
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa “lettera al direttore” a firma Vincenzo Pira relativa al fatto che l’ISTAT ha recentemente pubblicato per la prima volta dati molto dettagliati che mostrano quali sono le aree delle grandi città con un elevato disagio economico e sociale. Tali aree più disagiate sono state individuate attraverso un indice chiamato IDISE, Indice di Disagio Socio-Economico, che cerca di rispondere a una domanda molto complessa: come si misura il disagio a livello cittadino.
I ricercatori dell’ISTAT hanno risposto incrociando nove indicatori. Tra gli altri ci sono il tasso di occupazione tra 25 e 64 anni, la percentuale di famiglie a basso reddito, la percentuale di persone con più di 70 anni che vivono da sole e non hanno una casa di proprietà, la percentuale di giovani che non studia e non lavora, la percentuale di studenti che abbandona la scuola. La media comunale è 100; le percentuali più alte indicano le aree con maggior disagi.
“Analizziamo i dati del Municipio Roma XV – scrive Vincenzo Pira – considerando le principali zone urbanistiche”.
“E facciamolo considerando i seguenti fattori: la percentuale delle persone con più di 70 anni e che non ha una casa di proprietà; quella dei giovani con meno di 29 anni che non hanno un lavoro e non studiano; quella dell’occupazione tra i 25 e i 64 anni e, infine, la percentuale delle persone che vivono in famiglie a basso reddito.
Da questi dati le zone con maggior indice di disagio socio-economico sono Cesano e Labaro. Seguite da La Storta, Santa Cornelia e Tomba di Nerone.
Le percentuali vanno relazionate ai dati assoluti che devono considerare i dati demografici di ogni quartiere: a Tomba di Nerone, Labaro, La Storta vi è un numero assoluto di persone in condizioni di vulnerabilità sociale ed economica.
Cesano, Labaro e Santa Cornelia sono i quartieri dove è maggiore il numero di NEET.
La disoccupazione è maggiore a Cesano, Labaro, La Storta e Tomba di Nerone.
A Cesano, Labaro, La Storta e santa Cornelia vi è il maggior numero di persone che vivono con redditi al di sotto della soglia di povertà.
Da considerare la forte presenza di immigrati in queste zone: Tomba di Nerone con 8.238 persone, Labaro 4.898, La Storta 4.857, Cesano 2.900, Santa Cornelia 1.424
Anche da questi dati si evince che nel Municipio XV vi è una marcata disuguaglianza all’interno di un territorio che complessivamente risulta ad alto reddito e con livello di benessere superiore alla media di altri municipi romani ma con aree di povertà relativa ed estrema molto accentuate in alcuni quartieri (Labaro, Cesano, La Storta e Tomba di Nerone)
Diceva Trilussa: Sai ched’è la statistica? È na’ cosa che serve pe fà un conto in generale de la gente che nasce, che sta male, che more, che va in carcere e che spósa… Me spiego: da li conti che se fanno seconno le statistiche d’adesso risurta che te tocca un pollo all’anno: e, se nun entra nelle spese tue, t’entra ne la statistica lo stesso perchè c’è un antro che ne magna due.
E questo vale anche dentro uno stesso quartiere. Nella programmazione delle politiche municipali sono dati da tenere presenti”.
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