
Una segnalazione che vale più di tante parole. Un lettore ci ha scritto inviandoci due foto scattate all’angolo tra via della Farnesina e via Duchi di Castro: nel giro di pochissimo tempo, in quel punto, è comparsa nuova segnaletica di divieto di sosta con rimozione.
Fin qui, nulla di clamoroso. La particolarità — e il problema — è dove e come quei cartelli sono stati posizionati: i segnali risultano montati a un’altezza davvero bassa, praticamente all’altezza della testa di un bambino. E non serve molta fantasia per immaginare cosa può succedere su un marciapiede: un piccolo che corre, un genitore che si gira un attimo, un adulto distratto dal cellulare. Il rischio “testata” è tutt’altro che teorico.
Perché la segnaletica serve a regolare la strada, non a trasformare un passaggio pedonale in un percorso a ostacoli.
Ma esiste un’altezza minima per legge? Sì: il Regolamento di esecuzione del Codice della Strada prevede che i segnali che insistono su marciapiedi o percorsi pedonali debbano avere un’altezza minima di 2,20 metri (salvo eccezioni specifiche, come i semafori).
In altre parole: se un segnale è collocato sul marciapiede — quindi nello spazio dei pedoni — deve stare abbastanza in alto da non diventare un ostacolo fisico. E questa regola nasce per un motivo semplice: prevenire urti, intralci e situazioni pericolose, soprattutto per i più piccoli.
Per questo la segnalazione del lettore merita attenzione e un’immediata verifica tecnica perché la segnaletica serve a regolare il traffico, non a creare nuovi ostacoli. E se i cartelli devono spuntare come funghi, almeno che crescano all’altezza giusta.
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Il minimo sarebbe far rispettare i divieti passando col nuovo sistema Cerbero almeno una volta l’ora, visto che farnesina, orti della farnesina e Ponte Milvio stanno patendo di brutto l’anarchia stradale. Non rispettano stalli per le elettriche, triple file, macchine parcheggiate sulle strisce fino alla tripla fila, e anche (d’altra parte) pedoni che attraversano puntando il cellulare e non guardando un minimo la strada. Ormai in Via Duchi di Castro, la fontanella e le strisce indicano dove parcheggiare. Altro che divieti…
Dalla foto sembra che il marciapiede sia stato riasfaltato e il segnale “rinsaccato” dentro sprofondando nell’asfalto. Ma io farei una sola domanda: dove vengono reclutati gli operai che fanno i lavori su strada a Roma? Non sembrano il più delle volte conoscere né le norme, né il senso della frase ” lavori a regolare d’arte” e né essere controllati durante il loro operato. E così in tutta la Capitale. Basta però!