Home CRONACA Le sorelle Bullio, protagoniste di Vigna Clara

Le sorelle Bullio, protagoniste di Vigna Clara

sorelle bullio farmacia vigna clara
Galvanica Bruni

Galeotto fu il Bridge… Due protagoniste di Vigna Clara, le sorelle Bullio. Sono loro a gestire ora la prima farmacia arrivata nel quartiere.

VCB: Intanto cominciamo con chi delle due è arrivata prima in farmacia?

Giacinta: Sono arrivata prima io, perché sono la più anziana…

Promuovi la tua attività commerciale a Roma Nord

VCB: …cioè…la meno giovane. E quanti anni aveva?

G.: avevo 24 anni, 24 e mezzo per la precisione. Una giovane fanciulla. Siamo sempre state trattate molto severamente, perché papà e mamma avevano una mentalità per la quale  noi dovevamo essere loro grate per il fatto che ci offrivano un posto di lavoro, e quindi ci dovevamo guadagnare tutto quello che loro ci davano con il lavoro, il sacrificio. Col risultato che non c’erano orari, riposi…

VCB: I Vostri primi ricordi di Vigna Clara?

Bianca: Io devo dire che era un posto divertente… io ho dei bellissimi ricordi di Vigna Clara. Posso dire che non è più così?

VCB; Eh, lo diciamo in molti…

B.: Quando sono arrivata qua, c’era un bellissimo ambiente, persone carine, gentili… io mi sono trovata benissimo… ho fatto un sacco di amicizie… molto più di adesso, sono sincera.

G.: Io devo dire che ci sono molte persone per bene tra quelle che frequentano la farmacia, i nostri clienti storici, persone che spesso conosciamo da tanto tempo… abbiamo visto nascere i loro figli. Persone gentilissime, perbenissimo… Ci siamo affezionate a loro e loro hanno dimostrato di essersi affezionate e a noi.

Due sorelle che più diverse non potrebbero essere. Giacinta  e Bianca Bullio,  titolari della Farmacia Vigna Clara, uno dei pilastri del nostro quartiere, da sempre, si può dire, a largo Vigna Stelluti. No, non è che abbiamo abbandonato la ricerca dei pionieri del Far Nord. Ce ne sono ancora da scoprire…  ma abbiamo pensato che forse meritano attenzione anche i protagonisti attuali, quelli che la “pionierità”  in qualche modo l’hanno ereditata.

G.: Questa farmacia a me ha salvato la vita. Proprio dal punto di vista personale. Nel senso che quando mi sono separata, sono rimasta sola con una bambina piccola. Io, se non avessi avuto questo lavoro e questo affetto da parte della gente, sarei impazzita. Io sono e sarò sempre estremamente grata a questo quartiere. Io non abito qui, ma se abitassi qui, mi troverei benissimo.

B.: È vero quello che dici, c’è ancora tanta gente carina e gentile… anche se fa un po’ Mulino Bianco…

G.: ma è vero…

B.: sì, ma non tutti… ci sono le persone più carine, più gentili, poi ci sono le altre… allora c’era molta più allegria. Adesso c’è molta più tristezza, c’è molta più rabbia… ma è anche la situazione del nostro Paese… non è più così…

VCB: Quando siete arrivate voi la farmacia era già di proprietà della famiglia, ma non è sempre stato così…

G.: Allora… la farmacia fu comprata da mamma perché… dunque… Nonna era amica della dottoressa Elsa Hasslacher, la precedente proprietaria, con cui giocava a Bridge, la quale purtroppo mancò e il marito, che era avvocato – non avevano figli – si trovò all’improvviso che non poteva tenere la farmacia, non avendo la laurea in farmacia, e così mamma, che era farmacista,  di punto in bianco si trovò a dover rispondere a questa proposta. Papà, che era medico, si vendette un appartamento che aveva in via delle Montagne Rocciose, all’EUR, e cominciarono l’avventura…Col patto che lui l’avrebbe gestita fino alla sua scomparsa. Mia madre accettò e la cosa vene fatta come si faceva all’epoca – ora nessuno lo farebbe più– con una stratta di mano. E così andò fino a che l’avvocato Teramo non mancò.

VCB.: E questo avveniva in che anno?

G.: Mi pare nel ’68… ci fu il decreto del medico provinciale…

VCB.: E mamma quanti anni aveva?

G.: Nel ’68 /’70… mamma era del 30, avrà avuto 38/ 40 anni. Ma si mise subito a lavorare con molto impegno…

VCB.: E papà Bullio…?

G.: Papà veniva spesso in farmacia, nonostante il suo lavoro – era cardiologo alla ASL e all’ordine di Malta – ma si occupava soprattutto della parte commerciale. Ma finché  non si è ammalato, e purtroppo si è ammalato molto presto, è stato sempre molto presente.

B.: Lui la mattina lavorava alla asl o i cavalieri di Malta e il pomeriggio veniva a dare una mano a mamma. La aiutava anche con le ricette se serviva

VCB.: E la farmacia  Hasslacher, che i vecchi Vignaclarini come me sicuramente ricordano, secondo voi, quando era stata aperta?

G.: Questo sinceramente non lo so, ma penso diversi anni prima…

VCB.: E lei, Bianca, quanti anni aveva quanto è entrata qui per la prima volta?

B.: 23… avevo 23 anni e mio padre mi ha messo a fare il magazziniere. Perché mio padre, giustamente, mi ha messo a mettere a posto le medicine e soltanto più tardi sono andata al banco, e non sapevo niente… e devo dire che la gente era molto più… spensierata. C’è da dire che era un momento di grande benessere economico. La gente aveva speranze…

G.: Però, dottor Chialvo, io trovo che il rapporto che abbiamo istaurato con le persone, i nostri clienti, sia un rapporto di affetto, di condivisione…

B.: Però c’è anche gente che ci tratta male… Prima era tutto molto più semplice. Era facile avere un rapporto con la gente. Adesso… Sono sempre tutti arrabbiati…E’ diventato tutto molto più difficile.

VCB.: Torniamo a Vigna Clara. Voi questo quartiere lo avete vissuto solo in farmacia o anche fuori della farmacia.

G.: Beh, indubbiamente, l’abbiamo vissuta soprattutto dalla farmacia. Però, come tutti, le nostre necessità le abbiamo risolte qui attorno. I medici, la clinica, i negozi. Vivo in un altro quartiere, a via Archimede, nella casa che era di mia madre, però la mia vita in pratica la vivo qua.

VCB.: Anche lei, Bianca vive da un’altra parte?

B.: Sì, anch’io vivo da un’altra parte, però anch’io la mia vita l’ho sempre vissuta qua. Io poi, ho vissuto parecchi anni a via Ronciglione. E fino a quando mio figlio non si è sposato ho  vissuto lì . Qui ci venivo a piedi. Per me Vigna Clara è il mio quartiere. Adesso abito a Viale Parioli nella casa che era di mio zio, ma devo dire che è molto più triste. Certo i tempi sono cambiati, ma qui è ancora molto più pieno di vita.

G.: I Parioli sono più freddi. Qui c’è un ambiente caldo. Santa Chiara offre tanti servizi anche alle persone che sono rimaste sole… Anche la mamma si è trovata bene qui.

B.: Aveva molte amiche con cui giocava a carte. Una sulla Camilluccia, una a Via Zandonai. Mamma ha vissuto molto qua. Più qua forse che non a Via Archimede. Ci tornava solo la sera.

G.: Mamma ha amato molto questa farmacia. Ha dato la vita per questa farmacia.

VCB: Della farmacia hanno bisogno tutti, e quindi sicuramente anche personaggi famosi. Qualche episodio divertente?

G.: Non c’è dubbio abbiamo visto passare di tutto. Le posso dire, ancora molto giovane e arrivata da poco, entrò un giorno in farmacia una persona che riconobbi subito come Lucio Battisti e secondo era effettivamente lui. Ovviamente lo accolsi con grande entusiasmo. Che piacere,  avere come cliente Lucio Battisti, il nostro mito, uno dei cantanti più importanti del momento… E lui mi con fare molto corretto, ma anche molto asettico, “me lo dicono in molti”… Ma secondo me era lui. Un’altra volta, invece, entrò Maria Beatrice di Savoia, di cui si parlava molto a quei tempi, i giornali l’avevano soprannominata Titti. Ed io timidamente le dissi, “che onore, Altezza Reale”, con un fil di voce… Ma devo dire che ne sono entrati veramente tanti. Qui sono passati La Vitti, Gasmman…

VCB.: Padre o figlio?

G: Padre, Vittorio, un uomo di grande fascino. Cocciante e Fiorello, Terence Hill e Bud Spencer… Nicola Pitrangeli, veniva pure la moglie, la ex…

B.: Claudia Cardinale con un occhio nero… Abitava nello stesso palazzo di mia madre e lei l’ha vista spesso un po’ ammaccata… E poi c’era Virna Lisi che era sempre molto arrabbiata, l’annunciatrice della TV, la Gambineri, che pure lei stava malissimo.

G.: Una persona che ci è rimasta nel cuore è Renato Carosone, ogni volta che entrava era una festa.

B.: E poi c’era quell’attore stupendo di Visconti, come si chiamava… Berger, Helmut Berger, che abitava in via Bodio, non era uno divertente, ma era di bellezza sconvolgente.

G.: Ma anche tanti, tanti altri, la Carrà,, una donna molto discreta…, Mariangela Melato, la bellissima Alba Parietti, anche simpatica, Renato Zero, la Carlucci, Frizzi, Lisa Gastoni…

B.: Alessia Marcuzzi, devo dire sempre molto carina, molto gentile, sempre “grazie, per favore”, sono rimasta sconvolta dall’educazione…

G.: Adorabile Asia Argento ed anche il papà, Dario, me lo ricordo che frequentava Santa Chiara ai tempi di Don Gianni, simpatico, carino, affettuoso. Ed anche la figlia, una persona deliziosa.

VCB.: Asia Argento…?

B.: Beh, non è che abbia una faccia molto empatica…

VCB. Passa per essere un tipo abbastanza isterico.

B.: Infatti…

G.: Devo dire che con noi è sempre stata affettuosissima, con grandi sorrisi…

B.: C’è da dire che quando vai in farmacia, non è che devi far vedere molto di te, chiedi un farmaco e finisce lì.

G.: E poi c’erano anche personaggi politici, ti ricordi quello che abitava a Via Pompeo Neri, comunista…

VCB.: Bertinotti…

G.: Sì, Beritinotti, lui e la moglie, venivano sempre…

B.: Anche la moglie di Berlinguer,  una persona di una modestia…

VCB.: Anche la figlia…

B.: Come no, Bianca… però devo dire che tutte queste persone, anche importanti, anche famose, quando entrano in farmacia hanno sempre un profilo molto basso. Forse perché in farmacia non ti viene… di questi personaggi non c’è mai stato niente da dire, sempre persone molto corrette, come se tutti entrando in farmacia volessero nascondere questo lato pubblico… Quando entri in farmacia, chiedi il farmaco… a meno che il farmacista non ti chieda, ma noi non siamo così. Cerchiamo sempre di rispettare la privacy del cliente.

VCB.: Giustamente… è possibile pure che il cliente non gradisca…

B.: Infatti devi stare molto attento, perché non sai poi chi hai davanti. Soprattutto in un contesto come quello della farmacia, molto delicato…

G.: A proposito di Don Gianni, indimenticabile, mi viene in mente che una cosa carina da raccontare ce l’avrei.

VCB: E ce la racconti…

G.: Allora… mi fecero un giorno una intervista per il TG1 chiedendomi cosa pensassi della pillola del giorno dopo. E noi farmacisti come ci comportavamo se una cliente ce la chiedeva. E io risposi che la pillola del giorno dopo si vendeva senza ricetta e all’epoca non c’era il limite dei 18 anni per assumerla e che quindi noi farmacisti eravamo tenuti a darla se ce la chiedevano. Feci questa intervista e andò in onda. Poco dopo capitò che entrai in chiesa, a Santa Chiara e c’era Don Gianni in piedi che mi guardava e con la mano mi minacciava con un’aria molto seria. Indimenticabile…

VCB:. D’altra parte, era un dovere, non è che potevate rifiutarvi…

G.: Ci sarebbe l’obiezione di coscienza…

VCB.: Non è solo per i medici…?

G.: No, no, puoi rifiutarti di dare la pillola, se sei obiettore di coscienza, un farmacista si rifiuta e vai da un altro.

VCB.: è un po’ ipocrita la cosa… non te la do io, ma te la da lui…

G.: Infatti, io la do. Però mi ricordo sempre la mano di Don Gianni…

VCB.: ricordi dei tempi del Covid?, Suppongo che per voi sia stato un periodo molto particolare…

G.: Difficile, molto difficile, io avevo molta paura. Ho  visto gente che stava molto male e diverse persone che conoscevo se ne sono andate. C’era un’affluenza notevole. Facevamo i tamponi… li facevamo fuori, ma poi la gente entrava per i certificati…e magari erano positivi, noi cercavamo di portaglieli fuori, ma comunque erano già entrati. Noi disinfettavamo tutto continuamente, però… c’era anche proprio una specie di psicosi del contagio. È stato un periodo terribile…

VCB.: Un periodo orribile per molti. In tutto questo, i figli che fanno, sono contenti di stare qua?

B.: No, mio figlio non ci sta più. Si è preso un’altra farmacia a Trastevere. È molto contento… una farmacia più piccola, ma è contento…

VCB.: In effetti era un po’ che non lo vedevo. Mi pareva di aver capito che era una figura importante qua dentro. Era lui che si occupava della parte organizzativa…

B.: Ahimè, sì. infatti, io che speravo, alla mia dolce età di rallentare un po’, mi sono trovata… Speravo… mo’ me do… e invece lavoro più di prima.

VCB.: E adesso chi si occupa di quello di cui si occupava lui.

G.: La parte informatica ormai è tutta impostata e abbiamo comunque un consulente che ci segue. Ma Luca comunque c’è.

VCB.: Ah, quindi continua ad occuparsi della farmacia?

B.: Da remoto, diciamo, tramite computer. Le fatture, gli stipendi, li gestisce lui.

VCB.: Suo figlio ha figli, mi pare, vero Bianca?

B.: Ce ne ha due, ma loro sono degli… Mia nuora fa l’ingegnere, sta facendo dei corsi, dei brevetti, va in Olanda… son matti. Mio figlio si è preso questa farmacia. È piccola ma lavorano tutto il giorno, anche il sabato e la domenica perché quello è un posto turistico. Insomma, hanno una vita bella impegnativa. Se la sono scelta loro…

VCB.: Bene, ci siamo fatti una bella chiacchierata, cos’altro possiamo dire…?

G.: Da parte mia, quello che può dire , come ho detto, è che io ho una profonda gratitudine per questo quartiere, per le persone di questo quartiere, per l’affetto che mi hanno saputo far sentire e che mi ha veramente salvato la vita.

Michele Chialvo

© RIPRODUZIONE VIETATA
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

1 commento

  1. Che bella intervista! E dimostra che Giacinta e Bianca sono davvero donne eccezionali. Una fortuna averle nel quartiere. Frequento la Farmacia da quando c’era la mamma, un bella signora anche lei molto gentile. Non ho invece ricordi del primo farmacista, arrivato credo negli anni ’60 perchè nel 1958, quando mi sono trasferita con i miei genitori e mio fratello a Vigna Clara, via di Vigna Stelluti ancora c’era. In quegli anni ero giovanissima e solo dopo la nascita del mio primo figlio ho iniziato a frequentarla Vi ho incrociato Milly Carlucci e e il simpaticissimo Mario Marenco, l’architetto che vestito da bambino compariva in Indietro tutta di Arbore. Siamo noi di Vigna Clara ad avere gratitudine e a ricambiare l’affetto di Giacinta e Bianca.

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome