Home AMBIENTE Bello vedere i romani che tornano al Tevere, però…

Bello vedere i romani che tornano al Tevere, però…

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Domenica 19 ottobre, complice una bellissima giornata di sole, i romani a migliaia si sono riversati lungo il neonato “Parco d’Affaccio Foro Italico”: famiglie con bambini e cani, giovani, anziani, ciclisti e corridori. E tantissime le persone che sono scese sulla banchina del Tevere come non accadeva più da decenni.

La realizzazione del Parco di Affaccio, la pulizia delle banchine, il taglio dei canneti che toglievano la vista sul fiume sono all’origine di questo “ritorno” dei romani al Tevere considerato da sempre come un fiume sporco, inquinato con le sponde “terra di nessuno”.

Vedere così tanta gente camminare sulle sponde senza alcun timore è qualcosa che fa sperare bene nel  futuro di questo fiume trascurato e maltrattato.

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Il Tevere, domenica 19 tra l’altro ha mostrato un volto inedito con il livello delle acque molto basse e quelle isole di sassi al centro del fiume, luogo di sosta di numerosi volatili: aironi, cormorani, anatre, gabbiani.

Tutto bene? No, ancora c’è da fare

Innanzi tutto, al momento non è possibile scendere alle banchine con carrozzine per bambini e disabili anche se in realtà, a valle di Ponte Milvio si sta costruendo una rampa di accesso che porterà sulle sponde.

A mancare è anche la manutenzione: i marmi nuovamente imbrattati, le aiuole danneggiate e con i fiori rinsecchiti, le erbacce, i rifiuti e tanti materiali di cantiere abbandonati tra l’erba.

Eseguiti i grandi lavori, quello che manca ora è la cura dell’ordinario; abbiamo già evidenziato come sulla sponda di sinistra dopo la pulizia delle banchine la vegetazione stia tornando ad occupare ogni spazio libero. In questo modo lavori lunghi e costosi alla fine risultano inutili.

Rimane poi il maggiore dei problemi ovvero la pulizia e bonifica delle rive che da sempre raccolgono enormi quantità di rifiuti e detriti, tra cui un numero impressionante di biciclette a noleggio.

Le barriere anti-rifiuti (che in realtà raccolgono prevalentemente piccoli oggetti galleggianti come le bottiglie di plastica) e le imbarcazioni “ecologiche”  in realtà non sono in grado di risolvere un fenomeno di enorme portata che richiede un intervento “strategico” su tutto il corso del Tevere da Castel Giubileo alla foce, ma anche sull’Aniene; un intervento che tra l’altro deve eliminare una delle maggiori fonti di inquinamento ovvero gli insediamenti abusivi.

Con la nascita dei “Parchi di affaccio” qualcosa è stato fatto; ora si deve però procedere speditamente a completare questa opera di risanamento e cura al fine di restituire ai romani l’intero corso cittadino del fiume.

Francesco Gargaglia

Ponte Milvio, inaugurato il Parco d’affaccio Foro Italico

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