
Il Monumento ai Caduti di tutte le guerre, a Tomba di Nerone, ha raggiunto un livello di degrado inaccettabile. Ancora oggi un senza tetto, ricoperto di cartoni, dorme sulla panca in travertino tra sporcizia, rifiuti e topi che scorrazzano tra resti di cibo e bottiglie.
Numerose volte la nostra testata è intervenuta per denunciare questo stato di fatto che si protrae da anni senza soluzione ma la situazione odierna, che riguarda anche lo spazio poco distante vicino al vecchio Centro Anziani, è intollerabile e trovare rimedio non più rinviabile.
Non si tratta solo sporcizia ma anche di un potenziale rischio di natura sanitaria perché tutta l’area, dove tra l’altro insiste una scuola con centinaia di alunni, è invasa da topi che circolano liberamente sui marciapiedi e nelle aiuole.
I Monumenti ai Caduti di qualsiasi tipo che non raccolgono le salme di soldati ricadono sotto la responsabilità del Comune di Roma che ne deve curare lo stato e la manutenzione. Abbiamo quindi plaudito all’ultimo intervento del Servizio Giardini dello scorso mese di febbraio quando è stato fatto un intervento di pulizia radicale, compreso lo sfalcio delle piante cresciute disordinatamente che nascondevano cumuli di rifiuti.
Questo luogo era diventato negli anni una vera e propria discarica e punto di ritrovo di senza tetto che lo usavano come dormitorio, gabinetto e lavandino (oltre alle stoviglie qualcuno ci lavava anche i cani). Ma operazioni di questo tipo sono purtroppo una panacea, bastano pochi mesi perché tutto torni come prima. Servono soluzioni durature. Forse servirà una recinzione.
Che ben venga dunque la decisione di intervenire per porre fine una volta per tutte al degrado del Monumento ai Caduti a Tomba di Nerone annunciata su Facebook dell’Assessore all’Ambiente del XV Municipio Marcello Ribera che pochi giorni fa così ha scritto: “prossimamente ci sarà un intervento per interdire quell’area e garantirne decoro”.
Che lo si faccia in fretta però, restituire dignità a quel luogo e proteggerlo da ulteriori offese non è più procrastinabile.
Francesco Gargaglia
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Buongiorno, grazie per questo articolo. La situazione non è tollerabile e temo che la recinzione non risolva il problema, anche perché gli accampamenti riguardano non solo il monumento, ma – come correttamente avete fatto presente – anche la piazzola antistante l’ex centro anziani. Non possiamo recintare tutta la città, ma possiamo far sì che le forze dell’ordine presidino le aree a rischio ed allontanino le persone che causano il degrado.
Si tratta dell’ingresso di una scuola pubblica, è mai possibile una situazione del genere?
L’imperativo categorico era uno soltanto, scolpito a imperitura memoria sull’obelisco governativo: cercare gli scafisti lungo tutto il globo terracqueo.
Poi è vero che ci sarebbe quella frasetta …aiutatemi….c’è l’ho sulla punta della lingua….ah ecco… È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Roba vecchia. E poi questi mica sono cittadini, sono animali umani!
Che poi, a ben vedere, adesso con il piano di riarmo avremo bisogno di soldati, dunque perché non reclutarli tra questi disperati?
Si trasformeranno facilmente in novelli kapò senza batter ciglio, pronti a sparare sui portuali di Genova e Venezia senza rimorsi
???
Preg.mo Sig. Mosco, non ho avuto la possibilità di conoscere la Sua Dimora, ma mi è venuta in mente una possibilità che Ella vorrà senz’altro attuare. Perché non accoglie questi “novelli kapò” nella Sua abitazione per offrire loro quei servizi del quali sono stati ahimè privati? Certo di un accoglimento da parte Sua, ringrazio con gratitudine.