, progettato sul modello del Palladio, può essere il fiore Progetto Ponte Nuovo - modello visivoall’occhiello dell’Ente istituzionale che lo realizzerà. Abbiamo progettato di costruire il Ponte Nuovo sui piloni, ancora esistenti ed integri, di quello che fu dal 1962 al 1964 il provvisorio Ponte Bailey (NdR: all’altezza di via Tor di Quinto 49), sostitutivo del Ponte Flaminio in restauro, da cui dista circa 200 mt; la sua strutturaProgetto Ponte Nuovo - pianta lignea ne consentirebbe una costruzione rapida e un’integrazione completa nell’ambiente fluviale che, almeno da questo punto fino a ponte Milvio deve essere preservato ed anzi integrato per la stabile creazione di un’Oasi naturale a fini didattici ed ecologici. Il Ponte Nuovo verrebbe ad essere il collegamento tra il II e il XX Municipio, in un luogo di comodo accesso in quanto la vicinanza del nuovo Mercato di Ponte Milvio, del Villaggio Olimpico e di altri spazi assicurano facilità di parcheggio. L’interno del Ponte, che avrebbe uno spazio sfruttabile di circa m. 15 di larghezza per 150 di lunghezza, avrebbe un corridoio laterale munito di sedute rivolte verso il Fiume e sarebbe suddiviso in settori interni destinati, secondo la nostra visione, Progetto Ponte Nuovo - ristorantead un centro didattico-informativo con annesso Museo del Fiume, a librerie con postazioni multimediali, a punti di ristoro, ad un romantico ristorante ed a due aree destinate a dibattiti e conferenze, ma predisposte anche per concerti, proiezioni e mostre d’arte. Infine, dobbiamo ricordare per la cronaca che il progetto di un ponte coperto risale al 1878 – 1885, quando l’arch. Andrea Busiri Vici ne propose tre (in ferro) che non furono mai realizzati.

Francesca, il secondo punto forte del progetto è la riqualificazione della Piazza di Ponte Milvio. Me ne vuoi parlare tu ? Lo faccio volentieri perché, da residente, è un’idea che mi sta nel cuore da tanto tempo. Piazza Ponte Milvio con il suo ponte e la Torretta del Valadier sono stati negli ultimi tempi eletti dai giovani quale luogo d’incontro Progetto riqualificazione piazza Ponte Milvioprivilegiato in virtù anche della consuetudine dei famosi lucchetti dell’Amore. I principali interventi da noi previsti riguardano il rifacimento della pavimentazione davanti alla Torretta e le attuali antiestetiche griglie di scolo che verrebbero nascoste da sedute progettate allo scopo; inoltre alcune recinzioni di tipo romano dividerebbero la pista ciclabile dalla sede stradale. Più netta è la progettazione di aiuole terrazzate e sedute di contenimento del terrapieno sotto la pista ciclabile, il cui accesso verrebbe spostato quanto basta per creare una nuova salita adiacente adatta per portatori di handicap. L’aiuola centrale della piazza diventerebbe anch’essa luogo d’incontro, soprattutto quando la realizzazione di aree di sosta limitrofe e lo spostamento del Mercato libereranno la piazza dalla sosta selvaggia. Percorsi alternativi e una diversa viabilità garantirebbero una netta diminuzione del traffico rendendo più fruibile l’aiuola centrale dove abbiamo progettato la costruzione di una piccola “cavea” che cambierebbe il significato dell’aiuola da anonimo luogo di passaggio a punto d’incontro e di sosta, circondato da una fitta siepe sempreverde. I punti di richiamo della cavea sarebbero i due estremi dell’aiuola dove verrebbero montati intorno ai pali dell’illuminazione degli schermi a LED per proiezioni. I due lati opposti della piazza verrebbero raccordati da strisce pedonali che continuerebbero sull’area centrale con un ponte, ideale richiamo a ponte Milvio, realizzato in mattoncini, con due accenni di arcate che potranno contenere fontanelle o iscrizioni o altro che riconduca alla storia della piazza e/o del Tevere.

Nell’insieme è un’idea veramente affascinante, Francesca, ma dal punto di vista pratico, quali saranno i prossimi passi perché il progetto possa acquisire concretezza ?francesca-di-castro-1.jpg Abbiamo ricevuto consensi entusiastici dal pubblico e dalle associazioni, ma l’attuazione del progetto ha un iter lungo e imprevedibile. I rappresentanti dei Municipi Roma II e Roma XX lo hanno recepito e trasmesso per competenza agli organi del Comune di Roma dai quali si attenderà una risposta per la realizzabilità o meno delle proposte, che in caso positivo dovranno essere esposte in progetti architettonici con preventivi di spesa. Solo allora potranno ricercarsi i finanziatori, che potrebbero essere gli stessi Enti istituzionali, oppure Enti morali, Associazioni di commercianti e così via. Dobbiamo anche considerare che Italia Nostra ha suggerito di costituire un Ente Parco Tevere Roma Nord, sotto l’egida regionale ma gestito dai Municipi Roma II e Roma XX che avrebbe molte possibilità di manovra e disponibilità di fondi: assicurerebbe a tutti gli abitanti di questi Municipi la fruibilità di un Parco unico ed inimitabile e la certezza che non vi saranno più abusi edilizi come finora accade.

Sandro, una curiosità: tu sei direttore responsabile d’una rivista, redattore capo di un’altra nonché scrittore di libri, credi quindi nella comunicazione su carta stampata. Ed in quella su internet, come la nostra di VignaClaraBlog ? Sono convinto che il “blog”, questo nuovo modo di colloquiare insomma, sia il futuro… purtroppo. Dico purtroppo perché amo la scrittura, la tipografia, l’impaginazione, la correzione, il fascino della carta, tutte cose in declino perché è più facile ed economico esternare gratis, subito, a chiunque e senza controlli. Mi sono imbattuto in sandro-bari-2.jpg“blog”dove si legge di tutto, compresi insulti e sproloqui, nonché verità assolutamente personali propalate per “verbo”. Ormai, sulle orme di quanto si vede in TV, tutti si sentono opinionisti, e si permettono gratuita saccenza senza corrispondente preparazione culturale; per fortuna VignaClaraBlog si distingue, sia per la qualità dei “frequentatori” che per la saggia impostazione e conduzione tua e di Fabrizio Azzali. Da voi dipende il mantenimento del livello di questo “salotto telematico”, che può essere di grande ausilio quando i mezzi di informazione classici ignorano alcuni problemi, sia per mancanza di spazio che per mancanza di volontà: allora questo diviene mezzo essenziale per portare a conoscenza di tutti quello che si cerca di coprire. Faccio l’esempio della “scomoda” e totalmente ignorata Delibera n.57 del Consiglio Comunale di Roma del marzo 2006, detta “Delibera della Partecipazione”, secondo la quale i cittadini hanno il diritto-dovere di essere consultati in fatto di variazioni urbanistiche ecc.: quanti cittadini la conoscono? Il Vostro Blog è lo spazio dove farne sapere l’esistenza perché comunicare vuol dire anche informare. Comunque caro Claudio sappi che VignaClaraBlog è l’unico blog che io consulti assiduamente…

Grazie Sandro, mi confondi. VignaClaraBlog è nato per raccogliere proteste ma soprattutto idee e proposte per una migliore vivibilità di questa zona e l’aver dato spazio al vostro progetto è il modo migliore per confermare questo intento: cosa possiamo fare d’altro per darvi una mano ? Credo che continuare a parlarne sia il modo migliore perché il pubblico lo conosca, perché la gente lo senta “suo”, perché le istituzioni non lo lascino dentro al cassetto come è uso comune… o comunale. I commercianti dovrebbero essere particolarmente interessati a disporre di spazi così… deliziosi! I ragazzi potrebbero avere un luogo dove giurarsi eterno amore senza neanche aver bisogno dei lucchetti, magari solo tenendosi per mano, seduti ai tavolini di un discreto piccolo bar affacciato sul Fiume. I “grandi” potrebbero rivivere atmosfere romantiche a lume di candela sorseggiando spumante brut. Ci sarebbe spazio per “tutti”, proprio come in VignaClara Blog…

Ringrazio Francesca e Sandro per il tempo dedicatomi ed a corollario dell’intervista segnalo ai nostri lettori che il Comitato per il Tevere (tel. 0686200529 comitatotevere@tiscali.it) è un sodalizio di 21 Associazioni culturali e ambientali romane che ha per scopo la salvaguardia del patrimonio tiberino. Nato nel 2001 si è posto subito all’attenzione per iniziative come quelle in favore della Fonte dell’Acqua Acetosa e del Foro Italico e per una serie di denunce del degrado delle rive del Tevere.

Per i pochi che ancora non lo conoscono, ricordo che Sandro Bari è scrittore, saggista, direttore responsabile della rivista “la Fiera Tiberina”, caporedattore della rivista culturale “Voce Romana”, presidente del “Comitato per il Tevere” e dell’Associazione Culturale “Roma Tiberina”, autore e conduttore radiofonico e televisivo; fa parte di un gruppo di Protezione Civile e Ambientale, ha praticato ogni attività legata alla natura, speleologia, roccia, sci di fondo e nautico, vela, esplorazioni fluviali. Ha tenuto per anni rubriche televisive di storia, musica, gastronomia, galateo. Suo l’ultimo ed esuberante libro “A tavola con Bacco e Venere” edito da Greco & Greco Editori.

francesca-di-castro-6.jpgFrancesca Di Castro è invece consulente ambientale e membro dell’AIAPP (Associazione Italiana Architetti del Paesaggio). Saggista e amante della storia di Roma, è Vice Presidente della Associazione Culturale Roma Tiberina, Vice direttore della rivista mensile “la Fiera Tiberina” e redattrice della rivista culturale “l’Urbe”. Nel 2006 ha pubblicato il libro “Via Margutta. Cinquecento anni di storia ed arte” per le Edizioni Kappa.

Claudio Cafasso

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