
Pochi lo sanno, ma il primo meridiano d’Italia passa proprio per Roma nord.
La linea immaginaria che per molti anni è stata il riferimento della cartografia italiana venne fissata nell’Ottocento sulla collina di Monte Mario e attraversa anche una parte del territorio dell’attuale Municipio XV.
È il cosiddetto Primo Meridiano d’Italia, quello che nell’Ottocento venne fissato sulla collina di Monte Mario e che attraversa anche una parte del territorio dell’attuale Municipio XV.
Prima che nel 1884 la conferenza internazionale di Washington stabilisse definitivamente il meridiano di Greenwich come riferimento mondiale, diversi Paesi utilizzavano propri meridiani nazionali. In Italia il punto di riferimento era proprio quello di Monte Mario, scelto per la presenza dell’osservatorio astronomico e per il lavoro svolto da uno dei più importanti scienziati dell’epoca, padre Angelo Secchi, astronomo e gesuita, considerato tra i pionieri dell’astrofisica moderna.
Il cosiddetto meridiano di Roma – noto anche come meridiano di Monte Mario – divenne così il riferimento per molte carte geografiche italiane e per diverse misurazioni geodetiche.
Quella linea ideale corrisponde alla longitudine 12° 27’ 08” Est. Conosciuta come Meridiano di Monte Mario, che per molti anni fu il riferimento geografico ufficiale utilizzato nelle carte dell’Italia, attraversa infatti fisicamente la città e passa proprio da alcuni quartieri della zona nord.
Se potessimo tracciare una linea perfettamente verticale sulla mappa di Roma, vedremmo che il meridiano scende da Monte Mario verso il Tevere passando proprio attraverso alcune strade ben note ai residenti di Roma nord.
Nel territorio dell’attuale Municipio XV il tracciato attraversa infatti via Ischia di Castro, via Cassia, via Cortina d’Ampezzo, via Colli della Farnesina proseguendo poi verso sud in direzione del fiume.
In altre parole, mentre ogni giorno migliaia di auto percorrono queste strade, pochi sanno che proprio sotto quell’asfalto passa la linea geografica che per molti anni ha diviso le carte dell’Italia.
Non tutti sanno inoltre che questa linea geografica passa a poche centinaia di metri da Ponte Milvio, uno dei luoghi simbolo di Roma nord. Un dettaglio curioso che aggiunge un ulteriore elemento alla storia di un territorio ricco di vicende spesso nascoste proprio sotto gli occhi di chi lo vive ogni giorno.
Chi percorre ogni giorno queste strade probabilmente non se ne accorge, ma proprio sotto l’asfalto passa una linea che per decenni ha rappresentato il riferimento geografico dell’Italia.
Nel corso del tempo la memoria di questo primato scientifico è stata ricordata anche con alcuni medaglioni commemorativi dedicati a padre Angelo Secchi, collocati in vari punti della città proprio lungo il percorso del meridiano.
Non è un caso che proprio attorno all’Osservatorio di Monte Mario, nel cosiddetto Parco Astronomico, la grande area verde che all’esterno di Villa Mellini si estende a ventaglio verso il pendio meridionale della collina, molti vialetti siano stati dedicati a figure legate alla storia dell’astronomia e della ricerca scientifica. Un piccolo percorso nella memoria che ricorda il ruolo che questo luogo ha avuto nella storia della scienza italiana.
Oggi il meridiano di Greenwich è diventato il riferimento internazionale, ma il meridiano di Monte Mario resta una pagina importante della storia scientifica italiana e una curiosità geografica che continua ad attraversare silenziosamente anche i quartieri di Roma nord.
Una linea invisibile che passa proprio lì dove ogni giorno scorrono traffico e vita della città.
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