Home POLITICA Municipio XV, ciao M5S. Irene Badaracco passa nel Gruppo Misto

Municipio XV, ciao M5S. Irene Badaracco passa nel Gruppo Misto

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Galvanica Bruni

Nel Municipio XV si chiude un’altra pagina della consiliatura. Con una comunicazione ufficiale, Irene Badaracco annuncia l’uscita dal Movimento 5 Stelle e il passaggio al Gruppo Misto.

Una scelta che, a poco più di un anno dalle prossime elezioni amministrative, cambia gli equilibri dell’aula: per la prima volta in questa consiliatura, infatti, il partito guidato da Giuseppe Conte non avrà più una propria rappresentanza nel parlamentino del XV.

Di seguito il comunicato con cui la consigliera spiega le ragioni della decisione.

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“Ho comunicato oggi al Presidente del Consiglio del Municipio XV la mia decisione di lasciare, con effetto immediato, il Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle e di aderire al Gruppo Misto, restando all’opposizione.
È una scelta maturata nel tempo che nasce dalla necessità di preservare la coerenza tra il ruolo istituzionale che ricopro, la responsabilità politica che esercito e l’identità pubblica che ho costruito nel corso degli anni.

Ringrazio il Movimento 5 Stelle per il percorso che mi ha consentito di assumere responsabilità concrete sul territorio e nelle istituzioni, anche nel ruolo di candidata Presidente alle elezioni amministrative del 2021, esperienza vissuta con lealtà e senso di responsabilità rispetto al progetto politico allora rappresentato.

E proprio nel rispetto di quel percorso oggi prendo atto che il mio modo di intendere la politica, il ruolo delle istituzioni e il valore della rappresentanza non coincidono più con le scelte di campo, la linea e le modalità organizzative assunte dall’attuale governo del partito. Nel tempo si è consolidata una distanza legata non a divergenze episodiche ma a una differente concezione del ruolo politico, delle funzioni esercitate e del riconoscimento del lavoro svolto sul territorio”.

Sale così a quota due il Gruppo Misto, costituito a settembre 2025 quando la consigliera Stefania De Angelis lasciò il Gruppo PD. Uno strappo dovuto, un po’ come quello di Badaracco, al non riconoscersi più nelle scelte nazionali. Ma mentre De Angelis disse che avrebbe comunque continuato ad appoggiare gli ex colleghi del PD, Badaracco ha annunciato che resterà fermamente all’opposizione.

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2 COMMENTI

  1. Ogni volta che esponenti politici eletti nelle istituzioni, a qualsiasi livello, cambiano partito in corso di legislatura, la motivazione addotta a tale decisione è quella per cui “non si riconoscono più nella linea politica del partito” o che il partito è venuto meno ai suoi ideali (ma esistono ancora ideali nei partiti odierni?) che lo avevano caratterizzato. Insomma è sempre e solo colpa di questi partiti tutti incoerenti e ondivaghi.
    In altri tempi, quando non si era d’accordo con la linea politica del proprio partito, si rimaneva nel partito e ci si organizzava per provare a costruire l’alternativa nella gestione del partito e, quindi della stessa linea politica. Erano i tempi della famigerata I^ repubblica con DC, PCI PSI etc, quando il passaggio da un partito ad un’ altro era cosa rarissima e, se avveniva, rappresentava una notizia da prima pagina. Oggi se andiamo a vedere i cambi di casacca in Parlamento o Senato ( vedere in particolare le ultime due/tre legislature) perdiamo il conto. Anche per questo, ma non solo per questo, l’attuale panorama politico rischia di farci rimpiangere il CAF.

    • Condivido in pieno le considerazioni del sig. Ghino.
      Il CAF era l’espressione politica di quel tempo , oggi non più possibile.
      Personalmente sono assolutamente contrario al “cambio di casacca” da parte dei parlamentari”
      Se un soggetto viene eletto tra le file di un partito e indossa una casacca, se l’abbandona , dev’essere coerente fino in fondo e lasciare il posto al primo dei NON eletti di quel partito.
      Il soggetto primario è il partito, nelle cui file un politico viene eletto. Se per qualsiasi motivo il soggetto non condivide più la linea politica dello stesso, deve abbandonare la nave, e rinunciare ai troppi privilegi. In alternativa, se accettato, può trasferirsi in altro partito.
      Evidenzio che alle elezioni politiche NON è possibile votare per il Gruppo Misto.
      Si tratta di una trovata tutta italiana per mantenere i privilegi e non avere più doveri di partito. Una volta venivano definiti “cani sciolti” perchè non devono più rispondre a nessun partito-padrone, sotto il simbolo nel quale erano stati eletti.
      Questa NON è democrazia, è opportunismo per non perdere la poltrona.
      Se nel futuro, spero, cambierà la legge sul cambio di “casacca”, nessuno abbandonerà il proprio partito, al massimo farà una “corrente” all’interno dello stesso.
      Meditate gente, meditate.

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