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Rifiuti, riportateveli a casa!

rifiuti abbandonati
ArsMedica

Nella civilissima Svezia si considera la natura un patrimonio a disposizione di tutti ed è per questo che si può accedere senza problemi anche ai terreni privati, e che ci si comporti poi civilmente è un fatto scontato.

Niente a che vedere con il nostro Paese dove c’è ancora chi al termine di una passeggiata o un pic-nic lascia tutto in terra: cartacce, avanzi di cibo, buste e bottiglie di plastica…Spesso oltre ai rifiuti si lasciano anche grandi bracieri dove sono state cotte enormi quantità di bistecche e salsicce, in barba ai tassativi divieti di non accendere fuochi. C’è anche chi raccoglie i rifiuti in un sacchetto di plastica che poi abbandona a bordo strada, convinto che prima o poi verrà portato via.

Chi percorre una bella strada di montagna può quindi “godere”, in questi giorni di vacanze sfrenate, di uno spettacolo colorato e davvero singolare perché oltre ai sacchetti si abbandona anche dell’altro: seggiole (come nella foto), indumenti e asciugami, vecchie graticole e bracieri, pentole e tegami…

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Racconta il giovane Mauro Corona che quando si recò negli USA con un amico per arrampicare sul “El Capitan”, parcheggiò l’auto alle pendici del monte. Durante la notte, alle 3 per la precisione, venne svegliato da un “ranger” che lo multò per aver parcheggiato la vettura con una ruota al di fuori delle strisce che indicavano il parcheggio.

Un eccesso di zelo? Può darsi ma resta il fatto che le “regole” vanno rispettate perché sono proprio le regole, specie quelle del “vivere civile” che ci permettono di sopravvivere all’interno della nostra comunità.

Vedere cumuli di rifiuti e ceneri sulle sponde di un immacolato ruscello di montagna è uno spettacolo deprimente ed è un fatto incomprensibile che gli autori di questi misfatti non se ne rendano conto.

Francesco Gargaglia

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