
Roma si prepara agli Internazionali 2026 con un Foro Italico che cambia volto. Non tutto subito, ma il percorso è avviato: più spazi, nuovi campi e un progetto che punta a trasformare l’area in un grande parco sportivo urbano.
Arriva dunque una nuova primavera di sport. Ma stavolta non è solo una questione di racchette, palle e classifiche.
L’83ª edizione degli Internazionali BNL d’Italia, in programma dal 28 aprile al 17 maggio 2026 al Foro Italico, segna un passaggio più profondo: il tennis diventa struttura urbana, racconto collettivo, leva di trasformazione.
Nella presentazione ufficiale in Campidoglio, il sindaco Roberto Gualtieri ha parlato di un’edizione destinata a crescere ancora, con numeri mai raggiunti prima e una partecipazione internazionale sempre più ampia. Non è solo entusiasmo istituzionale: è la fotografia di un torneo che negli ultimi anni ha cambiato scala.
Il torneo che cambia dimensione
Gli Internazionali non sono più “solo” un Masters 1000. Sono diventati qualcosa di più vicino a uno Slam europeo su terra rossa.
Tabelloni allargati, oltre 300 match distribuiti su due settimane, competizione maschile e femminile integrate, pubblico in costante crescita. Il tutto dentro una cornice – il Foro Italico – che ormai è riconosciuta come una delle più iconiche del tennis mondiale.
E poi c’è il livello dei protagonisti. Roma continua ad attirare il meglio del circuito internazionale, in una fase storica in cui il tennis vive un ricambio generazionale potente.
Il Foro Italico cambia pelle, ma non tutto subito
l Foro Italico cambia pelle, sì. Ma non tutto insieme e soprattutto non tutto per l’edizione 2026.
L’investimento complessivo, stimato in circa 160 milioni di euro, riguarda un progetto più ampio e articolato che accompagnerà il torneo nei prossimi anni. Una trasformazione per tappe: alcune già visibili, altre in corso, altre ancora da realizzare.
Per il 2026 le novità ci sono, e si vedono: l’ampliamento dell’area del torneo, nuovi campi, tra cui quello all’interno dello Stadio dei Marmi, e una distribuzione più razionale degli spazi per il pubblico. La capienza cresce, l’esperienza migliora, la sensazione è quella di un evento sempre meno “temporaneo”.
Ma la vera partita è nel medio periodo.
L’obiettivo è trasformare progressivamente il Foro Italico in un grande parco sportivo urbano: più verde, più vivibile, meno legato alle sole due settimane del torneo. Un luogo che resti aperto, frequentato, vissuto tutto l’anno.
In questo senso, gli Internazionali 2026 sono una tappa intermedia. Non il traguardo.
Roma capitale del tennis (davvero)
Il peso degli Internazionali non nasce oggi. Roma è da decenni uno snodo centrale dello sport italiano e internazionale, e il torneo sulla terra rossa è uno dei più prestigiosi al mondo fuori dagli Slam.
Qui hanno scritto pagine di storia giocatori come Rafael Nadal, dominatore assoluto con dieci titoli, e Chris Evert, simbolo del torneo femminile. Finali maratona, partite leggendarie, atmosfere uniche. Il Foro Italico è da tempo uno dei luoghi simbolo del tennis mondiale.
Ma oggi non basta più la storia. Serve il presente. E il presente parla italiano. Durante la presentazione è stata citata la recente vittoria di Jannik Sinner a Montecarlo. Non un episodio isolato, ma il segnale di un movimento in piena maturità.
Accanto a lui, una generazione completa: Lorenzo Musetti, talento puro su terra rossa; Matteo Berrettini, potenza e carisma; Flavio Cobolli, il volto nuovo del tennis italiano. Senza dimenticare la potente presenza femminile con Sara Errani e Jasmine Paolini.
Il risultato è evidente: l’Italia non è più una comparsa, ma una protagonista stabile del tennis mondiale. E Roma, inevitabilmente, diventa il palcoscenico naturale di questa crescita.
Un altro segnale interessante è il tentativo – sempre più concreto – di portare il torneo fuori dai suoi confini storici. Eventi, esibizioni e spazi aperti anche nel centro della città, come l’ipotesi di un campo temporaneo in Piazza del Popolo.
È una scelta che va oltre lo spettacolo: significa rendere il tennis accessibile, visibile, parte della vita quotidiana di Roma. Anche per chi un biglietto non lo ha.
Non solo sport: un modello urbano
Quello che sta accadendo agli Internazionali si inserisce in una dinamica più ampia. Sempre più spesso i grandi eventi sportivi diventano strumenti di promozione internazionale, di rigenerazione urbana, di attrazione turistica e costruzione di identità.
Roma prova a giocare questa partita con il tennis. Non è ancora Parigi con il Roland Garros, ma la direzione è chiara.
E infatti il percorso non si ferma al 2026. Tra i progetti annunciati c’è anche la copertura del Campo Centrale, prevista entro il 2027. Un intervento che porterebbe il torneo a un ulteriore salto di qualità, rendendolo ancora più competitivo nel circuito internazionale. Segno evidente che il disegno è di lungo periodo.
Alla fine, il punto è tutto qui. Gli Internazionali 2026 non sono solo una nuova edizione. Sono il passaggio da evento a sistema. Perché il vero cambio di passo è questo: non è più il tennis che arriva a Roma. È Roma che si organizza attorno al tennis.
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