
La IX sezione penale del Tribunale di Roma ha condannato in primo grado a nove anni di reclusione Salvatore Nicitra, da anni indicato come il “re dei videopoker” a Roma Nord.
La sentenza arriva al termine del processo nato dall’operazione “Jackpot” della DDA e dei Carabinieri: complessivamente 17 imputati sono stati riconosciuti colpevoli per un totale di circa 70 anni di carcere; non è stata riconosciuta l’aggravante del metodo mafioso. Franco Gambacurta è stato assolto.
Figura storica della criminalità capitolina con trascorsi nell’orbita della Banda della Magliana, Nicitra è stato riconosciuto come l’uomo che ha controllato la distribuzione e la gestione di slot e videopoker nell’area nord della Capitale, costruendo attorno a quel business il proprio potere economico.
Dall’operazione “Jackpot” alla confisca e poi la sentenza
L’inchiesta “Jackpot” scattò nel febbraio 2020 con oltre 30 persone arrestate con l’accusa di aver assunto il controllo, con modalità mafiose, del settore della distribuzione e gestione delle apparecchiature per il gioco d’azzardo (slot machine, videolottery, giochi e scommesse on line), imposte con carattere di esclusività alle attività commerciali di tutta l’area nord della capitale.
Nel marzo 2021 a Nicitra vennero confiscati beni per 13 milioni di euro, tra cui tre immobili di lusso in zona La Giustiniana: una villa in via Vittorio Ascoli del valore di settecentomila euro, un appartamento in via Rocco Santoliquido di 359 metri quadri stimato un milione di euro e una grande villa in via della Giustiniana dal valore stimato di un milione e settecentomila euro.
E ieri, mercoledì 8 ottobre, è arrivata da parte della IX sezione penale del Tribunale di Roma la condanna in primo grado a nove anni di reclusione.
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