
“Una nuova trama” per la raccolta degli abiti usati a Roma. Con questo slogan è partito il nuovo piano per la raccolta del tessile, voluto da AMA e dal Campidoglio.
I cassonetti gialli andranno in soffitta e saranno sostituiti con nuovi, caratterizzati da una colorazione rosso amaranto, colore caratteristico di AMA e dei suoi mezzi che ogni giorno percorrono le vie della capitale.
I primi cinquanta nuovi contenitori sono stati collocati nel Municipio XIII; sono stati posizionati in aree e punti protetti per contrastare atti di vandalismo e di rovistaggio, fenomeno questo più volte documentato da VignaClaraBlog.it.
I raccoglitori amaranto sono stati infatti posti vicino alla sede del XIII, in via Aurelia 470, presso i mercati rionali (Irnerio, Borgo Ticino/Casalotti), nei pressi delle scuole dell’infanzia e degli istituti comprensivi ma anche nelle aree adiacenti a supermercati, parrocchie e Centri Anziani.
La riorganizzazione del servizio interesserà successivamente il territorio del X Municipio e, progressivamente, sarà estesa a tutti gli altri municipi, dove saranno collocati in aree protette, come spazi recintati e zone sorvegliate e saranno chiusi con sistemi anti-intrusione.
“Assieme ad Ama abbiamo radicalmente ripensato questo servizio – ha sottolineato l’Assessore capitolino all’Ambiente Sabrina Alfonsi – particolarmente richiesto dai cittadini, allo scopo di eliminare gli elementi di criticità ereditati dal passato. I vecchi contenitori sia per le loro caratteristiche che per le modalità di posizionamento erano infatti esposti ad atti di vandalismo e rovistaggio, fenomeni che inevitabilmente incidono sul decoro cittadino. I materiali illecitamente prelevati dai contenitori, inoltre, vanno ad alimentare quei “mercatini” illegali che, oltre a generare degrado, costituiscono anche un rischio per la salute pubblica”.
“Vogliamo garantire ai cittadini un servizio efficiente e decoroso ed eliminare alla fonte i fenomeni di illegalità e utilizzo improprio dei cassonetti dedicati ai i tessili in modo da assicurare una corretta raccolta e il conseguente recupero di questi materiali”, Ha concluso Alfonsi.
Roberto Capparella
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