
Succede a Roma Nord.
Segui il cartello, svolti… e ti ritrovi nella corsia sbagliata.
Non è un paradosso, ma è quello che può accadere in un tratto di via Cassia Nuova poco prima di Corso Francia, dove una segnaletica poco chiara rischia di indurre in errore chi non conosce bene la zona.
Il punto è semplice: un’indicazione verso piazza Giuochi Delfici invita a girare a destra. Ma la prima strada a destra è a senso unico nel verso opposto. E a quel punto, per chi si affida al cartello, l’errore è dietro l’angolo.
Un’indicazione che può ingannare
Formalmente, il cartello può anche essere corretto: indica una direzione generale. Ma nella pratica, per chi guida, il problema è un altro.
Chi arriva su quel punto e deve decidere in pochi secondi, vede una freccia a destra e una strada subito disponibile. E istintivamente la imbocca. Peccato che sia quella sbagliata.
Ed è proprio in quel momento che il rischio diventa reale, perché ci si può ritrovare improvvisamente contromano, con le auto in arrivo.
Un rischio concreto, non teorico e non nuovo
Non serve molto per capire cosa può succedere in una situazione del genere. Via Cassia è una delle arterie più trafficate di Roma Nord. Velocità sostenute, flussi continui, margini di errore ridotti.
In un contesto così, una segnaletica che lascia spazio a interpretazioni non è un dettaglio. È un fattore di rischio. E quando l’errore possibile è quello di imboccare una strada nel senso sbagliato, il pericolo di un frontale non è più un’ipotesi lontana.
C’è poi un altro elemento che pesa. Questa situazione era già stata segnalata da Vignaclarablog.it due anni fa (leggi qui), senza però arrivare a una soluzione definitiva. E questo cambia la prospettiva: non siamo davanti a un problema appena emerso, ma a una criticità che continua a esistere nel tempo.
Quando la segnaletica non basta
La segnaletica stradale dovrebbe eliminare ogni dubbio, non crearne. Quando invece un’indicazione può essere interpretata in modo diverso da chi guida, il sistema smette di funzionare come dovrebbe.
Perché sulla strada non c’è tempo per ragionare a lungo: si decide in pochi istanti. E se in quei pochi istanti il messaggio non è chiaro, l’errore diventa inevitabile.
Ma qui non si tratta di stabilire se il cartello sia formalmente corretto o meno. Il punto è un altro: se può indurre in errore, allora va rivisto.
Perché basta poco — un’indicazione più precisa, un’integrazione, una segnalazione più evidente — per evitare equivoci e ridurre un rischio che oggi esiste. E quando si parla di sicurezza stradale, anche un dettaglio può fare la differenza.
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La Tabarrini propose lì un attraversamento pedonale essenziale per tutto il quadrante , per la fermata dell’autobus , per il prossimo roseto , per arrivare alla stazione di vigna Clara , per non rischiare la
Vita come fanno tutti i giorni molte persone attraversando in quel punto dove nel 2026 c’è ancora un orrendo e pericoloso guarda rail ed i primi attraversamenti pedonali vicini non sono il primo a sinistra 80 metri e scomodo a destra il primo attraversamento è all’incrocio con via Fabbroni ! Assurdo
Con LGTV Felini, Via Bisucchio abbiamo fatto il tris. Ovvero, nel XV toponomastica di fantasia.