Home CRONACA Cassia e Ponte Milvio, con Atac l’imbuto è servito

Cassia e Ponte Milvio, con Atac l’imbuto è servito

caos traffico PM
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Proprio all’inizio di via Cassia – subito dopo piazzale Ponte Milvio – c’è un punto preciso che da anni racconta meglio di tante parole cosa significhi governare – o non governare – il traffico romano.

Trenta­tré metri dopo l’imbocco della strada, all’altezza del civico 8, una fermata ATAC serve quattro linee. Tradotto nella pratica: ogni cinque-sei minuti un autobus si ferma. E quando succede, il traffico e la Cassia si fermano con lui.

La strada in quel tratto è stretta, non consente sorpassi, non perdona esitazioni. Il primo bus accosta, c’è chi scende, c’è chi sale, le auto rallentano, poi si arrestano. E quei trentatré metri di via Cassia diventano subito trentatré metri di fila.

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Fin qui, nulla di eccezionale. Ma accade spesso che al primo bus se ne accodi un secondo, magari a distanza di pochi secondi. A quel punto l’effetto imbuto è completo: la fila risale fino alla piazza, incrocia i flussi in arrivo e paralizza uno snodo che dovrebbe invece assorbire e distribuire traffico.

Il punto non è solo il disagio quotidiano di chi resta intrappolato in fila. Il punto è che via Cassia è una strada importante, una delle principali vie di uscita dal centro verso i quartieri a nord. Bloccarla all’origine, per una scelta di posizionamento evidentemente infelice, significa moltiplicare i problemi lungo tutta la direttrice.

Negli anni, da questa testata e da chi la rappresenta la questione è stata sollevata più volte. Con una proposta semplice, concreta, a costo praticamente nullo: spostare la fermata una ventina di metri più avanti.

Quanto basta per liberare l’imbocco della strada, evitare l’accodamento dei mezzi, ridurre drasticamente l’incolonnamento delle auto, limitare l’impatto sulla piazza.

Non si chiede una rivoluzione, né opere faraoniche. Si chiede buon senso. Quello che manca quando una criticità evidente, sotto gli occhi di tutti, viene sistematicamente ignorata.
Eppure, il muro è stato quello dell’indifferenza. Nessuna risposta, nessun sopralluogo risolutivo, nessun intervento.

Si parla tanto di mobilità sostenibile, di fluidificazione dei flussi, di piccoli interventi capaci di migliorare la vita quotidiana. Poi però ci si ferma davanti a 33 metri di asfalto che nessuno sembra voler ripensare.

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13 COMMENTI

  1. salve sono d’accordo con la proposta, a maggior ragione la fila dietro l’autobus che si forma
    impedisce anche l’accesso a via della Farnesina

  2. Ho l’impressione che facendo come da voi proposto si starebbe solo spostando il problema più in là, la Cassia è ugualmente stretta fino al sovrappasso di Via del Foro Italico. A mio avviso, la fermata è ok anche dov’è posizionata oggi, il problema per i bus è non riescono a ad accostare vicino al marciapiede per via delle auto parcheggiate al limite dell’area di fermata. Se vi fosse dello spazio di scarto trai parcheggi e le strisce gialle (come avviene a volte in altre zone di Roma) e i bus potessero accostare davvero, non si creerebbe alcun tappo a Ponte Milvio

  3. Curioso che il problema sia la fermata dell’autobus mentre, pochi metri prima, all’altezza dell’enoteca, le macchine sostino indisturbate in un tratto con divieto di sosta e di fermata, spesso anche in doppia fila.

  4. Responsabili dell’imbuto penso siano piuttosto le auto in sosta lungo tutto il tratto che da piazzale di Ponte Milvio immette su via Cassia e attorno allo spartitraffico a rilievo antistante la chiesa che sarebbero zone inibite alla sosta.

  5. Chissà se è stretta la strada o se ci sono un divieto di fermata a destra:

    https://maps.app.goo.gl/ojgn9DZKXXWnv7ag7

    e uno a sinistra con tanto di marciapiede colorato di giallo e nero:

    https://maps.app.goo.gl/CNcDqiST5kmCsQEk9

    che non vengono fatti rispettare.
    Via Cassia è una strada enorme. In quel punto ci passerebbero tranquillamente due autobus affiancati, soprattutto se il bus avesse lo spazio della fermata per poter accostare e non avesse auto parcheggiate a destra e sinistra.
    Paradossalmente spostando la fermata più in alto la cosa peggiorerebbe perché lì le auto potrebbero parcheggiare e non ci sarebbe spazio per superare il bus.

    Il problema segnalato si risolverebbe in meno di una settimana adottando lo stesso metodo adottato in Via Sagramoso qualche anno fa.
    V. foto 2012, auto per traverso e sui marciapiedi:

    https://maps.app.goo.gl/j5UMVUMxcLVhUZ8CA

    vs. foto 2014, auto per traverso e sui marciapiedi

    https://maps.app.goo.gl/K1RidDyq9ri7shC2A

    vs. foto 2015, auto parcheggiate regolarmente:

    https://maps.app.goo.gl/dmvrKSx37RtFntkv9

    Cossa successe per provocare un simile miracolo? Per una settimana passarono i vigili con i carri attrezzi, tutti i giorni, più volte al giorno.
    A riprova che se le regole si fanno rispettare, poi vengono rispettate e l’esempio dura nel tempo.

  6. La soluzione più logica è spostare la fermata proprio sul piazzale Ponte Milvio, con tanti saluti alle auto ferme in doppia e anche tripla fila. Quelle sì che sono un ostacolo allo scorrimento del traffico.

    • Spostarla senza eliminare il problema delle auto che intralciano la circolazione porterebbe il bus a fermarsi accanto alle auto in tripla fila, bloccando sia le auto dirette verso la chiesa che soprattutto le auto che oggi riescono a defluire verso Via Flaminia.
      Oltre al pericolo per i passeggeri che dovrebbero salire e scendere in mezzo alle macchine, ammesso di riuscire a passare.
      Il tappo di traffico arriverebbe da un lato fino a Viale Angelico e dall’altro fino al cavalcavia dell’Olimpica.
      Devono essere eliminate le auto che intralciano, non ci sono soluzioni alternative. O si fanno rispettare le norme o è la legge del più forte o del più maleducato che si sente forte.

  7. se non ci fossero le auto in divieto di sosta lungo il primo tratto della Cassia, l’autobus potrebbe accostare, come previsto, e le macchine avrebbero una corsia libera per superarlo.
    Carro attrezzi e il problema si risolve!

  8. Egregio FB, la segnaletica da lei individuata va bene, ma siamo ancora sul piazzale di Ponte Milvio. Qui il tema dell’articolo è l’inizio di via Cassia e se lei sulla mappa gira l’angolo vedrà che non esiste alcun divieto, quindi se ne deduce che su via Cassia il parcheggio sul lato destro è lecito, per quanto discutibile.

    • Lettera f) del comma 1 dell’Art. 158 del Codice della Strada:

      “nei centri abitati, sulla corrispondenza delle aree di intersezione e in prossimità delle stesse a meno di 5 metri dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale, salvo diversa segnalazione”

      L’intersezione inizia all’altezza del cancello bianco dopo la curva, curva dove non si potrebbe comunque parcheggiare, e termina nei pressi della chiesa, ovvero più o meno qui:

      https://maps.app.goo.gl/fGoo7quVrrqpstzA6

      da dove partirebbero i “5 metri dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale”, non troppo lontano dalle strisce pedonali.
      Se ci sono più intersezioni ravvicinate (come il bivio + l’immissione da sinistra), il divieto si estende fino a 5 metri dopo l’ultima intersezione
      L’intersezione con aiuola centrale va considerata come un’unica area di intersezione complessa, quindi il divieto copre tutto il tratto fino a 5 metri dopo l’ultimo punto di immissione.

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