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Caporalato a Tor di Quinto

Chi avrebbe mai immaginato nel 2007 di parlare ancora di caporalato ?

CaporalatoIl caporalato è certamente un fenomeno tra i più spregevoli di sfruttamento dei lavoratori ed oggi nel nostro paese vittime dello stesso sono in particolar modo gli extracomunitari, di solito privi del permesso di soggiorno e bisognosi per il loro sostentamento di un lavoro. Il reclutamento avviene di mattina presto in luoghi remoti, nei pressi delle stazioni ferroviarie o degli autobus ed i lavori nei quali gli extracomunitari trovano più facilmente occupazione riguardano l’edilizia e quelli di manovalanza in genere. Assoldati dai caporali, vengono fatti salire su pulmini e trasportati nei cantieri di lavoro. Spesso i caporali sono extracomunitari “evoluti”, che nel reclutamento di manodopera realizzano forti guadagni essendo pagati sia dall’imprenditore che dagli stessi operai che cedono una quota della loro retribuzione giornaliera.

E’ una vera e propria economia sommersa che genera enormi profitti, distorce la concorrenza e alimenta una malavita particolarmente violenta. Per contrastarlo, è in discussione in Parlamento il disegno di legge n.1201 che reca nuove disposizioni penali “contro lo sfruttamento di lavoratori irregolarmente presenti sul territorio nazionale”. A Giugno il Ddl è stato approvato dal Senato ed ora è in attesa di essere calendarizzato alla Camera: il disegno di legge prevede condanne da tre a otto anni e una multa di 9.000 euro per ogni lavoratore sottoposto a grave sfruttamento e la pena aumenta se tra le vittime ci sono minori o stranieri irregolarmente soggiornanti.

extracomunitari.jpgEd anche Roma non è indenne da questa piaga. in quartieri come Tor di Quinto, Prima Porta, La Storta, Tiburtino, Casilino, Prenestino è ricomparso il “mercato delle braccia” organizzato da caporali spesso collegati con la camorra che reclutano lavoratori provenienti soprattutto dalla Polonia, dalla Romania. Per 10 ore lavorative in media, la paga oscilla fra i 25 ed i 30 euro. A tale scopo il 9 Luglio si è tenuto nella nostra città il forum su “Tutele e sicurezza sul lavoro”nel quale sono stati presentati i risultati della ricerca sulle condizioni del lavoro alla presenza di rappresentanti del mondo imprenditoriale, dei sindacati, del Sindaco e dell’ex Prefetto di Roma Achille Serra che nell’occasione ha confermato che per debellare il fenomeno occorre colpire alla radice il caporalato e che la Prefettura di Roma si adopererà perché nelle forze dell’ordine subentri la consapevolezza che prevenire e reprimere una rapina è meno importante che colpire forme di caporalato. Anche il Sindaco Veltroni ha affermato che “a Roma ci sono purtroppo zone ben individuate dove ancora è forte il caporalato, zone controlli.jpgdove vivono persone che vengono a Roma da altre parti del mondo per cercare di sopravvivere ed invece trovano condizioni di vita inaccettabili”. Il sindaco ha parlato di un fenomeno in assoluta emersione ricordando che nel Lazio, nel solo 2006, ci sono state circa 12.000 ispezioni dalle quali sono emerse ben 5200 aziende irregolari (oltre il 40% del totale) e seimila lavoratori non in regola. Ed ha concluso il suo intervento dicendo che a Roma esistono delle zone dove si registra una così forte presenza di caporali da ricordare i tristi anni ’50.

E purtroppo neanche i nostri quartieri restano estranei al fenomeno. Tutte le mattine in viale Tor di Quinto si tiene un vero e proprio mercato della braccia. A denunciare questa mercificazione di esseri umani nel territorio del XX Municipio è Marco Daniele CLARKE, Assessore ai lavori Pubblici dello stesso Municipio, in un resoconto pubblicato dal quotidiano on-line ROMAONE.it, col quale viene fatto il punto sulla situazione locale. Giovani e giovanissimi stranieri, a centinaia, attendono di primo mattino di essere ingaggiati, per paghe da fame, dal caporale di turno che si permette extracomunitari2.jpgaddirittura di scegliere la manovalanza in base alla nazionalità: sembra infatti che per un romeno venga pagato dagli imprenditori più che per un polacco o per un albanese. “Sono perlopiù giovani dell’est Europa: moldavi, polacchi e, da qualche tempo, anche romeni che spesso alloggiano in baracche di fortuna lungo il Tevere – dichiara l’Assessore – che vengono fatti lavorare al nero, privi di copertura previdenziale e senza alcun rispetto delle più elementari norme per la sicurezza. Il fenomeno in questi tempi si è aggravato e quindi ho pensato di rivolgermi al sindaco, al prefetto e al questore per chiedere interventi risolutivi: bisogna colpire i caporali ma per far questo è necessaria una presenza costante della polizia sul territorio”.

Auguriamoci che la sua richiesta venga rapidamente accolta essendo in piena sintonia con le affermazioni del prefetto Serra di pochi giorni fa.

Claudio Cafasso

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1 commento

  1. La repressione non paga; colpire i caporali è giustissimo ma non risolve la situazione. Bisognerebbe incentivare le aziende ad utilizzare persone in regola. L’incentivazione funziona sempre meglio della repressione.

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